giovedì 18 settembre 2008

Sensitiva? Il caso di Chiara Bariffi.


Ripropongo in questo blog l'articolo di Marco Morocutti, pubblicato il 16-2-2006 sul sito del CICAP.

Mariarosa Busi, la sensitiva che avrebbe ritrovato il cadavere di Chiara Bariffi nel lago di Como, è impegnata in un nuovo caso: il 23enne Matteo Pina, scomparso nel Lago di Pusiano (fra Como e Lecco) il 24 settembre 2004 durante un’uscita in canoa.

Ma non sempre la stampa dà pieno credito alla veggente. Il quotidiano La Provincia informa che il CICAP intende verificare la vicenda, ed infatti sabato 12 novembre mi reco sul lago di Pusiano, di fronte all'Isola dei Cipressi. Ho appuntamento con il redattore, e forse vedrò anche la Busi.

La veggente però non si fa viva. Qualcuno la vuole in trasferta a Rimini sulle tracce di un altro ragazzo. Forse invece è nei paraggi, ma non desidera immischiarsi con TV, giornalisti e investigatori scettici. Una voce - più maliziosa - avanza un dubbio irrispettoso: i sommozzatori sanno già dove giace il povero Matteo, e "casualmente" lo troveranno proprio oggi. La Busi arriverà trionfante, scaccerà i mercanti dal tempio e farà piazza pulita di ogni miscredente. Avrà telecamere e taccuini tutti per lei.

Ignorando le maldicenze scende in acqua Marco Arrigoni, il sommozzatore leader dello Schwarzy Team e del gruppo di sub che cercano Matteo. A loro si unisce un operatore subacqueo della Televisione Svizzera, con la speranza di documentare ciò che tutti attendono. Ma non succede nulla, e ci si ritrova sulla riva a commentare la situazione.

Il lago, profondo al più una trentina di metri, in quel punto non supera neppure i tredici. Tuttavia la perlustrazione è difficile, visto che sul fondo si trova almeno un metro di materiale soffice e melmoso: si può infilarci un braccio senza sentire nulla di consistente, ma in compenso si solleva un bel po' di polvere che offusca la visuale. E poi ci sono tronchi, rami e detriti vari che rendono difficile usare ecoscandagli o telecamere subacquee.

Eppure pochi giorni prima la Busi aveva dichiarato a ‘La vita in diretta’ che già sabato 5 novembre le ricerche avrebbero avuto successo. Glielo avrebbe detto lo stesso Matteo: "Mi siete passati così vicino... cercate ancora!".

Se lo spirito del ragazzo vede chi gli passa accanto, non potrebbe dire chiaramente dove si trova il proprio corpo, senza giocare a nascondino con sommozzatori, parenti, giornalisti ed autorità? Sia Arrigoni che Luciano Traversoni, sindaco di Pusiano, sono possibilisti: la medium ha tracciato dei disegni con il punto in cui cercare. Chiediamo allora se sia possibile vedere queste mappe, dato che per controllare la previsione di un veggente si deve giocoforza disporre di qualcosa da controllare. Ma Arrigoni è irremovibile: "I disegni che Mariarosa ci da, che sono effetto delle sue sensazioni, eviterei sotto sua diretta richiesta di mostrarli. Ci sono forze negative che operano in controtendenza. Il suo pensiero è che queste notizie rimangano a noi." Anche il sindaco concorda, e così nessuno può vedere le famose mappe.

Ad oggi (Febbraio 2006), dopo circa tre mesi di ricerche su indicazione della Busi, lo sfortunato Matteo giace ancora sul fondo del lago. Dal suo, la veggente non sa che pesci pigliare.

Settembre 2008: a quanto ci è dato di sapere, il corpo di Matteo Pina non è ancora stato ritrovato.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 18 Settembre 2008, Numero 33

venerdì 12 settembre 2008

Tracce nel cielo: conferenza a Novi Ligure


Venerdì 19 Settembre, alle ore 21, presso la Biblioteca Civica di Novi Ligure (Via G. Marconi 66) e con il patrocinio del Comune di Novi Ligure, il Gruppo Piemonte del CICAP, sezione di Novi Ligure, presenta la conferenza, aperta a tutti:

Tracce nel cielo

Le scie chimiche: fantasia o realtà?

Tutti noi, alzando gli occhi al cielo, vediamo lunghe strisce bianche, lasciate dal passaggio degli aerei. Di che cosa si tratta?

Sono innocue, o, come dice qualcuno, sono parte di un complotto militare volto ad inquinare i cieli e cospargerci di sostanze tossiche?

A queste ed ad altre domande sul fenomeno delle scie chimiche cercherà di rispondere Simone Angioni.

Relatore: Simone ANGIONI
Dottore in Chimica, coordinatore del Gruppo CICAP Lombardia. Svolge attività di ricerca presso l’Università di Pavia.

Sull'argomento vedi questo post.

Modifica del 30/9/2008
Le registrazioni audio, in formato MP3, sono state pubblicate da Paolo Attivissimo nel suo blog, e sono scaricabili a questo indirizzo. (http://attivissimo.blogspot.com)

Appena possibile verranno pubblicate anche le registrazioni video. Un enorme GRAZIE a Paolo!

giovedì 11 settembre 2008

Corpi di pietra


Lodi, Piazza Ospitale 10. Nel cuore dell'Ospedale Vecchio, nel lato sud del chiostro quattrocentesco, in un'unica sala dai soffitti riccamente affrescati nel 1593 da Giulio Cesare Ferrari, è ubicata la particolare collezione Anatomica di Paolo Gorini.

Si tratta di una raccolta, la cui visita è aperta al pubblico, di 166 delle oltre 1700 ‘preparazioni’ prodotte nel 19° secolo dallo studioso pavese famoso anche per aver ‘pietrificato’ il cadavere di Giuseppe Mazzini.

Gorini è uno di quei personaggi che, tra la fine del Settecento e la prima metà del Novecento, si dedicarono a sperimentare metodi per la conservazione indefinita di tessuti animali, e anche di interi corpi umani, tramite la loro cosiddetta pietrificazione. Un'attività che il gusto del macabro del diciannovesimo secolo tollerava ancora, ma che oggi sarebbe difficile praticare per ragioni di “correttezza politica”.
Si intende comunemente (ma impropriamente) per "pietrificazione" di tessuti animali la loro trasformazione a durezza lapidea, ottenuta grazie a vari metodi, ma soprattutto per impregnazione con sali minerali.
I pietrificatori operavano solitamente al di fuori dell'ambiente accademico ufficiale. Sperimentavano senza rivelare i loro metodi, spesso cambiando tecniche e ricette, circondati da un alone di segretezza. Erano per questo oggetto di timore reverenziale da parte della popolazione, dando origine a vere e proprie leggende.
Tra di essi si include, anche se impropriamente, il ‘Principe Maledetto’ di cui scrissi alcune settimane fa.

Il Prof. Luigi Garlaschelli (Chimica, Università di Pavia), con il curatore della collezione Prof. Alberto Carli, hanno studiato i documenti disponibili, scoperti nell’archivio storico di Lodi, ed hanno riscoperto il metodo usato: iniettava nelle salme, che al contrario delle mummie egizie non venivano eviscerate ma solo private del sangue, un preparato altamente tossico a base di bicloruro di mercurio, muriato di calce e sublimato corrosivo.

Garlaschelli ha quindi riprodotto il processo, ovviamente non su corpi umani, bensì su polli, conigli e su una mezza testa di maiale, con risultati incredibili!

Non pago, Garlaschelli ha studiato altri famosi ‘pietrificatori’ (un suo scritto al riguardo è scaricabile qui ).

Girolamo Segato, il cui procedimento è rimasto segreto, ci ha lasciato diversi reperti, quali un busto di giovane donna, un tavolino nel quale l'intarsio è costituito da sezioni di organi umani, e una scatola con altri pezzi, tra cui sezioni di uteri, reni, e una bellissima fetta di salame... Gran parte delle sue ‘opere’ possono essere ammirate nel Museo del Dipartimento di Anatomia, Istologia e Medicina Legale dell'Università degli Studi di Firenze.

L’ultimo dei ‘pietrificatori’ fu Francesco Spirito, morto nel 1962, Rettore dell'Università di Siena dal 1939 al 1943. L' Accademia dei Fisiocritici conserva una collezione di circa 70 pezzi da lui trattati nella prima metà del secolo scorso. Spirito fu il solo ad aver lasciato, in lavori pubblicati su riviste scientifiche, descrizioni abbastanza dettagliate dei suoi metodi.
Il passaggio principale consiste nell'impregnazione dei pezzi con una soluzione di silicato di sodio, composto chimico grazie al quale "la massa assume un aspetto ed una consistenza lapidea che con l'evaporazione diventa una massa vetrosa trasparente".

C’è anche un libro, un giallo, un cui il detective Fulvio Fùlleri riceve un pezzo di corpo di pietra…… Il titolo è ‘Corpi di pietra’, ed indovinate chi lo ha scritto?

Alla prossima

Da Il Novese, Giovedì 11 Settembre 2008, Numero 32

giovedì 4 settembre 2008

I poteri delle Piramidi


Sono molte le persone convinte che all'interno delle piramidi, dai grandi monumenti di Giza ai modellini da tavolo disponibili in commercio, avvengano fenomeni misteriosi, in quanto le stesse funzionerebbero come "condensatori energetici".
Probabilmente questa ipotesi nacque negli anni trenta quando Antoine Bovis, dopo aver visitato la Grande Piramide, ricostruì la stessa in scala ridotta e vi praticò esperimenti di mummificazione su animali morti.

Studi successivi (tra gli altri quelli di Karel Drbal e di Rodriguez Alvizo Luis Alberto) hanno portato ad affermare che le piramidi (o meglio, la semplice forma piramidale), oltre a mummificare i corpi, permetterebbero la conservazione degli alimenti, stimolerebbero la crescita dei vegetali e riaffilerebbero le lamette da barba usate (si trovano in vendita piramidi specifiche per questo uso). In pratica, la piramide si comporterebbe come un ‘concentratore energetico’: secondo questa visione delle cose le energie della terra e quelle cosmiche, distinte in una forza centrifuga calda e dinamica e in una forza centripeta fredda e ricettiva, possono circolare e moltiplicarsi all'interno della piramide, a patto che i rapporti geometrici siano gli stessi della Grande Piramide di Giza e un lato sia rivolto verso il nord magnetico.

Molti altri ricercatori non sono stati in grado di ripetere le esperienze di Bovis o Drbal, ma i sostenitori dei poteri delle piramidi, pur ammettendo queste incoerenze, non ne sembrano preoccupati.

Leggendo i testi ‘a favore’ si nota che termini come forza ed energia, che hanno un preciso significato fisico, vengono completamente snaturati, lasciando soltanto parole a effetto che tentano di generare nel lettore la sensazione di un fondamento scientifico di questa disciplina.

Fortunatamente è facile fare delle prove per confermare o smentire questi poteri, e voi stessi potete verificare con i vostri occhi.

Potete acquistare, in negozi specializzati, una splendida piramide di metallo placcata in oro con lato della base di 13 centimetri.
Più economicamente, le potete fare voi, avendo cura di rispettare le proporzioni della Grande Piramide. Siccome alcuni consigliano di usare materiali isolanti, ed altri di usare metalli, di piramidi fatene 2: una in cartone, legno o plastica, l’altra di metallo.

Fatte le piramidi? Bene, adesso mettetele lontano da televisori, computer e oggetti metallici, che ne perturberebbero il campo magnetico, protette da correnti d'aria, con una faccia rivolta a nord.

Mettete un pezzo di carne, o di frutta, su un piattino di vetro o di cartone, avendo cura che si trovi ad un terzo dell'altezza (in corrispondenza della Camera del Re, dove "l'energia positiva" sarebbe massima).
Oppure mettete dei bicchieri di latte, o magari dei vasetti con dei semi. Mi raccomando, che siano uguali!
Mettete un campione di confronto vicino alle piramidi, quindi aspettate che la natura faccia il suo corso.

Se le teorie ‘piramidali’ sono vere, i campioni ‘piramidati’ dovrebbero comportarsi diversamente da quello di controllo: il latte non dovrebbe inacidire, la carne o la frutta dovrebbe disidratarsi prima, i semi germinare più velocemente.

Se non volete fare la fatica di costruirvi tutto, potete leggere i risultati ottenuti da Sergio Facchini pubblicati sul sito del CICAP.

Non vi stupirà sapere che le differenze sono assolutamente irrilevanti, con buona pace del Faraone Cheope.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 4 Settembre 2008, Numero 31

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