giovedì 17 aprile 2008

Rabdomanzia: il potere della forcella.

La RABDOMANZIA, una branca della radioestesia, è il potere che alcune persone hanno di trovare metalli o acqua usando un rametto a Y o strumenti simili.
Famoso rabdomante italiano è Maurizio Armanetti di Pontremoli (che ha sempre rifiutato il controllo scientifico dei suoi poteri), mentre ad Acqui Terme ha recentemente ottenuto un grande successo, riportato su Il Secolo del 5 Aprile 2008, Antonio Tardito.

I rabdomanti affermano di riuscire, con le loro bacchette, a ‘captare’ le ‘vibrazioni’ emesse dalle sostanze da loro cercate. Nel caso dell’acqua, sono in grado di dire dove corre la ‘vena d’acqua’, e spesso anche a che profondità, indicando dove scavare il pozzo.

Iniziamo dal punto di vista geologico, riassumendo un articolo del dott. Nello Lo Monaco, geologo del Genio civile di Ragusa (disponibile nel sito del CICAP).

I rabdomanti affermano di riuscire a trovare l'acqua attraverso l'individuazione delle cosiddette vene. In pratica, in un campo sufficientemente poco esteso, un rabdomante indicherà dei punti in cui "l'acqua c'è" perché lì passa "la vena", e punti a distanza di pochi metri dai precedenti, in cui "l'acqua non c'è". Questo è senza dubbio ciò che accade fruendo delle capacità extrasensoriali vantate dal rabdomante.

Semplificando molto, possiamo dividere i terreni in due tipi: sabbiosi (a) e rocciosi (b) (escludiamo quelli argillosi in quanto impermeabili, e che formano la ‘base’ delle riserve d’acqua sotterranee).

a) Il terreno sabbioso può essere paragonato ad una spugna: l'acqua c'è o non c'è, per tutto il terreno sabbioso. Pensiamo alla spugna sul piano inclinato: in qualunque punto, la spugna contiene acqua, oppure è tutta asciutta. Le variabili a questo stato, sono date soprattutto dalla forma del substrato impermeabile, ma si può tranquillamente dire che si tratta solo di casi particolari. In conclusione, non esiste una ‘vena’.

b) Se siamo su un terreno roccioso, l'acqua si muove nelle fratture della roccia, e tende a scendere fino a raggiungere il substrato impermeabile, dove ci sarà una "lama" d'acqua che scivolerà secondo la direzione di pendenza. Insomma, la bacchetta che cosa segnalerà? Le fratture molto inclinate che portano l'acqua verso il basso? Oppure l'acqua che scorre sul "fondo"? Ma anche in questo caso, come nel precedente, l'acqua c'è o non c'è.

Ma la cosa più importante da dire è che non esiste nessuno studio, condotto con metodo scientifico, che abbia mai dimostrato l’effettiva esistenza di questa capacità, anzi, esistono diversi studi che dimostrano il fallimento dei rabdomanti, come per esempio quello condotto da James Randi e Piero Angela nel 1978, per il programma RAI ‘Indagine critica sulla parapsicologia’, o quello effettuato in Francia nel 2007 . Questi esperimenti (e molti altri) ci permettono di affermare che la rabdomanzia è un’altra bUFOla…..

Se il Sig. Tardito vorrà, sono sicuro che il CICAP sarà felice di valutare i suoi poteri, con la speranza di riuscire finalmente a scoprire questi ‘sfuggenti’ poteri.
Oltretutto con la possibilità di vincere il Premio Randi, il cui regolamento si trova a questo link.

Alla prossima

Da Il Novese, Giovedì 17 Aprile 2008, Numero 15

2 commenti:

Claudio Casonato ha detto...

Visto che in una gentile e-mail il sig. Armanetti ritiene 'bufale' le opinioni che ho espresso in questo post, aggiungo il link al suo sito web, così da permettere a chiunque di accedere immediatamente al suo punto di vista.

http://www.armanettimaurizio.net

Fortunatamente, in Italia esiste ancora la libertà di opinione!

Claudio Casonato ha detto...

E per completezza di informazione, ecco il link con i commenti del CICAP sulle affermazioni del Sig. Armanetti.
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100060

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