giovedì 24 luglio 2008

Le fiamme di Caronia


Qualche anno fa è scoppiata la notizia di un paese, Canneto di Caronia, in provincia di Messina, in cui si scatenavano incendi spontanei. Come spesso accade, le spiegazioni più fantasiose si sono sprecate, mettendo in gioco UFO, energie sconosciute, complotti militari ed altre amenità.

A Giugno, come riporta ‘L’eco di Sicilia’, i periti nominati dalla Procura, che avevano continuato ad indagare dopo una prima richiesta di archiviazione, hanno deciso. Dietro quei roghi c’è la “mano umana”. L’inchiesta era stata avviata tre anni fa.

Prendendo come prova alcuni degli episodi che si verificarono nei mesi dell’emergenza, i consulenti parlano di “fiamma libera”, sconfessando le teorie dei campi elettromagnetici che sino ad oggi sono state condivise dai vari “esperti” che avevano studiato la vicenda e gli stessi magistrati che nel 2004 avevano affermato di non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi del dolo.

Sul caso ha indagato anche il CICAP, il cui segretario, Massimo Polidoro, ha effettuato un sopralluogo i cui risultati sono stati pubblicati su S&P, la rivista del CICAP, e su FOCUS del Marzo 2004.

Riporto alcuni commenti di Polidoro, rilasciati dopo l’inizio dei fenomeni a Caronia, e che alla luce della recente sentenza sono tuttora attuali:

"Per tutta la giornata di ieri si sono susseguite le interpretazioni piu' fantasiose e improbabili: dalla presenza di fantomatici "nodi di Hartmann" agli spiriti maligni, dall'intervento di poltergeist a quello del demonio...
Lo stesso Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha escluso possibili fenomeni naturali dovuti a influenze geo-magnetiche o a processi magmatici. In realta', eventi simili non sono una novita'.
Come CICAP abbiamo indagato in passato episodi di incidenti e incendi "spontanei" in abitazioni e luoghi di lavoro. In tutti i casi, alla fine, si e' scoperto che una o piu' persone, spinte dai motivi piu' svariati (rivalsa, scherzi di cattivo gusto, desiderio di attirare l'attenzione, noia...), erano dietro ai fenomeni. Erano loro, cioe', ad appiccare il fuoco o a provocare gli altri disagi".

"Dalla nostra esperienza emerge un quadro ricorrente. All'inizio, ci sono autentici disturbi, magari di origine elettrica (cortocircuiti, dispersioni...) del tutto normali, ma ravvicinati nel tempo. Poi qualcuno, colpito forse dal trambusto suscitato da questi episodi, decide per motivi suoi di "intervenire" in proprio e appicca il fuoco qui e la'. Appena si diffonde il panico, subentra un processo di emulazione, per cui anche altre persone decidono di fare la loro parte, alimentando cosi' il fenomeno. E' un po' quello che e' successo con quelli che avvelenavano le bottiglie d'acqua ai supermercati: all'inizio i casi erano uno o due, ma appena i giornali hanno cominciato a parlarne si sono moltiplicati fino a sparire quando l'attenzione dei media e' scemata. Non sto dicendo che anche a Caronia le cose siano andate in questo modo, ma certo e' un'ipotesi da considerare e che, mi sembra, ha avuto poco rilievo sui media".

"Sembrerebbe la conferma di una ben nota "legge" del paranormale: quando i controlli sono zero i fenomeni sono 100, quando i controlli salgono a 100 i fenomeni scendono a zero. Adesso che il paese e' stato sgomberato e si e' riempito di esperti della protezione civile, dell'Enel, delle ferrovie e delle compagnie telefoniche il fenomeno si e' come dissolto. Chissa', nel caso fosse qualche "buontempone" - per cosi' dire - a provocare i danni adesso certo non ha piu' la possibilita' di muoversi indisturbato. Come CICAP, comunque, non escludiamo di condurre un'indagine sul posto se i fenomeni dovessero proseguire".

Ulteriori informazioni nel blog di Massimo Polidoro, qui e qui.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 24Luglio 2008, Numero29

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