sabato 27 giugno 2009

Vedo e prevedo..... davvero??

Ogni tanto tutti noi abbiamo la sensazione di aver 'previsto' qualche evento, di solito dopo che l'evento c'è stato. Si tratta normalmente di un fenomeno di 'autoinganno', ovvero la nostra memoria di un sogno si adatta ad un accadimento reale.

A quelli che invece sono sicuri di saper prevedere il futuro, suggerisco questo sito, in inglese.

Qui, dopo una semplice registrazione, potrete registrare le vostre profezie (prima che il fatto accada, ovvio), e verificarne in seguito l'effettiva validità.

Se vorrete potrete anche indicare in questo post la vostra profezia, e la controlleremo insieme.

Alla prossima!

venerdì 26 giugno 2009

I Nemici della Scienza - per chi non c'era....

... è pronto il file audio della conferenza 'I Nemici della Scienza', tenuta da Silvano Fuso Giovedì 25 Giugno 2009 alla biblioteca di Novi Ligure.

Il file MP3, 25 mega, durata 1 ora e 25 minuti, è liberamente scaricabile a questo link.

Buon ascolto!

Certe cose bisogna saperle....

Il mondo purtroppo è pieno di.... diciamo 'personaggi equivoci'.

Un caloroso grazie a Perle Complottiste per il lavoro che fanno per indicare al mondo persone come Gianluca Freda.

Leggete questo post, è 'illuminante'.....

A presto

martedì 23 giugno 2009

Conferenza di Silvano Fuso a Novi Ligure

Vi ricordo che....

Giovedì 25 Giugno, alle ore 21.30, presso la Biblioteca Civica di Novi Ligure (mappa) e con il patrocinio del Comune di Novi Ligure, il Gruppo Piemonte del CICAP, sezione di Novi Ligure, presenta la conferenza:
I nemici della scienza.
Integralismi filosofici, religiosi e ambientalisti.

Un importante filosofo ha sostenuto che gli uomini di scienza sono l’incarnazione della barbarie mentale. Secondo un noto epistemologo, la scienza non sarebbe poi così diversa dalle discipline occulte. Per papa Ratzinger, la scienza senza Dio è una minaccia per l’umanità. Oltreoceano i creazionisti costruiscono musei milionari e fondano riviste per combattere l’evoluzionismo darwiniano, base di tutta la biologia moderna, e anche in Italia stanno cominciando a fare proseliti. Le posizioni cattoliche riguardo alle cellule staminali embrionali hanno fatto sì che in Italia la ricerca in tale promettente settore sia vietata per legge. Per molti ambientalisti il progresso scientifico e tecnologico condurrà il pianeta verso immani catastrofi. Ogm, centrali nucleari, termovalorizzatori vanno combattuti in nome del cosiddetto principio di precauzione.
Sono solo alcuni esempi che denotano il crescente atteggiamento antiscientifico che si sta diffondendo nella nostra società. Filosofi alla moda, capi religiosi e leaders ambientalisti non esitano neppure a sostenere palesi falsità, pur di criticare la scienza, di cui spesso sono peraltro profondamente ignoranti. Le conseguenze sociali di questo atteggiamento si cominciano purtroppo a percepire: la preparazione scientifica dei nostri studenti è molto carente, i corsi di laurea scientifici contano sempre meno iscritti, nel nostro paese la spesa per la ricerca è tra le più basse del mondo e le capacità di sviluppo e innovazione tecnologica sono di infimo livello. Eppure è ampiamente dimostrato che il benessere e la ricchezza di un paese sono inscindibilmente legati alla sua capacità di promuovere la cultura scientifica.

Relatore: Silvano Fuso, dottore di ricerca in scienze chimiche, è docente di chimica. Si occupa di didattica e divulgazione scientifica. Collabora con diverse riviste e siti Internet e ha pubblicato diversi libri di testo e di divulgazione, tra i quali: Realtà o illusione? Scienza, pseudoscienza e paranormale (Dedalo,1999), La scienza come gioco. Capire la realtà divertendosi (La Meridiana, 2004); Pinocchio e la scienza. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche (Dedalo, Bari 2006), Strategie dell’occulto. Come far apparire vere cose palesemente false (Armando, Roma 2007). È socio effettivo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) e socio di Galileo 2001. Associazione per la libertà e la dignità della scienza.
Il suo ultimo libro, uscito a Marzo del 2009, tratta appunto dei temi discussi in questa conferenza.
Per maggiori dettagli si veda la sua Home Page personale: www.silvanofuso.it

venerdì 19 giugno 2009

Prevedere i terremoti


Articolo di Alex Falcone, pubblicato con il permesso dell'autore.

La più autorevole pubblicazione scientifica al mondo, Science, pubblica un articolo firmato da Richard Kerr (EARTHQUAKE PREDICTION: After the Quake, in Search of the Science - or Even a Good Prediction, Science, 17 April 2009: Vol. 324. no. 5925, p. 322 DOI: 10.1126/science.324.5925.322) in cui la pretesa di prevedere i terremoti da parte di Gioacchino Giuliani viene analizzata attentamente e ritenuta di scarso interesse scientifico. L’articolo riassume i fatti relativi all’intera vicenda concludendo che le “previsioni” del tecnico italiano sono del tutto sballate.

Vengono citate anche le conclusioni di Werner Marzocchi che, pur ritenendo quella di Giuliani “buona fede”, non lascia scampo al suo lavoro dilettantesco.

Di seguito la mia traduzione di alcuni dei passaggi più significativi. L’articolo originale è consultabile a pagamento sul sito di Science.

-- “Penso che Giuliani parli in buona fede”, dice Werner Marzocchi, Dirigente di Ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, “ma posso dire che tutto ciò che ha presentato è ad un livello molto basso dal punto di vista scientifico. Questo non vuol dire che il radon non possa essere un potenziale precursore, ma non vedo alcuna prova che questo metodo possa funzionare.

-- Quando a partire dallo scorso gennaio l’Italia centrale ha subito un inquietante sciame sismico [...] Giuliani ha cominciato ad attirare l’attenzione promuovendo aggressivamente sui media le sue previsioni sismiche. Il 24 marzo, in una intervista pubblicata sul blog in lingua italiana “Donne Democratiche” raccontò come, con due colleghi, avesse cominciato ad occuparsi di previsione dei terremoti.

-- Nel 2000, mantre lavorava ad un esperimento di fisica delle particelle in un laboratorio sotterraneo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare vicino a L’Aquila - dove Giuliani lavora - per caso osservarono una emissione di radon nello stesso momento in cui un terremoto colpiva la Turchia, lontana più di 1200 chilometri.

-- Le correlazioni tra radon e terremoti hanno stuzzicato gli scienziati negli anni ‘70 e ‘80 a tentare di prevedere i terremoti, ma decenni di ricerche non hanno portato a nulla. I livelli di radon che si libera dal terreno sembrano aumentare e diminuire di molto. A volte segue un terremoto; spesso invece no.

-- sull’intensificarsi dell’attività sismica della regione [intorno a L'Aquila], Giuliani rispose a Donne Democratiche con una previsione: lo sciame di piccole scosse era un “fenomeno normale” per quella regione, non un precursore di un evento maggiore, e sarebbe diminuito entro la fine di marzo. Il 30 Marzo l’evento sismico più importante fino a quel momento - una magnitudo 4.0 - colpisce L’Aquila.

-- Circa una settimana prima del terremoto di magnitudo 6.3 del 6 aprile, Giuliani ha fatto la sua seconda previsione. Non ha risposto alle ripetute richieste da parte di Science, ma secondo le cronache dei media, Giuliani ha riferito al sindaco di Sulmona, 55 chilometri a sud-est de L’Aquila, di aspettarsi un terremoto che avrebbe provocato danni entro un tempo dalle 6 alle 24 ore. Come abbondantemente documentato dai media, furgoni con megafoni hanno spinto i residenti alla fuga. Sulmona non è stata colpita da alcun terremoto

-- La terza predizione di Giuliani - relativa al terremoto de L’Aquila e che Giuliani ha dichiarato alla stampa di aver confidato solo ai suoi colleghi - rimane non verificata. Dopo il fatto, Giuliani ha raccontato ai media di aver trovato aumenti allarmanti nel livello di radon nelle ore precedenti il terremoto [...] fino a prevedere un terremoto imminente di magnitudine maggiore di 4.0, ha dichiarato ai giornalisti ed agli ospiti di talk show.

-- Marzocchi, che si occupa di previsione dei terremoti e delle eruzioni, ha esaminato due documenti in italiano contenenti esempi delle registrazioni del radon di Giuliani usate per le sue previsioni: l’applicazione di un brevetto ed un resoconto cronologico dello sviluppo del suo metodo . Non è rimasto certo impressionato: “è molto difficile trovare qualcosa di buono in questo lavoro [...] Il problema è che ci sono troppi picchi nelle registrazioni del radon e queste sono troppo brevi. [...] I terremoti sono associati con presunti picchi di radon precursori senza alcuna ragione evidente. Per esempio non c’è correlazione tra le dimensioni dei picchi e la magnitudine dei terremoti che seguono. Queste cifre sono inaccettabili dal punto di vista scientifico.”

Come giustamente mi faceva notare un amico, questo dovrebbe bastare a convincere i riottosi ad accettare la realtà, ovvero che il cosiddetto metodo predittivo di Gioacchino Giuliani è nulla più che una bufala. Ma già sappiamo che il buon senso in certe persone sembra essere fuggito altrove, quindi personaggi di dubbio gusto continueranno a negare l’evidenza ed a credere a tutti i cialtroni che passano in televisione.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 18 Giugno 2009, Numero 23

giovedì 11 giugno 2009

All'origine della vita


Adattamento di un articolo scritto da Piero ANGELA, pubblicato sul sito CICAP il 6/11/2006.

L'origine della vita, la straordinaria capacità che ha la materia di muoversi, reagire, correre e magari pensare, ha da sempre affascinato l'uomo, mobilitando la fantasia e l'ingegno di filosofi e scienziati per millenni. Solo nel corso degli ultimi decenni, però, è stato possibile cominciare a tracciare un quadro attendibile degli avvenimenti, grazie, in particolare, allo sviluppo delle conoscenze nel campo della biochimica.

Di fondamentale importanza è capire se i processi che hanno portato all'apparizione della vita sulla Terra sono qualcosa di eccezionale e di altamente improbabile o se potrebbero aver luogo spontaneamente, regolati da leggi naturali.

Oggi non abbiamo ancora modo di verificare se e come la vita altrove, nell'universo, può essersi sviluppata: tutto quello che possiamo fare è studiare il solo modello che abbiamo a disposizione, la Terra. Questo modello offre un vantaggio: ha funzionato, cioè ha dato effettivamente origine alla vita. Ma anche uno svantaggio: non è ancora chiaro in che modo tutto ciò sia accaduto. Mancano ancora molti anelli a questa catena di avvenimenti. Tuttavia alcune linee d'insieme cominciano a delinearsi. Per collocare l'origine della vita sulla Terra dobbiamo tornare a quattro miliardi e mezzo di anni fa.

A quel tempo il nostro pianeta non era certo un posto raccomandabile: se oggi Marte e Venere ci colpiscono per il loro aspetto ostile, altrettanto avremmo potuto dire della Terra primordiale. Anche dopo l'inizio della solidificazione della crosta terrestre, l'ambiente era totalmente inospitale: vulcani, lava, fulmini e, soprattutto, un'atmosfera irrespirabile per l'uomo, composta da ammoniaca, idrogeno, vapore acqueo, metano (oltre a idrogeno solforato, anidride solforosa e ossido di carbonio); e pressoché assenza di ossigeno. Si pensa che sotto l'azione dell'energia solare e dei fulmini i gas presenti nell'atmosfera abbiano dato luogo a una reazione, formando i primi composti organici (forse in parte portati anche dalle comete), che gradualmente riempirono gli oceani, dove l'acqua li proteggeva dall'azione dei raggi ultravioletti. Per prima cosa ebbero origine gli amminoacidi. Poi questi primi composti (sempre sotto l'azione dell'energia solare) si unirono casualmente in aggregati più grandi e più complessi, i cosiddetti polimeri. In questo "brodo caldo", com'è stato definito, per molti milioni di anni è avvenuto un rimestamento di molecole organiche sempre più numerose e complesse, fino all'emergere di molecole capaci di stampare copie identiche di se stesse. Questo processo, secondo alcuni, potrebbe probabilmente aver avuto luogo in prossimità delle sorgenti sulfuree calde dei vulcani sottomarini, a quel tempo numerosissimi. Nacque così la replicazione, assieme alla selezione ambientale, che portò a molecole ancor più complesse ed efficienti che, unendosi in ulteriori montaggi spontanei e cominciando a replicarsi dentro una membrana, diedero origine alle prime forme cellulari, e quindi alla vita vera e propria: esseri unicellulari (alghe verdazzurre o solfo-batteri) destinati a evolversi.

Questa, grosso modo, è l'ipotesi che al momento trova più consensi tra i ricercatori che si occupano dell'origine della vita. Naturalmente mancano molti passaggi di questa sequenza, anche perché nessuno era presente a vedere come andarono realmente i fatti. Quello che si può fare oggi è tentare di ricostruire gli avvenimenti e cercare di riprodurre, almeno parzialmente, alcuni di questi processi in laboratorio.

Il primo grande successo, in questo senso, è stato ottenuto negli anni Cinquanta dal biologo Stanley Miller, che effettuò un esperimento perfettamente ripetibile, rimasto un classico. Impiegando un particolare apparecchio, mise nell'ampolla superiore i gas che si presume costituissero l'atmosfera primitiva della Terra: idrogeno, metano, ammoniaca, vapore acqueo. Poi, per simulare l'energia primitiva dei fulmini, sottopose questi gas a scariche elettriche. Dopo una settimana, nel fondo della sfera di vetro si erano formati nientemeno che degli amminoacidi, costituenti delle proteine, cioè i mattoni con cui vengono costruite tutte le nostre cellule.

Da allora altre ricerche sono continuate lungo la stessa linea, utilizzando, oltre alle scariche elettriche, anche altre forme naturali di energia, come fasci di particelle. Si sono così ottenute sostanze quali l'adenosina, che è un componente del famoso DNA, la molecola a doppia elica che costituisce i cromosomi.

Uno dei possibili sviluppi di queste ricerche è arrivare a individuare molecole di proteine e di DNA, che unite darebbero origine a un virus, cioè a qualcosa che è già in grado di replicarsi. Com'è ovvio, l'obiettivo di questi studi è cercare di giungere spontaneamente a queste molecole, poiché con metodi artificiali si è già arrivati a costruire dei virus in laboratorio, partendo da catene molecolari preesistenti. Già nel 1967 il premio Nobel Arthur Kornberg della Stanford University era riuscito a unire quelli che si potrebbero chiamare i "cromosomi" di un virus, cioè produrre dei DNA di un virus in provetta, inserirlo all'interno di un batterio particolare e ricavarne molti altri virus. E un virus, per quanto sia in grado di autosostenersi soltanto all'interno di una cellula vivente, è veramente molto vicino a essere una forma di vita.

Alla prossima!

Da Il Novese, Giovedì 11 Giugno 2009, Numero 22

Nel disegno, l'apparato che permise a Stanley Miller di effettuare il suo famoso esperimento. La parte fondamentale è l'ampolla nella quale in un miscuglio di gas, simili all'atmosfera primitiva, venivano fatte scoccare potenti scariche elettriche. Dopo una settimana nel tubo di raccolta, Miller trovò diversi aminoacidi, i mattoni fondamentali della vita.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...