giovedì 9 aprile 2009

Latte crudo


Ve lo ricordate il buon latte crudo di una volta? Si, quello che bevevamo così come munto dalla mucca, senza passaggi intermedi? Era buono, ricco, saporito….. altro che il latte della centrale, filtrato, pastorizzato, senza gusto!

Fortunatamente oggi in molte città si possono trovare dei distributori automatici di latte crudo. Queste macchine, gestite direttamente dagli allevatori, permettono di gustare nuovamente il buon sapore del latte di una volta. Con i suoi pro ed i suoi contro.

Già, con i suoi contro, perché non è tutto oro quello che luce…. Vediamo di fare qualche considerazione al riguardo.

Il latte viene prodotto dai mammiferi per allattare i cuccioli. Vista l’alta utilità alimentare del latte, che contiene proteine, grassi e calcio, alcune specie animali sono state selezionate per la capacità di produzione di questo alimento. Anche se è possibile trovare piccole quantità di latti ‘speciali’ (di capra, di pecora), possiamo dire che tutto il latte in vendita per uso domestico è di mucca. A dire il vero c’è anche il latte di soia, ma si tratta di tutt’altra cosa.

Uno dei vantaggi attribuiti all’allattamento al seno dei cuccioli d’uomo è che in questo modo i bambini prendono gli anticorpi dalla mamma. Infatti, il latte prodotto dalla mamma contiene i suoi batteri ed anticorpi, che vengono quindi trasmessi al lattante.

Lo stesso accade con il latte animale, che contiene i batteri presenti nell’animale che lo produce. Questi batteri possono essere benefici (alcuni li coltiviamo appositamente per produrre gli yogurt, per esempio), ma possono anche essere pericolosi per la salute.
Riguardo ai batteri benefici, sinceramente, meno ce ne sono meglio è. Infatti un latte con carica batterica elevata non è un buon latte, crudo o cotto che sia. Si tratta ogni caso di "contaminazioni" esterne: può andarci bene oppure no.
Si dice che "non è mai stato trovato nulla nel latte crudo". In realtà ci sono state in particolare segnalazioni di presenza di campylobacter e di coli 157 in campioni di latte crudo. Vi sono stati poi casi di sindrome emolitico-uremica potenzialmente riconducibili al consumo di latte crudo. Tutto questo dovrebbe se non altro indurre alla precauzione, o no?
Visti i recenti casi di infezione legati al consumo di latte crudo sono noti a tutti, le autorità sanitarie hanno ribadito l’obbligo di bollitura del latte prima dell’uso, ed istruzioni al riguardo (alcune anche polemiche) sono apparse sui distributori.

Anzi, uno studio americano sul latte crudo si chiude con queste frasi:
"nonostante gli enormi avanzamenti tecnologici, igienici (...) continuano ad esservi, negli US, casi di malattie legate al consumo di latte. Il fattore chiave per prevenire le malattie generate dal latte è di evitare il consumo di latte crudo." E poi aggiunge: "chiunque promuova il consumo di latte crudo è passibile di azione legale".

La bollitura in pratica non è altro che un processo di ‘pastorizzazione’, che serve ad uccidere la maggior parte dei batteri contenuti nel latte. Ovviamente, la pastorizzazione industriale (quella fatta alla centrale del latte) permette di ottenere i risultati migliori, in quanto non è necessario ‘far bollire’ il latte, ma solo portarlo alla temperatura di uccisione batteri per i pochi secondi necessari, e quindi il latte pastorizzato mantiene al meglio le sue caratteristiche nutritive e di sapore.

Con questo non voglio dire di evitare il latte crudo, ma solo di usarlo con coscienza, facendolo bollire prima dell’uso. Sicuramente il latte crudo ha il vantaggio della freschezza e del prezzo!

E’ interessante notare che il rischio di malattie legato al consumo di latte crudo è chiaro e ampiamente verificato. Tuttavia in questo caso non si invoca il ‘principio di precauzione’ che tanto spesso viene tirato in ballo per situazioni dove non esiste prova di rischio (per esempio le onde elettromagnetiche), o dove il rischio è verificabile ma sotto controllo (il nucleare). Sembra quasi che si creda che ciò che è ‘naturale’ sia anche ‘sicuro ed innocuo’, in contrapposizione con le ‘pericolose’ conquiste della scienza…. Strano concetto.

Per altre informazioni al riguardo, rimando al blog Biotecnolgie Basta Bugie.

Alla prossima

Da Il Novese, Giovedì 9 Aprile 2009, Numero 13

9 commenti:

danjoest@yahoo.it ha detto...

Dove sono le fonti?
Un antibufale deve darmi le fonti di quello che dice.
Il latte crudo (come lo si trova in Italia, certo non in America dove i controlli sono pressocché inesistenti) non è "naturale", ma molto controllato. Non ti metto le fonti così forse cerchi anche tu un po' in internet invece di prendere per buone le versioni delle grandi case produttrici di latte in scatola o bottiglia.
Per quei (pochi) casi in Italia di infezioni, stanno ancora facendo le indagini: non è detto che fossero dovute al latte crudo. In ogni caso infezioni dovute al latte "industriale" sono in numero maggiore (purtroppo sui grandi numeri qualcosa può sempre andare storto.
Dopo di che, se preferisci non bere latte crudo, fai come vuoi, ma non parlare di buffale, che altrimenti i complottisti ci marciano.
Con stima.

Claudio Casonato ha detto...

Caro danjoest,
i links sono disponibili nel testo del post.
Nota per cortesia che io NON dico di non bere il latte crudo, bensì di farlo avendo presente i possibili (non certi, possibili) rischi.
Io personalmente, avendo uno zio allevatore, ho sempre bevuto il latte 'di cascina', ma sempre dopo regolare bollitura.

Se hai qualche critica su qualche punto specifico (dopo aver letto i links disponibili), io sono sempre disponibile a verificare, e dove il caso ad ammettere i miei errori.... ne faccio tanti...
Ciao

Anonimo ha detto...

buona pasqua a lei e ai suoi cari.saluti,mauro.

danjoest@yahoo.it ha detto...

Scusa se non ti ho risposto prima.
I link che fornisci non sono attinenti alla critica che muovi; l'unico è quello riguardante la situazione negli States, ma, come sai, da noi le agenzie di controllo sono nettamente migliori. Non ci sono errori appunto perché non fornisci dati di questi rischi (in Italia). Io credo che tu ti riferisca all'allarme lanciato da Zaia, ma, come sai, un ministro riceve il suo potere, oltre che come ovvio dal capo del governo (in teoria dal Presidente della Repubblica, ma non sottilizziamo), anche dalla categoria che rappresenta il suo ministero. Ora, le grandi aziende di distribuzione latte sono sicuramente più potenti dei piccoli allevatori che vendono il latte crudo; credo sarebbe meglio fare un supplemento d'indagine (cosa che infatti, a quanto ne so, sta avvenendo: non ho più avuto notizie però, quindi presumo fosse una bufala propagandata da quanti sopra).
Sempre da quello che so ci sono molti più casi di tossinfezioni alimentari derivanti dal latte in scatola o in bottiglia (cosa peraltro logica, visto che se ne vende molto di più): se tu hai qualche dato statistici che dimostri che il latte crudo (in Italia, ripeto) è più pericoloso di quello industriale, ti prego di fornirlo, così da potermi ricredere e smettere di correre rischi inutili.
Ti rinnovo la mia stima, ciao.

Claudio Casonato ha detto...

Ciao.
No, non mi riferisco a quanto detto da Zaia, ma ad un concetto più 'di base'.

Non facciamo del complottismo 'le grandi aziende sono potenti', perchè non è questo il punto.

Tu dici che da noi le agenzie di controllo sono efficienti. Sempre? Le mozzarelle alla diossina le hanno fatte in Tibet oppure a Napoli?

Oppure, tu forse vuoi dire che il latte delle mucche italiane, anche se crudo, ha SEMPRE una carica batterica accettabile (secondo quale metro?), e non esiste il rischio di batteri non benigni? Sei disposto a rischiare?

Ribadisco: NON sono contro il latte crudo, semplicemente faccio presente che il latte crudo ha delle possibile controindicazioni nel semplice fatto che ha una carica batterica elevata.
Come dico nel post:
"Con questo non voglio dire di evitare il latte crudo, ma solo di usarlo con coscienza, facendolo bollire prima dell’uso. Sicuramente il latte crudo ha il vantaggio della freschezza e del prezzo!"

Poi, ti rimando a questo post, che esprime perfettamente il mio pensiero al riguardo.

http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2009/01/beviamoci-su.html

Ciao

danjoest@yahoo.it ha detto...

Mi spiace, ma continui a non rispondere se non con preclusione. Se parliamo di complottismo (forse non ricorderai che sono stato il primo a ravvisare i rischi di complottismo nel tuo articolo, ma tant'è, non cerchiamo patenti di primogenitura) potrei tacciarti io di complottismo (il latte vaccino fa male agli umani, dicono alcuni, e dal tuo post si potrebbe evincere anche questo, visto che non mi dici che il latte industriale è esente da rischi - e se lo dicessi sarebbe peggio perché sarebbe una falsità).
Poco chiaro? Sì, come le tue risposte (peraltro supponenti).
Rifaccio la domanda in modo più chiaro: dove sono le fonti che indicano una maggiore pericolosità del latte crudo rispetto al latte industriale (in Italia - a me del Tibet, per ora, non me ne frega niente: se ci andrò a vivere o in vacanza mi informerò meglio)?
Ovviamente le nostre agenzie non sono perfette, ma sono nettamente migliori rispetto a quelle americane; ovviamente, se su questo non sei d'accordo, puoi fornirmi altri link che neghino quello che i maggiori esperti indicano come dato di fatto.
Io non sono affatto disposto a dire che il latte crudo è esente da rischi. Tu sei diposto a dirlo per il latte industriale?
Come ti dicevo nel primo post, un antibufale, per non diventare un sito di complottisti al contrario, deve (meglio dovrebbe, a questo punto) fornire dei dati il più possibile certi; altrimenti dovrebbe dire le magiche parole "A MIO PARERE" o simili.
Non è complottismo dire che le grandi aziende hanno più fondi dei piccoli allevatori, lo è dire che le agenzie di controllo italiane sono poco affidabili (non dirmi che non hai detto questo: letteralmente no, ma il succo è quello).
Spero che questi post non vengano letti da complottisti, altrimenti avrebbero qualche freccia in più al loro arco.
Ciao.

Claudio Casonato ha detto...

Guarda,
ho paura di non riuscire a capire cosa intendi dire.
Non ho mai detto che il latte 'industriale' è sicuro al 100%.
Non 'prendo per buona' la versione delle grandi industrie.
Non dico che i casi di infezione registrati in Italia siano 'sicuramente' legati al latte crudo.
Hai dei link che dimostrano che i casi segnalati NON sono da collegare al latte crudo? Dammeli, sarò felice di leggerli.

Dico che il latte crudo ha una carica batterica elevata, e pertanto esiste un rischio. E' forse falso? Il latte pastorizzato o sterilizzato ha la stessa carica batterica del latte crudo?

Non dico che le nostre agenzie sono uguali o peggiori di quelle USA, dico che NON sono perfette, e possono sbagliare, oppure mancare 'quella' partita. Come del resto è possibile che ci sia 'quella' partita difettosa in tutto, per quanti controlli ci siano.

Dico che il latte crudo è buono e fresco, solo che bisogna bollirlo prima del consumo - o meglio, che è preferibile farlo. E' sbagliato?

Le mie risposte sono supponenti? Mi dispiace, probabilmente non riesco a capire il senso delle tue domande, in quanto mi sembra che tu mi stia rivolgendo delle accuse (come di essere dalla parte delle industrie) non giustificate dal post, e quindi rispondo 'male', non in tema (e quindi appaio supponente).

Se ho capito male i tuoi messaggi me ne scuso, e ti propongo di farmi avere il tuo telefono (via e-mail, la trovi nel blog), così ti posso chiamare e cercare di chiarire la cosa. Oppure se preferisci ti mando il mio.

Buona serata

Anonimo ha detto...

Ecco una serie di links sul discorso latte crudo.

E' interessante notare che la legislazione prevede limiti di contenuto batterico, e che il controllo e' dato dalla media di 2 - 3 controlli al mese.

Per il latte pastorizzato, tenore in germi inferiore a 5/ml
Per il latte crudo. tenore in germi inferiore a 100.000/ml

http://www.ars-alimentaria.it/download/Latte%20alimentare.pdf

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992L0046:IT:HTML

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_1974_testo.rtf

http://www.normativasanitaria.it/jsp/dettaglio.jsp?id=27042&page=newsett

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/latte_varie_eventuali_848291ce-2afd-11dd-9793-00144f02aabc.shtml

http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/08/Conviene_bere_latte_crudo_questione_co_9_090208086.shtml

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/08_dicembre_04/latte_spina_infezioni_2d7d0766-c5fc-11dd-a2ac-00144f02aabc.shtml

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_rassegnaStampaNuova_909_Sanita_itemName_0_RassegnaSanita_itemName_0_fileSanita.pdf

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=343174

http://www.ilgiornale.it/pag_pdf.php?ID=99351

http://www.bevilatte.it/normativa/regolamenti%20regionali/Toscana/http___web.rete.toscana.pdf

http://www.cialombardia.org/documenti/sanita_animale/vendita_latte_crudo.htm

http://www.digasantarosalia.it/esaragusa/latte%20e%20derivati/latte%20e%20derivati.htm#NORME%20RELATIVE%20AL%20LATTE%20CRUDO

http://www.settimanalesalute.it/cont/getnl.asp?path=/cont/010new/0812/0500/&num=44&anno=2&d=06%2F12%2F2008#art3

http://www.polizialocalebg.it/Portals/0/documenti/Approfondimenti%20ed%20Articoli/Commercio/Latte_crudo%5B1%5D.doc

http://www.izs.it/IZS/Engine/RAServeFile.php/f/Newslletter/newsletter01.pdf

http://www.ciamarche.org/bancadati/bdzootecnica/latte/lattefile/latte09.htm

Claudio Casonato ha detto...

Vorrei evidenziare questo link:
http://www.izs.it/IZS/Engine/RAServeFile.php/f/Newslletter/newsletter01.pdf

E' la newsletter dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e Molise, ed è un'ente ufficiale. Nel 2008 hanno effettuato analisi su 301 campioni prelevati da diversi distributori di latte crudo in Abruzzo, controllandoli per parametri di composizione (2 valori) ed igienico sanitari (8 valori).

Il 45 % dei campioni è risultato NON conforme per 2 parametri su 10, e solo l'11% è risultato conforme a tutti i parametri esaminati.

RIBADISCO: questo non deve impedirci di bere il latte crudo. Solo ricordiamoci che è preferibile bollirlo prima di consumarlo.

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