giovedì 31 gennaio 2008

Sindone. Giallo senza età


Tutti conosciamo la Sindone. Fecero scalpore le prime foto del 1898, dove (nei negativi) si stagliava netta la figura di un uomo, flagellato, incoronato di spine, con buchi nei polsi e nei piedi, con una ferita al costato. L’esame di altre fotografie, più dettagliate, mostrarono addirittura le scritte sulle monete usate per coprire gli occhi dell’Uomo della Sindone. Le Scritture ci permettono di identificare senza alcun dubbio chi era quell’uomo.

La Stampa del 26 Gennaio 2008 ha pubblicato un articolo sulla Sacra Sindone, il cui occhiello è il seguente: “Il lenzuolo di lino riapre il suo mistero: nuovi esami dimostrerebbero che risale a un'epoca medievale.”

Per fare un riassunto della situazione, riporto alcuni brani da un articolo di Mariano Tomatis (http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100420).

La Sindone di Torino compare in Europa per la prima volta nel medioevo. Uno dei primi documenti che ne parla risale al 1389: si tratta di un memoriale del vescovo Pierre d'Arcis al papa Clemente VII in cui si racconta dell'indagine compiuta dal suo predecessore Henri de Poitier. Il vescovo aveva denunciato la pretesa del decano di allora di presentare il telo come il vero Sudario di Cristo per fini di lucro e aveva spiegato come, in seguito a un'indagine, fosse anche stato scoperto il falsario che ammise che il telo "era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto o concesso".
Pierre d'Arcis dovette intervenire una seconda volta quando il nuovo decano espose nuovamente il telo "artificiosamente dipinto" (ma si tenga conto che all'epoca depingere definiva diverse tecniche di riproduzioni: pitture, miniature, mosaici e ricami) con l'immagine di un uomo.
In seguito a ciò, papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire "ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario".

Nel 1973 il Card. Pellegrino fece condurre alcuni test forensi sulle macchie di sangue, con esito negativo, mentre l’analista W. McCrone trovò evidenti tracce di tempera rossa.

Nel 1988 il Card. Ballestrero fece eseguire alcuni prelievi di fibre dalla Sindone, che furono poi fatti datare, con la tecnica del Carbonio 14, dai 3 migliori istituti mondiali di radiodatazione.
I risultati furono concordanti, e fanno risalire il telo al XIV secolo, dato in accordo con la documentazione storica disponibile.

Lo stesso cardinale Ballestrero, dimostrò di accettare e adeguarsi ai risultati del test: "Penso non sia il caso di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno il caso di rivedere le bucce agli scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore".

Esiste però un gruppo di ‘sindonologi’ che da allora tenta in ogni modo di confutare i risultati della datazione, cercando di dimostrare l’autenticità della Sindone. Grande risalto fu dato agli studi del Prof. Kuznetsov, che nel 1996 aveva dimostrato la possibilità di errore dovuta all’incendio che subì la Sindone. Purtroppo questi studi non hanno conferme, ma anzi sono stati smentiti da successivi e più accurati esperimenti.

Torniamo alla Stampa del 26. L’articolo ripete le affermazioni del Mons. Ghiberti, secondo il quale il Dott. Christopher Bronk Ramsey, direttore del Radiocarbon Accelerator di Oxford (uno dei 3 istituti della datazione del 1988), avrebbe affermato che, alla luce di recenti studi, i risultati del 1988 potrebbero essere messi in discussione. Seguono varie dichiarazioni di autenticità del telo, che non quadrano con l’occhiello.

Ma il giornalista ha chiesto un commento a Ramsey?
No, ma lo ha fatto il Dott. Antonio Lombatti, e ne ha riportato l’infuriata reazione nel suo BLOG. In sintesi, il Dott. Ramsey, oltre a chiedere alla Stampa di ritirare l’articolo e di pubblicare una smentita, afferma anche che “ritiene altamente improbabile che i risultati del 1988 possano essere errati in una misura significativa”.

Insomma, La Stampa (ed il TG5 che ha riportato la stessa notizia) sembra essere inciampata in una bUFOla...

Da Il Novese, Giovedì 31 Gennaio 2008, Numero 4

9 commenti:

Marianna ha detto...

Prima di tutto complimenti per il blog! Dopodichè volevo chiedere: c'è qualche ragguaglio in merito ai nuovi esami di datazione che sono stati predisposti (parrebbero anzi già portati a termine) sulla Sindone? E come mai si è reso necessario effettuarli? Grazie!

Claudio ha detto...

Grazie per i complimenti!
Non mi risultano effettuati ne che siano previsti esami di datazione successivi a quelli del 1988.
Magari ti riferisci alle polemiche nate in questi anni sulla validità o meno delle analisi del 1988.
Puoi trovare informazioni più dettagliate sul sito CICAP o nel blog di Antonio Lombatti.

Marianna ha detto...

Ciao Claudio,
lo avevo sentito per televisione e poi l'ho anche trovato a questo indirizzo:
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/spettacoli_e_cultura/sindone-giallo/sindone-giallo/sindone-giallo.html
Non so, l'articolo sembra sottindere qualcosa, ma si tiene un po' sul vago...

Claudio ha detto...

A me non sembra ci sia nulla di nuovo rispetto a quanto già scritto sulla Stampa e smentito da Ramsey, parrebbe essere solo una brutta operazione di marketing per lanciare il film....

Sul blog di Antonio Lombatti puoi anche leggere il comunicato di Ramsey al riguardo:
http://www.antoniolombatti.it/B/Blog01-08/13C741C4-A011-4CE1-8673-5F0C0CAFD604.html

click45 ha detto...

I miei complimenti per il tuo blog!
Come hai detto l'articolo e l'occhielo non quadrano dal momento che nell'uno si dice "sindone di epoca medievale" mentre nell'articolo si sostiene giusto il contrario! Ora è possibile che l'estensore dell'articolo si è "tradito" nell'occhiello dell'articolo e poi abbia scritto l'articolo al fine di promuovere tale documentario. Il povero Ramsey in tutta questa "trama rocambolesca" non c'entra. Non trovi che possa essere andata così?Grazie, Patrizio

Claudio ha detto...

Io temo che sia uno di quei casi in cui i giornalisti non rileggono quello che hanno scritto....

Anonimo ha detto...

Faccio presente che don Ghiberti non è cardinale. Se le notizie subiscono queste deformazioni si rischia di datare la Sindone al 20.000 dopo Cristo.
Michele Salcito

Claudio ha detto...

Caro Michele,
ti ringrazio per l'appunto. Errore completamente mio - nel trascrivere ho indebitamente promosso un Monsignore al rango di Cardinale.
Potrete mai perdonarmi?
:-)))

Claudio ha detto...

... comunque l'errore di rango non cambia il senso dell'articolo.....
;-)

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