lunedì 23 marzo 2009

Scia scietta....

Modificato dopo la pubblicazione iniziale il 26/3/2009

Piccolo post veloce per presentare la foto (cliccateci sopra per ingrandirla) di una scia presa ieri sera, circa ore 18, a Novi Ligure.

Purtroppo la qualità è perfida - la fotocamera del mio telefono è di bassa qualità - ma spero sufficiente per farvi vedere la struttura ad 'anelli di fumo' che mi ha particolarmente colpito per la sua bellezza. Sembra quasi che qualcuno lassù volesse scrivere un messaggio....

Notate inoltre l'effetto 'tenda' formato sulla facciata di casa mia dai riflessi della finestra della casa di fronte, in puro stile 'cerchi di luce'.

A presto!

PS: in seguito ad alcuni commenti, ho deciso di provare ad avviare una discussione con Sciechimiche. Troverete dettagli qui.

giovedì 19 marzo 2009

I nemici della scienza


I miei tre lettori mi scuseranno se torno su un argomento già parzialmente trattato in diversi articoli di questa rubrica: la scienza ed il suo rapporto con il nostro vivere quotidiano. Ricorderete forse che ho spesso parlato dell’esistenza di una certa ‘avversione’ per la scienza, accusata di essere la causa primaria dei mali del mondo.

In questi giorni uscirà un libro di Silvano Fuso dal titolo appunto ‘I nemici della scienza’ (edizioni Dedalo), del quale ho avuto la fortuna di poter leggere ampi stralci in anteprima. In questo libro Silvano (docente di Chimica a Genova) tratta il tema nella maniera completa ed obiettiva che lo contraddistingue.

Sul retro del libro si legge, per esempio, che ‘un crescente atteggiamento antiscientifico si sta diffondendo nella nostra società’. Io aggiungerei pure ascientifico, ovvero quell’approccio che si basa su sensazioni personali senza il supporto di prove obiettive.

Per esempio, c’è chi pretende di rivoluzionare secoli di ricerca medica pretendendo di curare i tumori con flebo di bicarbonato. Altri affermano che le scie di condensa degli aerei sono in realtà un complotto mondiale per trasformarci in androidi controllati a distanza.

I creazionisti, invece, fondano riviste per combattere l’evoluzionismo darwiniano, base di tutta la biologia moderna, e stanno prendendo piede anche in Italia. Esiste una corrente di pensiero ‘ambientalista’ che pensa che il progresso scientifico e tecnologico condurrà il pianeta alla catastrofe. Centrali nucleari e termovalorizzatori sono ostacolati in nome di un malinteso ‘principio di precauzione’, mentre cose sicuramente pericolose sono tranquillamente accettate o addirittura ben considerate (vedi latte crudo o benzina verde).

Il famoso filosofo Benedetto Croce scrisse: ‘gli uomini di scienza … sono l’incarnazione della barbarie mentale, proveniente dalla sostituzione degli schemi ai concetti, dei mucchietti di notizie all’organismo filosofico-storico’.
Recentemente, Papa Ratzinger ha scritto che ‘la scienza senza Dio è una minaccia per l’umanità’.
Filosofi alla moda, capi religiosi e leaders ambientalisti non esitano neppure a sostenere palesi falsità, pur di criticare la scienza, di cui spesso sono peraltro profondamente ignoranti.
Le posizioni cattoliche riguardo alle cellule staminali embrionali hanno fatto sì che in Italia la ricerca in tale promettente settore sia vietata per legge.

Insomma, la scienza vista come ‘l’uomo nero’, causa ultima di tutti i nostri mali, da tenere da parte ed osteggiare in ogni modo. Non da oggi, visto che già Sant’Agostino parlava de ‘la curiosità vana, ammantata del nome di cognizione e di scienza’.

Questi atteggiamenti antiscientifici fanno si che la cultura della scienza venga sempre più messa da parte, con una riduzione sensibile degli iscritti alle facoltà scientifiche e degli investimenti in ricerca.

Eppure è ampiamente dimostrato che il benessere e la ricchezza di un paese sono legati a doppio filo alla sua capacità di creare cultura scientifica. Dopotutto, chi è in grado di curare i nostri malanni? Il filosofo, oppure il medico? Chi porta nelle nostre case energia ed informazione?

Ma questa diffidenza nei confronti della scienza purtroppo esiste, ed è reale. È naturale essere spaventati dalle cose che non si conoscono, e la conoscenza scientifica è ormai talmente vasta che è difficile potersi orientare senza solide basi matematiche e fisiche. Matematica e fisica sono di per se materie difficili e poco conosciute e poco capite, ed esiste una forma di ‘vendetta’ che ci porta a dichiarare ‘inutili’ le cose che non capiamo.

Occorre diffondere una migliore conoscenza della scienza e dei suoi vantaggi, ma anche dei sui reali limiti e problemi. Occorre avere l’onestà e l’umiltà di riconoscere la propria ignoranza in campo scientifico, e non pretendere di prendere decisioni senza un’adeguata informazione.

Noi oggi viviamo in un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnologia. Un cattivo uso delle nostre conoscenze può portare a gravi problemi, ed è quindi nostro interesse coltivare la cultura scientifica.

Dobbiamo anche affrontare diversi problemi, dalla produzione di energia al riscaldamento globale, passando per la lotta alle malattie ed alla fame.
Io non conosco un modo più efficace di affrontare e risolvere i problemi di quello offerto dalla ricerca scientifica.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 19 Marzo 2009, Numero 10

sabato 14 marzo 2009

Assemblea CICAP: io ci sarò!


Il prossimo 20 1 21 Marzo si terrà a Torino la prima Assemblea dei soci del CICAP, la cui descrizione può essere trovata a questo link.

Io ci sarò, e spero che la riunione dia nuovo impulso al movimento scettico italiano, in difesa della ragione e per proteggerci da ignoranza ed imbrogli...

Alla prossima!

giovedì 12 marzo 2009

Sole sulle Palme, pioggia sulle uova


La meteorologia è la scienza che studia i fenomeni atmosferici, tentando anche di prevedere il tempo che farà. Negli ultimi anni, grazie alla potenza di calcolo offerta dai computer, dal miglioramento dei modelli climatici, e dalle osservazioni satellitari, il grado di affidabilità delle previsioni è diventato altissimo.

Ma esistono anche i detti della saggezza popolare che ci aiutano a predire il tempo, almeno per certe date particolari. Per esempio, è diffuso in tutta Italia il detto: sole sulle Palme, pioggia sulle uova. Il significato è piuttosto semplice: se c’è il sole la Domenica delle Palme, a Pasqua pioverà.
Il detto è diffuso anche nella versione ‘pioggia sulle Palme, sole sulle uova’, e quindi si può generalizzare dicendo che le condizioni meteo alle Palme ed a Pasqua saranno decisamente diverse. Ma è possibile preparare la gita di Pasqua basandoci su questo proverbio?

Non ho trovato conferme all’accuratezza previsionale di questo detto se non nella memoria di amici, parenti e vicini di casa, e visto che non mi fido della memoria umana, ho cercato di trovare conferme basate su dati di fatto obiettivi.

Trovare quando cade il giorno di Pasqua, e quindi le Palme, nei diversi anni è facile. Ma come verificare le reali condizioni atmosferiche in quei giorni?

Su Internet (ah, la potenza della rete!) ho trovato un sito (www.ilmeteo.it) con un database, di libera consultazione, che riporta le osservazioni meteo quotidiane di numerose città dal 1973 ad oggi.

Siccome le condizioni meteo cambiano da città a città, è ovviamente è al di fuori delle mie possibilità controllare la corrispondenza del detto alla realtà in TUTTE le città italiane! Ho quindi deciso di fare solo una valutazione ‘esplorativa’ prendendo tre città a caso, una al nord (Milano), una al centro (Roma) ed una al sud (Messina), in modo da coprire, anche se molto parzialmente, l’intero stivale.

Siccome Pasqua cade in primavera, periodo noto per la scarsa stabilità delle condizioni meteo, ho deciso di non limitare il controllo ai giorni di Pasqua e delle Palme, ma anche alle domeniche prima delle Palme e dopo Pasqua, confrontando tra loro questi 4 giorni due a due. In questo modo ho cercato di ridurre l’influenza del semplice caso e di includere nell’analisi la variabilità stagionale.

Scaricati i dati, ho preparato una tabella con le diverse condizioni atmosferiche nei 4 giorni scelti. Per semplicità di analisi, ho considerato ‘temporale’ (uno dei valori riportati per le condizioni meteo) equivalente a ‘pioggia’, ed ho ignorato le segnalazioni di ‘nebbia’ (in alcuni casi abbinata a pioggia, quindi lasciato solo questo ultimo valore).

Ho quindi applicato alla tabella un’analisi statistica, riportando per ognuna delle 6 coppie di date il valore VERO quando le condizioni meteo erano diverse (e quindi il proverbio aveva predetto giustamente) e FALSO quando le condizioni meteo erano uguali.

Il risultato globale, ovvero sommando tutti i risultati parziali delle diverse città, è interessante: per la coppia di date Palme – Pasqua, il proverbio è corretto in 40 occasioni (sulle 108 possibili – 3 città per 36 anni verificati), quindi con un ‘tasso di correttezza’ del 37 %.

Questo valore è significativamente peggiore di quello che si ottiene confrontando tutte le altre date prese in esame:
  • Domenica delle Palme e la domenica precedente: 50 su 108 (46.3 %)
  • Pasqua e domenica successiva: 48 su 108 (44.4 %)
  • Domenica delle Palme e domenica dopo Pasqua: 44 su 108 (40.7 %)
  • Domenica prima delle palme e Pasqua: 54 su 108 (50 %)
  • Domenica prima delle palme e Domenica dopo Pasqua: 48 su 108 (44.4 %)
Considerando tutte le coppie di date, il proverbio risulta essere corretto nel 43.8 % dei casi.

Confrontando i risultati delle diverse città, si può vedere che Roma è quella con la maggiore variabilità, e con il più alto grado di ‘correttezza’ della previsione, mentre a Messina il proverbio ha il più basso grado di affidabilità.

In generale, dai dati analizzati si capisce che in Primavera il tempo è variabile, ed è meglio preparare l’ombrello. La notizia è sorprendente!

In conclusione, io non mi affiderei ai proverbi per organizzare la gita di Pasqua, ma presterei attenzione al Colonnello Giuliacci ed ai suoi colleghi.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 12 Marzo 2009, Numero 9

giovedì 5 marzo 2009

I Dogon ed il mistero di Sirio B


I Dogon ... un antico popolo di astronomi in contatto con altri mondi, una cultura antichissima e misteriosa o solo una leggenda ...?

I Dogon sono circa 240.000, sparsi nei numerosi villaggi della falesia di Bandiagara, nel Mali, zona che è stata dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'Unesco per la sua importanza culturale.

Due antropologi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, li hanno studiati dal 1931 al 1952, e hanno descritto una cerimonia associata con la stella Sirio, che si tiene ogni 60 anni. Griaule e Dieterlen sostengono che i Dogon hanno diverse conoscenze sul sistema di Sirio che non è possibile ottenere se non con mezzi "moderni". In particolare conoscono l'esistenza di una stella (Sirio B), che ruota attorno a Sirio con un periodo di 50 anni, e che è composta di materia incredibilmente pesante. Sirio B è visibile solo con un telescopio di discrete dimensioni, e la sua massa è stata determinata con tutto l'armamentario teorico dell'astronomia dell'inizio del secolo.

Griaule e Dieterlen non fanno nessuna ipotesi su come i Dogon siano venuti a conoscere questi fatti. La storia ha avuto però un "boom" con un libro di Robert Temple, in cui questi ha ipotizzato che i Dogon conoscessero questi fatti da almeno 500 anni, e che li avessero appresi da esseri anfibi provenienti da Sirio. Altri "studiosi" ipotizzano che le conoscenze derivassero dagli egizi, e che questi ultimi avessero telescopi in grado di vedere Sirio B. Tutte queste ipotesi sono basate su elementi a dir poco inconsistenti. Nessuno di questi "studiosi" ha fatto ulteriori ricerche, ma hanno semplicemente lavorato di fantasia sugli studi di Griaule e Dieterlen.

Ad esempio la datazione di 500 anni dipende dal fatto che i Dogon costruiscono una maschera cerimoniale ad ogni cerimonia. In un sito sono state trovate 6 maschere, più due cumuli di polvere che potrebbero essere altre 2 maschere. In ogni caso, pur ammettendo che questo porti indietro a 480 anni fa, dimostrerebbe solo che il rito è molto antico. L'esistenza di telescopi egizi è stata invece dedotta dal ritrovamento di una sfera di vetro ben lavorata, che dimostrerebbe che gli egizi potevano lavorare il vetro, quindi potevano fare delle lenti, quindi potevano fare dei telescopi, quindi potevano fare dei grossi telescopi. Un ulteriore revival di questa storia, sempre senza che nessuno raccogliesse ulteriori elementi sul campo, è sorto quando sostenitori dell'afrocentrismo hanno ipotizzato che le popolazioni africane potessero vedere stelle molto deboli ad occhio nudo, per misteriose proprietà della melanina. Il lavoro di Griaule e Dieterlen è stato criticato per molti aspetti. I due hanno sempre lavorato con interpreti, e tutta la storia di Sirio deriva da interviste ad una singola persona, senza tenere conto che i Dogon tendono a non contraddire una persona stimata e rispettata (come erano loro) se questa fa ipotesi un po' strampalate.

La cosa che fa crollare la teoria è che i Dogon non sono inaccessibili. Sono una delle etnie più studiate del centroafrica, e nessuno ha mai trovato traccia delle conoscenze anomale. Al di fuori dell'informatore di Griaule e Dieterlen, nessuno ha mai sentito parlare di stelle compagne, o di periodi di 50 anni, o di materia ultrapesante. Questo non è spiegabile con conoscenze segrete, perché i Dogon non hanno una casta che custodisce i segreti religiosi. Walter Van Beek, che ha passato 11 anni tra i Dogon, ha trovato che pochissimi Dogon utilizzano i nomi Sigu Tolo e Po Tolo (Sirio A e Sirio B secondo Griaule). L'importanza di Sirio è minima nella loro cultura. Nessuno, neppure gli informatori di Griaule, ha idea che Sirio sia una stella doppia. Jacky Boujou, che di anni coi Dogon ne ha passato 10, concorda in pieno. E sottolinea che le teorie di Griaule possono essere interpretazioni distorte di quest'ultimo, confermate per spirito di armonia dal suo interlocutore. Sagan ha ipotizzato che le conoscenze anomale potessero essere il frutto di racconti di visitatori occidentali, poi entrate nella cultura Dogon. Anche se l'ipotesi non è improbabile, alla luce di quanto visto sopra si può dire che l'ipotesi non è necessaria.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 5 Marzo 2009, Numero 8, Anno 47

Per ulteriori informazioni:
Su Wikipedia
Sito CICAP
Sito Debunker (in Inglese)

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