giovedì 26 febbraio 2009

Il problema dell'energia


Il post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Parlando di energia si rischia di scatenare un macello.... ed è quello che è successo in un fantastico post di Paolo Attivissimo sulle scie chimiche.

Per togliere traffico dal blog di Paolo (ed aumentare quello sul mio...), ho fatto questo post, che comunque è solo parzialmente OT rispetto agli scopi del blog!

Fotovoltaio, eolico, biomasse, nucleare, idroelettrico, geotermale: tutti hanno dei pro e dei contro.
Per esempio, la produzione di bioetanolo per autotrazione ha portato ad un aumento generalizzato dei costi dei cereali per uso alimentare, con un aggravamento della fame nel terzo mondo.
Questo è solo un esempio, e se ne possono fare di simili con tutti.

L'unica possibilità è diversificare, e sfruttare correttamente tutte le opzioni disponibili. Quindi (sempre esempi):
- installare una quota di nucleare
- sfruttare il geotermico ove possibile
- se la zona è ventosa, mettere turbine eoliche
- solare fotovoltaico e termico ove possivile
- biomasse solo usando gli scarti
- eccetera eccetera....

Adesso lascio la parola ai commenti degli utenti 'esperti' di questo argomento e mi ritiro a leggere interessato.... prego solo di specificare i dati utilizzati.

Aggiornamento 27/2/2009:
Antonio ha inviato un file con dati sulla produzione mondiale di energia nel 2006, consultabile qui.

29 commenti:

Antonio ha detto...

Ciao Claudio,
grazie di aver aperto uno spazio apposta.
Ho alcuni documenti relativi alla produzione di energia in Italia (dati 2007) e nel resto del mondo (dati 2006) se vuoi ti posso mandare una mail, un breve assaggio:
DATI 2006 fonte ENERDATA
Produzione mondiale (in percentuale)
Termoelettrico 67,68%
Idroelettrico 16,59%
Nucleare 14,78%
Eolico 0,64%
Geotermico 0,29%
Fotovoltaico 0,02%
C'è ancora qualcuno che è davvero convinto che il fotovoltaico possa essere "l'alternativa"?

Claudio Casonato ha detto...

Tu manda, meglio se sono link a documenti pubblici.
Io aggiungo i tuoi commenti ed i links al post, e se possibile allego il files.

Anonimo ha detto...

una domanda.in italia sono presenti due siti da dove estrarre uranio,a novazza (bg) e valvedello (so),quanto potranno durare? quanto sono utili a queste nuove centrali? grazie,ciao mauro.

Antonio ha detto...

Ciao Mauro, purtroppo le risorse possono essere solo stimate. Da quel che mi risulta si parla di circa 1000 tonnellate di uranio a Novazza. Il problema non è la quantità di uranio naturale disponibile, ma l'arricchimento. Diciamo che dalla miniera di Novazza potrebbero essere considerate circa 135 tonnellate di uranio arricchito. Ovvero circa sei anni di lavoro di una centrale con potenza nominale da 1,3GW cioè una produzione nominale di 8700GW annui. Circa il 3%del fabbisogno annuale.

Anonimo ha detto...

lavoro nel campo delle materie plastiche e rimango spesso stupito dalla eccezionale duttilità di questi derivati del petrolio,dai polimeri che resistono a temperature molto alte,ai polimeri a memoria di forma ecc. questo per dire che bruciare petrolio è un modo molto stupido per finirlo. ci sono in italia studi per creare piante ad alto contenuto di idrocarburi? oppure,alcune case automobilistiche producono auto che funzionano a bioetanolo,in italia ci sono molti zuccherifici chiusi(alcuni in romagna),quanto costerebbe convertirli e utilizzare la coltivazione di barbabietola che negli ultimi anni è quasi scomparsa? seguendo la discussione dal sito di attivissimo sino qui devo dire che sono un poco frastornato dalle cifre,percentuali ecc. credo che manchi un coordinamento razionale di tutto quello che può essere usato per pareggiare il fabbisogno energetico. grazie,mauro.

Antonio ha detto...

Ciao Mauro,
mi permetto di risponderti con una semplice considerazione, qualsiasi cosa bruciamo emettiamo (alla meno peggio) della CO2. Siccome si tende ad incolpare la CO2 del riscaldamento globale, anche produrre energia dal bio-gas non è una strada percorribile.

Antonio ha detto...

Ecco un paio di link con dati più o meno aggiornati:
http://www.iea.org/Textbase/stats/regionresults.asp?COUNTRY_CODE=18&Submit=Submit

e

http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/statistiche/dati_statistici/tabid/418/Default.aspx

Anonimo ha detto...

grazie antonio,i siti che hai linkato sono molto interessanti.ciao mauro

Smart Null ha detto...

Ciao a tutti!

Al link sotto riportato è possibile vedere in streaming
una recentissima conferenza del ciclo GiovedìScienza a
proposito dell'energia:

IL DEDALO ENERGETICO
Inventario delle riserve del Pianeta Terra

Rel.: VINCENZO BALZANI - Università di Bologna

http://www.extramuseum.it/giosci/modules/conferenze/article.php?storyid=47

Buona visione! Pac

Antonio ha detto...

Non posso ascoltare la conferenza, non ho le casse audio. Ma posso fare solo un commento, Balzani è un chimico specializzato sulle nanotecnologie, accanito sostenitore del fatto che grazie alle nanotecnologie si possano avere pannelli fotovoltaici con rendimenti pazzeschi e a basso costo (lo dico per conoscenza personale), non mi meraviglierei se raccontasse che non vi sono risorse non rinnovabili disponibili. In ogni caso qualcuno può inserire il testo della conferenza?

markogts ha detto...

Dati su fonti rinnovabili 2007 in Germania (fonte):

8,6 % sul consumo energetico totale (en. el., calore, combustibili;
2006: 7,5 %)

14,2 % Del consumo elettrico lordo
(2006: 11,7 %)

6,6 % del consumo all'utente finale per riscaldamento
(2006: 5,8 %)

7,6 % Sul consumo di combustibile
(2006: 6,3 %)

6,7 % Sul consumo di energia primaria
(2006: 5,6 %)

(secondo il metodo del rendimento, corrisponde a 9,2 % secondo il metodo della sostituzione)

Idraulico 3,4 %
Eolico 6,4 %
Fotovoltaico 0,6 %
Combustibili solidi di origine biologica 1,2 %
Combustibili liquidi di origine biologica 0,4 %
Biogas 1,2 %
Klärgas 0,2 %
Deponiegas 0,2 %
Frazione biogena del gas da rifiuti 0,7 %
Geotermia 0,0 %

Tre considerazioni:

1) "Rinnovabile" non vuol dire solo solare ed eolico: bruciare biogas emette sì CO2, ma è CO2 che è stata assorbita prima tramite fotosintesi, dunque il bilancio va in pareggio. Nel caso inoltre di gas di discarica, è sempre meglio produrre CO2 bruciando quel metano che esce anziché disperderlo in atmosfera: il metano non combusto ha un GWP variabile tra 10 e 72.

2) Tornando a solare ed eolico e confrontando con i dati di Antonio abbiamo, per il fotovoltaico:

Italia 0,02% ; Germania 0,6%

e per l'eolico:

Italia 0,64% ; Germania 6,4%

Io direi che margini per migliorare, in Italia, e senza inventarsi nulla, ci sono e sono abbondanti, soprattutto tenendo conto della latitudine molto più favorevole per il solare. Possiamo cercare di battere la Germania in un campo che non sia solo quello di calcio? O non abbiamo le palle?

3) I quattro reattori che Berlusconi promette hanno una potenza elettrica di 1600 MW ciascuno (fonte). Supponendo un fattore di utilizzo del 70% (fonte), essi produrrebbero, in un anno, 39250 GWh. La Germania, con il solo eolico, ha generato nel 2007 39500 GWh.

Antonio ha detto...

Come ho già precisato mi occupo di energia elettrica, per cui non sono in possesso di dati relativi all'utilizzo di forme di energia diverse.
Tuttavia terrei a precisare che l'Italia produce il 15,69% di energia elettrica con Eolico, Fotovoltaico, Idroelettrico e Geotermico. Tale percentuale si riduce al 13,9% se anzichè considerare l'energia elettrica prodotta consideriamo quella consumata. Come si può facilmente vedere siamo perfettamente in linea con la tanto declamata Germania (dati di MArkogts 14.2%).

Proseguendo abbiamo (dati 2006):
Italia 12,26% di energia elettrica prodotta da idro
Germania 4,26% di energia elettrica prodotta da idro
Italia 1,76% di energia elettrica prodotta da geotermico
Geramnia 0% di energia elettrica prodotta da geotermico.

Non vedo perchè l'italiano deve per forza credere che i tedeschi siano meglio di noi, non è così. Siamo praticamente equivalenti, noi abbiamo semplicemente puntato su fonti di energia diverse.

Per quanto riguarda la considerazione di utilizzare il gas prodotto dai rifiuti sono il primo ad essere d'accordo, analogo discorso per quanto riguarda il bio gas. Io non sono per niente convinto dell'utilità del ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, per cui non mi sentirai mai andare contro il gas (di qualunque origine).
Per quanto riguarda il nucleare le mie perplessità riguardano il solo fatto che non è rinnovabile, però essendo fermamente convinto che l'Italia debba differenziare la propria produzione energetica credo che anche il 12% di aiuto che potranno dare le 4 centrali in questione sia importante, esattamente come l'aiuto fornito dal geotermico e da tutte le altre fonti energetiche.
Non capisco del motivo per cui alcune persone siano totalmente anti nucleare.

Jena Plisskin ha detto...

Ciao, avrei una domanda da fare. Se sono OT mi scuso anticipatamente, ho trovato casualmente questi filmati riguardanti la presentazione dei risultati riguardo le Reazioni piezonucleari ultrasoniche

http://it.youtube.com/watch?v=TDSoAryImjU

http://it.youtube.com/watch?v=TEncIQKJ4N4

http://it.youtube.com/watch?v=ehOS_o5b_2w

solitamente vado molto cauto nel credere a queste cose, ma qui si parla del coinvolgimento delle ns Forze Armate e del CNR ( più Ansaldo ). Non trovo molte info (sono solo un curioso non laureato), mi piacerebbe sapere se si tratta di una bufala oppure qualcosa di concreto. Vi ringrazio.

Antonio ha detto...

Non conosco questo tipo di sperimentazione. Tuttavia i ricercatori che gridano al miracolo non danno una teoria che possa spiegare i dati trovati da loro. Mi ricorda vagamente Fleischmann e Pons, in ogni caso guardando i filmati si parla espressamente di strumentazione atta allo studio, chiunque sa che dallo sviluppare una teoria (e non ci siamo ancora, siamo solo alla raccolta dei dati) alla realizzazione di un prototipo funzionante ci vogliono un bel po' di anni (a volte anche un secolo). Purtroppo presentare dati, dicendo come si sono ottenuti, ma non il perchè si sono ottenuti rende tutto più difficile verificare la bontà delle affermazioni.
A mio avviso è più realistico il raggiungimento della fissione attraverso confinamento in plasmi, ma anche questa è una tecnica al quanto futuristica (seppure esistano diversi laboratori dove ciò avviene già).
Nota di cronaca mi è arrivato il numero di gennaio e febbraio della rivista ufficiale dell'AEIT, e indovinate un po' ci sono ben 4 articoli e un editoriale riguardo il problema energetico, con calma vi farò sapere il contenuto.

Jena Plisskin ha detto...

Purtroppo è la stessa cosa che ho pensato io, infatti a parte qualche articolo che richiama questa presentazione non ho trovato nulla. E' pur vero che nei video parlano di ricerca da parte dell'esercito, ma di testi con i dati e le tecnologie usate nulla (non le avrei capite cmq :-) ). Inoltre nel video (non sò se lo hai visto) in certi punti si parte per la tangente con dichiarazioni del tipo "essendo cattolici dobbiamo ringraziare Dio se non abbiamo avuto un bombardamento di protoni" :-? e il finale tipo "è un progetto italiano viva l'Italia". Non posso che augurarmi non sia una bufala. Grazie e scusa se magari ti ho fatto perdere tempo :-)

Antonio ha detto...

Altro che perdita di tempo, è sempre molto interessante sentire nuove scoperte (reali o di fantasia). Ammetto che i miei studi a riguardo sono datati di qualche anno, ma non ne ho mai sentito parlare. La cosa che più mi fa pensare a una bufala è il fatto che non dicono "Avevamo una teoria e i nostri esperimenti l'hanno dimostrata" cosa che normalmente viene fatta, ma dicono solo "i nostri esperimenti hanno ottenuto questi risultati". Detta così sembrerebbe che abbiano deciso di usare ultrasuoni ma avrebbero potuto usare anche una biowashball o un amuleto Maya. Non si spendono milioni di euro per andare per tentativi, senza avere nessuna idea alle spalle. Trascuriamo il fatto che per essere una presentazione scientifica venga utilizzato un linguaggio da bar, ma se davvero hanno brevettato qualcosa, questa cosa non può essere la scoperta, infatti:
"... non sono brevettabili (art. 45 C.P.I.) le scoperte, le teorie scientifiche, i metodi matematici, i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuale, per gioco o per attività commerciali, i programmi di elaboratori, le presentazioni di informazioni". Inoltre, se anche avessero costruito l'unica macchina al mondo in grado di ottenere quei risultati, non avrebbe senso brevettarla ora, questo perchè il brevetto dura solo 20 anni, ragion per cui è facilmente ipotizzabile che prima dei 20 anni non vi sia nessuna applicazione pratica della macchina, ma che una volta resa pubblica tutte i principali laboratori si dannino per studiarla, copiarla e raggiungere in gran segreto un prototipo industriale da commercializzare liberamente appena scaduti i 20 anni. Se invece il loro scopo fosse esclusivamente quello della divulgazione perchè brevettare?

Antonio ha detto...

Riporto alcuni scenari come li ho trovati sul numero dell'AEIT di gennaio/febbraio. Tutti i dati sono percentuali della produzione di energia elettrica in Italia.


Dall' editoriale di R.Caldon.

Scenario al 2030 senza incentivazione alle fonti rinnovabili:
Gas 33%
Carbone 22%
Nucleare 13%
RSU e altri combustibili 7%
Idro 10,75%
Eolico 7%
Geotermico 2,25%
Bio gas 3,25%
Solare termodinamico 1,25%
Solare fotovoltaico 0,5%


Scenario al 2030 con incentivazione alle fonti rinnovabili:
Gas 30%
Carbone 22%
Nucleare 13%
RSU e altri combustibili 7%
Idro 10,92%
Eolico 7%
Geotermico 2,24%
Bio gas 3,36%
Solare termodinamico 1,68%
Solare fotovoltaico 2,8%

Da notare come gli incentivi alle fonti rinnovabili finiscono al 40% a vantaggio del fotovoltaico. Nonostante questo, continuando con questi incentivi fino al 2030 si otterrebbe solo un incremento del2,3% in più rispetto alla non incentivazione.

Antonio ha detto...

Un'altra analisi molto interessante è quella dell'articolo di E. Macchi, in particolare vengono presentati diversi scenari per il futuro (in questo caso come anno di riferimento si è preso il 2025). Vediamo ora i vari scenari, partendo dalla
situazione registrata nel 2005:

Cicli combinati 39,1%
Cogenerazione a gas naturale 3,5%
Centrali a vapore (gas/olio) 16,1%
Combustibili di risulta 8,8%
Tecnologie rinnovabili 4,5%
Idro 14,1%
Carbone 13,7%

Continuando con la tendenza attuale si avrebbe:

Cicli combinati 45,3%
Cogenerazione a gas naturale 10,5%
Centrali a vapore (gas/olio) 0%
Combustibili di risulta 6,7%
Tecnologie rinnovabili 13,1%
Idro 12,4%
Carbone 11,8%
Il che significa un calo percentuale di emissioni di CO2 in atmosfera, ma un aumento (rispetto al 2005) in valore assoluto del 4% delle tonnellate di CO2 emesse (causato dall'aumento di richiesta di energia elettrica)

Se invece si sposasse una tendenza prettamente economica (minori costi di gestione e di produzione).
Si avrebbe il seguente scenario:
Cicli combinati 7,3%
Cogenerazione a gas naturale 2,8%
Centrali a vapore (gas/olio) 0%
Combustibili di risulta 6,7%
Tecnologie rinnovabili 13,9%
Idro 12,4%
Carbone 56,8%
Questo perchè il carbone è il mezzo più economico per produrre energia elettrica, in questo caso le emissioni di CO2 in atmosfera aumenterebbero di oltre il 50%, sempre rispetto al 2005.

Il terzo e ultimo scenario prevede l'investimento nel nucleare e soprattutto nelle centrali a carbone con sistemi di fissaggio della CO2 (dette tecnologie CSS).
Cicli combinati 10,1%
Cogenerazione a gas naturale 6,6%
Centrali a vapore (gas/olio) 0%
Combustibili di risulta 6,7%
Tecnologie rinnovabili 13,5%
Idro 12,4%
Carbone 10,2%
Nucleare 16,7%
Carbone con tecnologie CSS 23,8%
In questo caso si avrebbe un decremento della CO2 emessa in atmosfera di oltre 50%.

L'Italia è tra i paesi a più basse emissioni di CO2 da centrali termoelettriche, ciò lo si deve all'uso del gas, il problema è che il discorso cambia radicalmente quando si va a considerare l'emissione di CO2 totale per la produzione di energia elettrica. Se è vero che gli altri stati hanno un maggior numero di impianti a carbone maggiormente inquinanti è altrettanto vero che grazie al nucleare riescono a mantenere basse le emissioni di CO2 in rapporto alla produzione totale di CO2.

Alcune curiosità, peggio di noi oltre alla disastrosa Cina, ci sono gli USA seguiti dalla Germania e dalla GB. Significativo il confronto con la Germania
Germania
820 g/kWh da generazione termica
520 g/kWh totali
Italia
580 g/kWh da generazione termica
480 g/kWh totali
L'ennesimo dato che contraddice molti tuttologi (soprattutto politici) che indicano la Germania come un modello da seguire.

Antonio ha detto...

Buona notte, se qualcuno ha domande da pormi io sono qua e sono ben lieto di dare una mano a chi cerca di districarsi nel complicato labirinto della produzione di energia.
PS
Mi sto documentando sulla tecnologia CCS, a quanto pare sarebbe un ottimo compromesso tra i costi limitati (dovuti all'elevata disponibilità) del carbone e le minori emissioni di CO2 (che però comportano un costo iniziale piuttosto alto). Con calma, una volta verificati i dati e le varie pubblicazioni a riguardo spiegherò brevemente in cosa consiste questa tecnologia.

Taurus ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
markogts ha detto...

Sul CCS ti posso aiutare io:

Why carbon capture and storage won't save the climate.

Non stavo intervenendo perché non avevo tempo di cercare un dato, ma me lo hai fornito tu: l'idroelettrico è un valore costante che, a parte mini e microgenerazione, non cambierà più, lo si vede dai tuoi scenari. Allora dire che l'Italia è come i più virtuosi Paesi nordici in tema di rinnovabili è una falsità statistica: se oggi possiamo anche, grazie alla fortuna topografica, essere al pari di altri Paesi mettendo in conto idroelettrico e geotermico, in realtà questo vantaggio esiste da decenni e resterà costante. Viceversa, su solare ed eolico, tanti altri Paesi ci stanno lasciando nella polvere.

PS Chiedo scusa per il doppio post, ho usato l'account sbagliato

Antonio ha detto...

Ciao Markogts,
l'Italia non è come i più virtuosi paesi nordici. Il paese nordico più virtuoso è certamente la Norvegia, producono praticamente tutta l'energia con sistemi idroelettrici.
Certo che l'idro è praticamente completamente sfruttato (a dire il vero potrebbe esserci un'ipotesi di potenziamento, ma dai costi estremamente elevati al quanto impopolare), ma la soluzione non è il fotovoltaico. In ogni scenario si nota come il fotovoltaico influisca in una percentuale che va dal 2% al 4,5%, nonostante sia la fonte che riceve circa il 40% degli incentivi per le rinnovabili. Sarebbe molto più utile investire le milionate di soldi spesi per agevolare l'installazione dei pannelli fotovoltaici per una centrale eolica oppure per potenziare le centrali a bio masse. Investire nel fotovoltaico è uno spreco, ma serve per far sì che la gente installando i pannelli fotovoltaici si senta a posto con la coscienza perchè "ha fatto la sua parte per salvare il mondo". Purtroppo la realtà non è così, abbiamo bisogno di energia e dobbiamo ricavarla in qualche modo, il fotovoltaico non è la soluzione eppure ci investiamo un sacco di soldi.
PS
Per quanto riguarda la tecnologia CCS, preferirei avere qualche dato tecnico sperimentale, non i dati estrapolati di Greenpeace, anche perchè da quello che mi risulta lo stoccaggio della CO2 nel mare non è assolutamente sperimentale, proprio perchè non si sanno gli effetti sull'ecosistema marino, per ora si parla solo di stoccaggio nel terreno.
Ovvio che ci sono rischi, altrettanto ovvio che non è una soluzione, il carbone non è infinito, ma è l'ennesima pezza che può permettere una drastica riduzione dell'emissione di CO2. Non esiste fonte infinita di energia senza emissioni in grado di soddisfare il nostro fabbisogno, bisogna cercare le soluzioni per emettere il meno possibile nell'attesa che la ricerca possa portare a risparmi energetici e a fonti sicure e utilizzabili quali la fusione.

markogts ha detto...

@ Jena: la sonofusione è uno dei tanti metodi che vengono esplorati nell'ambito delle cosidette Low Energy Nuclear Reactions/Chemically Assisted Nuclear Reactions.

In effetti, la pressione che si può ottenere durante il collasso di microbollicine di vapore in acqua (pesante) è notevole, e potrebbe forse provocare reazioni di fusione nucleare con un bilancio netto positivo. Comunque il video che hai citato non mi pare l'esempio più bello sul tema: qua trovi alcuni articoli (a volte anche "peer reviewed") sull'argomento, mentre in generale, sulla fusione "fredda" (la cui ricerca è andata parecchio avanti rispetto ai tempi di Fleischmann e Pons), il sito che raccoglie il maggior numero di documenti scientifici è questo.

Suggerisco inoltre di tenere d'occhio anche quest'altro concetto di fusione nucleare, il Polywell, che promette bene.

Purtroppo per noi, tutti i sistemi proposti, da quelli più convenzionali a quelli più esotici, al momento attuale sono come Renato Pozzetto ne "Il ragazzo di campagna": non hanno ancora trovato lavoro, ma hanno grandi prospettive.

markogts ha detto...

@ Antonio: cosa intendi per biomasse? Se parliamo di fare energia elettrica rubando il pane agli africani, non potrò mai essere d'accordo. Se parliamo di recupero di biogas da rifiuti, liquami e biomasse da gestione oculata delle risorse boschive, ok, ma ci rendiamo conto entrambi che si tratta di una risorsa limitata.

Sul CCS: sperimentazioni non ne esistono, è proprio questo uno dei punti centrali del documento di Greenpeace: il sospetto forte è che si faccia "melina" con il CCS, sapendo bene che è irrealizzabile, per poter tirare a campare con le vecchie centrali a carbone.

Sul solare: vorrei proprio capire a cosa sia dovuto questo limite superiore. Poi non c'è solo solare, ma anche eolico. Inoltre, dei tre scenari che proponi non ne vedo neanche uno che punti seriamente sulle rinnovabili.

Sul discorso di non essere "religiosi" su una singola fonte energetica, ma di cercare di allocare le risorse nella maniera più efficace, mi trovi assolutamente d'accordo, a patto però che nella valutazione di "efficacia" si tenga conto di TUTTI i costi, attuali e futuri, pecuniari, sociali e ambientali.

Antonio ha detto...

@Markogts,
ti tranquillizzo, non voglio affamare nessuno neppure io. Mi riferivo a discariche e a liquami.

Per quanto riguarda la tecnologia CSS di sperimentazioni ne esistono diverse. Non esiste una centrale operativa che applica queste tecnologie. (vedi The future of coal, MIT Press, marzo 2007).

Per quanto riguarda gli scenari che ho presentato ti faccio notare che il secondo scenario prevede l'incentivazione delle fonti rinnovabili, raggiungendo il 17% della produzione da fonti rinnovabili (escluso l'idro) per il 2030, secondo te questo non significa puntare sul rinnovabile? Gli altri scenari prevedono un apporto da fonti rinnovabili (sempre escluso idro) variabile tra il 13% e il 14%. Ti ricordo che attualmente siamo a circa il 3% da fonti rinnovabili e che l'eolico è sotto l'1% per cui un incremento al 7% significa uno sfruttamento pressochè totale dei giacimenti eolici. Il limite superiore del solare è dato dal fatto che la tecnologia può essere utilizzata solo in percentuali basse come ausilio di rete, altrimenti se si volesse creare una centrale vera e propria si necessiterebbe di batterie e di impianti talmente costosi e inficianti sul rendimento dal renderlo inutile.

Sul fatto di tenere presente tutti i costi sono perfettamente d'accordo, peccato che normalmente chi non lo faccia è proprio Greenpeace, cosa propongono di fattibile (mi riferisco a livello di produzione di energia elettrica)? Nulla, anzi sono contro a tutte le tecnologie a bassa emissione, perchè?

Un ultima cosa, il sistema Polywell è uno dei tanti sistemi che vengono studiati per realizzare la fusione in modo industriale. Purtroppo quando si parla di energia si fa presto a gridare alle nuove scoperte, ma ci si dimentica delle vecchie. Mi spiego meglio, attualmente in Europa si sta lavorando al progetto ITER (e al suo proseguo il progetto DEMO) in Italia si lavora al progetto IGNITOR. Che sia possibile confinare i plasmi in bruciamento grazie a campi magnetici è risaputo da anni (il JET è funzionante dal 1978 e le macchine Tokamak sono state ipotizzate nel 1950 e realizzate nel 1968) il problema è l'applicazione per periodi continuati, questo giusto per dimostrare che un conto è trovare qualcosa, un conto è poterlo applicare. La fusione è studiata da oltre 50 anni, ogni giorno c'è un piccolo passo avanti, ma bisogna tamponare in attesa che si possano raggiungere le applicazioni pratiche.

Jena Plisskin ha detto...

@markogts: ti ringrazio per i link, me li leggerò con calma. E' vero i link da me postati non sono un granchè, direi assai soporiferi soprattutto :-) ma fà piacere sapere che qualcosa in fase di ricerca si stia muovendo. Francamente trovo interessante lo studio del fenomeno, anche se non sarà la soluzione, credo sia importante esplorare e capire il perchè accadono certi fenomeni.
Riguardo al discorso del post, il problema principale nel problema energia è che gli studi si fossalizzano su un qualsiasi sistema di produzione centralizzato. Personalmente credo che il "fronte" attuabile sia la diversificazione, usare tutti i possibili sistemi esistenti oggi e il decentramento della produzione, ossia usando centrali ma anche generatori "locali". E anche un argomento decisamente osteggiato dai più, il risparmio. E' inutile cercare una produzione energetica se poi la ns crescita economica è basata anche sulla crescita del consumo. Mi sembra che ormai si associ il progresso con il consumare più energia e questo a me sembra il classico cane che si morde la coda.
Ok, ritorno nella mia tana :-)

Antonio ha detto...

Sul risparmio energetico siamo tutti d'accordo che sia la strada principe da seguire. A livello elettrico si sono fatti enormi passi avanti, basti pensare alle lampadine a basso consumo, ai led per l'illuminotecnica e agli inverter per il controllo motore. Certo c'è ancora molto da fare per ridurre i consumi, però bisogna anche tener presente che il futuro dell'autotrasporto è nel motore elettrico e quindi non è prevedibile una diminuzione significativa del consumo di energia elettrica. Sulla generazione diffusa sono molto scettico, troppo difficile da gestire per numeri significativi.

Fioba ha detto...

Ciao a tutti, vi volevo avvisare che Giovedi 12 marzo alle 9.35 su Controradio Firenze (www.controradio.it) ci sarà un microfono aperto con la presenza in studio di Corrado Penna (pro scie) ed un'altra persona (non so chi) pro scie condensa.
il link per lo streaming è:
"http://streaming.controradio.emmi.it:8190/listen.pls"
Il telefono è 055-7399933

Sarebbe bene intervenire, per quanto possibile. Io ho un po di difficoltà in quanto sono impegnato in cantiere.

Il penna ha gia iniziato la pubblicità qui:
"http://www.tankerenemy.com/2009/03/ringraziamenti-e-segnalazioni.html#c3067981777828674076"

--------- omissis ---------
# scie chimiche su controradio di Firenze giovedì mattina

purtroppo oltre al mio intervento ci sarà pure quello di un collaborazionista dell'operazione chemtrails
seguirà un "telefono aperto" con possibilità di intervento in diretta del pubblico; non ho ovviamente garanzie assolute che questa diretta venga gestita in maniera equanime, e sappiamo bene di quali privilegi godono queste persone che operano all'ombra dei servizi segreti
ad ogni modo penso che quei 5 minuti in cui potrò parlare valgano la pena
sicuramente i debs si stanno organizzando per intervenire a modo loro al telefono aperto, quindi invito tutti gli amici toscani a sintonizzarsi e se possibile ad intervenire
By Blogger corrado, at 10 marzo, 2009 22:00

#corrado spiega bene il fatto che le nuvole scompaiono dopo il passaggio dei tankers militari.
i disinformatori quando sentono delle nuvole che scompaiono vanno completamente nel pallone, provare per credere
By Blogger arturo, at 10 marzo, 2009 22:07

#Bene Corrado, con te non avranno gioco facile.
By Blogger Straker, at 10 marzo, 2009 22:09

---------omissis -----------

#Corrado, è importante che la questione delle scie non sia presentata come "teoria", ma come problema reale. Comunque lo sai meglio di me.
La scienza contro la menzogna. La menzogna è simile ad una strega imbellettata, sempre strega rimane.
Giusto Arturo.
Luka, anch'io sto ultimando un articolo su HAARP, ma basato su studi altrui. Vedrai che le conclusioni covergeranno.

Ciao a tutti.
By Blogger Zret, at 10 marzo, 2009 22:39
---------omissis---------

Facciamoci sentire il più possibile (compatibilmente con i propri impegni di lavoro)

Ciao

Fioba

Anonimo ha detto...

"La cosa che più mi fa pensare a una bufala è il fatto che non dicono "Avevamo una teoria e i nostri esperimenti l'hanno dimostrata" cosa che normalmente viene fatta, ma dicono solo "i nostri esperimenti hanno ottenuto questi risultati". Detta così sembrerebbe che abbiano deciso di usare ultrasuoni ma avrebbero potuto usare anche una biowashball o un amuleto Maya. Non si spendono milioni di euro per andare per tentativi, senza avere nessuna idea alle spalle."
Vorrei rispondere a questo commento di Antonio, il quale evidentemente non conosce la storia della scienza. Per rifarsi ad un esempio recente e rimanendo in ambito nucleare, Fermi e i "ragazzi di via Panisperna" scoprirono la fissione nucleare indotta dai neutroni lenti quando ancora non esisteva una teoria delle forze nucleari e del nucleo. La teoria della fissione nucleare fu sviluppata solo successivamente da Bohr e Wheeler. Ma questo non è il caso degli esperimenti di cavitazione ultrasonica, i quali sono basati sulla "teoria della deformazione dello spazio-tempo" sviluppata da Cardone e Mignani a partire dal 1992, ed esposta in tutta una serie di articoli pubblicati su riviste internazionali con referee. Tale teoria è stata esposta in due libri: "Energy and Geometry" (World Scientific, 2004) e "Deformed Spacetime" (Springer, 2007).

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