giovedì 15 ottobre 2009

Ma guarda che ci vedo!


E’ una bella giornata estiva. Siamo sdraiati in un prato, guardando le nuvole che corrono veloci sopra di noi. Ehi, guarda quella, sembra proprio un cane! E quella invece sembra il profilo di Luca!

Quello di trovare forme nelle nuvole è un gioco che abbiamo fatto tutti, e si basa sull’incredibile capacità che ha il cervello umano di riconoscere le forme, e che laboratori informatici di tutto il mondo tentano da anni di replicare nei computer con scarsi successi.

Questa capacità visiva si è sviluppata negli animali poiché essere in grado di riconoscere rapidamente e bene le forme, anche nascoste, permette di trovare cibo o di sfuggire ai predatori più facilmente.

Questo ‘potere’ ci permette di riconoscere gli amici, e di trovare la penna che cerchiamo nella confusione del nostro cassetto.

Per contro, può succedere che questa innata capacità ci inganni, facendoci vedere cose che non esistono. Per l’appunto, quel bellissimo elefante che sta passando adesso in cielo! Guarda, la proboscide e le zanne!

Questo effetto, ben conosciuto in letteratura medica, si chiama PAREIDOLIA. I concetti di fisiologia della visione che sono alla base di questo fenomeno sono anche ampiamente usati dai prestigiatori e dai pubblicitari – si frutta la capacità del nostro cervello di vedere forme anche dove non ci sono per ‘ingannarci’.

Un esempio molto famoso di pareidolia è la famosa ‘Faccia di Marte’. Quando, il 25 luglio 1976, la sonda spaziale Viking 1 inviò sulla Terra le immagini della regione marziana di Cydonia, molti saltarono sulle loro sedie. Su una piana rocciosa, si distingueva chiaramente la sagoma di un volto. La "faccia di Marte" si trovò rapidamente al centro di un dibattito tra chi la considerava opera di un'antica civiltà vissuta sul Pianeta rosso e chi invece riteneva che fosse solamente il frutto di un gioco di luci. La sonda dell'Agenzia spaziale europea Marx Express ha dato un prezioso contributo alla soluzione dell'enigma, mettendo a disposizione degli scienziati delle fotografie spettacolari.

Gli scatti e le elaborazioni tridimensionali al computer non lasciano dubbi. La "faccia" è solamente una particolare formazione montuosa, uno scherzo dell'erosione. Vista da altre angolazioni, con un'illuminazione differente e con una maggiore risoluzione, tra l'altro, è molto meno simile a un volto umano.

Ma Marte sembra prendersi gioco di noi. Dopo i ‘canali’, e dopo aver cancellato la misteriosa Faccia dalla sua superficie ecco apparire l'impronta di un teschio, proprio poco sopra la ormai evanescente Faccia. Si vedono davvero i lobi oculari, gli zigomi e addirittura il taglio della bocca con un'espressione triste. E come è possibile che fino ad oggi nessuno lo aveva notato? Che i marziani l'abbiano scolpito in fretta e furia vista la nostra incredulità di fronte alla faccia? No, ovviamente, nulla di tutto questo.

Il fatto che non era stato visto fino ad oggi lo si spiega semplicemente facendo presente che la regione non era mai stata fotografata con l'inclinazione dei raggi solari come quelli che erano presenti quando l'ha fotografata la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea. Se Mars Express fosse arrivata sul posto anche mezzora dopo o prima rispetto al momento in cui vi è arrivata quel teschio sarebbe rimasto "sepolto" tra le sabbie dei deserti di Marte per molti anni ancora.

Ma lasciamo il pianeta rosso e le sue illusioni ottiche per tornare sulla Terra, dove gli esempi non mancano, anche nel mondo animale. Come nelle farfalle, che sulle ali sfoggiano disegni che ricordano degli occhi. Disegni sviluppati a scopo di mimetismo e difesa, ad indicare che anche gli animali sono soggetti alla pareidolia.


C’è anche un altro tipo di immagini, che risultano più controverse: quelle collegate alla religione. Così come possiamo vedere un elefante in una nuvola, accade che in una macchia di umidità, in una foto sfocata, in un riflesso, o in un tortiglia, si distinguano i lineamenti di Gesù, oppure della Madonna, o di San Pio da Pietralcina. In questi casi i credenti invocano l’intervento miracoloso, spesso iniziando vere e proprie processioni per venerare queste immagini, su cui la Chiesa in genere non prende posizione.

Senza voler mettere in discussione la fede dei miei lettori, mi chiedo che cosa pensare di un toast  con la faccia di Freddy Mercury….

Alla prossima!

Pubblicato su Il Novese, numero 36, Giovedì 15 Ottobre 2009

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