mercoledì 24 dicembre 2008

Buone Feste!

Cari Lettori,
auguro a tutti voi un Sereno Natale ed un 2009 ricco di successi e di felicità.

Ma sopratutto un anno pieno di sano scetticismo, per superare indenni le nuove bUFOle che il nuovo anno sicuramente (purtroppo!) porterà con se.

Buone feste!

giovedì 18 dicembre 2008

Muta - Non muta


Sulla rivista ‘Le Scienze’ si trova la rubrica ‘Pentole e provette’ di Dario Bressanini. Questa interessante rubrica parla della scienza applicata alla cucina (ottima la ricetta della mousse di cioccolato proposta!) e di problemi correlati.

Nel numero di Ottobre 2008 Bressanini si è occupato delle ’mutazioni ortofrutticole’, ovvero di come la frutta e la verdura che mangiamo siano stati ‘modificati’ nel corso dei millenni.

Ovviamente sapete tutti che nel corso dei millenni l’uomo si è sempre adoperato per migliorare il rendimento e le caratteristiche delle piante utili. Per esempio, il mais (o granoturco), pianta di origine americana (e viene da ridere a leggere di piatti ‘a base di mais autoctono piemontese’), in origine produceva pochi chicchi, e con selezioni ed incroci si è arrivati ad avere le rigogliose pannocchie che vediamo nei nostri campi. La pianta originale invece si è ormai estinta.
Stessa sorte per grano, riso orzo, e per mele, insalata, melanzane, e chi più ne ha più ne metta.

Oggi, oltre agli incroci ‘tradizionali’, si possono usare le tecniche dell’ingegneria genetica…. si, proprio i famigerati OGM…. quelli che hanno prodotto la famosa ‘fragola-pesce’, che però esiste solo nella fantasia di qualcuno. Nonostante la cattiva pubblicità fatta all’ingegneria genetica, questa tecnica permette di ottenere risultati di grande rilievo, mirati ed altamente controllati. Un esempio è il mais resistente alla piralide, parassita che rende il mais tossico e che richiede un grande uso di antiparassitari. Oppure il ‘golden rice’, un riso che produce una piccola quantità di beta-carotene, precursore della vitamina E, e che è potenzialmente di grande utilità per combattere l’insufficienza vitaminica nelle popolazioni che si cibano quasi esclusivamente di riso. A mio avviso, la ‘crociata’ contro gli OGM, di cui magari parleremo un’altra volta, pur avendo dei punti condivisibili, è forse più politica che scientifica.

La cosa interessante che si legge nell’articolo di Bressanini sono i sistemi di miglioramento ‘atomico’ delle piante messi in atto tra il 1920 ed il 1970, e che non sono soggetti a scomunica come gli OGM.

In quegli anni la ‘frontiera’ erano gli usi pacifici dell’energia nucleare. Visto che le radiazioni sono ‘mutageniche’ (ovvero forzano un cambio a livello genetico), e che l’evoluzione non è altro che la sopravvivenza di mutazioni casuali che migliorano la specie, perché non provare ad accelerare il fenomeno con radiazioni artificiali?

Detto – fatto! In diversi paesi, tra cui l’Italia, si iniziarono progetti di irradiazione di sementi e di successiva verifica dei risultati, che sono letteralmente nella bocca di tutti! Facciamo una breve carrellata.

Vi piace il pompelmo rosa? Quello chiamato ‘Star Ruby’? Deriva dal Ruby Red, mutazione naturale, i cui semi furono irraggiati con neutroni lenti, che portarono alle varietà rosa e senza semi in commercio oggi.

Che ne dite della birra? La Pilsner Urquell è cecoslovacca, e nel 1965 in quel paese si introdusse l’orzo Diamant, modificato con raggi gamma: piante più basse e resa più alta.
Una variante simile, il Golden Promise, sempre ottenuto con raggi gamma, si è diffuso in Scozia per la produzione di birra e whisky.

Che ne dite di un buon piatto di pasta? In Italia viene prodotta con farina di grano duro, e la varietà più diffusa (con le varietà derivate) è il CRESO, ottenuto negli anni 70 per irraggiamento con fasci di neutroni.

E poi fagioli (Montalbano e Mogano), riso (Fulgente), piselli (Esedra, Savona ed altri), melanzane, patate, ciliegie……

E’ curioso notare che queste varianti ‘atomiche’ non siano particolarmente avversate da ambientalisti ed opinione pubblica.

Per approfondire il tema vi invito a leggere l’articolo originale disponibile nel blog di Dario Bressanini sul sito di Le Scienze.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 18 Dicembre 2008, Numero

giovedì 11 dicembre 2008

Nessie!


Un recente film fantasy – The Water Horse - basa la sua trama su una ipotetica creatura misteriosa che vivrebbe nelle acque di Loch Ness.
La versione odierna delle teorie su ‘Nessie’ cominciò con la testimonianza dei coniugi McKay nel 1933. Mentre tornavano a casa nei pressi di Drumnadrochit, i due videro un enorme animale che si tuffava dalle rive del lago nelle gelide acque. I coniugi riportarono: "Assomigliava ad una balena". La notizia fece scalpore in tutto il mondo, ben presto la popolazione locale, i Media e molti criptozoologi iniziarono ad interessarsi al fenomeno. Naturalmente con molti occhi puntati sul lago di Lochness, gli avvistamenti nel corso del tempo crebbero a dismisura, e tutti erano orientati in un unica direzione: un enorme creatura lunga dai cinque ad i sei metri, con il collo lunghissimo e una testa minuta, ed infine due o tre gobbe a seconda delle varie descrizioni. Alex Campbell, guardiano delle acque del lago di LochNess per quarantasette anni afferma di aver avvistato il mostro ben diciotto volte ma di non essere mai riuscito ad immortalarlo in una foto.
Testimonianze sempre molto vaghe, fotografie poco nitide e filmati ancor meno convincenti.

In realtà, la fotografia più famosa del mostro, realizzata nell'aprile del 1934, si è rivelata pochi anni fa (1994) un falso per ammissione del suo stesso autore: si trattava di un modellino immerso nell'acqua. Altri documenti e "prove" hanno trovato una spiegazione ragionevole: ciò che conta, tuttavia, è che i motivi per dubitare della presenza reale del mostro sono molti. Innanzitutto, per sopravvivere oltre 70 milioni di anni, una creatura preistorica avrebbe dovuto riprodursi continuamente: quindi, nel lago dovrebbe esistere almeno più di un mostro e sul suo fondale si dovrebbero trovare le ossa di centinaia di mostri, invece nulla di tutto questo c'è nel lago. Una creatura di quelle dimensioni, poi, difficilmente potrebbe nascondersi così a lungo dentro uno spazio piccolo come quello del lago di Loch Ness.

Neil Clark, curatore del museo di paleontologia della Glasgow University ha trascorso due anni a studiare il grande mistero di Loch Ness e del suo abitante Nessie. Ora sostiene che i testimoni potrebbero avere visto un elefante. L'animale, secondo la teoria di Clark, nuotava nel lago e le persone avrebbero scambiato la proboscide e la gobba che fuoriuscivano dall'acqua per il mostro marino tanto famoso nel mondo.

Clark ribadisce la sua spiegazione con un fatto: i circhi erano soliti circolare in quell'area, in particolare dal 1930. E fu proprio nel 1933 che i coniugi McKay videro il caro Nessie immergersi nel lago. Secondo il paleontologo, queste carovane passavano da Inverness e permettevano agli animali di fare una sosta e di nuotare nel lago per rinfrescarsi. Quando un elefante nuota nell'acqua, in superficie si può vedere solo parte del dorso e la proboscide; quest'ultima poteva far pensare al lungo collo di un animale misterioso. Osserviamo che l'idea non è del tutto nuova. L'ipotesi degli elefanti, infatti, era già stata formulata in passato per spiegare gli avvistamenti di Mokele Mbembe, il presunto dinosauro superstite che secondo alcuni sarebbe stato osservato in alcune regioni dell'Africa a partire dal 1913.

A differenza del mostro di Loch Ness, tuttavia, una reale creatura marina, che si credeva estinta da decine di milioni di anni, è stata effettivamente scoperta solo alcune decine di anni fa, si tratta di un pesce: il celacanto. Meno suggestivo di un vero e proprio dinosauro marino, certo, ma pur sempre una creatura preistorica.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 11 Dicembre 2008, Numero 45

mercoledì 10 dicembre 2008

La nevicata del 10 Dicembre 2008

Questo post non c'entra con l'argomento del blog, ma alcune di queste immagini sono suggestive, e fanno tanto Natale.

E fanno anche pensare che la pulizia strade non è esattamente il principale obiettivo delle amministrazioni locali.....

giovedì 4 dicembre 2008

Le famigerate Sorelle Scoppi


Le Bangs Sisters (in Italiano, le Sorelle Scoppi), Lizzie e May, erano due famose medium nella Chicago della fine del 1800. Fu la loro madre Meroe, anch’essa medium, che le avviò alla professione. Già nel 1872, quando Lizzie aveva 12 anni e May 8, si esibivano in spettacoli spiritici, di cui si ebbero resoconti sulla stampa dell’epoca: messaggi dei defunti apparivano su lavagne; seggiole e mobili si muovevano. I bambini venivano legati con corde e fatti entrare in una cabina da cui poi proveniva il suono di una chitarra e da cui si vedevano uscire mani che si agitavano. Alla fine, la giovane May portava in scena un ‘gattino spiritico’, un gatto senza pelo che si pretendeva essere nato nell’altro mondo.

Nel 1888, le sorelle erano diventate tra le più note medium di Chicago, fornendo remunerative sessioni private, con l’assistenza della madre. Il Washington Post (17 Aprile 1888) riportò che “Lizzie e May Bangs, sotto il nome di Bangs Sisters, gestiscono la più importante attività spiritistica in Chicago…. Il loro elegante studio è affollato sia di giorno che di notte, ed i soldi affluiscono copiosamente nei loro conti.”

Uno dei loro clienti era Henry Jestram, un benestante fotografo di Chicago. Poco dopo essere diventato un regolare frequentatore delle sedute delle Sorelle Bangs, ed aver speso gran parte della sua fortuna per pagare le loro astronomiche parcelle, Jestram impazzì e dovette essere rinchiuso in un istituto. Molti giornali attribuirono alle medium la morte di Jestram. In uno spettacolare arresto effettuato il 2 Aprile1888, due investigatori in borghese parteciparono ad una seduta delle sorelle Bangs e furono testimoni dell’apparizione dalla cabina di una serie di entità spiritiche. Quando una spettrale principessa Russa, vestita di una toga regale, fece la sua apparizione, gli investigatori la bloccarono. Si trattava di May Bangs, mascherata da principessa.

May si sposò 4 volte. Nel Novembre del 1890, May – già divorziata dal primo marito – ottenne il divorzio dal ricco imprenditore della chimica Henry H. Graham. La loro breve, drammatica relazione cominciò durante una seduta del 1887 nella quale la Bangs disse al da poco vedovo Graham che la sua moglie deceduta la aveva contattata dicendo che lui avrebbe dovuto sposare la medium, aggiungendo anche un messaggio del figlio morto: “Caro papa, mi piacerebbe questa signora come mia nuova mamma”.
Nel 1907, May Bangs si sposa nuovamente, questa volta con Jacob Lesher, il milionario industriale della pelletteria. Secondo il New York Times, la medium “gli fece la proposta tre volte prima di riuscire finalmente a convincerlo assicurandogli che lo spirito di sua madre (di Lesher) sollecitava l’unione e che lui stesso sarebbe diventato 25 anni più giovane e non sarebbe mai più stato malato.” Nel giro di 2 anni Lesher rimase senza un soldo. “Suggerimenti economici dal mondo degli spiriti avrebbero causato il fallimento di Jacob H. Lesher, ex milionario, e marito di May Bangs, la ‘pittrice spiritica,’” scrisse il Chicago Daily Tribune il 16 Luglio del 1909.

La fama delle Sorelle Bangs è dovuta soprattutto alla loro tecnica di ‘pittura spiritica’, mediante la quale riuscivano a far ‘materializzare’ dipinti di persone scomparse sotto gli occhi dei lori clienti.

Fortunatamente David P. Abbott, un prestigiatore dell’epoca ed investigatore dell’occulto, svelò al mondo i trucchi usati dalle sorelle, e così per loro divenne sempre più difficile trovare clienti.

Ulteriori dettagli sulle Bangs Sisters (in Inglese) su questo sito.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 4 Dicembre 2008, Numero 44

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