giovedì 21 aprile 2016

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Il CICAP, infatti, dal 2010 e' stato riconosciuto come Associazione di promozione sociale: significa che e' possibile indicarlo nella dichiarazione dei redditi quale beneficiario del 5 per mille.

Non costa nulla perché e' il 5 per mille delle tasse che già si pagano e che, se non viene destinato a un ente indicato dal contribuente, resta allo Stato.
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Diamo spazio alle voci critiche

Domani 22 aprile 2016 alle ore 15 presso il Museo di Chimica dell'Università della Sapienza di Roma si svolgerà un seminario dal titolo:


Marco Todeschini - biografia scientifica di uno scienziato “dimenticato”
(http://www.chem.uniroma1.it/notizie/seminario-al-museo-di-chimica-1)


tenuto da Fiorenzo Zampieri, collaboratore del sito “Circolo di PsicoBioFisica - Amici di Marco Todeschini” (http://www.circolotodeschini.com/).


Todeschini (1899-1988) elaborò un modello di scienza, detto "psicobiofisica", che a suo parere avrebbe potuto spiegare e unificare fenomeni come la telepatia, la rabdomanzia, i fenomeni spiritici, l'agopuntura, o l'omeopatia.


Il CICAP chiede che il convegno dia spazio al dibattito e a posizioni critiche sulle teorie di Todeschini e non si trasformi in una celebrazione che potrebbe dare una parvenza di avallo a teorie fantasiose e mai dimostrate.


Commenta Andrea Ferrero, responsabile della formazione del CICAP:
«Quando gli enti pubblici sponsorizzano un convegno su temi scientifici hanno una responsabilità importante, perché qualunque patrocinio concesso equivale nei fatti a una patente di credibilità.»


Siamo favorevoli a discutere pubblicamente di qualsiasi teoria, ma chiediamo di farlo in modo critico e razionale a partire dalla valutazione delle prove sperimentali, che purtroppo nel caso di Todeschini non ci sono.
______________________
Ufficio Stampa - CICAP
Comitato Italiano per il
Controllo delle Affermazioni
sulle Pseudoscienze
Casella postale 847
35100 Padova
tel. e fax 049-686870
e-mail: ufficiostampa@cicap.org

venerdì 8 aprile 2016

Olivi salentini

Come forse saprete, da poco più di un anno gli oliveti di una zona della Puglia sono stati colpiti da una malattia detta CoDiRO, il Complesso del Disseccamento Rapido degli Olivi, una malattia che
colpisce le piante e le porta velocemente alla morte.


Non se ne conoscono le cause precise. C’è chi dà la colpa ai funghi, chi accusa i diserbanti a base di glifosato, chi parla di malattie che son lì fin dalla notte dei tempi e che possono essere curate con metodi “naturali”. Sono tutte ipotesi plausibili (alcune più plausibili di altre) e che devono essere studiate, ma quel che è certo è che un batterio pericoloso, la Xylella fastidiosa, c’è e si sta diffondendo verso nord, là dove con l’olio ci si vive.


Viste analoghe epidemie in altre parti del mondo, si è pensato che la causa principale, oltre ad una scarsa cura degli uliveti, sia appunto il batterio, per la precisione il suo ceppo ST53, diffuso da un insetto, la sputacchina (Philaenus spumarius).


La soluzione proposta, certamente drastica ma da precedenti esperienze probabilmente risolutiva, era di sradicare gli olivi infetti e fare una zona di ‘barriera’ intorno alle aree colpite. In questo modo l’insetto non avrebbe potuto contagiare nuove piante.


Il presidente nazionale di Confagricoltura, nell’ottobre del 2015, ha affermato: “L’emergenza Xylella deve essere risolta e tutti i protagonisti devono responsabilmente svolgere la propria parte! Ne va del futuro dell’olivicoltura nazionale e del settore vivaistico italiano. Non è più il tempo di ipotesi alternative. Occorre andare nella direzione dell’estirpazione delle piante infette per tutelare la nostra olivicoltura e la nostra agricoltura; venir meno a questi obblighi danneggia tutti, favorisce l’espandersi della fitopatia, come già accaduto con l’allargamento della zona infetta.”


Tutti d’accordo? Ovviamente no. “Non c’è nessuna emergenza!” ha dichiarato il Procuratore Cataldo Motta nel corso della conferenza stampa di dicembre nella quale è stato presentato il decreto di sequestro degli olivi, “Xylella è presente in Puglia da almeno vent'anni e ne esistono ben nove ceppi diversi”. La presenza del batterio sul territorio salentino da molti anni sarebbe la prova, secondo la Procura, dell’innocuità del batterio, tanto da giustificare il sequestro degli alberi e il blocco del piano di contenimento. 


Le affermazioni del dottor Motta non hanno convinto i ricercatori, e Le Scienze ha avviato una raccolta firme (1) per poter avere i dati scientifici alla base della decisione e poter studiare il problema con tutte le informazioni disponibili.


Ma è vero che Xylella c’è da così tanto tempo? Ed è vero che ci sono addirittura nove ceppi?


Uno studio (2) pubblicato il 2 Marzo sulla rivista "European Journal of Plant Pathology" afferma, sulla base delle numerose analisi effettuate sugli olivi salentini, che c’è un solo ceppo di batterio, non nove, originato da un’unica introduzione nel territorio salentino di una pianta costaricana contaminata.


Il 30 Marzo, un comunicato ufficiale (3) dell’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, ha assestato un duro colpo alle speculazioni dei complottisti riguardo al disseccamento degli olivi pugliesi. Oggi chi afferma che non ci siano buone ragioni per collegare l’epidemia di CoDiRO alla Xylella fastidiosa dovrà farlo contro le evidenze scientifiche del contrario, che vanno accumulandosi sempre più.


E nel frattempo, gli olivi che secondo gli studiosi e la confagricoltura dovevano essere abbattuti per fermare l’epidemia sono ancora sequestrati, e sono ancora in piedi a diffondere l’infezione. Meno male che possiamo importare olio dalla Tunisia.




Alla prossima.




1) http://www.lescienze.it/news/2016/01/15/news/xylella_lettera_aperta_procuratore_lecce_motta-2930682/
2) http://www.lescienze.it/news/2016/03/03/news/xylella_origine_ceppo_unico-3000461/
3) http://www.lescienze.it/news/2016/03/30/news/xylella_olivi_patogeno_conferma_efsa_insetto-3033824/


Da http://www.alessandrianews.it/opinioni/olivi-salentini-130246.html

venerdì 18 marzo 2016

Trivelle

L'Italia ha una lunga storia di referendum che avevano un significato ma venivano presentati con un altro. Ed altrettanto lunga è la storia di referendum il cui risultato è stato disatteso oppure che hanno portato a conseguenze che non facevano parte del quesito.


Ovviamente anche quello del prossimo 17 Aprile rientra nella casistica... se non fosse che è il primo ad essere presentato da alcune regioni.


I promotori del SI dicono in pratica (lasciatemi semplificare) basta trivellazioni (con una campagna molto fine ed elegante denominata 'trivella tua sorella', fortunatamente finita subito).


Il quesito, invece, NON parla di nuove trivellazioni, anche perché queste sono già vietate per legge. Nel caso vinca il SI e si raggiunga il quorum, semplicemente le piattaforme di estrazione esistenti (che fanno SOLO estrazione, NON trivellazione) non potranno avere il rinnovo della concessione.


Risultato? Per almeno altri 5 anni, e fino a 20, tutte le piattaforme esistenti continueranno a lavorare. Poi, una ad una, dovranno chiudere, anche se ancora produttive, con aggravi di costi e MAGGIORI rischi ecologici, in quanto sigillare un pozzo attivo è più pericoloso che chiuderne uno esaurito.


Leggetevi questi due articoli di OggiScienza con tutti i dettagli.


Saluti.


http://oggiscienza.it/2016/03/18/referendum-trivelle-italia-giacimenti/


http://oggiscienza.it/2016/03/16/trivelle-referendum-scienza/

giovedì 17 marzo 2016

Triangolo delle Bermuda: Mistero svelato (???) UPD 17/3/2016

Leggo il titolone che ho dato a questo post nella pagina MSN e sobbalzo: capperi, hanno risolto il non mistero?

I miei tre lettori ricorderanno un mio post del 2008 dove, in sintesi, si diceva che il mistero era di origine letteraria, quindi sono rimasto colpito da questo mistero svelato, e sono andato a leggere l'articolo originale, del Quotidiano di Puglia, che trovate a questo link.

Per chi non vuole aprire il link, ecco la prima parte dell'articolo:

Ci sarebbero alcuni enormi crateri sottomarini dietro uno dei misteri più intricati e discussi degli ultimi decenni. A individuare questa (ennesima) ipotesi nell’aggrovigliato giallo legato allo strano caso del Triangolo delle Bermuda, teatro “maledetto” di numerose e inspiegabili sparizioni di navi e aerei, è un gruppo di ricercatori della Arctic University di Norvegia.
“Esistono diverse giganti cavità sul fondo del mare in una zona nella parte centro-occidentale del Mare di Barents  causate probabilmente da enormi scoppi di gas”, sostengono al Sunday Times gli scienziati, convinti che proprio intorno a queste buche, profonde fino a 45 metri e larghe fino a 800, origini la ragione delle insolute scomparse verificatesi nel tratto di Oceano compreso tra le Bermuda, Porto Rico e la Florida.

WHAT??? Delle bolle di gas al circolo polare artico causerebbero la (non) scomparsa di navi ai tropici???

Continuando a leggere, si attribuisce la formazione di queste 'bolle' allo scioglimento di 'ghiaccio di metano'. Questo forse esiste al polo, ma dubito che abbondi nei mari caldi.

In chiusura di articolo, però, credo che l'arcano di sveli:
Per saperne di più, ora non resta che aspettare aprile: il mese prossimo, infatti, in occasione della riunione annuale della European Geosciences Union, l’indagine della Arctic University verrà finalmente pubblicata.

Ho la vaga sensazione che l'indagine uscirà esattamente il primo di aprile...

Ciao!

AGGIORNAMENTO: Ci sono diversi articoli on line, più o meno tutti sullo stesso tono:
ADN Kronos
http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2016/03/14/triangolo-delle-bermuda-nuova-ipotesi-per-svelare-mistero_puEBlaji0mt3Wzd2watB9O.html

Libero Quotidiano
http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze---tech/11889171/Triangolo-delle-Bermuda--l-ultima.html

Il Mattino
http://ilmattino.it/primopiano/esteri/triangolo_delle_bermuda_ricercatori_arctic_university_di_norvegia_studio_spiega_le_sparizioni_di_navi_aerei_mare_di_barents-1615225.html

Leggo
http://www.leggo.it/news/esteri/triangolo_delle_bermuda_ricercatori_arctic_university_di_norvegia_studio_spiega_le_sparizioni_di_navi_aerei_mare_di_barents-1615019.html

Ma soprattutto... Diregiovani.it pubblica la smentita dei ricercatori... Peccato senza mettere un link alla stessa...
http://www.diregiovani.it/2016/03/16/24325-risolto-mistero-triangolo-delle-bermuda.dg/

sabato 12 marzo 2016

Povera fisica...

Un amico astronomo ha pubblicato su Facebook un post dove riporta un documento disponibile in rete che voglio condividere con i miei lettori... ma prima vi faccio una domanda:
Siamo sulla Luna, in piedi. Abbiamo la tuta. Alziamo il braccio tenendo una matita tra le dita. Apriamo le dita e lasciamo la matita.
COSA SUCCEDE ALLA MATITA?


No, la risposta non è un trucco. La matita NON è dentro il guanto. Si tratta solo di fisica. Pensateci, poi leggete quanto segue.

--------------------------------

http://mennucc1.debian.net/Funny/gravita_sulla_luna.txt

---Originale di Adam Atkinson in MATE.ITA


Ho gia' messo una versione di questo messaggio in matenigmici, ma quest' area mi sembra più adatta... l'ho tradotto molto frettolosamente dalla versione originale in inglese. Chiedo scusa per eventuali errori di grammatica. Io essere povero straniero. Non sapere parlare.

Da due fonti (una americana, una inglese) ho sentito una storia che mi sembrava assurda e da non credere che MOLTE persone, se le chiedi "Cosa succede se vai sulla luna, metti una penna ad un metro della superficie e la rilasci?" dicono "Rimane li'" o "Vola via". Poi, secondo la storia, la conversazione tipo continua cosi': "Perché'?" "Perché non c'è la gravità sulla luna/nello spazio" "Hai visto i video degli astronauti Apollo?" "Si" "Cosa facevano" (imitazione di cammino sulla luna) "Come facevano a tornare/stare giù se non c'è la gravità?" "Portavano gli stivali pesanti".

Io NON credevo a questa storia, e l'ho raccontato come barzelletta ad un gruppo di amici qui. Mi hanno guardato in maniera strana e hanno detto "E allora? Mica stai cercando di dire che le cose cadano sulla luna!" e ho scoperto che avrebbero sbagliato... Cosi' ho fatto le domande sopraelencate a
MOLTE persone (quasi tutte laureate) e, non contando i fisici e matematici, almeno 90% hanno sbagliato. Poi, se la prendono se suggerisci che avrebbero dovuto saperlo, o ti prendono in giro perche' pretendi cose assurde.
"SIiiiiii' Adam. Ovviamente TUTTI sanno che c'e' la gravita' sulla luna,hahaha" (tono sarcastico)  come se avessi chiesto il quinto  potenziale di ionizzazione dell'Uranio 235. Le poche volte che l'ho raccontato come barzelletta mi sono trovato nei guai perche' almeno uno/a dei presenti non lo sapeva e lo trovava una cosa oscura/arcana che uno puo' benissimo non sapere. Alcuni (parecchi, anzi) non mi credono e dicono che la gravita' sulla luna NON c'e' e lo sanno di sicuro. (La segretaria di un gruppo di astrofisici al CNR mi ha dato dell'ignorante...)
Oramai la racconto come barzelletta solamente in posti sicuri tipo facoltà di fisica...

Due mie amiche (che avevano sbagliato...) qui sono rimaste a bocca aperta quando hanno saputo che un mio visitatore non sapeva cosa era/erano "gli Uffizi" a Firenze e hanno cominciato a dire "Ma sei ignorante! Che vergogna!" Io ho detto "Hmm. Piu' o meno come non sapere che le cose sulla luna cadono?" Queste due si sono arrabbiate in maniera incredibile. "No! Non e' la stessa cosa! Gli Uffizi fanno parte della esperienza quotidiana di tutti, ma la luna no. Non PUOI pretendere che la gente sappia cosa succede sulla luna. E' totalmente irragionevole."

Una rivista americana/inglese a Roma ("Metropolitan") mi ha chiesto di scrivere degli articoli umoristici, e ho offerto un resoconto breve della storia "stivali pesanti". Quelli in redazione non hanno "capito cosa stavo cercando di dire". Ho detto "Beh. Non ti sembra sorprendente che la gente pensa che non ci sia la gravita' sulla luna?" "Ma NON c'e' la gravita' sulla luna, Adam. Sarebbe questo l'umorismo nella tua storia cosiddetta umoristica?"

Cosi' ho scoperto che (a parte uno) nessuno a questa rivista avrebbe superato il "test". Anche loro mi dicevano che era totalmente irragionevole pretendere queste cose ecc. ecc. Commenti tipo "Who gives a fuck whether there's gravity on the moon or not? Who cares? It doesn't matter!" Ho detto "Ok, puoi benissimo passare la tua vita pensando che non ci sia la gravita' sulla luna, ma se tu scoprissi oggi che 90% dei tuoi amici pensassero che la capitale della Francia fosse Islamabad e che Beethoven fosse scultore, non ti meravigleriesti?" (Hmm non me la cavo molto bene con il congiuntivo...) Hanno detto "ovviamente si', ma non e' la stessa cosa". Secondo me, "gli astronauti portano stivali pesanti per non volare via" e "Betthoven era scultore" sono ignoranza da premio Nobel tutti e due. (La stessa rivista ha quasi rifiutato di mettere una cosa su mclink e internet, dicendo in tono di voce molto pesante che i loro lettori indubbiamente non si potrebbero fregare di meno di queste cose da tecnomani, che cavolo sarebbe internet, a cosa servirebbe, hahhaha e tu SI certo che mandi messaggi in svezia tutti i giorni Adam ecc. Burini ignoranti, direi. La posta elettronica in America e' abbastanza diffusa e 'sti pseudo-giornalisti americani non sapevano cos'era)

Ok. la maggior parte della gente (anche dei laureati) non sa risolvere le equazioni differenziali e probabilmente non sa neanche cosa sono. Forse non sa neanche risolvere 3x+1=10 o trovare la somma di due frazioni. (secondo me, patetico, ma cosi' stanno le cose e riesco a crederci se mi sforzo) ma questa cosa sugli stivali pesanti e' totalmente assurdo. La cosa piu' bella e che quando racconto questa storia ai fisici mi dicono "Ma su, Adam! Questi tizi ti stanno prendendo in giro! Non c'e' NESSUNO cosi' ignorante" ma quando un fisico mi dice questo davanti a non-fisici (per. es. il caso degli Uffizi) le discussioni diventano sempre MOLTO accese e io mi nascondo..

Io ed i miei amici fisici siamo irragionevoli? Se io devo sapere che Caravaggio era artista e che la capitale della Francia e' Parigi perche' i miei amici "artistici" non devono sapere che c'e' la gravita' sulla luna? (le famose due amiche citate sopra hanno poi chiesto "Allora, se non e' per mancanza di gravita', perche' gli astronauti avevano stivali cosi' grandi?" Quando ho menzionato il vuoto e la temperatura, hanno detto "OOh! uau! E quelli della NASA sapevano queste cose prima ancora di andare sulla Luna? Che bravi!" e NON in toni da preso in giro - dicevano sul serio. Commenti?

Fra gli "ignoranti" ci sono professori (ambisessi) della Sapienza, (almeno uno/a di Biologia), un ingegnere aerospaziale della European Space Agency (brutta esperienza, questa...), la segretaria al CNR che ho gia' menzionato, molti redattori alla Treccani, mia madre, svariati laureati di Cambridge in materie umanistiche, quasi tutta la redazione di "Metropolitan", quasi tutti gli insegnanti e studenti in una scuola privata di business studies.

Il contesto della barzelletta internet sulla luna era che un prof di filosofia in una lezione unversitaria in America ha detto "Cartesio ci ha insegnato che le cose non succedono sempre come potresti immaginare. Per esempio, se rilascio questa penna qui, cade, e potresti immaginare che la stessa cosa accadrebbe sulla Luna. Ma invece no. Sulla Luna, la penna rimarebbe sospesa..." Uno studente di fisica presente per motivi di "distribuzione" (un'idea interessante nelle (o in alcune?) universita' americane che ti costringe a fare dei corsi elementari in facolta' diverse dalla tua) ha cercato di correggere il prof, che ha insistito che lui aveva ragione. Gli altri studenti guardavano male il fisico.

Molti anni fa, all'inizio del mio secondo anno di italiano, stavamo (io e 20+ studenti del secondo anno del corso di laurea di Italiano a Cambridge) in Language Laboratory 2. Abbiamo visto una "puntata" di tg qualcosa e la professoressa ha cercato di farci parlare. Essendo piccole creature all'inizio del secondo anno, non sapevamo dire molto, e molti di noi non avevamo capito molto del tg. (All'epoca, ero al livello di "Ho sentito 'nonna' da qualche parte in quel brano di 15 minuti che ci ha fatto sentire, professoressa Tandello.")
Lo space shuttle (navetta spaziale) era nel tg, e allora la prof ha detto (dopo una cosa sulla versione Topolino di Casablanca) "Allora, ragazzi,cosa pensate del brano sugli astronauti? Secondo me, la parte piu' divertente dev'essere quando si allenano nella stanza senza gravita' nella loro base."
(Capivo le persone, ma non le tv/radio) L'unico turbato ero io "Er. Cosa intende, stanza senza gravita'?" "Sai, la stanza nella loro base dove vanno a fare pratica in assenza di gravita'" "Ah, no. Penso che Lei abbia visto filmati presi all'interno di un'aereo che temporaneamente segue una traiettoria orbitale o va in caduta libera o qualcosa del genere." "No, no, e' nella loro base sulla Terra" "Ah. E come fanno a non averci la gravita'?" "Ci sono gli scudi antigravitazionali tutto intorno" "Ah. Ne dubito. Gli scudi antigravitazionali non esistono." "Forse sei poco informato? Mi puoi garantire che non esistono?" "Se esistessero gia', avrei probabilemente visto qualcosa su Scientific American o New Scientist, a meno che la NSA non ci nasconda proprio tutto. Ma in quel caso, non lo metterebbero nel tg. Se sono POSSIBILI, vuol dire che tutta la fisica moderna e' sbagliata ma ovviamente questo non e' da escludere." (non garantisco ogni parola, ma e' stato piu' o meno cosi') Tutti gli altri studenti non capivano che problema avevo con l'idea della prof.

Se le persone, avendo visto filmati di astonauti in orbita, pensano che "non ci sia" la gravita' in orbita, ci posso credere. Quella e' ignoranza abbastanza sofisticata. (come avere idee un po' confuse su come funzionano le maree). Ma se hai visto che gli astronauti sulla luna tornano giu' quando saltano, dire che non c'e' la gravita' sulla luna e' assurdo. Infatti, quando menzioni gli astronauti alcune persone dicono "Eh. Gia'. Allora, la penna cade perche' la gravita' c'e'!" ma non molte.

martedì 8 marzo 2016

Le nuove catene di Sant’Antonio...

…o vecchia stupidità?

Rubo titolo ed incipit dal sito BUTAC (http://www.butac.it/), ottima pagina che non dovrebbe mancare nei vostri preferiti, per affrontare il problema delle bufale che viaggiano sui social network.

La rete permette facilmente di pubblicare notizie, foto, sensazioni, senza che ci sia un controllo. C’è chi pubblica in buona fede, chi lo fa per burla, e chi ancora per truffare. Il ‘condividi’ di Facebook o il ‘retweet’ di Twitter rendono estremamente facile diffondere quelle cose che colpiscono le nostre emozioni.

Per esempio, ho visto una foto di un gatto su un tavolo operatorio, aperto e sanguinante, con due loschi figuri che piantavano aghi in quella povera bestiolina martoriata, e la scritta intimava: condividi anche tu se sei contro questa barbarie!

Ah, povero micetto, bruti assassini che siete, dovete smetterla, certo che condivido!

Se invece di cedere alla effettiva brutalità della foto avessi fatto una veloce ricerca avrei scoperto che il gatto era vittima di un incidente, ed i due loschi figuri erano veterinari che stavano curando il micio… 

Esempio recentissimo, un noto personaggio politico italiano ha pubblicato una foto nel nuovissimo ‘Air Force One’ italiano dove, secondo il commento, la bandiera italiana era stata dipinta al contrario. Ottimo spunto per un po’ di polemica politica, gli sprechi fatti con errori marchiani… Ovviamente il post è stato velocemente condiviso da molti, un po’ perché contro il governo ‘a prescindere’, un po’
in quanto appartenenti all’area politica di chi ha fatto il post originale.

Ma di nuovo, sarebbe bastata una ricerca per scoprire che non si trattava di un errore, bensì di una convenzione. Sugli aerei la punta del velivolo viene considerata come il pennone della bandiera per cui sul lato sinistro il tricolore deve essere disegnato al contrario rispetto al lato destro. 

Siccome nessuno può essere esperto di tutto, interpretare male una cosa del genere è possibile, anzi, alzi la mano chi sapeva della convenzione che ho appena citato. Qualcuno deve aver informato la persona, ed il post è stato cancellato, cosa secondo me scorretta. Se ti capita un errore, e capita a tutti, per me fai più bella figura ad ammetterlo piuttosto che a cancellarlo, anche perché quello che metti in rete è lì per sempre.

Oltre alle bufole nuove ci sono anche quelle che, pur scadute, si ripresentano a distanza di pochi mesi. Alcune di queste sono talmente evidenti che ripostarle vi fa veramente fare una figuraccia. Vi faccio due esempi, e se ci siete caduti (succede… magari avevate la febbre o bevuto una birra di troppo) potete cercare di cancellare il vostro post… o meglio, chiedere scusa!

1 - “Marzo è molto speciale. Ci sono 3 giorni che si ripetono per 5 volte nello stesso mese. Succede solo una volta in 823 anni!” WOW che notizia! Peccato che basta prendere un calendario per scoprire che in realtà succede ogni 14 mesi.

2 – Lo dice la finanza e lo conferma il mio avvocato. Condividi anche tu questo messaggio per proteggere la tua privacy!

Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi governo, struttura governativa o privata, utilizzando o il monitoraggio di questo sito o qualsiasi dei suoi siti associati, non ha il mio permesso di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi altra «immagine» pubblicata nel mio profilo o diario….

Ed il messaggio prosegue su questi toni. Mi spiace, ma questo post NON protegge per nulla la vostra privacy, e condividerlo vi fa passare per ingenui. Se siete in internet, su Facebook, Twitter, Google eccetera, leggete le condizioni di contratto che avete SOTTOSCRITTO quando vi siete iscritti, e scoprirete che praticamente TUTTO quello che fate e pubblicate in rete è PUBBLICO!

Quindi, prima di condividere qualcosa verificate, e ricordatevi che quello che oggi scrivete in qualsiasi pagina web è scolpito nella pietra per l’eternità…

Alla prossima!


Pubblicato su:
http://www.alessandrianews.it/opinioni/le-nuove-catene-sant-antonioo-vecchia-stupidita-128292.html




giovedì 11 febbraio 2016

Onde gravitazionali

Non è certo una notizia da tutti i giorni quella annunciata oggi dai teams LIGO e VIRGO: le onde gravitazionali predette un secolo fa da tale Albert Einstein sono state osservate. Possiamo dire che il prossimo NOBEL per la fisica è già assegnato...

E' un altro passo in avanti nella comprensione dell'universo intorno a noi, ancora pieno di misteri.

Ed è una emozionante conquista della ricerca mondiale. A cosa porterà? Non lo so, ma se siamo dove siamo, lo dobbiamo a tante scoperte, piccole e grandi, fatte 'solo' per capire come funziona.

Ciao

http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.116.061102

http://www.scientificast.it/2016/02/11/le-onde-gravitazionali-esistono-e-le-abbiamo-viste/

E per gli ignoranti come me, la spiegazione a fumetti...
http://www.phdcomics.com/comics.php?f=1853#italian
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