giovedì 16 ottobre 2008

Il ritorno degli spiriti – Seconda parte.


La settimana scorsa ci siamo lasciati con cold reading, warm reading e hot reading, che sono ‘letture’, da fredda a bollente.
Con la cold reading (lettura a freddo), il veggente chiede e lo spettatore risponde. L'abilità del primo sta nel far apparire i ruoli invertiti, così che una domanda possa suonare come un'affermazione e la risposta dello spettatore come una conferma delle abilità del medium. È lo spettatore a "leggere" qualcosa di "freddo", di per sé privo di significato. "Vedo una donna...", esordisce il medium e lo spettatore conferma, per esempio, che si tratta di una zia recentemente scomparsa.

Con il warm reading (lettura tiepida) entra in gioco la capacità di osservazione e la conoscenza specifica, da parte del medium, della psiche delle persone con cui si rapporta. Nel caso di individui che hanno subito un lutto, ad esempio, è comune l'abitudine di portare con sé una fotografia, un oggetto o magari un gioiello del defunto, come ad esempio la fede del consorte scomparso. Le cause di morte, inoltre, sono facili da indovinare. Statisticamente, c'è solo una mezza dozzina di modi in cui la maggior parte della popolazione conclude la propria esistenza, se a questa esiguità si aggiunge un po' di competente ambiguità linguistica ("un dolore al petto" può coprire infarti, varie forme tumorali e molto altro) individuare la causa di un decesso risulta relativamente facile.

Infine, l'hot reading (lettura a caldo), consiste nello spacciare per rivelazioni o per messaggi ultraterreni semplici informazioni che, attraverso differenti modalità, il medium è in grado di reperire, con anticipo, sulla storia della persona a cui sta parlando. Spesso, ad esempio nei varietà o nei talk show, rivelazioni sulla vita passata di personaggi famosi vengono apprese con grande stupore dalla personalità di turno, la cui autorevolezza, oltre a fungere da garanzia all'eccezionalità delle rivelazioni, passa immediatamente al servizio della popolarità del medium. Le stesse informazioni, magari, erano già state pubblicate sulle riviste di gossip.

Shermer, nel suo esame della vicenda, riporta le difficoltà incontrate da una troupe della ABC Television nel condurre un'inchiesta su John Edward. La troupe, dopo aver richiesto di poter fare alcune domande al sensitivo per poterne verificare i poteri, si è vista imporre il divieto di riprendere all'interno dello studio; la produzione del programma di Edward avrebbe pensato a fornire loro il materiale necessario. Insospettita, l'ABC sollecitò un'intervista con il medium. Edward non si trovava disponibile in quanto all'estero per lavoro, dissero i responsabili del programma: lo stesso giorno comparve in diretta in una trasmissione della CBS a New York.

La produttrice della ABC, che aveva contattato Michael Shermer per un commento sul nuovo medium, dopo averlo ascoltato spiegare le tecniche fondamentali usate da Edward, chiese una dimostrazione delle stesse: "Lei non sa assolutamente niente su di me, vediamo dunque se funzionano". Shermer che dopo averla osservata per qualche istante, si esibì in una performance di circa una decina di minuti lasciandola a bocca aperta e a occhi sbarrati. Nonostante l'incredulità della produttrice, Shermer confessò di aver semplicemente adoperato, combinandole, le tre tecniche di cold, warm e hot reading.

Ancora una volta ci troviamo a constatare come, al di là delle singole personalità, che a quanto pare si succedono senza soluzione di continuità, ciò che non cambia sono le opportunità che il mondo del paranormale, nelle sue diversificate forme, offre a editori e produttori televisivi che, dal canto loro, non indugiano a creare fenomeni come Edward, alimentarne la fama per poi, una volta esauritosi il filone, sostituirli con nuovi personaggi dall'immagine più fresca e meno usurata.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 16 Ottobre 2008, Numero 37

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