giovedì 23 aprile 2009

OGM - Non tutto quello che muta fa male.


In un recente articolo ho accennato agli OGM, sigla citata in molti posti, spesso anche a sproposito. E’ facile verificare che ben pochi hanno una chiara idea di che cosa si tratta. Nella maggior parte dei casi, si hanno solo poche informazioni ideologiche e non scientifiche.

Per capire di cosa si tratta, occorre sapere che i GENI sono delle parti del nostro DNA (il nucleo delle cellule, il nostro ’progetto’ di costruzione) che codificano una determinata caratteristica. Il colore di occhi e capelli, per fare un esempio banale, sono scritti nei nostri geni.

La GENETICA è la scienza che studia i geni, e tra i risultati di questa disciplina ci sono gli OGM, gli Organismi Geneticamente Modificati.

In pratica, di che si tratta? Facciamo un esempio reale: il mais Bt-176.
Il granoturco è soggetto ad un parassita, la piralide, che, oltre a ridurre la produzione di mais, può portare ad avvelenamenti da tossine a causa delle muffe che si sviluppano. Per combattere questa farfallina è necessario l’uso di insetticidi, con elevati costi sia economici che ambientali.
La ricerca genetica ha trovato un’altra strada: introducendo nel mais un gene particolare, derivato da un batterio, è lo stesso mais a creare una proteina tossica solo per le larve della piralide. Questo mais, il BT-176, è quindi resistente al parassita senza necessità di insetticidi, e senza avere controindicazioni di alcun tipo per l’uomo o per gli altri animali.

Un altro esempio molto interessante è il cosiddetto ‘Golden Rice’.
Premessa: la carenza di vitamina A porta a diverse conseguenze, la cui gravitá é proporzionale all'entitá della carenza. La prima manifestazione é l'impossibilitá di produrre lacrime con conseguente secchezza degli occhi, per poi passare alla cecitá notturna fino ad arrivare alla cecitá totale e irreversibile. L'Organizzazione mondiale della sanitá ha stimato che tra i 100 e i 140 milioni di bambini sotto i 5 anni sono a rischio di carenza di vitamina A: il 69% dei bambini del Sud-Est Asiatico e il 49% dei bambini africani si trovano in questa condizione.
Il prof. Ingo Potrykus, visto questo problema, negli anni 80 propose di studiare una varietà di riso (cibo principale in molte delle aree in oggetto) modificato per fornire il beta-carotene, l’elemento che permette all’organismo umano di produrre la vitamina A.
Questo riso, sviluppato grazie ai contributi della Rockefeller Foundation esiste dal 1999, è stato sperimentato sul campo nel 2004, ha superato tutte le verifiche tecniche e scientifiche di innocuità ed efficacia, e potrebbe essere un valido strumento di aiuto per le popolazioni coinvolte.

Ovvero, tramite l’ingegneria genetica si è ‘costruita’ una versione di mais ed una di riso con caratteristiche speciali per risolvere dei problemi ben specifici. Cosa che del resto l’uomo fa da migliaia di anni, selezionando ed incrociando (o irradiando con radiazioni atomiche) piante ed animali per ottenere caratteristiche migliori, solo che con la genetica si può andare direttamente al cuore della necessità.

Occorre anche sapere che le ricerche genetiche sono soggette a severi vincoli di controllo. Non è possibile fare un incrocio e venderlo. Si devono fare lunghi studi di compatibilità ed innocuità, la modifica deve avere uno scopo chiaro e definito, e non deve avere effetti collaterali. Ci vogliono anni prima che un nuovo OGM possa essere immesso sul mercato, e quando ci arriva è stato sicuramente più controllato dell’originale ‘naturale’.

Purtroppo contro gli OGM esiste una campagna di opposizione che spesso ha ben poco di scientifico. Gli OGM sono da rifiutare a priori, e quindi prodotti come il Golden Rice (qualcuno avrà sulla coscienza decine di migliaia di bambini cechi) sono tuttora bloccati. Anzi, è la scienza in generale ad essere sotto attacco, accusata di essere la fonte dei nostri mali.

Ovviamente non voglio dire che gli OGM sono tutti buoni, ma solo che, come per tutto, bisogna usare la testa per sfruttare le buone opportunità evitando i rischi, senza preconcetti ideologici di nessun tipo.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 23 Aprile 2009, Numero 15

10 commenti:

Anonimo ha detto...

anche il nucleare è stato inventato con fini umanitari, ma ci ha dato l'atomica.

Claudio Casonato ha detto...

Se è per questo, i sassi non li ha inventati nessuno, ma quante persone sono state uccise a sassate?

Anonimo ha detto...

quello che infastidisce in questi casi è che la ricerca più avanzata è sempre appannaggio di aziende private,che brevettano una modifica e diventano "padroni" di qualcosa che la natura potrebbe fare da sola.non apprezzo il sospetto e il dubbio che dietro molte di queste scoperte ci sia solo l'interesse economico,per cui o paghi o ti arrangi con quello che hai,ma continuo a chiedermi perchè gli stati abdicano in favore delle famigerate multinazionali.che fine hanno fatto quei ricercatori che dopo aver trovato il vaccino per una malattia mortale lo regalano all'umanità senza chiedere nulla?mi rendo conto che il discorso è troppo vasto per poterne discutere cosi',ma a me resta sempre l'amaro in bocca di sapere che certe cose potrebbero migliorare il mondo,e sono sottoposte alla logica del mercato... ciao,mauro.

Claudio Casonato ha detto...

Purtroppo la ricerca costa, e purtroppo i governi spendono poco in questo campo.
Le aziende - ovviamente - investono dove possono avere un ritorno economico, e così alla fine....

Meno male che non è sempre così. Il Golden Rice è uno sviluppo NON brevettato, pagato da un afondazione e che potrebbe essere liberamente disponibile in tutto il mondo.

Orsovolante ha detto...

Il mio dubbio sugli OGM non riguarda le conseguenze che potrebbero avere direttamente su chi li consuma, quanto l'impatto sulla biodiversità e la possibilità di rendere più fragile l'eco sistema.
Proprio perché verrebbero create piante "migliori", Ovvero più resistenti, più appetibili ecc.. Vi è da supporre che queste piante nel giro di poco tempo sostituirebbero quelle esistenti. Probabilmenti in alcuni casi una singola pianta OGM sostituirebbe più varietà. Questo alla lunga creerebbe un impoverimento della biodiversità e renderebbe l'equilibrio più fragile. Se dopo avere preso il sopravvento nelle culture, uscisse una malattia che attacca quella varietà, si rischierebbe nuovamente la carestia.

Non sono contrario in assoluto, ma sono molto scetticco sull'argomento "fame nel mondo" per giustificare gli OGM.
Oggi per assurdo basterebbe diminuire il consumo di carne, per garantire una abbondante quantità di cereali a tutto il mondo. Purtroppo una parte del mondo, la nostra, consuma quantità enormi di carne e per farlo destina estensioni enormi di terra alla coltivazione di mangimi. Se si consumasse direttamente, senza trasformazione, quanto prodotto su quegli appezzamenti il problema fame sarebbe in gran parte già risolto.

Non sono contrario in assoluto. Sono sempre favorevole alla ricerca. Ma la loro introduzione andrebbe, a mio avviso, limitatala a pochi indispensabili casi.

Dario ha detto...

Orsovolante, concordo con buona parte del tuo post.
Circa i rischi per la biodiversita', in effetti ci sono da quando esiste l'agricoltura; solo che i tempi sono di millenni e non di decenni, quindi non ce ne rendiamo conto.
Vedi un po' quante varieta' di mele selvatiche o di precursori del frumento esistono...

Circa il discorso di ridurre il consumo di carne, hai ragione.
Peggio ancora, la bufala dei biocarburanti (se non si intendono quelli prodotti con gli scarti).

Personalmente, comunque, credo che la risposta piu' efficace dovrebbe essere la riduzione della coltivazione di esseri umani...

brain_use ha detto...

Concordo con Orso e Dario.

Il vero problema degli ogm non sono le bufale e le paure per la salute degli umani, bensì l'impatto potenziale sulla biodiversità.

Se tutto il granturco diviene resistente alla piralide, la piralide si estingue. E se si estingue la piralide i suoi predatori avranno meno cibo.

In questo senso, la risposta degli ogm al problema alimentare è, al solito, antropocentrica.
Sarebbe ora, invece, che ci dedichiamo ad autoridurci.

yos ha detto...

Veramente anche Cuba (famosa azienda leader tra le multinazionali) ha investito e sta investendo molto nella biotecnologia.
Link 1link 2Oltre al fatto che anche la Cina (altra multinazionale) ha da tempo investito nel biotecnologico (nel 2004 aveva gia sviluppato ben 85 specie geneticamente modificate )
link 3Nel link appena citato viene anche descritta la storia di un particolare tipo di grano: è stato modificato tramite raggi gamma emessa da un reattore nucleare.
Nel 1974

Anonimo ha detto...

bello questo articolo!!!io sono laureata in biotecnologie e queste cose sarebbero veramente una grande risorsa...!!!!se non fossero in mano alle multinazionali speculatrici...per questo deve esserci la ricerca pubblica...per permettere di coltivare e allevare nei paesi del terzo mondo, come in Africa in cui le condizioni ambientali sono proibitive...!!! io credo fermamente in questa risorsa! ma bisogna far capire alla gente che bisogna informarsi prima di dire no o sì...per qualunque cosa...ci son persone che credono che gli ogm prendano vita, o che ti mutino quando li mangi...anche l'insalata ha un DNA...!!!
diffondiamo la conoscenza, non tutti hanno la fortuna di potersi istruire su determinati temi!!!
e se ci fosse un po' meno di chiusura verso l'ambito scientifico, il nostro lavoro darebbe anche più frutti!!

Lancillotto ha detto...

Vedo solo ora questo tuo bel post. Ce ne fossero di più! Continua a seguirci!

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