giovedì 23 luglio 2009

20 Luglio 1969: sbarco sulla Luna.


Ebbene si: sono già passati 40 anni dallo storico volo dell’Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna. I tre fortunati partirono il 16 Luglio, per poi allunare il 20 (il 21 in Italia).

Per commemorare la ricorrenza vi voglio proporre qualche ‘curiosità’ tratta dal blog Complotti Lunari (dove troverete altre chicche) curato dall’ottimo Paolo Attivissimo.

Soltanto 24 persone al mondo hanno lasciato l'orbita terrestre e volato verso la Luna: tutte sono statunitensi. Le missioni Apollo 8, 10 e 13 circumnavigarono la Luna; le missioni Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17 vi sbarcarono due astronauti ciascuna. Nessuna donna e nessuna persona di etnia non bianca tra questi 24 fortunati.

L'unico scapolo fra gli astronauti Apollo fu Jack Swigert (Apollo 13), morto nel 1982.

Soltanto l'orologio Omega Speedmaster di Aldrin andò fuori sulla Luna. Entrambi gli astronauti della missione Apollo 11 avevano in dotazione uno di questi orologi, ma soltanto quello di Buzz Aldrin fu indossato durante l'escursione lunare. Quello del compagno Armstrong rimase a bordo per decisione di Armstrong stesso: voleva essere sicuro di avere almeno un orologio funzionante in caso d'emergenza. Per cui il primo orologio da polso sulla Luna vi fu portato dal secondo uomo a posarvi piede.

Una piscinetta al secondo. Ogni secondo, i cinque motori F-1 del primo stadio del missile Saturn V consumavano 13.320 kg, pari a 8440 litri, di kerosene e ossigeno liquido (29.364,5 libbre, pari a 2230 galloni USA; dati tratti da Apollo 11 - The Nasa Mission Reports - Volume One, pag. 65; Apollo 12 Press Kit, pag. 50). 8440 litri equivalgono a una piscinetta da giardino da 2 x 4 metri e profonda 1 m.

Playmate sulla Luna. Le checklist da polso indossate dagli astronauti durante le escursioni lunari contenevano spesso, fra le pagine di istruzioni, fotocopie di foto delle conigliette di Playboy, inserite a sorpresa dai colleghi.

Due viaggi, zero allunaggi. Jim Lovell fu l'unico astronauta che volò verso la Luna due volte e che per due volte non vi mise piede. La prima fu durante la missione Apollo 8, che aveva il compito di circumnavigare la Luna e non poteva sbarcarvi; la seconda fu durante la missione Apollo 13, che aveva in programma di allunare ma ebbe un guasto che costrinse l'equipaggio a rientrare fortunosamente dopo aver girato intorno alla Luna.

Rientri di precisione. Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna, detiene il record assoluto per il rientro meno preciso. Durante la missione Gemini 8, un grave problema a bordo costrinse Armstrong ad interrompere anticipatamente la missione. Era atteso nei Caraibi, ma ammarò vicino a Okinawa.

Incontinenza forzata. Il primo astronauta a farsi la pipì addosso fu Alan Shepard, durante la missione Freedom 7 del progetto Mercury, il 5 maggio 1961, quando divenne anche il primo americano a volare nello spazio. I continui problemi tecnici durante il conto alla rovescia lo fecero restare chiuso a bordo della capsula per ore. Il suo volo suborbitale doveva durare soltanto quindici minuti, per cui non era previsto un sistema di gestione delle esigenze urinarie, che si fecero sempre più pressanti col passare delle ore. Piuttosto che annullare il lancio, Shepard, d'accordo con i responsabili del lancio, decise di orinare dentro la tuta e volò con la schiena inzuppata.

A corto di carburante per evitare scherzi. La missione Apollo 10 volò intorno alla Luna e il suo modulo lunare scese fino a 15,6 km dalla superficie: non era previsto un allunaggio. Secondo il pilota del modulo lunare, Gene Cernan, avrebbero potuto allunare, anticipando quindi Armstrong e Aldrin, ma per evitare tentazioni il veicolo fu fornito di carburante insufficiente per ripartire dalla Luna.

Equilibrio da ballerina. Il motore a razzo dello stadio di risalita del modulo lunare non era orientabile (senza gimbaling) e quindi il veicolo doveva essere perfettamente bilanciato, altrimenti i piccoli razzi di manovra (disposti in quattro gruppi di quattro agli angoli del veicolo) non sarebbero riusciti a compensare gli squilibri e il decollo sarebbe stato impossibile. Per questo motivo fu necessario tenere traccia di dove veniva collocata ogni singola roccia lunare nei vari contenitori sparsi per l'abitacolo, e replicare a terra la situazione sulla Luna mediante un modello computerizzato.

Predestinazione. Il cognome da nubile della madre dell'astronauta Buzz Aldrin, uno dei primi due a posare piede sulla Luna, era Moon (Buzzaldrin.com).

Modestia lunare. L'unico stemma di una missione Apollo che non riporta i nomi dei tre astronauti è quello dell'Apollo 11 che sbarcò per la prima volta sulla Luna. Fu una scelta di Michael Collins, autore dell'intero stemma, per rappresentare tutte le persone che avevano contribuito alla missione. La versione iniziale dello stemma aveva l'aquila che allunava con il ramo d'ulivo nel becco, secondo logica, ma gli alti papaveri a Washington ritennero troppo minacciosi gli artigli protesi dell'aquila americana e così fu deciso di mettere l'ulivo fra gli artigli, rendendo però impossibile l'atterraggio del volatile. Lo stemma è inoltre sbagliato nella direzione delle ombre della Terra, che non corrispondono a quelle disegnate sulla superficie lunare.

Alla prossima!

Pubblicato su Il Novese, numero 45, Giovedì 23 Luglio 2009

1 commento:

McG ha detto...

Particolarmente divertente l'ultima, soprattutto per le contorsioni mentali delle alte sfere. Divertente e un po' amara: infatti, se coloro che hanno in mano il potere decisionale guardano preoccupati anche alle inezie, quale appunto lo stemma, mi chiedo in base a quali altri cervellotici ragionamenti prendano altre decisioni :-S.
Fortunatamente è storia passata.
O almeno spero !

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