giovedì 12 giugno 2008

Il Triangolo Maledetto


Lo conoscete tutti. E’ quel tratto di mare a forma pressappoco triangolare, di circa 2.000 km per lato, compreso tra la Florida, le Bermuda e Puerto Rico, famoso per le innumerevoli e mysteriose sparizioni di navi ed aerei accadute nel corso degli anni. La letteratura al riguardo è vastissima, e riporta centinaia di casi di ogni tipo.

Cos’è che causa queste sparizioni, questi incidenti? Un vortice spazio-temporale? Una base aliena? Una anomalia magnetico-gravitazionale?

Per rispondere a queste inquietanti domande, cerchiamo di trovare qualche dato di fatto, per esempio, quante sono le navi realmente scomparse nel Triangolo delle Bermuda?

La Coast Guard degli Stati Uniti ha studiato il caso e parla di normale casualità. Data l'alta intensità del traffico aereo e marittimo in quella zona l'incidenza degli episodi occorsi non è da considerarsi allarmante, e rientra nella quota statistica normalmente accettabile. In poche parole il rapporto tra passaggi aerei, marittimi e navali, e il numero di incidenti verificatisi, rientra nelle casistiche. Mera fatalità. Nessun mistero.

Si, dirà qualcuno, ma la Coast Guart è un’ente statale, che ovviamente nasconde la verità! Facciamo allora una verifica con i Lloyds di Londra, la principale società di assicurazioni marittime mondiale. Visto che loro dovrebbero pagare i danni in caso di incidente, si suppone che se navigare in quel tratto fosse più pericoloso, il premio da pagare sarebbe più alto. Sorpresa! Il triangolo non mi fa alzare il premio! Si vede che per i Lloyds il ‘rischio Bermuda’ non esiste.

Ma allora? Da dove salta fuori il mistero? Facendo un’indagine si scopre che il Triangolo delle Bermuda viene citato per la prima volta negli anni 60 dallo scrittore americano Vincent Gaddis, che si limita a citare alcuni sporadici casi nell'ambito di un libro genericamente dedicato agli "orizzonti invisibili". Circa dieci anni dopo, lo stesso testo fu ripubblicato con il titolo eclatante ‘Il Triangolo maledetto e altri misteri del mare’. Sarà poi Charles Berlitz nel 1975 a consacrare definitivamente al mito le misteriosi sparizioni del Triangolo delle Bermuda con la sua pubblicazione omonima che dà ampio rilievo alle statistiche, ai casi segnalati, alla lunga lista di sparizioni, disastri, scomparse e naufragi occorse in quel tratto di oceano. E da qui in avanti, la letteratura aumenta enormemente!

Il giornalista Larry Kusche ha analizzato tutti i casi di "scomparsa" indicati dai cultori del mistero. Risultato: non c'è nessun mistero da spiegare. Infatti: 1) è stato possibile trovare una spiegazione razionale per la maggior parte degli incidenti verificatisi nella zona; 2) i pochi casi rimasti insoluti sono quelli per cui non è stato possibile trovare informazioni; 3) diverse "sparizioni" accreditate al Triangolo in realtà si sono verificate molto più lontano; 4) contrariamente alla leggenda, quasi tutti gli incidenti si sono verificati quando il tempo era brutto; 5) chi ha scritto libri sul Triangolo ha deliberatamente nascosto informazioni che avrebbero permesso di fornire semplici spiegazioni per le sparizioni; 6) alcuni incidenti non sono mai avvenuti se non nella fantasia di chi ha scritto libri sul Triangolo delle Bermuda.

Prendendo i casi citati dai cultori del mistero, esclusi quelli mai avvenuti, e li si dispone su una cartina, si scopre che alcuni si trovano a nord dell'Oceano Atlantico, altri nel Golfo del Messico, alcuni nell'Oceano Pacifico e altri addirittura nei pressi dell'Irlanda o del Portogallo. Quante sparizioni, dunque, sono avvenute realmente all'interno del Triangolo? Solamente quattro!

Alla prossima.

Da Il Novese, Giovedì 12 Giugno 2008, Numero 23

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