giovedì 28 maggio 2009

Il fuoco della speranza (seconda parte).

Articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale

La scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare dei casi di pazienti italiani curati in camera iperbarica in un centro nei pressi di Miami, Florida, rilevando alcune ‘curiosità’ da approfondire….

E lo scettico curioso scopre che:

- non esiste alcuna prova scientifica convincente dell'efficacia della terapia iperbarica sulle paralisi cerebrali infantili, sull'epilessia o tantomeno su danni neurologici dovuti ad alterazioni cromosomiche o mitocondriali; sul trattamento generale di alcune cerebropatie infantili, sono in corso due cautissimi tentativi di sperimentazione, uno all'ospedale Niguarda di Milano e uno in una sede statunitense (che nulla ha a che fare con Lauerdale), ma non si sono ancora concluse e non hanno quindi prodotto alcun risultato esaminabile. Quanto alle prove di efficacia per i trattamenti di chiropratica, di osteopatia e di massaggio craniosacrale, è da quel bel pezzo che attendiamo fiduciosi. .

- prima ancora che si affacci alla luce il primo abbozzo di relazione scientifica sull'argomento, gli zelanti evangelizzatori dell'ossigeno hanno già cominciato a proporlo come cura universale, allargandosi fino alla sclerosi multipla, ai disturbi di iperattività e all'autismo.

- la prestigiosa clinica dei miracoli, a sentir bene, non è affatto una clinica, ma un semplice studio privato, un ambulatorio un po' raffazzonato che non è in grado di ospitare degenti fissi e non prevede nemmeno la presenza continuativa di dirigenti sanitari responsabili: il grosso del lavoro è svolto da tecnici, fisioterapisti e altro personale non medico, la struttura non è minimamente attrezzata per le emergenze, se succede qualcosa di preoccupante il paziente deve essere spostato in fretta e furia e condotto al pronto soccorso del vicino ospedale.

- non è affatto vero che questo ambiguo centro, gestito da un rubicondo anziano dottore con l'aria da direttore di un supermercato, sia "l'unico al mondo" in cui si pratica tale metodo così all'avanguardia: gli Stati Uniti sono pieni, di ambulatori privati che offrono terapie iperbariche identiche, a prezzi molto inferiori e dandosi meno arie; nemmeno in Italia è vietato offrire quel servizio, e alcune cliniche già lo fanno. In generale a pagamento, ma di sicuro meno gravoso che un lungo trasferimento in Florida.

- i criteri di accettazione dei pazienti e di stesura dei loro individuali programmi terapeutici sono quanto meno vaghi: portatori di patologie diversissime tra di loro vengono tutti, invariabilmente, giudicati come "pazienti ideali" proprio per quel tipo di terapia; alle famiglie di disabili gravissimi, ai quali nessun esperto aveva prospettato alcuna ragionevole possibilità di recupero, vengono temerariamente messi in testa traguardi sproporzionati, come quelli del ritorno all'autosufficienza fisica completa, o dell'abbandono definitivo dei farmaci. Per nessuno di loro è mai stato disponibile alcun rapporto medico affidabile, né stilato negli Stati Uniti né in Italia, che documenti la riuscita delle cure e l'entità dei progressi: in altre parole, di nessuno di questi pazienti si sa con certezza che fine abbia fatto e quali benefici abbia avuto dalla terapia.

- i pazienti italiani che hanno tentato il viaggio della speranza in America provengono per la grande maggioranza da due sole regioni, Campania e Puglia. Quasi tutti sono stati indirizzati a Lauerdale sempre dalla stessa persona: tale Gaudenzio Garozzo, un medico generico dalle mille qualifiche alternative ed esotiche, ma nessuna specializzazione universitaria riconosciuta, che non risulta avere alcuna competenza in neurologia, e che a Caserta dirige una scuola privata di medicina tradizionale d'Oriente. In alcuni casi, questi avrebbe personalmente seguito i bambini in procinto di partire, sottoponendoli a un contorto percorso di terapie preparatorie, a base di diete purificatrici e misteriose erbe cinesi.

Il viavai delle collette di solidarietà, con le loro cifre tanto sproporzionate al reale, quindi, sembra passare con un po' troppa insistenza sempre per le stesse strade.

Da qualche mese GenitoriTosti, una battagliera associazione di famiglie di disabili, si era mossa per portare alla luce del sole questa curiosa vicenda, riscuotendo qualche auspicata attenzione da parte delle istituzioni, degli esperti scientifici e del mondo del volontariato.

Eppure, le collette strappalacrime continuano. Fino alle fiamme.

Tratto dal sito Paniscus con il permesso dell’autore, dove potrete trovare altre informazioni e links al riguardo.

Aggiornamento:
Ringrazio orsatosta per aver segnalato alcuni links molto interessanti (Link 1, Link 2, Link 3), che portano ulteriori informazioni su questo problema.

Da Il Novese, Giovedì 28 Maggio 2009, Numero 20

martedì 26 maggio 2009

Acqua Diamante e dintorni....


Piccolo fuori programma per segnalare il cartello (clicca sull'immagine per ingrandirla) esposto da un peraltro ottimo operatore shiatzu nel corso di una manifestazione pubblica.

I massaggi sono rilassanti e piacevoli, non capisco il nesso con l'acqua diamante, la trasmutazione piramidale delle memorie, l'attivazione dell'asse di fuoco o la connessione con il cuore della terra....

Se qualcuno (non in preda a sostanze psicotrope varie) ha delle risposte, commenti pure, grazie!

giovedì 21 maggio 2009

Il fuoco della speranza (prima parte).


Elia ha poco più di un anno e ha riportato seri danni cerebrali a causa di un parto difficile.
Martina ha due anni e mezzo e soffre di sindrome di West, una grave forma di epilessia.
Arianna ne ha sette, è costretta a muoversi su una sedia a rotelle e non riesce a parlare.
Gianni invece è adulto, ha quasi trent'anni, è già padre di una bambina, ed era un ragazzone sano e sportivo fino al giorno in cui un tumore al cervello non lo ha ridotto in uno stato desolante di catatonia e di paralisi.
Maria Pia ha sei anni, era nata sana, ma le sue capacità fisiche e mentali sono state irreparabilmente annebbiate da una patologia infettiva che le ha attaccato i tessuti nervosi.
Elisa, addirittura, è rimasta vittima con ogni probabilità di una sindrome cromosomica, che nulla ha a che fare con danni accidentali al cervello di origine traumatica.

Che cosa hanno, in comune, tutte queste sfortunate creature?

Una cosa sola: la speranza di potersi curare in un rinomato centro terapeutico di Lauderdale-by-the-Sea, nei pressi di Miami, in Florida, "unica sede al mondo" in cui si pratica una rivoluzionaria tecnica riabilitativa, purtroppo non ancora riconosciuta dalle legislazioni di quasi nessun altro paese. Al cuore del metodo sta l'esposizione ripetuta e intensiva del paziente a ossigenoterapia in camera iperbarica, affiancata da complessi percorsi di fisioterapia, massaggi, manipolazioni della colonna vertebrale e delle articolazioni, e un tocco di agopuntura.

Naturalmente, il ciclo completo di terapia richiesto per potersi ragionevolmente aspettare qualche progresso è lento e impervio, può durare molti mesi o anche anni di seguito. Risulta prevedibilmente costosissimo, e reso ancora più proibitivo dalla necessità logistica di trasferire sul posto il paziente, e necessariamente qualche suo familiare, per periodi così lunghi.

Ancor più prevedibilmente, nessun sistema sanitario pubblico, né quello americano che è già abbastanza labile di suo, né a maggior ragione quelli di alcun paese estero, sarà mai disposto a finanziare una tale impresa, concedendo sproporzionata a fiducia a una terapia ancora tanto sperimentale.

Qual è quindi l'unica strada percorribile, per le famiglie allo stremo che desiderano caparbiamente tentare quest'ultima carta di speranza? Lo sappiamo bene tutti, ormai: quella della colletta pubblica. Sottoscrizioni natalizie, partite di calcio amichevoli con biglietti solidali, pesche e lotterie di beneficenza, concerti e spettacoli teatrali di provincia, ultimamente anche flooding indiscriminato di appelli telematici o catene di SMS, spuntano fitti a straziare i nostri frettolosi sguardi casuali, con la stoccata sempre curiosamente simile: mettere insieme i centomila euro, a volte centocinquantamila, ma in qualche caso perfino trecentomila, che crudelmente separano Elia o Martina o Gianni dalla sua ultima rigogliosa speranza. Sindaci, prefetti e comunità intere si profondono nell'impegno per la raccolta, spesso forze armate e polizia si compiacciono di collaborare pubblicamente, per non parlare di preti, oratori e parrocchie, oltre a riviste e reti televisive locali, che prendono in mano l'iniziativa con inusitata energia.

Si ritiene che circa 30 pazienti italiani abbiano già preso il volo per la Florida, grazie a tali slanci collettivi di solidarietà. Uno di questi era Francesco Pio Martinisi, 4 anni, originario della provincia di Caserta e affetto dalla nascita da tetraparesi spastica: per curarsi aveva affrontato quel viaggio epico, e invece proprio quel miraggio di salvezza l'ha quasi ucciso, tra le fiamme divampate all'interno della camera iperbarica. La nonna che lo accompagnava è morta di lì a poco, a seguito delle gravissime ustioni; il piccolo è in rianimazione e non sappiamo ancora se potrà cavarsela.

Un incidente imponderabile, una tragica fatalità senza alcun sottinteso ambiguo, si potrebbe pensare.

Ma la curiosa ricorsività delle storie che a Lauerdale convergono, invita lo scettico curioso ad approfondire un po' di più…

(continua la prossima settimana)

Tratto dal sito Paniscus con il permesso dell’autore, dove potrete trovare altre informazioni e links al riguardo.

Da Il Novese, Giovedì 21 Maggio 2009, Numero 19

giovedì 7 maggio 2009

Creazionismo


Libero adattamento di un articolo di Lisa Maccari tratto dal sito CICAP.

Il Creazionismo, in senso stretto, è qualunque dottrina che si fondi sulla credenza in una divinità che con un proprio atto di volontà abbia dato origine al mondo.
Non è necessariamente legato a una particolare religione, e potrebbe perfino non essere in contraddizione con l'evoluzionismo: esistono infatti molte persone convinte che un atto divino iniziale abbia innescato la nascita dell'Universo, e che successivamente questo si sia evoluto in modo graduale.
Comunemente però, per creazionismo si intende soprattutto una visione legata alla tradizione cristiana, particolarmente diffusa tra alcuni gruppi di fondamentalisti protestanti. In questo senso indica la credenza assoluta nell'interpretazione letterale del racconto biblico delle origini (secondo cui il mondo sarebbe stato creato da Dio così com'è, in sei giorni, circa seimila anni fa); e, di conseguenza, negazione di tutti i modelli scientifici di evoluzione, sia per l'Universo nel suo complesso, sia per gli esseri viventi e l'uomo.

Il movimento creazionista, piuttosto che estinguersi in modo naturale, di fronte all'avanzata delle evidenze scientifiche, sta conoscendo invece una stagione di inaspettata riscossa (soprattutto negli Stati Uniti, ma non solo), costringendo scienziati ed educatori a resistenze ardue, e in qualche caso anche a battaglie legali.
Una data simbolo di questa sfida è quella del 1925, quando J.T. Scopes, un insegnante del Tennessee, fu processato per aver incluso nel suo corso accenni alla teoria dell'evoluzione di Charles Darwin, violando una legge locale. Per molti decenni in diversi stati USA continuò a valere tale divieto; o almeno, l'obbligo di accompagnare lezioni e testi dedicati all'evoluzionismo con note che ricordassero come questo fosse "solo una teoria", e non una descrizione di fatti reali, sicuramente avvenuti. In seguito, quando la pretesa di proibire l'insegnamento dell'evoluzione si era fatta insostenibile, la crociata creazionista ha ripiegato sulle argomentazioni della "libertà di opinione" e degli "uguali diritti", richiedendo che nei libri e nei programmi scolastici venisse dato pari spazio alle due versioni. Anche questa tattica è uscita perdente da una lunga guerra legale, nel 1987, quando la Corte Suprema federale sancì che non esisteva ragione di concedere pari dignità scientifica a due visioni, una delle quali era fondata sulla ricerca di prove concrete, e l'altra su un semplice dogma, del tutto privo di evidenze a sostegno.
Dopo la sconfitta, la strategia creazionista è stata il tentativo di dare vesti scientifiche alla loro credenza, sostituendo il vecchio dogma con la moderna scienza del ‘Intelligent Design’, che porterebbe evidenze oggettive a sostegno della verità biblica. Università e centri di ricerca privati fondati allo scopo, e "intellettuali" inclini al presenzialismo televisivo, si sforzano di convincere il pubblico che il creazionismo sia una scienza. Argomentano facendo ampio uso di deduzioni indebite, salti logici ingiustificati, mal dissimulato principio di autorità e ragionamenti circolari; cadono spesso nell'attacco personale contro l'avversario (chi contesta gli insegnamenti religiosi, sarebbe un sostenitore del disordine sociale e dell'immoralità), o nell'equivoco tra fatti e loro interpretazioni etiche (se discendiamo dagli animali, qualcuno potrebbe usare questo argomento per giustificare violenza e crudeltà, quindi è meglio credere che non sia vero). Esistono creazionisti volenterosi e in buona fede che si impegnano a fondo per trovare elementi scientifici a proprio vantaggio: ma questa ricerca, il più delle volte, si limita al tentativo di smontare singoli dettagli dell'evoluzione, o a manipolare l'evidenza contraria per adattarla al quadro creazionista, piuttosto che a fornire prove in positivo delle proprie affermazioni. Per quale motivo, se anche si riuscisse a provare che l'evoluzione darwiniana è completamente sbagliata, questo dovrebbe bastare da sé a dimostrare che ha ragione la narrazione biblica? Nessun ragionamento logico, ma soltanto l'ennesima convinzione dogmatica, ci dice che esistano queste due sole possibilità…

L'ultimo appiglio, quando tutto il resto fallisce, è quello di invocare nuovamente le pari opportunità, appellandosi non più all'idea che "anche il creazionismo sia una teoria scientifica", ma a quella, contrapposta, che anche le visioni scientifiche siano dogmatiche, che "anche l'evoluzionismo sia una religione", e che quindi i due fronti meritino comunque uguale considerazione.
Il creazionismo, secondo i suoi critici, non è un attacco solo alla biologia evoluzionistica, ma a tutte le scienze ed al metodo scientifico nel suo complesso. Se i creazionisti avessero ragione, sarebbero errate gran parte delle acquisizioni della cosmologia, dell'astrofisica, della biochimica, della geologia, e di tutte le scienze naturali, discipline che invece hanno dato prova, in misura enorme, di convergere a conclusioni credibili, e compatibili tra loro.
Questa battaglia ha offerto molte opportunità ai difensori del pensiero scientifico, per definire pubblicamente e in modo efficace cosa sia una scienza. In occasione del dibattito alla Corte Suprema, numerosi scienziati di fama internazionale, tra i quali il paleontologo Stephen J. Gould e il premio Nobel per la fisica Murray Gell-Mann, sostennero la causa anti-creazionista sottoscrivendo un appello, divenuto celebre come manifesto generale della razionalità e della scienza in una società democratica.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 7 Maggio 2009, Numero 17

lunedì 4 maggio 2009

Invasione aliena?


Post aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Riordinando le foto scattate durante una vacanza in Egitto, ho trovato questa (cliccate per ingrandire) dove si vedono chiaramente 7 UFO (Unindentified Flying Objects) che volano in formazione.

La foto la ho scattata io, non è stata sottoposta a nessuna manipolazione, se non ad una riduzione della risoluzione per questioni di spazio sul web. Ho comunque l'originale, a disposizione di chi volesse esaminare i dati EFIX.

Di che si tratta? Per uno scettico incallito come me, trovare in una MIA foto quella che sembra essere una PROVA dell'esistenza degli UFO è uno shock non indifferente.... dovrò forse convertirmi in un 'believer'?

Vedremo.....

4/5/2009, ore 19.43
Ne ho trovata un'altra, con ben 8 UFO!!! I file originali qui e qui.

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