Chi è Ignazio Von Peczely? Medico omeopata ungherese, nato nel 1826, pubblicò nel 1880 il suo primo testo intitolato ‘Introduzione allo studio della diagnosi attraverso gli occhi’, e nel 1886 il primo schema di topografia dell'iride, ed è l’inventore dell’IRIDOLOGIA.Con questa disciplina si vorrebbero identificare disturbi presenti, passati e futuri in base alle caratteristiche dell’iride (la parte colorata dell’occhio). Ovvero, quella macchiolina in quel punto dell’occhio sinistro significa che hai il fegato a pezzi, mentre quella riga in basso nell’occhio destro indica che ti verrà – che so – il diabete. Queste relazioni occhio – parte del corpo, sono riportate nelle mappe usate dagli iridologi nelle loro diagnosi.
Nella medicina scientifica è noto da tempo immemorabile che in varie malattie si osservano variazioni della struttura o della colorazione delle parti dell'occhio, ma non vi è né vi potrebbe essere alcuna distribuzione topografica di tali anomalie, non esistendo una rete di fibre nervose a supportare tali corrispondenze ipotetiche. E l'iridologia non è mai stata in grado di fornire alcuna spiegazione su come potrebbero attivarsi questi collegamenti.
Una prima critica che si può fare è che esistono varie mappe (ne conosco almeno 8), con diversi collegamenti. La diagnosi sarà quindi diversa in funzione della mappa usata. Ma qual è quella giusta????
Ma, come voi lettori sapete, la mancanza di una relazione nota non significa nulla, SE la cosa funziona. E qui iniziano le dolenti note…..
Nonostante il gran numero di osservazioni cliniche pubblicate, l'iridologia resta una pratica assolutamente aneddotica, basata essenzialmente sulla fede nelle capacità diagnostiche del singolo operatore. In tutti i casi in cui hanno accettato di sottoporsi a degli studi in doppio cieco, la loro presunta capacità diagnostica è stata ampiamente sconfessata.
Per esempio, in uno studio del 1980 un esperto iridologo australiano si sottopose a 2 test.
Nel primo, esaminò 15 pazienti affetti da un totale di 33 problemi medici. L’iridologo NON diagnosticò nessuna di quelle patologie, ma in cambio ne trovò altre 60, inesistenti. Nel secondo, furono fotografate le iridi di 4 persone in buona salute, che furono rifotografate quando le persone ebbero dei problemi di salute. L’iridologo fece un gran numero di diagnosi (sbagliate) dalle foto iniziali, e non fu in grado di identificare nessuno degli organi colpiti dalle malattie sopraggiunte.
Questo esempio, tratto dal sito Quackwatch, non è un caso isolato. Rappresenta la normale assenza di risultati reali di questa pratica.
Alla prossima!
Da Il Novese, Giovedì 24 Aprile 2008, Numero 16


