giovedì 2 ottobre 2008

Il ritorno degli spiriti – Prima parte.


Negli Stati Uniti, un ex insegnante di ballo è rapidamente diventato popolare grazie a una trasmissione televisiva dal titolo ‘Crossing Over’.

"La storia è sempre la stessa [...] le mode vanno e vengono, per i vestiti, per le macchine e per i veggenti. Negli anni Settanta era Uri Geller, negli anni Ottanta Shirley MacLaine, negli anni Novanta venne James Van Praagh e a dare il via al nuovo millennio ci pensa John Edward", leggiamo in un articolo di Michael Shermer, direttore della Skeptic Society. John Edward è la nuova star dei medium degli Stati Uniti: partito come protagonista di una piccola trasmissione, oggi è richiestissimo dalla maggior parte delle televisioni statunitensi, i suoi libri si moltiplicano e vanno a ruba.

Michael O'Neill, un manager di New York, era tra il pubblico alla registrazione del programma, e potè "ascoltare" la performance di Edward in contatto con il suo nonno defunto. Alcune settimane più tardi, vedendo la trasmissione, cominciò a nutrire qualche dubbio sull'autenticità dei poteri del medium, tanto da rivolgersi alla James Randi Educational Foundation.

Il montaggio della trasmissione era stato molto "libero": domande e risposte erano state mescolate e riordinate con maestria, al fine di rendere più sensazionale l'esibizione di Edward. Solo una ridotta frazione della performance era andata in onda e la selezione dei pezzi era stata operata in modo tale che la realtà dei fatti ne uscisse alterata: le molte affermazioni totalmente errate del medium, ad esempio, erano state per la maggior parte censurate.

Alcune singolarità nel comportamento dei produttori e nell'organizzazione complessiva dello spettacolo, tornate alla mente di O'Neill, hanno cominciato ad assumere un significato chiaro. Egli ricorda come gli assistenti di produzione si aggirassero in modo sospetto tra il pubblico che attendeva di entrare nello studio, l'inizio dello spettacolo tardò più di due ore per non meglio specificati problemi tecnici - lasso di tempo che i presenti, tutti vittime di premature scomparse, occuparono parlando dei propri defunti. Un'altra curiosa circostanza: un gruppo di una quindicina di persone, arrivate con lo stesso pulmino, era stato smistato e i suoi componenti fatti sedere distanti gli uni dagli altri. Ebbene, di cosa possono parlare due estranei, seduti l'uno accanto all'altro, in attesa per più di due ore, che condividono la drammatica esperienza della scomparsa di un proprio caro? Non è difficile immaginare la risposta. Si noti che, sebbene lo spettacolo non fosse cominciato, i microfoni e le telecamere erano già state preparate e accese: di queste, secondo O'Neill, Edward e il suo entourage si servono per carpire particolari da utilizzare successivamente nello show.

James Randi, in poco meno di un minuto di Crossing Over, ha contato 23 affermazioni, una media di una ogni due secondi, di queste solo tre erano corrette. Poche? Sufficienti a ridurre lo spettatore in lacrime, convinto che lo spirito del padre sia lì, a pochi passi, a voler comunicare ancora una volta con lui. Di che affermazioni si trattava? La prima, riferendosi allo spirito che sosteneva di avere di fronte: "È un anziano". Successivamente: "Con lui c'è un uomo più giovane". Azzeccata questa, Edward ha provato con poca fortuna a spingersi oltre affermando che la seconda persona era il figlio più vecchio dell'anziano. La terza: "Il padre [dello spettatore, ndr] è morto". E chi volete che fosse quell'uomo anziano se non il padre dello spettatore!

Per Randi e Shermer non c'è dubbio: Edward non è altro che l'ultimo dei tanti a usare metodi e tecniche ben conosciute per ingannare un pubblico di per sé vulnerabile, come è chi ha subito un lutto. Nelle performance di Edward si può osservare una mescolanza di cold reading, warm reading e hot reading.

Di cosa si tratta, e la fine della storia, alla prossima settimana.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 2 Ottobre 2008, Numero 35

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