Copio ed incollo, condividendo in pieno...
Link alla pagina di Prometeus, con video
Sabato 20 aprile, in concomitanza con il corteo nazionale contro la “vivisezione”, cinque membri del gruppo “ferma Green Hill” sono entrati abusivamente nel Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell'Università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I cinque attivisti hanno occupato lo stabulario, e dopo che alcuni si sono incatenati alle porte, hanno impedito l’accesso a polizia e personale di ricerca. Con l’intento di impedire lesioni alle persone coinvolte, i docenti universitari responsabili hanno avviato una lunga e laboriosa trattativa che si è conclusa con l'uscita degli attivisti dal dipartimento, in compagnia di un centinaio di topi e di un coniglio. Il danno arrecato, difficile da quantificare ma nell' ordine delle centinaia di migliaia di euro, va però ben oltre la perdita degli animali illegalmente asportati, in quanto gli animalisti hanno tolto i cartellini a tutte le gabbie, rendendo non più identificabili gli animali e di fatto mandando in fumo il lavoro di anni di ricerca scientifica e i finanziamenti relativi.
Le ricerche riguardano in gran parte malattie del sistema nervoso, per le quali vi è un disperato bisogno di cure, attualmente non disponibili: autismo, malattia di Parkinson, di Alzheimer, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina; le nostre ricerche sono finanziate da enti nazionali e internazionali tra cui Telethon, AIRC, NIDA, Fondazione Cariplo, Fondazione Mariani, Fondazione Sclerosi Multipla, Comunità Europea , Ministero della Ricerca, Ministero della Sanità, Regione Lombardia. I finanziamenti sono ottenuti mediante processi di valutazione rigorosa e i risultati sono pubblicati nelle migliori riviste internazionali nel campo.
L’incidente di sabato crea un precedente di inaudita gravità. Gli animalisti si sono arrogati il diritto di bloccare le ricerche approvate dagli uffici competenti del Ministero della ricerca, condotte secondo tutte le norme nazionali e internazionali sul trattamento degli animali da esperimento, finanziate da enti pubblici ma anche da fondazioni ONLUS, queste ultime sostenute dalle donazioni di cittadini generosi interessati alla salute pubblica. Gli stabulari del Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale rispondono a tutti i requisiti della legislazione europea vigente, e gli animali (topi, ratti e conigli, allevati ai soli scopi della ricerca e incapaci di sopravvivere in ambiente diverso da quello del laboratorio) sono mantenuti con la massima cura.
E’ innegabile che la sperimentazione animale rappresenti un delicato problema etico; la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questo problema ha portato alla approvazione in anni recenti della legislazione che regola l’uso degli animali nella ricerca, con conseguente enorme miglioramento delle condizioni di stabulazione e con l’ eliminazione di sofferenze inutili cui essi potrebbero essere sottoposti. Tuttavia, è altrettanto innegabile che i grandi progressi della medicina e lo sviluppo di terapie, sono stati possibili solamente grazie all’uso di animali da laboratorio, utilizzo che sarà necessario anche per futuri auspicabili sviluppi.
Immaginiamo che i lettori possano comprendere la nostra frustrazione e la nostra delusione per ciò che è successo. Le persone responsabili per gli eventi di sabato hanno oltraggiato non solo la comunità scientifica ma tutta la comunità che sostiene e crede nella ricerca al servizio della salute dell' uomo. A questa comunità e a tutta l'opinione pubblica noi chiediamo di prendere una chiara posizione, di modo che i responsabili siano chiamati a rispondere all'autorità giudiziaria , alle agenzie, ai singoli cittadini e alle famiglie dei pazienti che finanziano le nostre ricerche.
Speriamo inoltre che quanto è successo possa contribuire a chiarire la differenza tra “vivisezione” e ricerca di base volta alla scoperta di terapie per malattie ancora incurabili e gravemente invalidanti che affliggono la nostra società .
I ricercatori e gli associati dell'Istituto di Neuroscienze del CNR, sezione di Milano
.
Wikio
bUFOle & Co
Rubrica settimanale tra Scienza e Mysteri - da 'Il Novese', settimanale delle valli Borbera, Lemme e Scrivia, e da 'L'Ovadese', settimanale delle valli Orba e Stura
lunedì 22 aprile 2013
lunedì 15 aprile 2013
I terremoti. Metodo scientifico vs. ipotesi.
Aggiungo i miei due cents sull'argomento, dando risalto a quanto pubblicato su altri blog sul discorso terremoti.
Di seguito riporto quanto scritto da Bruna sul suo blog. Buona lettura.
Tre dei membri del gruppo Dibattito Scienza (di cui ho parlato per esempio qui e qui, e di cui mi onoro di far parte), autonominatisi scherzosamente i 3 “saggi” per seguire la moda corrente ;-) hanno preparato un documento da far pervenire alle Scuole Superiori di Frascati e Grottaferrata, in vista di questa conferenza: È possibile prevedere i terremoti?
Ecco la lettera che anche io ho firmato, come blogger e membro del gruppo Dibattito Scienza.
Invito tutti i lettori che la pensino come noi, anche se non membri di
Dibattito Scienza, a scrivere qui sotto in un commento (a questo link, mi raccomando!!!) la propria
adesione, con nome e cognome ed eventuale titolo o incarico (per
esempio, laureato in …, studente in..., Associazione XY...,
casalinga...).
La loro firma, se pervenuta a questo blog entro lunedì mattina alle ore 9,
verrà aggiunta al documento prima dell'invio. Dopo tale ora, per
motivi logistici personali, l'adesione dovrà essere inviata direttamente
a: petizionegiuliani@outlook.com
Vi lascio con questo interessante post.
. Wikio
Di seguito riporto quanto scritto da Bruna sul suo blog. Buona lettura.
Tre dei membri del gruppo Dibattito Scienza (di cui ho parlato per esempio qui e qui, e di cui mi onoro di far parte), autonominatisi scherzosamente i 3 “saggi” per seguire la moda corrente ;-) hanno preparato un documento da far pervenire alle Scuole Superiori di Frascati e Grottaferrata, in vista di questa conferenza: È possibile prevedere i terremoti?
Ecco la lettera che anche io ho firmato, come blogger e membro del gruppo Dibattito Scienza.
Ai signori Dirigenti
Scolastici e Consigli di Classe:
Istituto Tecnico
Industriale “E. Fermi” – Via Cesare Minardi 14 –
Frascati
Istituto Professionale per
i Servizi Commerciali “M. Pantaleoni” – Via B. Postorino 27 –
Frascati
Liceo Classico “Marco
Tullio Cicerone” – Via Fontana Vecchia 2 – Frascati
Istituto Tecnico
Commerciale “Michelangelo Buonarroti” – Via Angelo Celli 1 –
Frascati
Liceo Scientifico “Bruno
Touschek” – Via Kennedy – Grottaferrata
Scuola Superiore “Giovanni
Falcone” – Via Garibaldi,19 – Grottaferrata
Scuola Superiore “San
Nilo” – Piazza Marconi, 7 – Grottaferrata
Istituto Salesiano
Villa Sora - Via Tuscolana, 5 - Frascati
e, per conoscenza:
Italia Nostra –
Settore Educazione al Patrimonio -
educazioneformazione@italianostra.org
Oggetto: Crediti
formativi per conferenza Giampaolo Giuliani
Egregi Signori,
scriviamo per
richiedere una vostra presa di posizione in merito all’evento del
titolo “È possibile prevedere i
terremoti?”, che si terrà il 19
Aprile a Frascati. Questo evento prevede la presenza di
Giampaolo Giuliani, che ha recentemente fatto parlare di sé perché
sostiene di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di
radon, affiancato da Leonardo Nicoli, direttore della Fondazione
Giuliani.
Dobbiamo con
rammarico osservare che un’associazione meritoria, Italia Nostra,
offra il proprio patrocinio a un evento in cui un signore che si
muove all’esterno della comunità scientifica può liberamente
divulgare le sue opinabili ipotesi su un tema alquanto delicato e
sensibile, il tutto senza alcun
contraddittorio. Certamente ognuno
ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, il rammarico nasce
dalla perentorietà di certe affermazioni del signor Giuliani, che
non risultano a tutt’oggi verificate
(vedi approfondimento
allegato), diffuse sull’onda emotiva in un paese che negli ultimi
anni ha avuto a che fare con eventi sismici particolarmente
distruttivi. Il
rammarico si trasforma però in sdegno nell’apprendere
che la partecipazione a questo incontro verrà considerata come
credito formativo per gli studenti, nonostante non ci sia alcun
riconoscimento ufficiale delle idee del Sig. Giuliani, né da parte
del MIUR né da parte di altri Istituti che si occupano di
territorio, a qualunque titolo.
Una cosa che
vorremmo fosse insegnata agli studenti è che qualunque teoria
riguardante fenomeni naturali deve umilmente sottoporsi al giudizio
di tutti coloro che studiano, nei vari aspetti, questo stesso
fenomeno (peer-review).
Questo giudizio dovrà avvenire attraverso procedure standard, che
non possono prescindere da metodologie condivise di indagine;
dall’elaborazione di ipotesi e previsioni potenzialmente
verificabili; da adeguata pubblicazione dei risultati sperimentali;
dal controllo di esperti indipendenti; dalla verifica sperimentale
indipendente delle ipotesi formulate, ecc.
L’insieme di
queste procedure non è un capriccio di qualche fantomatico
establishment;
al contrario, queste regole hanno lo scopo di garantire una
conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e
condivisibile. Esse costituiscono il metodo
scientifico, che si è andato
costruendo nel corso dei secoli con il contributo di tutti coloro che
si occupano di Scienza e di Conoscenza, nella consapevolezza che la
conoscenza scientifica ha come giudice unico la Natura stessa, non
un’autorità terrestre, non sicuramente l’opinione pubblica. Chi
si colloca al difuori di queste pratiche collaudate – che, proprio
in virtù del fatto di ammettere la possibilità di errore,
forniscono gli strumenti per individuarlo e correggerlo – si
colloca al di fuori del mondo della scienza.
Purtroppo – e
l’esame delle cause sarebbe lungo è complesso – in questi ultimi
anni in Italia stiamo assistendo al fiorire di sedicenti “ricercatori
indipendenti” in vari campi del sapere; personaggi che si fanno
vanto dell’essere “emarginati dalla scienza ufficiale”, e
trovano così la maniera di diventare noti all’opinione pubblica,
propugnando fantomatiche “scoperte eccezionali”, rifiutate a
causa di chissà quali indegni complotti. Questi venditori
di illusioni giocano spesso con la
sofferenza delle persone, e trovano chi li sostiene per meri
interessi politici, ideologici od economici.
Contemporaneamente
viene sottovalutato, non finanziato, ostacolato il lavoro di tanti
ricercatori seri (spesso precari e malpagati) la cui colpa è quella
di non far parte del grande circuito mediatico, di non “far
notizia”. Il vero scandalo non è il presunto ostracismo verso
Giuliani o quelli come lui: il vero scandalo è che l’Italia
destina sempre meno risorse alla ricerca seria, all’Università,
all’Istruzione, mettendo una seria ipoteca sul nostro futuro come
nazione sviluppata e costringendo molti dei nostri ingegni più
brillanti a trasferirsi all’estero. Dare legittimità
agli outsider come Giuliani di certo
non aiuta a muoversi in questa direzione.
In conclusione
chiediamo a tutti voi, Dirigenti Scolastici e Docenti, di dare la
massima visibilità a questo documento e di non riconoscere, in sede
di consiglio di classe, crediti formativi a fronte della
presentazione dell’attestato di frequenza all’evento. Possiamo
suggerire, in alternativa, la partecipazione all’incontro "La
previsione dei terremoti: tra miti e realtà" di Warner
Marzocchi, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia – INGV, che si terrà il 18 aprile ore
16-18 presso il Dipartimento di Fisica, Università la Sapienza, Aula
Amaldi.
Ci auguriamo, ove
possibile e compatibilmente con il carico didattico, che quanto
scritto funga da stimolo per aprire una discussione con gli studenti
sull’importanza di una corretta e rigorosa informazione
scientifica.
Distinti saluti.
Marco Fulvio
Barozzi, blogger scientifico e
insegnante
Luca Di Fino,
ricercatore TD Dip. Fisica, Università
Tor Vergata
Aldo Piombino, blogger scientifico
Simone Angioni,
chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale
Scientificast
Marzia Bandoni,
esperta e-learning
Martino Benzi,
ingegnere
Paolo Bianchi,
blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast
Marco Casolino,
Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata
Pellegrino Conte,
professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di
Palermo
Carlo Cosmelli,
docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza
Marco Ferrari,
giornalista scientifico
Mario Genco,
Dibattito Scienza
Milena Macciò,
Dibattito Scienza
Silvano Mattioli,
Dibattito Scienza
Marco Messineo
Silvia Onesti,
Elettra-Sincrotrone Trieste
Daniele Oppo,
cronista free lance e blogger.
Giuseppe Perelli,
studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche
Lisa Signorile,
biologa e blogger scientifica.
Fabrizio Tessari,
Dibattito Scienza
Luca Vanini,
studente in Ingegneria Meccanica
Bruna Vestri,
Dibattito Scienza, blogger
Un
breve approfondimento
Le idee di Giampaolo
Giuliani non sono così originali e rivoluzionarie come certa stampa
afferma: sulle relazioni fra emissioni di radon e terremoti ci sono
diversi studi in molte aree sismiche del mondo, da Taiwan
all'Islanda, passando per la California. Tutte le principali riviste
scientifiche specializzate ne hanno prima o poi parlato. Che non sia
propriamente una novità lo dimostrano le prime tracce in
bibliografia, che risalgono al 1967. In California il sistema fu
usato regolarmente per un po' di tempo negli anni '70. Ci furono dei
riscontri per un paio di eventi nel 1979, ma poi il metodo è stato
sostanzialmente eliminato perché la sua affidabilità era scadente;
per esempio, il terremoto di Landers del 1972 fu seguito un paio di
settimane dopo l'evento
da anomali valori del gas e nel 1981 ci fu un brusco innalzamento dei
livelli nell'area di Los Angeles, ma non accadde nulla. A Taiwan,
dove vi sono aree particolarmente idonee a questi studi, sia
geologicamente che climaticamente, si sono registrati diversi episodi
di correlazione tra radon e sismicità. Ad esempio, la sorveglianza
della faglia di Chuko ha dimostrato un aumento delle emissioni di
radon prima di eventi sismici lungo quella specifica faglia, ma
ancora senza raggiungere una predizione degli eventi stessi in
qualche misura soddisfacente.
Il problema è che
questi studi hanno dato troppi falsi positivi mettendo in evidenza
quanto poco il radon sia predittivo. Una previsione è valida quando
funziona, cioè quando l'evento si verifica. Una previsione è
sbagliata sia se prevede qualcosa che poi non avviene (falso
positivo), sia quando non prevede
qualcosa che invece avviene (falso
negativo). Dire che prima o poi pioverà
a Roma è sicuramente una previsione che sarà confermata dai fatti,
ma non può considerarsi di certo rivoluzionaria, anche se basata su
osservazioni condivise.
C'è poi una
differenza fondamentale fra Giuliani e queste ricerche: tutte si
basano sullo studio di una singola faglia, quando invece Giuliani
parla genericamente di aree. Questo è un particolare di non
trascurabile importanza: prevedere un terremoto significa fare un
comunicato in cui si scrive che “circa
il tal giorno alla tal ora si verificherà lungo quella faglia un
evento di magnitudo n il quale provocherà uno scuotimento come da
cartografia allegata”. Come si può
definire l'area in cui vanno presi provvedimenti di protezione civile
senza sapere quale faglia si muoverà?
Ricordiamo inoltre che
Giuliani non ha mai realmente previsto nulla di significativo, come
dimostra un video del Marzo 2010 preparato dai ricercatori dell’INGV,
grazie al quale vengono messe in evidenza tutte le sue
contraddizioni: infatti non riesce, nemmeno successivamente al
tragico sisma che il 6 Aprile del 2009 colpì la città dell’Aquila,
a fornire una informazione coerente sulla sua presunta previsione del
terremoto. Anzi, risulta agli atti che una settimana prima del fatale
terremoto aquilano voleva sgomberare Sulmona a seguito dell'evento di
Magnitudo 4.0 che aveva colpito la cittadina il 29 marzo 2009.
Insomma, si prevede pioggia a Frascati e poi aprono gli ombrelli a
Ladispoli. Che previsione è?
Siamo convinti che la
ricerca sui segnali premonitori dei terremoti sia importante, ma
debba essere condotta contesti davvero affidabili, non certo
sull’onda dell’emotività o della personalizzazione. Siamo
tuttavia altrettanto certi che in un paese come il nostro sia più
importante investire nella prevenzione, con una adeguata gestione del
territorio e con norme e controlli più stringenti sul patrimonio
edilizio. La lezione ci viene dal Giappone, paese con sismicità
anche superiore alla nostra: costruire in maniera corretta e nei
luoghi corretti vuol dire anzitutto abbattere drasticamente la
perdita di vite umane, anche in caso di forti terremoti, oltre a
ridurre sensibilmente i costi per la ricostruzione post-sismica.
Certo che ci vogliono precise scelte politiche, e all’orizzonte non
si vedono segnali confortanti.
Vi lascio con questo interessante post.
. Wikio
giovedì 28 marzo 2013
Ragione contro emozione
Le Iene hanno portato alla ribalta il caso molto toccante di
una sfortunata bambina, Sofia, affetta da una grave malattia. La bambina era
curata con il ‘metodo Stamina’, bloccato dai NAS, e grazie all’emozione
suscitata dal servizio delle Iene il ministro ha autorizzato in via eccezionale
il proseguimento delle cure.
L’intervento di famosi cantanti (che sono notoriamente
esperti di medicina) e la anche comprensibile onda di commozione suscitata per
il caso umano ha portato a dipingere Balduzzi ed il ministero come i
"cattivi" che impediscono ad una bambina di proseguire le sue cure e
la Stamina Foundation come un ente benefico che ha seguito le
regole della scienza.
Per prima cosa vorrei rassicurare che capisco quale può
essere lo stato d’animo di una famiglia quando una persona cara – per di più
una bambina – è in gravi condizioni di salute.
Tuttavia non è con l’emozione che si guarisce. Quando la
guarigione è possibile (e purtroppo non sempre lo è) questa si ottiene
applicando la ragione e la scienza.
Dobbiamo quindi ragionare e sapere cosa è il ‘metodo
Stamina’.
Per prima cosa il Dott. Vannoni, responsabile di questo
metodo, non è un medico. È laureato in lettere ed insegna psicologia della
comunicazione. Le cellule staminali non sembrano essere parte del suo
curriculum.
Su questa ‘cura’ non si trovano pubblicazioni scientifiche,
test, esperimenti, lavori clinici o
altro che possano supportarne l’eventuale efficacia.
A fronte di queste ‘anomalie’, il PM Guariniello ha disposto
degli accertamenti. Si sono mossi così i NAS (Nuclei antisofisticazione dei
Carabinieri) e l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco), dopo il parere
dell'Istituto Superiore di Sanità su questa presunta terapia, per ispezionare
del centro, i suoi locali e la gestione delle presunte cure. I risultati
dell'ispezione parlano chiaro:
•l'esistenza di un concreto pericolo per i
pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da
trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette
scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente
confondibili
•in uno dei due campioni esaminati sono
stati riscontrati inquinanti in grado di determinare rilevanti effetti
biologici avversi come il rigetto cellulare e altre reazioni immunologiche
•il metodo è descritto in modo superficiale
e incongruo e prevede trattamenti con prodotti di origine animale vietati per
uso clinico. Non sono mai emersi né mai sono stati in precedenza riportati da
Stamina studi preclinici effettuati su animali prima di eseguire i trattamenti
nei pazienti in clinica
•le cellule prodotte dopo stimolazione in
coltura hanno una irrilevante attività biologica ai fini della rigenerazione
nervosa, che scompare dopo 24 ore, e la dose di cellule somministrate è
minimale rispetto agli standard di terapie analoghe pubblicati in letteratura.
I pazienti che ricevevano le cellule prodotte da Stamina erano trattati in
alcuni casi con cellule proprie (autotrapianto), in altri casi con cellule provenienti
da donatori esterni (allotrapianto), in altri casi ancora - e ciò ha destato
profonda preoccupazione - con cellule provenienti da altri pazienti malati, con
la possibile trasmissione di gravi patologie.
Il Board, applicando i
principi base dell'etica medica, ritiene che il progetto terapeutico e le
condizioni di applicazione della terapia siano assolutamente insufficienti e
senza valida documentazione scientifica e medica a supporto riconosciuta.
Sottolinea che i rischi biologici connessi alla terapia sono gravi e
inaccettabili e che la conduzione della metodologia non solo non ha rispettato
le norme di manipolazione e sicurezza, ma anche i più elementari standard di
indagine di laboratorio.
Questo ha portato al "blocco" della
somministrazione della terapia con conseguenti ricorsi (alcuni vinti ed altri
persi) di chi sottoponeva o voleva sottoporre i suoi cari alla
"cura". Il ministero ha stabilito che chi vuole sottoporsi a cure con
staminali può farlo solo in centri medici autorizzati anche se solo a fini
"compassionevoli", ma non in quel laboratorio che aveva mostrato
gravissime irregolarità, non solo amministrative.
Se questi fossero i risultati a carico di qualsiasi farmaco
o terapia in commercio sarebbe stato uno scandalo nazionale, si sarebbe parlato
di tentativo di strage, truffa pubblica, immondo tentativo di imbrogliare la
popolazione. Invece la reazione a tutto questo è stata molto diversa
realizzando un fenomeno causato dalla disinformazione, dall'ignoranza
scientifica e dalla voglia di aiutare a tutti i costi senza comprendere le
conseguenze del caso.
Rimando al blog Medbunker per gli approfondimenti del caso.
Alla prossima.
Da Il Novese, numero 12, Giovedì 28 Marzo 2013
Wikio
giovedì 7 marzo 2013
La falsa scienza
Ma che bello quando un amico fa uscire un nuovo libro! E
quando l’amico è Silvano Fuso, socio effettivo del CICAP, ed il libro tratta di
scienza, il piacere si moltiplica, visto che mi offre gustosi spunti per questa
rubrica…
In questo libro, Silvano, con il suo stile pacato e preciso
ma non certo noioso, ci offre una serie di casi che spaziano dalle vere e
proprie frodi scientifiche alle realtà più stupefacenti, passando per
situazioni dove gli scienziati si autoingannano per amore delle proprie teorie.
Uno dei punti di riflessione che il libro offre riguarda l’importanza che la
scienza (e sua figlia la tecnologia) ha assunto nel mondo moderno. Oggi siamo
letteralmente circondati dalla scienza, ma allo stesso tempo è diventato sempre
più facile trovare falsa scienza, e purtroppo non tutti hanno le conoscenze per
distinguere l’una dall’altra.
È quindi sempre più importante che chi si occupa di scienza
si renda conto del ruolo chiave che ha la corretta comunicazione. È facile fraintendere
una notizia quando questa viene strillata, ed ancor più quando la scienza viene
vista come una fonte di verità assoluta, oppure come la sorgente di tutti i
mali.
Una frase assume una particolare importanza: "Ogni
affermazione scientifica è infatti potenzialmente erronea e viene ritenuta vera
fino a quando non viene dimostrata falsa".
Chi fa vera scienza sa che le proprie teorie sono valide
solo in funzione di quello che riescono a dimostrare, e che sono sempre
migliorabili. Il vero scienziato cerca di mettere alla prova la sua teoria, e
se questa cade, beh, peccato, ne troveremo una migliore.
Chi fa falsa scienza, al contrario, vive di certezze
assolute, e cerca ogni scusa per evitare le prove contrarie. Non è la sua
teoria a sbagliare, sono i critici che la attaccano ingiustamente.
Ma lasciamo da parte la filosofia che questo libro ci regala
– non sono certo io la persona più qualificata per queste discussioni – e
passiamo a qualcuna delle tante ‘ghiottonerie’ che Silvano usa come base per il
suo discorso.
Mi ha colpito la storia di Robert Pershing Wadlow, nato nel
1918 in Illinois. A 8 anni era già alto 1 metro e 90, ed a 18 era 2 metri e
mezzo! Quando morì, a soli 22 anni, aveva superato i 2 metri e 70, e si pensa
che sarebbe cresciuto ancora.
Questa storia introduce altri famosi ‘giganti’,
come l’uomo di Cardiff, corpo pietrificato ritrovato durante gli scavi per un
pozzo nello stato di New York nel 1869. Il famoso Barnum cercò di comprare il corpo per esporlo nel
suo circo. Avendo ricevuto un rifiuto alla sua offerta, ne fece una copia e la
espose, affermando che l’altro era un falso! Ed aveva ragione, come
dichiararono gli studiosi che esaminarono il reperto! Anzi… lo stesso
scopritore confessò di aver organizzato lui la burla (che comunque gli fruttò
dei bei soldi). Ovviamente questa la trovate nella parte relativa alle frodi
‘volontarie’.
Nella parte ‘abbagli’ potrete invece trovare la storia,
recente e di cui si sono occupati in tanti, dalla ‘fusione fredda’. In questo
caso due scienziati, Pons e Fleischmann, affermarono di aver trovato un metodo
per produrre energia tramite la fusione a freddo di idrogeno. Lo stesso
processo che alimenta il nostro sole (e le bombe all’idrogeno) riprodotto in un
laboratorio, in un contenitore di vetro con degli elettrodi di palladio!
Ovviamente la notizia fece scalpore. Un sistema del genere potrebbe essere la
soluzione ai nostri problemi di energia. Purtroppo nessuno fu in grado di
riprodurre il fenomeno, ed oggi, dopo 20
anni di ricerche, la maggior parte degli scienziati ritiene che la fusione
fredda sia stata solo un grande errore.
Lascio a voi il piacere di leggere il libro per scoprire
altre storie interessanti: La Falsa Scienza, di Silvano Fuso, Carocci Editore.
Alla prossima!
Da Il Novese, numero 9, Giovedì 7 Marzo 2013
. Wikio
giovedì 28 febbraio 2013
La minaccia dallo spazio…
![]() |
| http://www.corriere.it |
La notizia è fresca: il 15 Febbraio un
meteorite ha causato circa 1500 feriti a Chelyabinsk, in Russia. Un evento
raro, ma non isolato.
Come ho avuto modo di scrivere in passato, ci sono molti
asteroidi in orbita attorno al Sole, e le loro orbite possono incrociare la
Terra. Esiste un gruppo di studio che di dedica alla ricerca ed al controllo di
questi corpi celesti, con un sito web liberamente consultabile: http://neo.jpl.nasa.gov/.
Tuttavia ci sono dei limiti. Possiamo controllare solo
quello che possiamo vedere, ed il meteorite del 15 Febbraio era piccolo, solo
17 metri di diametro ed una massa di 10.000 tonnellate. Troppo piccolo per
poter essere visto e seguito.
Si tratta del più grande oggetto dall’evento di Tunguska,
ma non l’unico che abbia colpito la Terra. Veramente colpito non è la parola
giusta, perché è raro che un meteorite raggiunga il suolo senza esplodere in
atmosfera, ed è quello che è successo in Russia: il bolide è esploso ed è l’onda d’urto dell’esplosione che ha causato
la maggior parte dei danni. A terra sono arrivati i frammenti del corpo
esploso.
Un evento di queste dimensioni è atteso in media ogni 100
anni, il che, trattandosi di probabilità e non di certezze, vuol dire che può
accadere di nuovo domani, oppure non prima del 2500.
Ci sono però corpi più piccoli che colpiscono il nostro
pianeta ogni giorno, tanto che si stima in circa 50
mila tonnellate all’anno la quantità di ‘detriti’ cosmici che ogni anno
‘appesantiscono’ la terra.
![]() |
| http://www.astrocampania.it |
Nella maggior parte dei casi si tratta di polveri o
ghiaia, senza alcun effetto. A volte sono abbastanza grandi da generare scie
luminose chiaramente visibili nel cielo notturno, come le famose ‘lacrime di
San Lorenzo’, o per meglio dire le Perseidi, una nuvola di
residui della cometa Swift-Tuttle
che attraversiamo nella prima metà di Agosto.
Di tutti questi meteoriti a terra
rimane polvere e granelli di pochi millimetri di diametro, e solo raramente
pezzi di dimensioni più sostanziose. La ‘fortuna’ è che la maggior parte dei
meteoriti cadono in acqua, senza causare danni, ma non sempre è così.
| http://it.wikipedia.org |
Come
detto, la maggior parte dei meteoriti si disintegrano in aria, e l'impatto con
la superficie terrestre è raro. Ogni anno si stima che il numero di rocce delle
dimensioni di una palla da baseball o più che cadono sulla Terra si aggiri
sulle 500. Di queste ne vengono mediamente recuperate solo 5 o 6; gran parte
delle rimanenti cadono negli oceani o comunque in zone in cui il terreno rende
difficile un loro recupero.
Per esempio, il 18 maggio 1988, sulla zona di Torino ovest,
cadde una pioggia di frammenti di meteorite. Uno, del peso di 800 g piombò
nel parcheggio dello stabilimento attualmente Alenia, in corso Marche.
Curiosamente l'azienda in questione costruisce, fra l'altro, anche scudi di
protezione anti-meteorite per satelliti artificiali. Altri frammenti vennero
raccolti a Pianezza, Collegno e Borgata Leumann. Il campione principale è
conservato presso la stessa Alenia.
Questa continua pioggia di polvere cosmica può anche essere
occasione per un simpatico esperimento: raccoglierle e studiarle. Questo viene
fatto nei licei americani, e non richiede chissà quali attrezzature. Serve solo
uno spazio aperto, un foglio di carta bianca oppure una grande bacinella, una
calamita ed un po di pazienza. Potete
trovare i dettagli nel blog Ditadifulmine. Potrebbe essere un’idea per il
prossimo anno scolastico.
Nel frattempo, sappiate che al momento non ci sono asteroidi
di dimensioni pericolose in rotta di collisione. Ma domani potrebbe cambiare…
Alla prossima!
Da Il Novese, numero 8, Giovedì 28 Febbraio 2013
. Wikio
Iscriviti a:
Post (Atom)




