mercoledì 15 luglio 2015

Quarantaquattro fatti in fila per sei…

Mi permetto di raccomandare caldamente a tutti la lettura di questi posts da QueryOnLine. Una
quarta puntata uscirà a breve, quindi stay tuned...

Una 'chicca' per invogliarvi alla lettura:

1. La scienza non sa tutto. Il comico Dara Ò Briain ce lo ha spiegato bene “La scienza sa di non sapere tutto, altrimenti si fermerebbe. Ma solo perché la scienza non sa tutto non significa che si possano riempire i buchi con una qualsiasi favola o leggenda che ci piace.”

Ecco i links diretti alle pagine di QueryOnLine:

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

martedì 14 luglio 2015

Buon Venerdì 17 a tutti!!!

 
 

d8295-logoVersare del sale porta male?
 
A dire di no sono i soci del CICAP, Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze. E per venerdì 17 luglio ripropongono un giorno di mobilitazione nazionale chiamato Giornata Anti Superstizione.
«Da oltre 25 anni il CICAP è impegnato a combattere l’irrazionalità e la superstizione attraverso l’uso della scienza e della ragione. Normalmente lo facciamo con articoli, interventi radiotelevisivi, indagini e conferenze, ma, qualche volta, anche con esperienze insolite e divertenti come la Giornata Anti Superstizione» dice Massimo Polidoro, Segretario Nazionale del CICAP, già docente di Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca.
 
Il divertimento, l’ironia e la leggerezza rappresentano lo stile di fondo dell’evento, che si svolgerà in Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.
 
«In tutte le iniziative, organizzate dai volontari del CICAP, si inviteranno le persone a mettere in gioco le proprie credenze superstiziose» racconta Marta Annunziata, Coordinatrice dei Gruppi Locali del CICAP. «La Giornata Anti Superstizione è nata nel 2009, ma quest’anno abbiamo scelto il tema delle superstizioni a tavola. Chi lo vorrà potrà rovesciare del sale, incrociare le posate, capovolgere del pane… o semplicemente confrontarsi sull’argomento con i soci del CICAP. Solo chi avrà superato le prove però riceverà un attestato di non superstizioso! C’è chi in questi anni ne ha accumulati fino a sei…»
E per chi non può partecipare di persona? «”Non è vero… e non ci credo!” questo è il motto della Giornata Anti-superstizione. Chi lo condivide può rilanciare attraverso i social network l’iniziativa “Fai attraversare il tuo profilo da un gatto nero”: per partecipare è sufficiente inserire un gatto nero come proprio avatar di Facebook».
Come spiega Massimo Polidoro: “Essere superstiziosi condiziona negativamente la vita delle persone, che senza accorgersene alterano il proprio comportamento finendo per provocare proprio gli eventi sfortunati che tanto li spaventano. Oppure, interpretano in modo negativo qualunque circostanza legata a un oggetto ritenuto “porta-jella”. In ogni caso, questo tipo di atteggiamenti si trasforma in una profezia che si autoavvera.  Non dimentichiamo, infine, che la memoria è selettiva, vale a dire che tendiamo a ricordare di più gli eventi che confermano le nostre credenze, piuttosto che quelli che le smentiscono».
 
“La Giornata Anti Superstizione è un appuntamento tra il serio e il faceto, che vuole richiamare l'attenzione del pubblico sulle superstizioni, sulle curiosità a esse legate, sugli interessanti aspetti scientifici che esse possono presentare e sui rischi, talvolta molto gravi, che possono determinare” Commenta Silvano Fuso, docente di  chimica e autore del libro “Superstizioni: istruzioni per l'uso”.
 
ELENCO DEGLI APPUNTAMENTI
 
FRIULI VENEZIA GIULIA
Una cena a tema “anti superstizione”, con possibilità di superare le prove per superstiziosi, si svolgerà in una pizzeria della zona di Pordenone. Per informazioni scrivere a: cicap.pn@gmail.com
 
PIEMONTE:
Alle porte di Torino il gruppo locale propone nel pomeriggio un Percorso a ostacoli Anti Superstizione e una breve conferenza presso l'agrigelateria Sanpé di Poirino (TO).
A Cuneo in serata si terrà un’edizione speciale de "La Razionale Alcoolica" dedicata alla superstizione, con giochi a tema. La Razionale Alcoolica è un incontro informale, una genuina discussione tra persone con punti di vista magari anche molto distanti che insieme ragionano su un tema legato al paranormale o alle pseudoscienze, con rispetto reciproco e magari davanti a una birra, come nel modello inglese degli “Scettici al pub”.
Per info: piemonte@cicap.org
 
TOSCANA
A Pisa, in Corso Italia 85, davanti alla Chiesa di S. Maria del Carmine e alla Statua di Nicola Pisano, i soci della regione terranno un banchetto pomeridiano, con prove per superstiziosi.
 
VENETO
A partire dalle h. 16.00 il gruppo locale propone una serie di sfide alla superstizione nella località di villeggiatura Rosolina Mare (RO) presso il Bagno Tamerici, http://www.bagniferro.it/it/dove-siamo_45c5.html
Maggiori informazioni su veneto.cicap.org
 
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mercoledì 8 luglio 2015

Ci sono in giro molte medicine cosiddette ‘alternative’ (1), che si contrappongono, o vogliono ‘integrare’ la medicina ‘tradizionale’ o ‘ufficiale’.

Iniziamo subito col dire che non esiste medicina ‘ufficiale’ o ‘alternativa o altro. Esiste una medicina che è stata verificata e che funziona, ed una medicina che non da prove di funzionamento.

Per ‘provare’ in modo scientifico (2) che una medicina è efficace o no si segue un protocollo in doppio cieco (3), ovvero si prendono due (tre) gruppi omogenei di persone affette da una particolare patologia, ad uno si dà il medicinale da testare, all’altro un ‘placebo’ (4), ovvero una pillolina di zucchero senza principio attivo. Ad un eventuale terzo gruppo si somministra il medicinale normalmente usato.

Né i pazienti né i medici sanno chi prende cosa, per evitare di essere influenzati nelle valutazioni. Infatti, se io so che prendo il placebo non sentirò miglioramenti, mentre potrei sentire miglioramenti inesistenti se so che prendo il nuovo medicinale.

Solo un gruppo esterno di revisori sa chi ha preso cosa, e potranno quindi valutare i rapporti di medici e pazienti in modo obiettivo. Se il farmaco sotto esame da un risultato pari o inferiore al placebo, viene scartato. Se da risultati pari o superiori al farmaco ‘tradizionale’ si prosegue con le verifiche e la commercializzazione (e qui ci sono altri aspetti da valutare, come i costi, gli effetti collaterali eccetera).

Una cosa poco chiara al grande pubblico è la grande efficacia dell’effetto placebo: se io prendo qualcosa che penso mi faccia bene, mi sentirò meglio. Se a mio figlio o al mio cane do qualcosa che penso gli faccia bene, lo vedrò stare meglio.

Questo effetto di ‘autoinganno’ è potentissimo, ed ha un effetto reale, che può essere usato (ed è in effetti usato) per molte patologie psicosomatiche (5) o come ‘contentino’ per tutte quelle malattie che passano da sole.

In effetti, una gran parte dei medicinali che prendiamo non curano la malattia, ma ne attenuano o mascherano i sintomi. Per esempio, il raffreddore da solo passa in 7 giorni, se prendo qualcosa invece passa solo in una settimana!

In tanti casi, i principi attivi contenuti nei medicinali o in certi prodotti di erboristeria, danno un effettivo sollievo ai sintomi (antistaminici, antiinfiammatori), permettono di tenere sotto controllo un problema (digitale, insulina), o di sconfiggere mortali infezioni batteriche (antibiotici).

Per contro, usare un antibiotico per una malattia virale è perfettamente inutile, anzi può essere dannoso.

E’ importante sapere come e perché i farmaci funzionano, ed essere coscienti che l’effetto placebo esiste ed ha la sua influenza. Del perché parleremo la prossima volta…

Alla prossima!

1. https://it.wikipedia.org/wiki/Medicina_alternativa
2. https://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico
3. https://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_cieco
4. https://it.wikipedia.org/wiki/Placebo_(medicina)
5. https://it.wikipedia.org/wiki/Psicosomatica

Da AlessandriaNews

martedì 23 giugno 2015

The Dark Side Of The Moon...

Giovedì 2 Luglio, alle ore 21, presso la Biblioteca Civica di Novi Ligure - Centro Comunale di Cultura Gianfrancesco Capurro, si terrà una conferenza CICAP da titolo:

The Dark Side Of The Moon...
... ed altre cose che non sono quello che sembrano.

Molte idee comuni riguardo l'astronomia sono imprecise e confuse, e alcune di queste col tempo si sono radicate e sono diventate dei modi di dire, come "essere avanti anni luce", o dei veri e propri falsi miti, come la "faccia oscura della Luna".
Si tratta di fraintendimenti innocui, se non addirittura utili a ispirare artisti come i Pink Floyd: dobbiamo essere certamente più diffidenti nei confronti di altre tematiche, come i presunti allineamenti stellari che avrebbero dettato la disposizione di monumenti, o le credenze astrologiche.
In occasione dell'arrivo della sonda New Horizons nei pressi di Plutone, una conferenza per fare chiarezza su queste storie non è solo un modo per ingannare il tempo tra il mancato arrivo di Nibiru e la prossima improbabile catastrofe, ma diventa l'occasione per raccontare come funziona la scienza: svelare misteri non significa perdere il fascino dell'ignoto, ma scoprire nuove e autentiche meraviglie.


Clicca qui per andare all'evento Facebook.

Relatori:

Luca Antonelli - Matematico e informatico, coordinatore del coordinamento CICAP Piemonte, dove ha partecipato alle indagini su alcuni rabdomanti locali. Ha inoltre eseguito ricerche sui sistemi matematici per vincere al Lotto e sul presunto effetto della Luna sulle nascite.

Guido Bertolino - Coordinatore del CICAP Cuneo, dopo anni di triste consulenza informatica ora si occupa di simulazione ad Elementi Finiti nel campo della progettazione delle Arpe. E' arrivato a far parte del CICAP nel 2012 a cavallo si una scia chimica.

Vi aspettiamo!

lunedì 8 giugno 2015

Ma che riso mangi?

Nel leggere l’ottimo libro degli amici Dario Bressanini e Beatrice Mautino (Contro natura, ed. Rizzoli (1)) ho scoperto alcune cose interessanti sul riso e su tante altri cereali che usiamo quotidianamente (libro che consiglio caldamente a tutti).

Sul riso, o meglio sui risi, Dario ha anche scritto un articolo nel suo blog su Le Scienze (2), a cui vi rimando per i dettagli, e da cui pesco liberamente per questa ‘opinione’.


Ho scoperto che le definizioni ‘Arborio’ piuttosto che ‘Carnaroli’ o ‘Originario’, che un tempo indicavano esclusivamente specifiche varietà di riso, tuttora coltivate, a seguito della legge n. 235 del 18 marzo 1958 (3) indicano adesso delle generiche ‘griglie’ omogenee per i diversi impieghi culinari. Ogni griglia prende il nome da una varietà ‘storica’ di riso, e tutte le altre varietà che cadono nella stessa griglia vengono vendute con quel nome. E ci sono centinaia di varietà diverse, e nuove nascono ogni anno.

Se avete una scatola di riso «Originario», può contenere una delle seguenti varietà: Originario, Agata, Ambra, Arpa, Balilla, Brio, Castore, Centauro, Cerere, CL 12, Ducato, Elio, Eridano, Lagostino, Marte, Perla, Selenio, Sfera, Sole CL, SP 55, Terra CL o Virgo. Vista la produzione, è molto probabile che abbiate il Selenio.

Un caso ‘limite’ è l’Arborio. Creato da un incrocio tra Vialone e Lady Wright e coltivato per la prima volta nel 1946, ebbe grande successo, fino a diventare ‘IL’ risotto. Sempre alla ricerca di varietà con maggior resa e minori costi di coltivazione, nel 1972 la Società Italiana Sementi introduce il Volano, ottenuto da un incrocio tra Rizzotto e Stirpe 401, molto simile all’Arborio, e che cade nella stessa griglia. Il Volano pian piano rimpiazza l’Arborio e nel 2012 c’erano 20.000 ettari coltivati a Volano contro meno di 700 di Arborio. Si può dire è quasi certo che nella scatola di Arborio che avete a casa in realtà c’è il Volano.

Sono solo due i gruppi composti da una sola varietà (truffe a parte (4)), il Vialone Nano ed il Sant’Andrea, per tutti gli altri ci sono diverse varietà vendute sotto lo stesso nome. Certo, niente di così diverso da rovinare la preparazione dei piatti, ma le differenze tra le varietà ci sono. Se comprate la stessa marca di riso da sempre ed ogni tanto avete risultati diversi dal solito, il motivo potrebbe essere una diversa varietà di riso della stessa ‘griglia’. Infatti tra i criteri per essere inseriti nelle griglie si valutano l’aspetto del chicco, le dimensioni, la percentuale di amido, ecc., ma il gusto o la consistenza in cottura, per esempio, no.
A Massimo Biloni, direttore una delle varie aziende sementiere di riso italiane, questa legge non piace:
«Sappiate che è una cosa solo italiana. L’agricoltore non può dichiarare il falso e se produce Carnise lo deve vendere come Carnise. Le riserie invece possono acquistare il Carnise e venderlo come Carnaroli. Fuori dall’Italia sarebbe frode in commercio. Se in Francia inscatoli Carnise e lo chiami Carnaroli è frode in commercio. In Italia è una «frode legalizzata». Da far rizzare i capelli. La Comunità europea però ha detto che va bene e che non è una frode in commercio perché è un richiamo a nomi storici».
 
Ma la legge è in fase di revisione (5), e le cose miglioreranno! O forse no… Infatti pare che la situazione diventerà ancora meno trasparente per il consumatore, con griglie più rigide e ridotte alle 6 ‘tradizionali’. Le varietà ammesse in griglia dovranno obbligatoriamente chiamarsi col nome di riferimento del proprio gruppo. Tutte le altre decine di varietà in griglia non potranno più essere vendute come tali a meno di non uscire dalle griglie e cercare di conquistare il mercato da sole. Tutto il resto potrà essere miscelato e venduto come Tondo, Medio, Lungo A e Lungo B secondo la classificazione commerciale europea.
Se da un lato queste norme aiutano i risicoltori a produrre le varietà più redditizie senza ‘confondere’ il consumatore con nomi nuovi, dall’altra il consumatore viene ‘ingannato’ e portato a credere che il riso sia immutabile, lo stesso mangiato dai nostri nonni.
Io preferisco avere una corretta informazione e decidere consapevolmente cosa mangiare. Voi che ne dite?
PS: vi raccomando la lettura dell’articolo originale diDario Bressanini, molto più completo di questo riassuntino. E se volete approfondire, il libro ‘Contro natura’ di Beatrice e Dario vi potrà dare molti stimoli di riflessione.

venerdì 5 giugno 2015

Il convegno CICAP di Settembre

È finalmente online il programma completo del XIII Convegno nazionale del CICAP (Cesenza 25-27 settembre 2015). Tante conferme importanti, a partire da Piero Angela, Silvio Garattini ed Edoardo Boncinelli fino a Silvan.
****

Per la prima volta a un Convegno nazionale, interverranno l'anatomopatologa Cristina Cattaneo, lo scrittore Marco Malvaldi, il geologo Mario Tozzi, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, la conduttrice Nadia Toffa, lo storico Tommaso Carpegna di Falconieri, il medico Giovanni Ragazzini, il nefrologo Giuseppe Remuzzi e lo scrittore Antonio Pascale.

Tra gli amici storici del CICAP, oltre a tutti i suoi Soci Effettivi, interverranno anche Paolo Attivissimo, Silvia Bencivelli, Matteo Borrini, Marco Ciardi, Armando De Vincentiis, Salvo di Grazia, Marco Ferrari, Alice Pace, Lorenzo Rossi, Enrica Salvatorie Lisa Signorile.

Non mancheranno gli appuntamenti con la magia: un incontro speciale con Silvan, una serata magica condotta da Raul Cremona e il terzo appuntamento con il Workshop di Magia insieme ad alcuni dei più bei nomi della magia italiana. Inoltre, i locali del Teatro Bonci di Cesena ospiteranno lo straordinario “Illusionarium” di Carlo Faggi, un vero e proprio museo di illusioni ottiche interattive che i partecipanti potranno sperimentare in prima persona.

Scoprite qui il programma in tutti i suoi dettagli: http://convegno.cicap.org/2015

Ricordiamo che per chi si iscrive entro il 5 luglio è previsto uno sconto del 20% sulla quota di iscrizione!

Vi aspettiamo.

PS: io ci sarò... finalmente!

martedì 26 maggio 2015

Chiedi le prove!

Parte oggi “Chiedi le prove”, un’iniziativa promossa dal CICAP per incoraggiare tra i cittadini la diffusione del dubbio e della verifica su affermazioni che “sembrano” scientifiche ma, forse, non lo sono.

***

Un’affermazione scientifica senza prove non è scientifica.

Quante volte ogni giorno sentiamo uno spot o leggiamo un articolo che ci dicono che cosa sia buono o nocivo per la salute o per l’ambiente? Quante volte apprendiamo da un’intervista a un politico o un personaggio pubblico di nuove clamorose scoperte “scientifiche”? In tutti questi casi abbiamo la possibilità di analizzare le prove delle affermazioni che vengono fatte? La risposta è no.

Troppo spesso, infatti, chi afferma pubblicamente qualcosa evita di dimostrare ciò che dice, magari perché non è in buona fede, perché vuole evitare di appesantire un messaggio d’effetto, oppure perché egli stesso non è in grado di fornire valide referenze scientifiche, ma anche semplicemente per il diffuso malcostume di lasciare agli altri l’arduo compito della verifica e preferire una comunicazione più “emotiva” e diretta.

Chiedi le Prove” è un’iniziativa nata nel Regno Unito con il nome di “Ask for Evidence” per opera dell’associazione Sense About Science e promossa in Italia dal CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze). Essa ha lo scopo di aiutare le persone a richiedere prove e fatti documentati a supporto di affermazioni pubbliche di natura scientifica.

Non sempre, infatti, chi è curioso e vorrebbe saperne di più riguardo un’affermazione appena letta sa a chi rivolgersi esattamente, con quali mezzi e in quale forma veicolare la sua richiesta. Può capitare poi di non avere gli strumenti per comprendere o approfondire una eventuale risposta.

Sul sito chiedileprove.it, gli utenti possono trovare un efficace “manuale del perfetto asker” nonché una raccolta delle storie, ovvero resoconti delle richieste portate avanti da altri utenti, con l’aiuto di Chiedi le Prove: storie andate a buon fine, ma anche racconti di piccoli insuccessi da cui trarre importanti lezioni (che cosa si può capire, ad esempio da una mancata risposta?).

Cuore pulsante dell’iniziativa sono i social network.
Su Twitter si può usare l’hashtag #ChiediLeProve perché le segnalazioni e le richieste siano aggregate fra loro in modo che gli utenti possano seguirne l’evoluzione e sfruttare l’esperienza gli uni degli altri, mentre la pagina Facebook Chiedi Le Prove è l’estensione social del sito ed è quindi il luogo ideale per mantenersi aggiornati e poter esprimere la propria opinione.

Il progetto di “Chiedi le prove” sarà presentato nel corso del XIII Convegno Nazionale del CICAP (Cesena, 25-27 settembre 2015).
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Ufficio Stampa - CICAP
Comitato Italiano per il
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lunedì 25 maggio 2015

Il CICAP al Festival dei Giochi e del Fumetto di Carrara‏

Il CICAP presenta MisterInquirer a Carrara Show, Festival dei Giochi e del Fumetto (Carrara Fiere,
Viale Galileo Galilei 133, Marina di Carrara).

Dal 30 maggio al 2 giugno 2015, il CICAP sarà presente con uno stand al padiglione E, corsia 36. Qui sarà possibile conoscere il gioco da tavolo dedicato agli appassionati del mistero e partecipare a partite dimostrative per tutta la durata della manifestazione.



Il CICAP non è solo giochi, ma anche fumetto: allo stand saranno presentati i progetti a fumetti elaborati in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Jesi, e di Joe Criceto, l'investigatore pasticcione che i giovani lettori di Query conoscono bene.

MisterInquirer è un gioco destinato a tutti gli appassionati di misteri di ogni età dall'adolescenza in su. I giocatori sono divisi in più squadre che si muovono lungo il tabellone di gioco. A ogni squadra sono assegnate delle missioni da raggiungere nell'ambito di sette diverse tipologie di fenomeni e argomenti legati al paranormale e al mistero. La squadra che raggiunge gli obiettivi assegnati vince il gioco e i suoi componenti possono fregiarsi del titolo di "Mister Inquirer, Investigatore del mystero".

Il gioco è movimentato da una serie di imprevisti e di aiuti: anche i giocatori meno esperti possono quindi partecipare e sfruttare le numerose scorciatoie e possibilità tattiche, riuscendo pertanto ad affrontare alla pari anche giocatori preparati.

Il gioco ha anche uno scopo divulgativo: ogni risposta è corredata da una breve spiegazione che descrive l'argomento trattato, aggiungendo spunti, curiosità e possibilità di approfondimento.

Maggiori informazioni qui:
http://www.carrarashow.it/it/eventi-giochi/cicap.asp
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