giovedì 18 dicembre 2008

Muta - Non muta


Sulla rivista ‘Le Scienze’ si trova la rubrica ‘Pentole e provette’ di Dario Bressanini. Questa interessante rubrica parla della scienza applicata alla cucina (ottima la ricetta della mousse di cioccolato proposta!) e di problemi correlati.

Nel numero di Ottobre 2008 Bressanini si è occupato delle ’mutazioni ortofrutticole’, ovvero di come la frutta e la verdura che mangiamo siano stati ‘modificati’ nel corso dei millenni.

Ovviamente sapete tutti che nel corso dei millenni l’uomo si è sempre adoperato per migliorare il rendimento e le caratteristiche delle piante utili. Per esempio, il mais (o granoturco), pianta di origine americana (e viene da ridere a leggere di piatti ‘a base di mais autoctono piemontese’), in origine produceva pochi chicchi, e con selezioni ed incroci si è arrivati ad avere le rigogliose pannocchie che vediamo nei nostri campi. La pianta originale invece si è ormai estinta.
Stessa sorte per grano, riso orzo, e per mele, insalata, melanzane, e chi più ne ha più ne metta.

Oggi, oltre agli incroci ‘tradizionali’, si possono usare le tecniche dell’ingegneria genetica…. si, proprio i famigerati OGM…. quelli che hanno prodotto la famosa ‘fragola-pesce’, che però esiste solo nella fantasia di qualcuno. Nonostante la cattiva pubblicità fatta all’ingegneria genetica, questa tecnica permette di ottenere risultati di grande rilievo, mirati ed altamente controllati. Un esempio è il mais resistente alla piralide, parassita che rende il mais tossico e che richiede un grande uso di antiparassitari. Oppure il ‘golden rice’, un riso che produce una piccola quantità di beta-carotene, precursore della vitamina E, e che è potenzialmente di grande utilità per combattere l’insufficienza vitaminica nelle popolazioni che si cibano quasi esclusivamente di riso. A mio avviso, la ‘crociata’ contro gli OGM, di cui magari parleremo un’altra volta, pur avendo dei punti condivisibili, è forse più politica che scientifica.

La cosa interessante che si legge nell’articolo di Bressanini sono i sistemi di miglioramento ‘atomico’ delle piante messi in atto tra il 1920 ed il 1970, e che non sono soggetti a scomunica come gli OGM.

In quegli anni la ‘frontiera’ erano gli usi pacifici dell’energia nucleare. Visto che le radiazioni sono ‘mutageniche’ (ovvero forzano un cambio a livello genetico), e che l’evoluzione non è altro che la sopravvivenza di mutazioni casuali che migliorano la specie, perché non provare ad accelerare il fenomeno con radiazioni artificiali?

Detto – fatto! In diversi paesi, tra cui l’Italia, si iniziarono progetti di irradiazione di sementi e di successiva verifica dei risultati, che sono letteralmente nella bocca di tutti! Facciamo una breve carrellata.

Vi piace il pompelmo rosa? Quello chiamato ‘Star Ruby’? Deriva dal Ruby Red, mutazione naturale, i cui semi furono irraggiati con neutroni lenti, che portarono alle varietà rosa e senza semi in commercio oggi.

Che ne dite della birra? La Pilsner Urquell è cecoslovacca, e nel 1965 in quel paese si introdusse l’orzo Diamant, modificato con raggi gamma: piante più basse e resa più alta.
Una variante simile, il Golden Promise, sempre ottenuto con raggi gamma, si è diffuso in Scozia per la produzione di birra e whisky.

Che ne dite di un buon piatto di pasta? In Italia viene prodotta con farina di grano duro, e la varietà più diffusa (con le varietà derivate) è il CRESO, ottenuto negli anni 70 per irraggiamento con fasci di neutroni.

E poi fagioli (Montalbano e Mogano), riso (Fulgente), piselli (Esedra, Savona ed altri), melanzane, patate, ciliegie……

E’ curioso notare che queste varianti ‘atomiche’ non siano particolarmente avversate da ambientalisti ed opinione pubblica.

Per approfondire il tema vi invito a leggere l’articolo originale disponibile nel blog di Dario Bressanini sul sito di Le Scienze.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 18 Dicembre 2008, Numero

5 commenti:

brain_use ha detto...

la ‘crociata’ contro gli OGM, di cui magari parleremo un’altra volta, pur avendo dei punti condivisibili, è forse più politica che scientifica.

Francamente credo tu sia molto, molto vicino alla realtà.

Maximilian Hunt ha detto...

come sempre, ciò che non conosciamo ci fa paura, non so se si tratti solo di politica o anche di ignoranza...

gg ha detto...

Max mi hai tolto le parole di bocca.
La parola OGM, non te lo nascondo, mi fa paura, perchè non ne conosco i limiti e lo dico, non conosco i suoi difetti.L'ignoranza è una brutta bestia.

Thhh ha detto...

giusto una segnalazione.. il beta carotene è il precursore della vitamina A, non della E ;)

Claudio Casonato ha detto...

Cippirimerlo..... bell'errore che ho fatto..... meno male che in un altro post ne parlo piu' diffusamente...

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