domenica 19 agosto 2018

Il selfie di Salvini (UPD)

No, non è un post politico, non è in tema con il blog. Oltretutto, non trovo ci sia da gridare allo scandalo se un politico accetta di fare un selfie con una sua sostenitrice - al limite si può trovare la cosa inopportuna in occasione di un funerale, ma più inopportuna è semmai stata la signora a chiederlo.

Purtroppo la politica è decaduta ad un continuo insulto reciproco, e trovo ahimè normale che 'la parte avversa', qualunque essa sia, si attacchi a qualsiasi cosa per denigrare 'gli altri'. L'occasione è quindi stata debitamente sfruttata da chi è 'contro' l'attuale governo, mentre chi è a favore cerca ogni scusa per negare il fatto.

Rientra però negli obiettivi di questo blog 'sbufolare' le false notizie, e quindi…

Ribadisco: NON voglio fare politica, e, anche se inopportuno, NON trovo scandaloso accettare di fare un selfie.

Trovo invece scandaloso fare polemiche di livello così infimo, e incredibile come ci siano persone che si arrampichino sugli specchi ed inventino complotti per negare un'evidenza che, alla fine, non è poi niente di che...

Allora, circola una foto in cui Salvini si fa un selfie con una signora ai funerali di stato a Genova, il 18 Agosto.

La foto che pubblico, con la giacca blu, è tratta dalla pagina Facebook di Roberto Poletti Fan Club. Bufale.net la ha già analizzata ed è una foto vera.

La stessa pagina pubblica un'altra foto in cui Salvini appare in giacca nera, e viene definita 'fake' la news di Salvini in giacca blu che si fa i selfies.

Ora, io non so (ma lo sospetto, vedi sotto) da dove è stata tratta la foto in giacca nera, ed è possibile che si tratti solo di una diversa saturazione del colore dovuta a diversa fotocamera. Può anche essere una foto di altra occasione pubblica, oppure una foto ritoccata. O semplicemente si è cambiato la giacca (non credo sia vietato…).


Quello che so è che ci sono foto e video pubblici in cui si vede Salvini al funerale di Genova in giacca blu. Le tonalità variano (le condizioni di luce, le diverse camere, ritocchi in postproduzione, influsso degli alieni), ma è chiaramente Salvini a Genova in occasione del funerale.

Per esempio, in questo video tratto dal Corriere.it la giacca è blu scuro.

Anche in questo video, da RepTV, di GeDi Visual, la giacca è blu (e sembra tanto il video da cui è tratta la foto in giacca nera… fotoritocco forse?).

Nel video pubblicato da AlaNews, invece, la tonalità di blu della giacca appare più chiara, e al minuto 1.10 si vede chiaramente che di selfie si tratta.


So che è una vana speranza la mia, ma spero tanto che adesso almeno i miei tre lettori facciano pace con le evidenze e la smettano di spargere fesserie varie.

(PS: la pagina Facebook in questione mi ha bloccato e ha cancellato i miei commenti… viva la democrazia…).

PS: mi hanno segnalato che lo stesso Salvini ha pacificamente ammesso di essersi fatto il selfie con la signora. Nulla di male. Assurde le polemiche che lo condannano, e ancora più assurde le persone e le pagine che negano il fatto...



mercoledì 8 agosto 2018

Supervulcani

Sono appena tornato da un breve viaggio di lavoro in Campania, regione con belle spiagge (di cui non ho goduto), ottimo cibo (che ho felicemente gustato) e splendidi panorami.

Tra questi ultimi ovviamente svetta – letteralmente – il Vesuvio, uno dei più famosi vulcani del mondo, alto quasi 1300 metri e con un cratere di quasi 700 metri di diametro. Oltre ad essere la casa di Amelia, la fattucchiera Disney che cerca in tutti i modi di rubare la Numero Uno a Zio Paperone, il Vesuvio è soprattutto noto per le sue devastanti eruzioni, l’ultima delle quali nel 1944.
Immagine da Wikipedia

Nel 79 d.C. si verificò il principale evento eruttivo in epoca storica. L'eruzione, che ha profondamente modificato la morfologia del vulcano e dei territori circostanti, ha provocato la distruzione delle città di Ercolano, Pompei, Oplontis e Stabia, le cui rovine, rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal XVIII secolo. Queste rovine sono oggi una importantissima, anche se non curata come meriterebbe, meta del turismo internazionale.

Dall’eruzione del 1944 il Vesuvio è entrato in una fase di relativa tranquillità, perdendo anche il pennacchio di fumo che lo ha caratterizzato per secoli. Questo non significa che sia innocuo: la possibilità di un suo risveglio, forse anche esplosivo, è reale, e i possibili danni, anche in termini di vite umane, incalcolabili, ed è costantemente monitorato dall’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia.

Eppure il Vesuvio, nonostante le sue dimensioni, i danni fatti e quelli che potrebbe fare, non è un supervulcano. Il Vesuvio è nato all’interno della caldera di un vulcano ancora più grande, i cui resti costituiscono il Monte Somma, e che ancora non ha diritto al titolo di ‘supervulcano’.

Da FOCUS
Questa denominazione però spetta di diritto a un’altra zona vicino a Napoli, i Campi Flegrei. una successione di caldere, punti caldi, fumarole che occupano un’area di circa 13 km di diametro. Non abbiamo, oserei dire fortunatamente, resoconti storici delle eruzioni più importanti avvenute nei Campi Flegrei, ma i vulcanologi ne possono tracciare la storia grazie alle analisi stratigrafiche del terreno. Per esempio, nell'eruzione chiamata ‘del Tufo Giallo Napoletano’, risalente a 15.000 anni fa, furono emesse alcune decine di km3 di magma che ricoprirono un'area di circa 1.000 km2.
Negli ultimi 3500 anni nell’area flegrea c’è stata solo una eruzione del Monte Nuovo, nel 1538, una tra le eruzioni di minore intensità avvenute ai Campi Flegrei.

Immagine da Wikipedia
Questa zona è anche famosa per il fenomeno chiamato ‘bradisimo’, ovvero un lento sollevamento o abbassamento del suolo. Tra il 1970-72 ed il 1982-84 gli abitanti dell’area flegrea sono stati testimoni di un fenomeno di sollevamento del suolo che, in pochi mesi, ha portato quest’ultimo ad un livello, complessivamente, di circa 3.5 m più alto.

Il luogo, più di ogni altro, testimonianza nei secoli del bradismo flegreo è il Tempio di Serapide, situato in prossimità del Porto di Pozzuoli. Le rovine di tale costruzione (che risale alla fine del I sec. d.C) sono state di grande utilità per la ricostruzione dell'andamento del bradisismo grazie ai fori prodotti dai datteri di mare sulle colonne che, a partire dal IV sec. d.C. in poi, testimoniano le variazioni del suolo rispetto al livello marino.

Immagine da Wikipedia
Ci sono altre zone classificate come ‘supervulcani’. Una di queste è il famoso parco nazionale di Yellowstone, dove è presente una caldera vulcanica di 55 per 72 km, ovvero una superficie superiore a quella dell’intera provincia di Alessandria! Le tre più grandi eruzioni avvenute nell'area del parco di Yellowstone sono avvenute 2,1 milioni, 1,3 milioni e 640.000 anni fa. Da queste si formarono rispettivamente la caldera di Island Park, la caldera di Henry's Fork e quella di Yellowstone. Dalla prima eruzione, la più potente in assoluto, si sviluppò l'Huckleberry Ridge Tuff, una grande formazione di tufo situata nel centro del Nord America.

Anche il lago Toba, nella parte settentrionale dell'isola di Sumatra in Indonesia, è di origine vulcanica. Questo lago di 100 km di lunghezza e 30 km di larghezza è il risultato di una eruzione avvenuta circa 75000 anni fa, e ritenuta una delle più catastrofiche degli ultimi 500 000 anni.
Immagine da Wikipedia

Secondo Bill Rose e Craig Chesner della Michigan Technological University, il volume del materiale eruttato era all'incirca di 2800 km³, che seppellirono l'intera regione sotto numerosi metri di depositi. Si calcola che nella regione attorno al vulcano esse raggiunsero un'altezza superiore ai 400 metri. Le ceneri di riolite emesse dall'eruzione si trovano sparse in un raggio di 3000 km, interessando oltre all'isola di Sumatra anche la Malaysia e l'India, dove si trovano depositi altri fino a 4 metri.

Quali sarebbero le conseguenze del risveglio di uno di questi giganti? Se avete visto film come Dante's Peak - La furia della montagna, beh, non avete la più lontana idea del disastro che potrebbe accadere. Una eruzione dei Campi Flegrei come quella di 15000 anni fa penso che cancellerebbe ogni traccia umana da buona parte del sud Italia e avrebbe pesanti conseguenze in tutto il bacino del Mediterraneo.

Cosa possiamo fare per evitare o contenere questi mostri della natura? Praticamente nulla! L’unica opzione che abbiamo è monitorare costante queste zone per avere almeno il tempo di allontanare la popolazione dalle zone più a rischio.

Purtroppo quanto vi ho appena descritto non è una bufola. Anche siamo capacissimi di distruggere le risorse naturali e inquinare, non siamo in grado di resistere alle forze della natura.

Su questa nota lieta, vi auguro una felice estate! Alla prossima!

Pubblicato su AlessandriaNews Mercoledì 8 Agosto 2018

domenica 6 maggio 2018

VACCINI. LA BUONA INFORMAZIONE NON FA MALE

Siamo arrivati alle scadenze imposte dalla legge Lorenzin, che introdotto l’obbligatorietà di una serie di vaccini, pena la non ammissione dei bambini a scuola e multe per i genitori.

Il 2 maggio scorso l’ANSA riporta il divieto di recarsi in classe per due bambini di Torino, mentre in Valle D’Aosta 8 bambini non in regola frequentano regolarmente perché "Nessuno si è assunto la responsabilità di non far entrare a scuola i bambini, anche a causa di un vuoto normativo" (link 1).

Diversa la situazione in Lombardia. Il primo maggio Il Giorno (link 2) riporta un’intervista a Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, che preannuncia l’arrivo delle sanzioni per gli ‘irriducibili’, anche se il completamento dell’anno scolastico in corso non sembra a rischio.

Eppure la norma era (almeno per me) chiara. Nel mio blog nel settembre 2017 (link 3) avevo riportato le indicazioni della ASL di Alessandria, e il 6 febbraio 2018 il Ministero della Salute aveva pubblicato dei chiarimenti sulle scadenze (link 4). Ciononostante, siamo ancora a discutere di cose che dovrebbero essere fatte per logica scelta…

Il 7 aprile, la versione web de ‘La Sicilia’ (link 5) riporta numeri preoccupanti dell’epidemia di morbillo che ha portato (alla data dell’articolo) a 411 casi di infezione, 218 dei quali in Sicilia, e 4 morti.

Il 9 di aprile Fanpage.it (link 6) parla – giustamente – di ‘allarme morbillo’, e ricorda che nel 2017 l’Italia è stata ‘battuta’ solo dalla Romania come numero di casi.

Un articolo su Oggiscienza di Cristina da Rold del 5 ottobre (link 7) presenta dati più globali, con l’Italia al 5° posto mondiale. Calcolando però in base alla popolazione (link 8), risaliamo decisi al 2° posto, staccando paesi come Pakistan, Nigeria, Congo e India.

Ho parlato di morbillo, perché negli ultimi due anni ha portato moltissimi casi, e troppi morti, in Italia e non solo. Morti evitabili con una pratica semplice, poco costosa e a bassissimo rischio: la vaccinazione. Il discorso è valido per un lungo elenco di malattie infettive, dall’epatite alla meningite, per le quali sono disponibili, anzi obbligatori, vaccini che sono efficaci e sostanzialmente sicuri.

Non nascondo il fatto che le vaccinazioni, essendo in ogni caso un atto medico, hanno una percentuale di rischio, che tuttavia è di molti ordini di grandezza più basso e meno frequente del rischio che si correrebbe ad avere la malattia.

C’è però tanta disinformazione in giro, e questa disinformazione ha portato a tanta (legittima) paura nei genitori che devono vaccinare i loro figli.

Abbiamo anche perso la memoria dei ‘bei tempi antichi’, quando i vaccini non c’erano, e le mamme organizzavano le feste a casa dell’amichetto con varicella, rosolia o morbillo, perché si contagiassero ‘in modo naturale’… O meglio, i ‘varicella party’ li fanno ancora (link 9), perché non ci ricordiamo più dei danni che queste malattie portano. Danni gravi, a volte mortali.

Anche se negli ultimi mesi, grazie all’obbligo introdotto dalla legge, la copertura vaccinale è in risalita verso livelli soddisfacenti, restano ancora tanti dubbi e tante domande, nate dalla cattiva informazione che è stata fatta nel corso degli anni.

Ed è per questo che sono felice di annunciare che il prossimo Giovedì 17 maggio, alle ore 20,30, presso l’Aula Magna Casa di Carità Arti e Mestieri, Via Antonio Gramsci 9, Ovada (AL), si terrà un incontro pubblico (ingresso libero) organizzato dall’Avulss di Ovada, con il patrocinio del CICAP, con lo scopo di informare correttamente su un tema attuale e delicato come quello dei vaccini.

Attraverso un approccio medico, scientifico e giuridico, si cercherà di fornire risposte chiare ed oggettive ai numerosi interrogativi dei cittadini, fugando dubbi e paure.

Ospiti della conferenza saranno due medici specialisti: il Prof. Giovanni Cassola, Direttore Medico Responsabile S.C. Malattie Infettive, E.O. Ospedali Galliera e il Prof. Giancarlo Icardi, Direttore Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova. Insieme a loro interverrà anche l’Avvocato Stefano Campora del Foro di Alessandria.

Ed io avrò l’onore di presentare e moderare la serata…

Vi aspetto ad Ovada il 17, quindi. A presto!

  1. http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2018/05/02/vaccini-divieto-di-frequenza-per-2-bimbi-in-un-asilo-di-torino_8311ad5e-1f78-4028-a05b-2e76a5b43954.html
  2. https://www.ilgiorno.it/cronaca/vaccini-1.3881826
  3. http://bufole.blogspot.it/2017/09/autocertificazioni-per-le-vaccinazioni.html
  4. http://www.salute.gov.it/portale/vaccinazioni/dettaglioNotizieVaccinazioni.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3281
  5. http://www.lasicilia.it/news/salute/152056/caso-sicilia-su-morti-per-morbillo-allarme-scattato-su-catania-con-4-decessi.html
  6. https://scienze.fanpage.it/allarme-morbillo-in-italia-oltre-400-casi-e-4-morti-nel-2018-epidemia-a-catania/
  7. https://oggiscienza.it/2017/10/05/morbillo-italia-quinta-mondo-per-numero-casi/
  8. https://bufoleandco.wordpress.com/2017/10/18/a-proposito-di-morbillo/
  9. http://milano.repubblica.it/cronaca/2018/05/02/news/vaccini_post_varicella_party_milano_polemiche_no_vax-195338572/

giovedì 22 febbraio 2018

Elezioni 2018: qualche precisazione tecnica

Ho appena ricevuto il manuale per le operazioni di seggio per le prossime elezioni del 4 Marzo, e per integrare quanto scritto nel post precedente copio qualche passaggio interessante. Non venite poi a dirmi che non vi avevo avvertito...

TELEFONI IN CABINA (roba vecchia, ma non tutti lo sanno…)

DECRETO-LEGGE 1° aprile 2008, n. 49*
Misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie
Art. 1
1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all'interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.
2. Il presidente dell'ufficio elettorale di sezione, all'atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale da parte dell'elettore, invita l'elettore stesso a depositare le apparecchiature indicate al comma 1 di cui è al momento in possesso.
3. Le apparecchiature depositate dall'elettore, prese in consegna dal presidente dell'ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, sono restituite all'elettore dopo l'espressione del voto.
4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l'arresto da tre a sei mesi e con l'ammenda da 300 a 1000 euro.


TAGLIANDO ANTIFRODE (roba nuova di quest'anno)

Capitolo 13: AUTENTICAZIONE DELLE SCHEDE DI VOTAZIONE
13.1. - Colore delle schede di voto e tagliando antifrode
Il colore delle schede di voto per l’elezione della Camera dei deputati è differente rispetto a quello per l’elezione del Senato della Repubblica:

  • Camera dei deputati: scheda di voto di colore rosa
  • Senato della Repubblica: scheda di voto di colore giallo
Ogni scheda di voto, sia per l’elezione della Camera che per l’elezione del Senato, prima di essere consegnata all’elettore, deve essere dotata di un tagliando rimovibile, con un codice progressivo alfanumerico generato in serie, denominato dalla legge “tagliando antifrode”.

Ogni scheda, infatti, sarà stampata con una “appendice” costituita da una piegatura perforata lungo la parte inferiore della scheda stessa. A ogni seggio elettorale, inoltre, verrà fornita una bobina con dei bollini adesivi, in numero complessivo di tremila, recanti un codice alfanumerico seriale.
(Cfr. artt. 31, comma 6, e 58, commi primo e quarto, T.U. n. 361/1957)

13.6. - Timbratura delle schede e applicazione del codice alfanumerico sul tagliando rimovibile
Il presidente effettua le seguenti operazioni, iniziando prima dalle schede per l’elezione del Senato e poi quelle per l’elezione della Camera (e successivamente per altre eventuali concomitanti elezioni regionali e/o comunali):
  • imprime il bollo della sezione nell’apposito riquadro sulla facciata esterna di ogni scheda;
  • accerta che il numero delle schede timbrate sia identico a quello delle schede firmate dagli scrutatori e riposte precedentemente nella cassetta o scatola;
  • per le sole elezioni del Senato e della Camera, il presidente e gli altri componenti del seggio, nell’apposito riquadro stampato sull’appendice realizzata con piegatura e perforatura lungo la parte inferiore di ogni scheda di voto, applicano uno dei bollini adesivi recanti un codice alfanumerico seriale forniti al seggio.
  • fa constatare ai presenti che la cassetta o scatola è completamente vuota e vi depone le schede bollate pronte per la votazione.
Nella parte MODALITA' DI VOTO:
Il presidente dovrà anche avvertire preventivamente gli elettori che, prima di uscire dalla cabina e riconsegnare le schede con il tagliando antifrode ancora attaccato, dovranno richiudere le schede stesse lungo le linee di piegatura. Per maggiori dettagli, si veda il paragrafo 15.8.
(Cfr. art. 31, comma 6, e 58, secondo e terzo comma, T.U. n. 361/1957)

15.6. - Consegna all’elettore della matita e della scheda dotata di tagliando antifrode, annotazione nella lista sezionale del codice alfanumerico del tagliando e, in caso di consegna di più schede, invito a non sovrapporle al momento del voto
Dopo le operazioni di identificazione e di registrazione di cui ai paragrafi 15.4 e 15.5, il presidente del seggio consegna all’elettore la matita copiativa e la scheda o tante schede di votazione per ogni consultazione in contemporaneo svolgimento.
Prima di consegnare le schede di voto, il presidente deve accertare l’età dell’elettore, perché, per poter votare anche per il Senato, l’elettore deve avere compiuto alla data del giorno di votazione, 25 anni. Nelle liste sezionali, come detto al paragrafo 13.3, è stampigliata la lettera “C” accanto ai nomi degli elettori che non avendo compiuto 25 anni possono votare solo per la Camera, e ai quali quindi non deve essere consegnata la scheda per il senato.
E’ opportuno che il presidente consegni le schede aperte, per verificare che, all’interno, non vi siano tracce di scrittura o altri segni che possano invalidarle.
Il presidente fa anche constatare all’elettore che le schede sono state autenticate con la firma di uno scrutatore, munite del bollo della sezione e dotate del tagliando antifrode.
Il codice riportato sul tagliando di ogni scheda consegnata a ciascun elettore viene annotato dal presidente sulla lista sezionale in corrispondenza al nominativo dell’elettore stesso o, se non c’è il necessario spazio, nella colonna delle annotazioni.

Nel consegnare più schede di voto, specie nel caso di svolgimento contemporaneo anche di altre consultazioni, il presidente deve raccomandare all’elettore di non sovrapporre le schede una sull’altra al momento dell’espressione del voto, per evitare che il segno di voto tracciato su una scheda sia visibile anche su quelle sottostanti.
(Cfr. artt. 31, comma 6, e 58, primo comma, T.U. n. 361/1957)

15.8. - Espressione del voto all’interno della cabina, riconsegna della matita e delle schede al presidente del seggio, distacco del tagliando antifrode e inserimento delle schede nell’urna
L’elettore, ricevute le schede e la matita, si deve recare in cabina.
Dopo aver espresso il voto, deve ripiegare le schede secondo le linee lasciate dalla precedente piegatura e restituirle al presidente del seggio.
Se una scheda non è stata ripiegata, il presidente invita l’elettore a ripiegarla facendolo rientrare nella cabina.
(Cfr. art. 58, terzo comma, T.U. n. 361/1957)

Al momento della riconsegna delle schede, il presidente:
a) verifica se le schede sono le stesse che aveva consegnato all’elettore e quindi:
  • se siano state autenticate nella parte esterna con la firma di uno scrutatore e il timbro della sezione;
  • se siano ancora dotate del tagliando antifrode;
  • se il codice alfanumerico riportato su tale tagliando coincida con quello annotato sulla lista sezionale all’atto della consegna di ogni scheda;
b) si accerta che sulla parte esterna delle schede non vi siano segni o scritture che possano portare al riconoscimento dell’elettore;
c) stacca il tagliando antifrode, che verrà conservato dal seggio in apposite buste [Busta n. 2/A (EP), per l’elezione del Senato, e Busta n. 2/B (EP), per l’elezione della Camera];
d) deposita le schede nelle rispettive urne per l’elezione della Camera e del Senato;
e) fa attestare l’avvenuta riconsegna delle schede invitando uno scrutatore ad apporre la propria firma, accanto al nome dell’elettore, nella apposita colonna della lista sezionale.
Se l’elettore riconsegna le schede mancanti del bollo della sezione o della firma dello scrutatore o del tagliando antifrode con codice alfanumerico corrispondente a quello annotato sulla lista sezionale, tali schede non sono deposte nell’urna ma vengono annullate. Per questi casi, si veda il paragrafo 17.2.
Se il presidente o l’elettore riscontrano che il tagliando antifrode si è staccato dalla scheda, anche, ad esempio, per errore o incuria dell’elettore stesso, a quest’ultimo può essere consegnata una nuova scheda, mentre la prima viene considerata come deteriorata. Per tali casi, si veda il paragrafo 17.5.
L’elettore, insieme alle schede, deve restituire al presidente anche la matita. Per i casi in cui l’elettore non riconsegna la matita, si veda il paragrafo 17.6.
(Cfr. artt. 31, comma 6, e 58, commi primo, quarto, quinto e sesto, T.U. n. 361/1957)

17.2. - Elettore che consegna al presidente una scheda mancante del bollo della sezione o della firma dello scrutatore o del tagliando antifrode
La scheda restituita dall’elettore mancante del bollo della sezione, o della firma dello scrutatore, o del tagliando antifrode con codice alfanumerico corrispondente a quello annotato sulla lista sezionale, non deve essere introdotta nell’urna.
Tale scheda, invece, deve essere immediatamente “vidimata”, cioè firmata, sia nella parte interna che nella parte esterna, dal presidente e da almeno due scrutatori e deve essere allegata al verbale.
La scheda è inserita dal presidente, a seconda dell’elezione cui si riferisce, nella Busta n. 9/D (EP), per l’elezione della Camera, e nella Busta n. 7/D 73 (EP), per l’elezione del Senato.
Nel verbale del seggio il presidente prende nota del nominativo dell’elettore che ha riconsegnato una scheda mancante del bollo della sezione o della firma dello scrutatore o del tagliando antifrode.
L’elettore non può più essere ammesso al voto, anche se dovrà essere computato come votante al momento delle operazioni di accertamento del numero dei votanti (paragrafo 22.1).
Spetta al presidente valutare se ricorrono gli estremi per considerare falsa la scheda e denunciare l’elettore all’Autorità giudiziaria.
Per i casi in cui il tagliando antifrode si sia staccato dalla scheda per errore o incuria, si veda il paragrafo 17.5.
(Cfr. artt. 31, comma 6, 58, commi primo, quarto, e sesto, 67, primo comma, n. 3, e 100, secondo comma, T.U. n. 361/1957)


venerdì 16 febbraio 2018

Elezioni 2018: informazioni tecniche - UPD

Ho dovuto correggere il punto 8, in quanto devo aver letto una circolare non aggiornata. Chiedo scusa del disguido.

Si avvicina il 4 Marzo, quando saremo chiamati a rieleggere camera e senato. Da presidente di seggio che non vuole rogne, mi permetto di dare qualche indicazione tecnica sulle operazioni di voto, per evitare discussioni e fraintendimenti.
1 – Tutti i cittadini che al giorno delle elezioni hanno compiuto 18 anni possono votare per la Camera dei deputati. Il diritto di voto per il Senato richiede invece di aver compiuto 25 anni.
2 – Per poter votare occorre presentarsi al seggio con la tessera elettorale e con un documento di riconoscimento (carta d'identità o altro documento di riconoscimento con fotografia rilasciato dalla Pubblica Amministrazione, per esempio: patente, passaporto, libretto di pensione, porto d'armi, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, purché convalidata da un comando militare).
Alcuni dei documenti sopra elencati possono essere utilizzati anche se scaduti (Carta di identità, passaporto), ma il documento deve comunque risultare sotto ogni altro aspetto regolare e la fotografia deve assicurare la precisa identificazione del votante.
Nonostante quanto appena scritto, raccomando caldamente di presentarsi con la carta di identità valida e NON scaduta. Dopo tutto, un documento valido e non scaduto lo dovete avere, e si evitano malintesi e spiacevoli discussioni.
Nel caso abbiate perso la tessera elettorale, oppure non ci siano più spazi per la ‘certificazione del voto’, dovete andare all’ufficio elettorale del comune di residenza. Vi consiglio di controllare le tessere per tempo, per evitare di doverlo fare all’ultimo momento. L’ufficio resterà comunque aperto dalle ore 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23.
3 – Le schede elettorali hanno una importante novità: il ‘tagliando antifrode’. Si tratta di un’appendice cartacea con un codice progressivo alfanumerico. Prima di consegnare la scheda all’elettore, il presidente del seggio annota il codice progressivo e al momento della restituzione della scheda stacca il tagliando antifrode e controlla che il codice progressivo sia lo stesso di quello annotato ((art.31, comma 6, e art. 58 del d.P.R. n.361/57, come sostituito dall’art.1, commi 18 e 19, della legge n.165/2017). Solo dopo tale controllo il presidente del seggio inserisce la scheda stessa nell’urna.
Quindi ATTENZIONE: NON potete inserire voi la scheda nell’urna, DEVE farlo il presidente (o chi per esso) DOPO aver controllato E RIMOSSO il codice.
Ovviamente, per garantire la segretezza del voto, questo codice è stampato SOLO su questa appendice che, ripeto, DEVE essere rimossa a cura del seggio PRIMA di mettere la scheda nell’urna.
4 - Il seggio consegna all’elettore due schede, una per la Camera ed una per il Senato (questa solo per chi ha almeno 25 anni). I modelli delle due schede sono identici. Le schede recano il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste ad esso collegate.
I contrassegni delle liste hanno riportati a fianco i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale.
5 – COME si vota: basta una croce, o altro segno che NON renda il vostro voto identificabile, che sia evidente senza essere esagerata. In pratica, evitate di fare crocette minuscole che poi sono difficili da vedere, così come croci esagerate, ripassate, ed enormi, che possono anche invalidare il vostro voto.
Questo segno DEVE essere fatto con l’apposita matita fornita dal seggio, così come indicato dalla legge. Niente penne a sfera, stilografiche, pennarelli o altro, il voto sarebbe nullo. Tra parentesi, evitate di leccare la matita: non serve a niente, e non è igienico…
Le modalità di voto sono riportate anche nella parte esterna della scheda elettorale:
  • il voto espresso tracciando un segno sul contrassegno della lista vale anche per il candidato uninominale collegato;
  • il voto espresso tracciando un segno sul nome del candidato uninominale collegato a più liste in coalizione, viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio.
Vi basta quindi un solo segno: sul nome del candidato uninominale (poi ripartito tra le liste collegate), oppure sul simbolo del partito di vostra scelta (che vale anche per il candidato uninominale collegato).
ATTENZIONE: per le politiche NON vale il voto disgiunto! Se mettete il segno su un partito, e poi su un candidato uninominale NON collegato, la scheda è NULLA!
A proposito di schede bianche e nulle: queste vengono contate, ma NON valgono in nessun modo ai fini dell’assegnazione dei seggi. Le schede bianche o nulle valgono SOLO per la percentuale votanti, quindi possono avere importanza quando c’è un quorum, come nei referendum.
6 – NON potete fotografare o filmare il vostro voto! L’articolo 1 del Decreto-legge 1° aprile 2008, n. 49 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.80 del 4 aprile 2008 dal titolo “Misure urgenti volte ad assicurare la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie” prevede quanto segue:
1. Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.
4. Chiunque contravviene al divieto di cui al comma 1 è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1000 euro.
Quindi, lasciate il telefono a casa o a chi vi accompagna al seggio, oppure consegnatelo al presidente del seggio. Evitate discussioni, la legge è chiara.
7 – Ci sono dei casi particolari nei quali l’elettore può essere aiutato ad esprimere il proprio voto da altra persona. Al riguardo, il Ministero degli Interni precisa quanto segue:
Possono essere accompagnati all’interno della cabina elettorale solo gli elettori diversamente abili che siano fisicamente impediti nell’espressione autonoma del voto, e cioè i ciechi, gli amputati delle mani, e gli affetti da paralisi o da altro impedimento fisico di analoga gravità. Ciò premesso, sono ammessi al voto assistito presso il seggio gli elettori che, presentando apposita certificazione sanitaria, abbiano ottenuto, da parte del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, l’inserimento sulla propria tessera elettorale dell’annotazione del diritto al voto assistito mediante apposizione del codice (AVD). Possono anche essere ammessi a votare con un accompagnatore gli elettori il cui impedimento fisico nell’espressione autonoma del voto sia evidente. Quando manchi il suddetto simbolo o codice sulla tessera elettorale o quando l’impedimento fisico non sia evidente il diritto al voto assistito può essere dimostrato con un certificato medico - redatto da un funzionario medico designato dai competenti organi delle aziende sanitarie locali - nel quale sia espressamente attestato che l’infermità fisica impedisce all’elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di un altro elettore.
8 – Se vi sbagliate a votare, potete chiedere un’altra scheda? No, la scheda può essere sostituita (riconsegnandola al presidente) solo se la scheda consegnata originariamente risulti deteriorata. Ve ne doveste accorgere PRIMA di apporre il vostro voto… ed un presidente attento ben difficilmente vi consegnerà una scheda deteriorata.
http://dait.interno.gov.it/elezioni/faq-elezioni-politiche-2018
FAQ n. 32. Nel caso in cui l’elettore si renda conto di avere sbagliato, può sostituire la scheda e ripetere la votazione?
Sì, secondo la più recente giurisprudenza, l’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le “schede deteriorate".

9 – Lo scrutinio inizia subito dopo aver terminato le operazioni di voto, iniziando con il senato, e proseguendo con la camera. I seggi dovranno fare le ore piccole…
Spero che queste indicazioni chiariscano eventuali dubbi possiate avere. Chi volesse approfondire, può trovare tutte le informazioni sul sito del Ministero: http://dait.interno.gov.it/elezioni
Buon voto!

venerdì 9 febbraio 2018

Politiche 2018 - 10 domande per la scienza

Mi ero perso l'iniziativa 2018 di Dibattito Scienza, rilanciata anche da Le Scienze.
Rimedio subito invitando i miei tre lettori a leggere e diffondere il post disponibile a questo link.

Per chi non vuole cliccare il link, ecco il testo:

In occasione delle elezioni politiche del 4 marzo, Dibattito Scienza pone 10 domande su scienza e ricerca alle liste che si presenteranno al prossimo appuntamento elettorale. Le domande sono state proposte dai membri del nostro gruppo Facebook e sono state selezionate con un sondaggio sul nostro sito, al quale hanno partecipato oltre 300 persone.

Con questo appello, rivolgiamo le nostre domande ai leader delle liste che saranno presenti alle prossime elezioni, con esplicita richiesta di non rispondere a titolo personale, ma facendosi portavoce della lista che sono chiamati a rappresentare. Invitiamo i leader interessati a inviarci le loro risposte entro il 16 febbraio, scrivendo una mail all'indirizzo info@dibattitoscienza.com.

Tutte le risposte pervenute entro la scadenza saranno pubblicate contemporaneamente sul nostro sito, così da offrire al cittadino appassionato di scienza una chiave di lettura nuova e originale in vista delle prossime elezioni. Come nelle passate edizioni, le risposte delle principali forze politiche saranno pubblicate anche sul sito della rivista Le Scienze.

Ecco le 10 domande:
  1. Quale ruolo hanno i dati e le prove scientifiche nell'elaborazione delle vostre proposte politiche? Adotterete strumenti e modalità di lavoro specifiche per favorire l'attuazione di politiche basate sulla scienza?
  2. Nel 2016 l'Italia ha investito in ricerca e sviluppo l'1,29% del PIL (dati Eurostat), contro il 2,03% della media UE. Vi impegnate ad aumentare gli investimenti in ricerca, adeguandoli agli standard europei? Quale obiettivo ritenete realisticamente di poter raggiungere e dove pensate di trovare le risorse necessarie?
  3. Quali politiche pensate di attuare per stimolare ricerca e innovazione tecnologica nelle imprese italiane? Quali politiche adotterete per spin-off, start-up e per il trasferimento tecnologico da pubblico a privato?
  4. Pensate siano necessarie iniziative specifiche per accrescere la cultura scientifica e informatica del nostro Paese? Se sì, quali?
  5. Ritenete che il Sistema Sanitario Nazionale debba offrire ai cittadini anche cure e terapie per le quali non vi siano evidenze di efficacia? Ritenete corretto che cure e terapie di non provata efficacia, come i prodotti omeopatici, siano vendute nelle farmacie?
  6. Qual è la vostra posizione riguardo alle politiche vaccinali? Ritenete adeguata la normativa attuale? Quali aspetti, eventualmente, cambiereste?
  7. Quali politiche pensate di adottare per la riduzione di smog e inquinamento atmosferico in genere?
  8. La legge contro il consumo del suolo langue da mesi tra Camera e Senato. Ritenete questo problema una priorità? In che modo intendete gestirlo?
  9. Siete favorevoli alla coltivazione di OGM sul suolo italiano? Dal punto di vista della ricerca, siete favorevoli alla sperimentazione, anche in campo aperto, di colture geneticamente modificate, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie disponibili?
  10. Quali politiche adotterete per la produzione, il trasporto e la distribuzione di energia? Come pensate di conciliare il contrasto ai cambiamenti climatici con un adeguato approvvigionamento energetico del nostro Paese?

martedì 6 febbraio 2018

4 marzo. Elezioni politiche

Ho appena ricevuto la nomina a presidente di seggio per le prossime elezioni politiche, e per personale tornaconto - meno casini si fanno, meglio e più in fretta lavora il seggio - riprendo alcuni consigli generali, strettamente tecnici e non politici, sul COME si vota.

Ricordo a tutti (soprattutto ad alcuni) che:
  • è VIETATO fotografare il proprio voto. Si rischia di brutto...
    • Ricordatevi anzi di lasciare il telefono a casa, ad un amico o parente fuori dal seggio, oppure al presidente del seggio. Se vi squilla il cellulare mentre siete in cabina, sono cavoli amari!
  • leccare la matita NON SERVE. Non è vietato ma è anti igienico, anzi fa veramente schifo, e si rischia di macchiare ed invalidare la scheda.
COME si vota:
  • Intanto bisogna sapere per CHI votare, soprattutto se volete votare una specifica lista. Portatevi un 'santino' da copiare, se la vostra memoria è come la mia...
  • Il voto NON deve essere riconoscibile. Quindi limitatevi a tracciare una croce sul simbolo o candidato che più vi aggrada. Niente croci ripassate più e più volte, niente firme, niente simboli strani, il voto potrebbe essere annullato.
  • Il voto DEVE essere visibile! Non siate timidi facendo delle crocettine di 1 x 1 millimetri... che la croce sia evidente!
  • La legge dice che deve essere valutata l'intenzione dell'elettore. Ma fate in modo che la vostra intenzione sia CHIARA, evitando croci troppo grandi che sconfinano in altri simboli oppure apposte in modo 'creativo'.
  • Non sovrapponete le schede!
Per i dettagli più strettamente legati alla parte 'politica' del voto, vi rimando a questo articolo de Il Post (clicca qui per aprire).

Vorrei solo sottolineare che potete votare un candidato al collegio uninominale (ed il voto si estende alle liste collegate), oppure una lista (ed il voto si estende al candidato uninominale), o ancora a un candidato E una lista, che però DEVONO essere collegati, pena l'annullamento del voto. E' tutto spiegato nei dettagli nel link dato sopra, che vi invito caldamente a leggere.

Se non sapete per chi votare, beh, l'unico suggerimento che mi permetto di darvi è di consultare la pagina 'Voi siete qui' di OpenPolis, sperando che presto mettano on line il questionario per dirvi quanto siete distanti dai diversi programmi elettorali.

Buon voto a tutti!


Fac-simile tratto dall'articolo de 'Il Post' citato in precedenza

domenica 28 gennaio 2018

Clonazione umana?

È recente la notizia che l’Accademia delle scienze cinese ha clonato due macachi, chiamati Zhong Zhong e Hua Hua. È la prima volta che gli scienziati riescono a clonare un primate, e questo risultato potrebbe aprire la strada alla clonazione umana.
Foto tratta da www.lastampa.it
O meglio, questa porta è stata aperta nel 1996 con la creazione della pecora Dolly, ma è stata tenuta chiusa da motivazioni etiche. Gli esperimenti del 1998 in Corea del Sud, fatti su cellule uovo umane, furono interrotti alle primissime suddivisioni, appunto per ragioni etiche, e la ricerca non aveva comunque lo scopo di clonare un essere umano quanto quello di creare cellule staminali per uso medico.

Intanto definiamo che significa ‘clonazione’: è la copia di un essere vivente effettuata duplicando il DNA prelevato dall’originale. Tecnicamente ci sono diversi metodi; quello che al momento sembra essere il più promettente è chiamato SCNT, Somatic cell nuclear transfer (Trasferimento del nucleo di cellule somatiche).
Si prende una cellula uovo, si toglie il nucleo e lo si sostituisce con il nucleo di una cellula somatica del ‘donatore’. Poi con terapie, che da quanto capisco sono diverse da specie a specie, si ‘attiva’ la divisione cellulare, e finalmente si impianta l’uovo, ora embrione, in una madre ospite. Il risultato è un essere geneticamente identico al donatore, che, comunque, avrà il suo sviluppo indipendente.
Il risultato non è sicuro: in Cina sono partiti con 79 embrioni per ottenere 6 gravidanze e 2 nascite.
Se si facesse su un essere umano, il ‘clone’ sarebbe del tutto identico al donatore? Geneticamente e fisicamente si, con le stesse variazioni che ci sono tra gemelli omozigoti. Caratterialmente no, perché il carattere, la personalità si forma nel tempo, in funzione degli stimoli e dell’educazione. Non sarebbe quindi un semplice ‘doppione’, bensì una persona con la sua unica individualità.
A cosa servono questi esperimenti di clonazione? Si sarebbe potuta fare la stessa domanda ad Alessandro Volta per i suoi studi sull’elettricità, e la risposta è la stessa: per imparare!
Oggi non sappiamo a cosa potranno portare gli esperimenti in corso. Ci sono già degli obiettivi concreti, come creare cellule staminali, oppure generare linee di animali identici che permetterebbero studi medici più accurati e verificabili.
Certamente è un campo che solleva importanti questioni etiche, tanto che una risoluzione del 2005 delle Nazioni Unite invita gli Stati membri «a proibire tutte le forme di clonazione umana, dal momento che sono incompatibili con la dignità umana e la protezione della vita umana».
Nella letteratura di fantascienza sono stati esplorati vari aspetti della clonazione (e della manipolazione del DNA). Si va da civiltà che ne fanno un avanzato uso medico, estremamente etico, a orrori quali società composte da una casta dominante di superuomini che dominano il mondo con supersoldati clonati insensibili a dolore e fatica, e serviti da diversi tipi di ‘schiavi’, creati per svolgere compiti specifici.
L’etica la facciamo noi, e noi dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra progresso delle conoscenze e controllo degli esperimenti. Un compito difficile che richiede conoscenza, responsabilità e saggezza. E che NON richiede decisioni populistiche basate su reazioni emotive (e magari false informazioni).
Come al solito, vi lascio qualche link di approfondimento.
Alla prossima!