giovedì 24 aprile 2008

A me gli occhi!

Chi è Ignazio Von Peczely? Medico omeopata ungherese, nato nel 1826, pubblicò nel 1880 il suo primo testo intitolato ‘Introduzione allo studio della diagnosi attraverso gli occhi’, e nel 1886 il primo schema di topografia dell'iride, ed è l’inventore dell’IRIDOLOGIA.

Con questa disciplina si vorrebbero identificare disturbi presenti, passati e futuri in base alle caratteristiche dell’iride (la parte colorata dell’occhio). Ovvero, quella macchiolina in quel punto dell’occhio sinistro significa che hai il fegato a pezzi, mentre quella riga in basso nell’occhio destro indica che ti verrà – che so – il diabete. Queste relazioni occhio – parte del corpo, sono riportate nelle mappe usate dagli iridologi nelle loro diagnosi.

Nella medicina scientifica è noto da tempo immemorabile che in varie malattie si osservano variazioni della struttura o della colorazione delle parti dell'occhio, ma non vi è né vi potrebbe essere alcuna distribuzione topografica di tali anomalie, non esistendo una rete di fibre nervose a supportare tali corrispondenze ipotetiche. E l'iridologia non è mai stata in grado di fornire alcuna spiegazione su come potrebbero attivarsi questi collegamenti.

Una prima critica che si può fare è che esistono varie mappe (ne conosco almeno 8), con diversi collegamenti. La diagnosi sarà quindi diversa in funzione della mappa usata. Ma qual è quella giusta????

Ma, come voi lettori sapete, la mancanza di una relazione nota non significa nulla, SE la cosa funziona. E qui iniziano le dolenti note…..

Nonostante il gran numero di osservazioni cliniche pubblicate, l'iridologia resta una pratica assolutamente aneddotica, basata essenzialmente sulla fede nelle capacità diagnostiche del singolo operatore. In tutti i casi in cui hanno accettato di sottoporsi a degli studi in doppio cieco, la loro presunta capacità diagnostica è stata ampiamente sconfessata.

Per esempio, in uno studio del 1980 un esperto iridologo australiano si sottopose a 2 test.
Nel primo, esaminò 15 pazienti affetti da un totale di 33 problemi medici. L’iridologo NON diagnosticò nessuna di quelle patologie, ma in cambio ne trovò altre 60, inesistenti. Nel secondo, furono fotografate le iridi di 4 persone in buona salute, che furono rifotografate quando le persone ebbero dei problemi di salute. L’iridologo fece un gran numero di diagnosi (sbagliate) dalle foto iniziali, e non fu in grado di identificare nessuno degli organi colpiti dalle malattie sopraggiunte.

Questo esempio, tratto dal sito Quackwatch, non è un caso isolato. Rappresenta la normale assenza di risultati reali di questa pratica.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 24 Aprile 2008, Numero 16

giovedì 17 aprile 2008

Rabdomanzia: il potere della forcella.

La RABDOMANZIA, una branca della radioestesia, è il potere che alcune persone hanno di trovare metalli o acqua usando un rametto a Y o strumenti simili.
Famoso rabdomante italiano è Maurizio Armanetti di Pontremoli (che ha sempre rifiutato il controllo scientifico dei suoi poteri), mentre ad Acqui Terme ha recentemente ottenuto un grande successo, riportato su Il Secolo del 5 Aprile 2008, Antonio Tardito.

I rabdomanti affermano di riuscire, con le loro bacchette, a ‘captare’ le ‘vibrazioni’ emesse dalle sostanze da loro cercate. Nel caso dell’acqua, sono in grado di dire dove corre la ‘vena d’acqua’, e spesso anche a che profondità, indicando dove scavare il pozzo.

Iniziamo dal punto di vista geologico, riassumendo un articolo del dott. Nello Lo Monaco, geologo del Genio civile di Ragusa (disponibile nel sito del CICAP).

I rabdomanti affermano di riuscire a trovare l'acqua attraverso l'individuazione delle cosiddette vene. In pratica, in un campo sufficientemente poco esteso, un rabdomante indicherà dei punti in cui "l'acqua c'è" perché lì passa "la vena", e punti a distanza di pochi metri dai precedenti, in cui "l'acqua non c'è". Questo è senza dubbio ciò che accade fruendo delle capacità extrasensoriali vantate dal rabdomante.

Semplificando molto, possiamo dividere i terreni in due tipi: sabbiosi (a) e rocciosi (b) (escludiamo quelli argillosi in quanto impermeabili, e che formano la ‘base’ delle riserve d’acqua sotterranee).

a) Il terreno sabbioso può essere paragonato ad una spugna: l'acqua c'è o non c'è, per tutto il terreno sabbioso. Pensiamo alla spugna sul piano inclinato: in qualunque punto, la spugna contiene acqua, oppure è tutta asciutta. Le variabili a questo stato, sono date soprattutto dalla forma del substrato impermeabile, ma si può tranquillamente dire che si tratta solo di casi particolari. In conclusione, non esiste una ‘vena’.

b) Se siamo su un terreno roccioso, l'acqua si muove nelle fratture della roccia, e tende a scendere fino a raggiungere il substrato impermeabile, dove ci sarà una "lama" d'acqua che scivolerà secondo la direzione di pendenza. Insomma, la bacchetta che cosa segnalerà? Le fratture molto inclinate che portano l'acqua verso il basso? Oppure l'acqua che scorre sul "fondo"? Ma anche in questo caso, come nel precedente, l'acqua c'è o non c'è.

Ma la cosa più importante da dire è che non esiste nessuno studio, condotto con metodo scientifico, che abbia mai dimostrato l’effettiva esistenza di questa capacità, anzi, esistono diversi studi che dimostrano il fallimento dei rabdomanti, come per esempio quello condotto da James Randi e Piero Angela nel 1978, per il programma RAI ‘Indagine critica sulla parapsicologia’, o quello effettuato in Francia nel 2007 . Questi esperimenti (e molti altri) ci permettono di affermare che la rabdomanzia è un’altra bUFOla…..

Se il Sig. Tardito vorrà, sono sicuro che il CICAP sarà felice di valutare i suoi poteri, con la speranza di riuscire finalmente a scoprire questi ‘sfuggenti’ poteri.
Oltretutto con la possibilità di vincere il Premio Randi, il cui regolamento si trova a questo link.

Alla prossima

Da Il Novese, Giovedì 17 Aprile 2008, Numero 15

giovedì 10 aprile 2008

Progetto ALFA (seconda parte).

Cari lettori, spero che ricordiate le bUFOle della scorsa settimana, quando abbiamo iniziato questa tenebrosa storia di misteriosi poteri!

James Randi scrisse nuovamente al Prof. Phillips, dicendogli... che i risultati ottenuti da Steve e Michael potevano essere facilmente riproducibili con trucchi da prestigiatore.

Nel Luglio del 1981 Phillips chiese a Randi di aiutarlo nella definizione degli esperimenti, che rispose inviando una videocassetta dove riproduceva gli esperimenti di piegatura di chiavi e cucchiai, usando lo stesso metodo usato dai ragazzi. Phillips acconsentì a mostrare questo video durante la conferenza della società di parapsicologia dell’Agosto 1981.
Randi iniziò a far trapelare la voce che Steve e Michael fossero suoi assistenti. Prima della conferenza queste voci erano ormai di pubblico dominio, ed avevano suscitato diverse reazioni: Randi aveva mentito, oppure aveva organizzato un inganno, o anche che Randi e Phillips avessero agito in accordo per screditare la parapsicologia.

Lo studio di Phillips venne presentato alla conferenza, e si dice che i colleghi risero nel vedere i filmati, rilevando numerosi punti deboli nei protocolli usati.

Subito dopo la conferenza, il team di Phillips iniziò ad utilizzare i protocolli di studio suggeriti da Randi, ed immediatamente i poteri di Steve e Michael sembrarono sparire! In condizioni più strettamente controllate, i due ragazzi non erano più capaci di compiere le meraviglie che li avevano resi famosi! Il laboratorio pubblicò ulteriori studi dove i decantati risultati ottenuti in precedenza vennero grandemente ridimensionati.

Tuttavia a questo punto i due ragazzi erano diventati così famosi che gli veniva chiesto di presentare i loro poteri dappertutto. Molti altri studiosi di psicocinesi vollero esaminarli, con brillanti risultati.

Il 28 Gennaio 1983, il colpo di scena! James Randi convoco' una conferenza stampa, nella quale svelo' che i due ragazzi dalla prodigiose doti erano suoi allievi, ovvero due prestigiatori dilettanti! L'intero progetto Alfa era una beffa ben congegnata per dimostrare quanto fosse facile imbrogliare un parapsicologo inesperto di trucchi. Questa fu la fine del finanziamento al professor Phillips e del suo laboratorio.

Per spiegare come fossero riusciti Steven e Michael a effettuare i loro trucchi ecco un esempio dell’ingenuita' delle "misure di sicurezza" adottate dal professor Phillips: erano state date ai due ragazzi delle scatolette di plastica sigillate, contenenti pezzi di metallo da piegare "con la forza del pensiero", ed essi avevano potuto portarle a casa per... concentrarsi meglio. Era stato (letteralmente) un gioco da ragazzi aprire il sigillo di cera, piegare il metallo e rimettere il sigillo.

Chi volesse approfondire, e leggere di altri ‘trucchi’ usati nel progetto, può cercare nel sito del CICAP o sul web (chiavi di ricerca: project alpha randi).

In biblioteca a Novi ci sono anche alcuni libri, come ‘Il trucco c’è’ di Polidoro e Tomatis, oppure la collezione di Scienza e Paranormale (la rivista del CICAP), con altre informazioni al riguardo.

Da Il Novese, Giovedì 10 Aprile 2008, Numero 14

giovedì 3 aprile 2008

Progetto ALFA (prima parte).

Cari lettori, oggi vi porto indietro nel tempo, al 1979, per una storia di misteriosi ed oscuri poteri….

Nel 1979 il miliardario americano James S. McDonnell, board chairman della McDonnell-Douglas Aircraft, fervente sostenitore della realta' dei fenomeni paranormali, dono' un contributo di mezzo milione di dollari all'universita' americana di Washington di Saint-Louis, nel Missouri, al fine di creare un laboratorio di ricerche psichiche nel quale si studiassero in modo scientifico quei fenomeni.

Direttore di questo laboratorio fu nominato il Professor Peter Phillips, che si occupava di paranormale da piu' di dieci anni; egli dichiaro' alla stampa che si sarebbe occupato di effetti psicocinetici sui metalli, ovvero della capacità di piegare con il pensiero chiavi, cucchiaini ed oggetti simili. In quegli anni era famoso Uri Geller (di cui parleremo un’altra volta), che aveva convinto il mondo dell’esistenza di questi fenomeni, e diversi studiosi erano alla ricerca di soggetti da studiare.

James Randi, famoso prestigiatore, scrisse al Prof. Phillips mettendolo in guardia contro la possibilità di trucchi, suggerendo modelli di test ed offrendosi come consulente per la preparazione e l’esecuzione degli esperimenti. Phillips, a questa lettera ed alle successive, rispose di essere uno scienziato, di sapere quello che faceva e di non avere bisogno dei consigli di un ex-prestigiatore.

Il Prof. Phillips iniziò le sue ricerche, e studiò circa 300 persone che avevano risposto ai suoi appelli. Vita dura quella del ricercatore! Si esaminano tanti candidati senza risultati degni di nota. Capita però di trovare le pietre preziose, quelle che giustificano anni di studi, che regalano soddisfazioni infinite!

Nel caso del Prof. Phillips le gemme sono due ragazzi: Steven Shaw (18 anni) e Michael Edwards (17 anni), che riuscirono a superare con successo alcune delle prove proposte nei test iniziali.

Phillips iniziò a studiare i ragazzi, che sotto i suoi occhi compirono prodigi! Ma per il professore questi erano solo risultati iniziali, incoraggianti, spettacolari, ma solo un inizio.
Sotto il controllo di uno staff di ricercatori, Steve e Michael per circa due anni fecero sfoggio delle loro incredibili capacità. Piegarono diversi oggetti, addirittura a distanza, conservati in scatole sigillate chiuse a chiave in un laboratorio. Indovinarono il contenuto di buste chiuse e graffettate. Con i loro poteri mentali, modificarono il punto di fusione di un normale fusibile. Fermarono orologi digitali.

Tanti e tali furono i loro successi, che nel 1981 i due ragazzi erano diventati famosi, non solo nel mondo della ricerca psichica, ed il Prof. Phillips decise di presentare una videocassetta dei loro esperimenti alla convenzione nazionale dell’associazione parapsicologica americana, che si sarebbe svolta in Agosto.

Quando questa presentazione venne annunciata sulla stampa, James Randi scrisse nuovamente al Prof. Phillips, dicendogli...

Il contenuto della lettera e la fine della storia alla prossima settimana!

Da Il Novese, Giovedì 3 Aprile 2008, Numero 13

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...