giovedì 20 novembre 2008

Argyria.


L’oggetto di questo articolo è una particolare forma di dermatosi, ed è uno dei tanti motivi per cui questa rubrica esiste.

Di che cosa si tratta? Dobbiamo iniziare dalle proprietà antimicrobiche dell’argento. Questo metallo, oltre ad essere apprezzato in gioielleria, è usato per esempio nelle testine degli spazzolini da denti, appunto per ridurre la formazione di batteri. Ci sono molti altri usi medici dell’argento. Fin qui, tutto bene.

Ma se l’argento è antimicrobico, se io ne assumo una certa quantità con regolarità dovrei essere in grado di limitare le infezioni. Questo ragionamento, che ha una sua logica, è stato seguito da diverse persone. E’ possibile trovare (su Internet) svariate pagine che spiegano come prepararsi in casa una soluzione di argento colloidale, oppure siti che vendono ‘integratori alimentari’ pronti a base di questo metallo, con dettagliate istruzioni per l’uso.

Occorre sapere che il nostro organismo contiene naturalmente una quantità di argento, circa un milligrammo a persona. Eventuali quantità aggiuntive di metallo (comunque assunto) vengono eliminate dall’organismo attraverso le solite vie. Il metallo che non può essere eliminato viene accumulato nelle cellule, soprattutto quelle della pelle.
L’argento diventa tossico quanto raggiunge la concentrazione di 50 – 500 milligrammi per Kg di peso, ovvero da 4 a 40 grammi per una persona di 80 kg (fonte).

E’ un quantitativo decisamente difficile da raggiungere, a meno di sgranocchiare cucchiai d’argento tutto il giorno. Però, assumendo costantemente soluzioni di argento colloidale, come suggerito da diversi siti, si riesce ad arrivare a livelli molto vicini a quelli indicati.

A questo punto possiamo iniziare ad avere un quadro generale della situazione:
- l’argento è antimicrobico
- se ne può fare in casa una soluzione colloidale
- si può comprare come ‘integratore’ già pronto
- ci sono istruzioni per ‘mantenersi in salute’ con l’argento
- ci sono sempre quelli che magari esagerano
- l’argento in eccesso si accumula nella pelle.

Ma l’argento colloidale per che cosa è anche usato? Qualcuno ha detto in fotografia? Risposta esatta! Infatti, i sali di argento hanno la caratteristica di decomporsi sotto l’azione della luce, depositando argento metallico.

Ma un momento….. se io ho assunto tanto argento, che mi si è accumulato nella pelle….. non è che sono diventato una specie di lastra fotografica ambulante?

Ebbene si , questo è il rischio che si corre ad assumere alte dosi di argento colloidale. E’ possibile che si arrivi ad accumulare nella pelle una tale quantità di sale d’argento da diventare ‘fotosensibili’: con l’esposizione alla luce del sole, il sale si decompone, il metallo precipita, e la pelle diventa grigio-blu.

Questa colorazione cutanea è appunto detta ARGYRIA. Non è dannoso per l’organismo, semplicemente si assume un colore strano, vagamente metallico, e di difficilissima eliminazione……

Se volete saperne di più, rivolgetevi a Rosemary Jacobs, oppure a Stan Jones , che vivono questo problema sulla loro pelle (nel vero senso della parola!).

Alla fine, l’importante è sempre INFORMARSI bene, valutando con attenzione le (troppe) informazioni disponibili. Considerate anche da chi arriva l’informazione: se chi vi dice che l’argento fa bene vi vuole vendere il suo preparato, forse è di parte.

Se dopo aver vagliato i pro ed i contro, deciderete che bere un bicchiere d’argento al giorno fa bene, nonostante il rischio di diventare grigi, la scelta è solo vostra.

Alla prossima.

Informazioni sulla tossicità dell’argento sono disponibili qui.

Da Il Novese, Giovedì 20 Novembre 2008, Numero 42

1 commento:

brain_use ha detto...

Conoscevo il fenomeno.
Grazie comunque per averne parlato.

Troppa gente oggi come ieri è disposta a fidarsi (ed affidarsi) a ciarlatani ed imbonitori assortiti.

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