giovedì 30 luglio 2009

Buone ferie!


Il Novese, il settimanale che pubblica questa mia rubrica, chiude per ferie, e riapre il 3 Settembre.

Nell'ultimo numero in edicola oggi(come lo scorso anno) non c'è stato spazio per le 'bufole', quindi anche questo blog fa in ferie, purtroppo non nel posto della foto (sigh.....).

Mi raccomando, divertitevi, riposatevi, ma sopratutto... continuate a pensare con la vostra testa!

“Va bene avere la mente aperta….
ma non così aperta che il cervello caschi per terra!”

Ci si risente a Settembre.

martedì 28 luglio 2009

Aiutiamo il Museo di Storia Naturale di Milano!

Link alla petizione on-line.

Come persona che apprezza le scienze e i musei che di esse trattano, io ho firmato.

Come simpatizzante ed Antenna del CICAP ritengo di dover diffondere l'appello.

Ed invito tutti a fare altrettanto!!!

Ciao

lunedì 27 luglio 2009

Progetto Moonscape

Complotti lunari: Progetto Moonscape - Luna mai vista: un documentario libero e gratuito (UPD 20090727)

Il progetto che avevo anticipato qualche giorno fa e' adesso operativo.
Vi invito a visitare il link ed a contribuire alla sua realizzazione.

A presto!

giovedì 23 luglio 2009

20 Luglio 1969: sbarco sulla Luna.


Ebbene si: sono già passati 40 anni dallo storico volo dell’Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna. I tre fortunati partirono il 16 Luglio, per poi allunare il 20 (il 21 in Italia).

Per commemorare la ricorrenza vi voglio proporre qualche ‘curiosità’ tratta dal blog Complotti Lunari (dove troverete altre chicche) curato dall’ottimo Paolo Attivissimo.

Soltanto 24 persone al mondo hanno lasciato l'orbita terrestre e volato verso la Luna: tutte sono statunitensi. Le missioni Apollo 8, 10 e 13 circumnavigarono la Luna; le missioni Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17 vi sbarcarono due astronauti ciascuna. Nessuna donna e nessuna persona di etnia non bianca tra questi 24 fortunati.

L'unico scapolo fra gli astronauti Apollo fu Jack Swigert (Apollo 13), morto nel 1982.

Soltanto l'orologio Omega Speedmaster di Aldrin andò fuori sulla Luna. Entrambi gli astronauti della missione Apollo 11 avevano in dotazione uno di questi orologi, ma soltanto quello di Buzz Aldrin fu indossato durante l'escursione lunare. Quello del compagno Armstrong rimase a bordo per decisione di Armstrong stesso: voleva essere sicuro di avere almeno un orologio funzionante in caso d'emergenza. Per cui il primo orologio da polso sulla Luna vi fu portato dal secondo uomo a posarvi piede.

Una piscinetta al secondo. Ogni secondo, i cinque motori F-1 del primo stadio del missile Saturn V consumavano 13.320 kg, pari a 8440 litri, di kerosene e ossigeno liquido (29.364,5 libbre, pari a 2230 galloni USA; dati tratti da Apollo 11 - The Nasa Mission Reports - Volume One, pag. 65; Apollo 12 Press Kit, pag. 50). 8440 litri equivalgono a una piscinetta da giardino da 2 x 4 metri e profonda 1 m.

Playmate sulla Luna. Le checklist da polso indossate dagli astronauti durante le escursioni lunari contenevano spesso, fra le pagine di istruzioni, fotocopie di foto delle conigliette di Playboy, inserite a sorpresa dai colleghi.

Due viaggi, zero allunaggi. Jim Lovell fu l'unico astronauta che volò verso la Luna due volte e che per due volte non vi mise piede. La prima fu durante la missione Apollo 8, che aveva il compito di circumnavigare la Luna e non poteva sbarcarvi; la seconda fu durante la missione Apollo 13, che aveva in programma di allunare ma ebbe un guasto che costrinse l'equipaggio a rientrare fortunosamente dopo aver girato intorno alla Luna.

Rientri di precisione. Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna, detiene il record assoluto per il rientro meno preciso. Durante la missione Gemini 8, un grave problema a bordo costrinse Armstrong ad interrompere anticipatamente la missione. Era atteso nei Caraibi, ma ammarò vicino a Okinawa.

Incontinenza forzata. Il primo astronauta a farsi la pipì addosso fu Alan Shepard, durante la missione Freedom 7 del progetto Mercury, il 5 maggio 1961, quando divenne anche il primo americano a volare nello spazio. I continui problemi tecnici durante il conto alla rovescia lo fecero restare chiuso a bordo della capsula per ore. Il suo volo suborbitale doveva durare soltanto quindici minuti, per cui non era previsto un sistema di gestione delle esigenze urinarie, che si fecero sempre più pressanti col passare delle ore. Piuttosto che annullare il lancio, Shepard, d'accordo con i responsabili del lancio, decise di orinare dentro la tuta e volò con la schiena inzuppata.

A corto di carburante per evitare scherzi. La missione Apollo 10 volò intorno alla Luna e il suo modulo lunare scese fino a 15,6 km dalla superficie: non era previsto un allunaggio. Secondo il pilota del modulo lunare, Gene Cernan, avrebbero potuto allunare, anticipando quindi Armstrong e Aldrin, ma per evitare tentazioni il veicolo fu fornito di carburante insufficiente per ripartire dalla Luna.

Equilibrio da ballerina. Il motore a razzo dello stadio di risalita del modulo lunare non era orientabile (senza gimbaling) e quindi il veicolo doveva essere perfettamente bilanciato, altrimenti i piccoli razzi di manovra (disposti in quattro gruppi di quattro agli angoli del veicolo) non sarebbero riusciti a compensare gli squilibri e il decollo sarebbe stato impossibile. Per questo motivo fu necessario tenere traccia di dove veniva collocata ogni singola roccia lunare nei vari contenitori sparsi per l'abitacolo, e replicare a terra la situazione sulla Luna mediante un modello computerizzato.

Predestinazione. Il cognome da nubile della madre dell'astronauta Buzz Aldrin, uno dei primi due a posare piede sulla Luna, era Moon (Buzzaldrin.com).

Modestia lunare. L'unico stemma di una missione Apollo che non riporta i nomi dei tre astronauti è quello dell'Apollo 11 che sbarcò per la prima volta sulla Luna. Fu una scelta di Michael Collins, autore dell'intero stemma, per rappresentare tutte le persone che avevano contribuito alla missione. La versione iniziale dello stemma aveva l'aquila che allunava con il ramo d'ulivo nel becco, secondo logica, ma gli alti papaveri a Washington ritennero troppo minacciosi gli artigli protesi dell'aquila americana e così fu deciso di mettere l'ulivo fra gli artigli, rendendo però impossibile l'atterraggio del volatile. Lo stemma è inoltre sbagliato nella direzione delle ombre della Terra, che non corrispondono a quelle disegnate sulla superficie lunare.

Alla prossima!

Pubblicato su Il Novese, numero 45, Giovedì 23 Luglio 2009

domenica 12 luglio 2009

Avete una firma digitale? No?!?! Che aspettate?


Se leggete questo post, sicuramente avrete anche uno o più indirizzi di posta elettronica.

Spero anche che sappiate che in Internet circolano molti malintenzionati che si spacciano per qualcun'altro, sfruttando i tanti sistemi disponibili per 'truccare' il mittente di un messaggio di posta, e far apparire un nome invece di un'altro.

Sicuramente (me lo auguro!) il vostro PC è dotato di antivirus, firewall ed antispam, che possono mettervi al riparo dalla maggior parte delle insidie della rete. Al riguardo vi consiglio di leggere (e seguire) il 'Dodecalogo di sicurezza informatica' di Paolo Attivissimo.

Un ulteriore livello di sicurezza può essere implementato usando nella propria e-mail una 'firma elettronica',ovvero un 'sigillo' che garantisce il ricevente che il messaggio è stato proprio spedito da voi.

Ulteriore opzione disponibile con la firma elettronica è la possibilità di 'crittografare' un messaggio quando mittente e ricevente si sono già scambiati le rispettive 'chiavi pubbliche' (o chiavi crittografiche).

Queste firme digitali vengono emesse da enti di certificazione, e spesso sono a pagamento. Esistono anche opzioni gratuite, come quella offerta da Thawte. A questo link è possibile accedere alla pagina di registrazione dove, in pochi minuti, si genera la propria firma elettronica gratuita.

Con un'unica registrazione potete generare tante firme quanti sono gli indirizzi di posta elettronica che utilizzate.

L'unico 'problema' è che la firma così ottentuta è anonima - ovvero Thawte semplicemente garantisce che l'indirizzo e-mail è stato registrato. E' comunque possibile passare al livello successivo, ovvero una firma elettronica che riporta il nome del proprietario.

Anche questo passaggio può essere fatto in forma gratuita: dovete semplicemente cercare qualche 'Notary' della Thawte (come il sottoscritto) ed incontrarlo. Il Notary, verificato che voi siete veramente voi, vi assegnerà un certo numero di punti (dipende dal notaio, io ne assegno 15 su un massimo di 35), ed appena avrete collezionato 50 punti potrete scaricare la vostra firma digitale con nome. Se arrivate alla soglia dei 100 punti, potrete anche diventare Notary voi stessi!

Adesso... di corsa a chiedere la vostra firma sul sito Thawte!

Ciao

venerdì 10 luglio 2009

Sabato 18 Luglio a Lerma


La BIBLIOTECA COMUNALE DI LERMA
con il sostegno della Biblioteca CENTRO RETE di NOVI LIGURE

ORGANIZZA

ore 17:30 Le Magie della Scienza:
giochi e meraviglie della natura per bambini e ragazzi dagli 8 ai 13 anni

ore 21 Scienza e pseudoscienza

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Le Magie della Scienza
ovvero quelle cose che gli imbroglioni spacciano per ‘poteri soprannaturali’ mentre in realtà sono le meraviglie della natura. Ci sarà il barista mago, il taglio magico, la pozione cambia colore, la bottiglia magica e giochetti simili, ovviamente presentati per i bambini (tra gli 8 ed i 13 anni) e spiegandone la natura.

Scienza e pseudoscienza
Dal 1989 il CICAP indaga sui fenomeni più controversi: quanto c'è di vero nelle affermazioni degli astrologi? È possibile camminare su un tappeto di braci ardenti senza riportare alcun danno? Cosa sono le misteriose formazioni che compaiono sui campi di grano? Partendo da queste domande cercheremo di discutere metodi e strumenti culturali, propri del pensiero scientifico, utili per orientarsi criticamente anche in altri ambiti.

Relatore: io.....

La caduta del complottismo....

Cari lettori,
vi voglio segnalare un video di We Wee che 'prende per i fondelli' un buon numero di complotti...

Veramente da morire dal ridere... per chi conosce l'ambiente dei complottisti ed il relativo 'debunking'!

Ciao!

giovedì 2 luglio 2009

Venerdì 17 luglio 2009: Il CICAP lancia la "Prima Giornata Anti-Superstizione"



Venerdì 17 luglio 2009:
Il CICAP lancia la "Prima Giornata Anti-Superstizione"


«Essere superstizioni porta male». Sembra una battuta, ma per gli esperti del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) è un dato di fatto.
«Credere che un oggetto, una persona o una frase abbiano il potere di procurare disastri è una profezia che si auto avvera» spiega Massimo Polidoro, Segretario Nazionale del CICAP, già docente di Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. «La persona che si crede sfortunata o jellata altera il suo comportamento e finisce così per causare tali eventi».

Ed è proprio per combattere la superstizione, che il CICAP organizza per venerdì 17 luglio la prima “Giornata anti-superstizione”. In alcune città, tra cui Roma, Milano, Genova, Torino, Padova, Pescara e Palermo (qui sotto l’elenco completo), i gruppi locali del Comitato organizzeranno eventi di vario tipo: incontri, conferenze, dibattiti ma anche dimostrazioni all'aperto, happy hour, grigliate e cene.

«Caratteristica di molti appuntamenti è che per accedervi, sarà necessario compiere un vero e proprio “Percorso a ostacoli per superstiziosi”» spiega Marta Annunziata, biotecnologa all’Università di Torino e Coordinatrice dei Gruppi Locali del CICAP. «Si passerà, per esempio, sotto una scala aperta, si romperà uno specchio, si verserà a terra del sale, si farà in mille pezzi una lettera con la classica catena di sant’Antonio, si aprirà un ombrello al chiuso e così via. In alcuni casi i partecipanti dovranno eseguire un totale di 13 gesti e azioni ritenute fortemente pericolose dai superstiziosi».

«Si tratta di un modo allegro e simpatico per svelare la pochezza di certi rituali che, se presi troppo sul serio, finiscono per condizionare negativamente la vita delle persone» commenta Massimo Polidoro, Segretario del CICAP. «Il CICAP da ormai 20 anni è impegnato a combattere l’irrazionalità, la superstizione e il pregiudizio con le armi della scienza e della ragione. Lo facciamo attraverso libri, articoli, interventi radiotelevisivi, esperimenti, indagini, conferenze, convegni e, ora, anche con esperienze insolite e divertenti come la Giornata anti-superstizione».

A proposito di convegni, tra il 9 e l’11 ottobre 2009, ad Abano Terme, si svolgerà il Convegno Nazionale del CICAP, dove si festeggeranno i primi 20 anni di attività del Comitato con più di 50 tra relatori ed esperti: da Piero Angela a James Randi, da Silvio Garattini a Umberto Guidoni, da Raul Cremona a Silvan. Programma completo e scheda di iscrizione sul sito.

Per maggiori informazioni sul CICAP e sulla Giornata anti-superstizione: www.cicap.org - tel. 049-686870 – info@cicap.org


CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

ABRUZZO (Pescara)
A Pescara si svolgerà una conferenza sulla superstizione presso la libreria Edison (Piazza Salotto), alle ore 18.
Per informazioni: Francesco Ruggirello

LAZIO (Roma)
Il CICAP Lazio incontrerà amici e curiosi in una "Cena scettica". Si parlerà della superstizione e delle tante leggende, tradizioni, etc della superstizione a Roma. Tra una boccone e l’altro si discuteranno le motivazioni antropologiche, psicologiche e sociali che spingono l'essere umano a questi pensieri e comportamenti.
Per informazioni: Enrico Speranza.

LIGURIA (Genova)
Il CICAP Liguria promuove una conferenza-dibattito con aperitivo antisuperstizione presso la libreria Book in the Casba, (via di Pre 137R 16126 Genova), alle h.18. L’incontro si aprirà con alcune dimostrazioni pratiche per sviluppare insieme riflessioni e idee sul tema della superstizione.
Per informazioni: Enrico Scalas.

LOMBARDIA (Milano)
Il CICAP Lombardia sarà presente in Largo La Foppa, Milano, dalle h.17,17. Verranno distribuiti materiali di presentazione del Comitato e saranno effettuate alcune dimostrazioni pratiche. Ai partecipanti verranno distribuiti attestati di partecipazione con note esplicative sulle varie superstizioni.
Per informazioni: Simone Angioni.

PIEMONTE (Cuneo)
Il Cicap Cuneo interverrà a TRS Radio Savigliano: durante l'ora di trasmissione si parlerà di superstizione raccontando aneddoti curiosi, collegamenti con la letteratura, punti di vista scientifici sull’argomento. E’ previsto inoltre un collegamento telefonico con gli amici del Cicap Torino. Inoltre alcune pillole sulla superstizione verranno lette da speaker e dejay della radio lungo tutto l'arco della giornata.
Per informazioni: Fabrizio Bonetto.

PIEMONTE (Novi Ligure)
A Novi Ligure (AL) si terrà un aperitivo-dibattito antisuperstizione, con informazioni e dimostrazioni pratiche, al Lounge Bar Sergino (Viale Aurelio Saffi n° 5 ).
Per informazioni: Claudio Casonato.

PIEMONTE (Torino)
Il Cicap Piemonte sarà presente presso la Biblioteca Civica Villa Amoretti (Parco Rignon, corso Orbassano 200) con un“Percorso a ostacoli per superstiziosi”, una piccola mostra sull’argomento, materiale informativo sul Comitato e le pubblicazioni CICAP. Chi effettuerà il percorso riceverà un attestato di partecipazione.
Per informazioni: Marta Annunziata, o sul sito CICAP Piemonte.

SARDEGNA
Una serata antisuperstizione si terrà nella Scuola d'Arte Magica Harry Houdini, a Quartu S. Elena (CA).
Per informazioni: Sandro Masoni.

SICILIA
Il Cicap Sicilia promuove una mostra-conferenza sulle origini delle superstizioni e la loro evoluzione, nel tempo e nello spazio. Si svolgerà al Convitto Gutelli di Catania.
Per informazioni: Fabio Pulvirenti.

VENETO
Il Cicap Veneto invita i simpatizzanti a un aperitivo antisuperstizione, in cui si potrà discutere di superstizione e “metterne in pratica” alcune.
Per informazioni: Matteo Granziero, o sul sito CICAP Veneto.

_______________________
Ufficio Stampa - CICAP
Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale

Casella postale 847,
35100 Padova
tel. e fax 049-686870
e-mail: ufficiostampa@cicap.org
http://www.cicap.org

Il Caso ZANFRETTA


Alcuni lettori di NoviOnLine mi hanno chiesto informazioni su Zanfretta. Di questo caso parlò Gian Paolo Grassino sul n. 5 di "UFO - Rivista di informazione ufologica" (Giugno 1988).
Dopo 20 anni dall’articolo, e 30 dai fatti, non abbiamo informazioni tali da cambiare quanto scritto allora.

Ringrazio Edoardo Russo del CISU per avermi dato l’autorizzazione a ripubblicare l’articolo di Grassino, mai apparso prima in formato elettronico.


UN ENIGMA IRRISOLTO
di Gian Paolo Grassino

Alle ore 23.30 circa del 6 dicembre 1978 ha inizio quello che possiamo classificare come il più articolato ed interessante caso di rapimento UFO avvenuto in Italia. Si tratta della serie di "incontri" che ebbero come protagonista il metronotte genovese Fortunato Zanfretta e i cui aspetti generali, a causa della vasta eco su stampa e televisione, sono noti a tutti gli appassionati. Conviene però ricordare brevemente le prime due abduction, forse le più significative, per proporre una valutazione globale della complessa vicenda.

IL PRIMO INCONTRO
Durante un giro di perlustrazione a Marzano di Torriglia, località di villeggiatura sulle alture dell'entroterra genovese, Fortunato "Piero" Zanfretta sta portandosi con la Fiat 126 della ditta per la quale lavora alle propaggini del paesino quando la sua attenzione è attratta da quattro luci che si muovono nei pressi di una villetta piuttosto isolata. Fermata l'auto ad un centinaio di metri dall'edificio, il metronotte segnala alla centrale operativa la sua intenzione di andare a controllare cosa sta succedendo, senza ricevere alcuna risposta (la radio sembra ammutolita), e scende dall'auto avvicinandosi alla villa con la sua pistola in una mano ed una torcia elettrica nell'altra.

Zanfretta supera quindi il cancelletto della staccionata che recinge la villa ed il terreno circostante ed avanza lungo una parete dietro la quale ha visto scomparire le luci, nel tentativo di sorprendere i "ladri" da dietro. In questo momento sente però una forte "spinta" da tergo che lo fa cadere; alzatosi urta con la testa contro un qualcosa di strano che immediatamente illumina con la torcia. Si tratta di un essere mostruoso, alto circa tre metri, con la pelle del torace "ondulata" in senso orizzontale ("un tronco grosso, piuttosto largo, ammucchiato di carne, grigia scura") ed un volto che Zanfretta illumina alzando notevolmente il fascio luminoso e del quale non ricorda nulla al di là della presenza di strani "spinoni" al posto della capigliatura.

Atterrito ed incapace di reagire in alcun modo il metronotte lascia sfuggire la torcia e quando si rialza dopo averla raccolta, la spaventosa visione è scomparsa: Zanfretta fugge quindi verso l'auto rimanendo però abbagliato da un oggetto luminosissimo a forma di triangolo (con un angolo molto ottuso) che si sta alzando dietro alla villetta. Non appena riesce a raggiungere la radio di bordo grida alcune frasi sconnesse e fa così scattare immediatamente le operazioni di soccorso che si concludono poco dopo l'una quando una pattuglia ritrova Zanfretta nel prato a fianco della villa in stato confusionale, con i ricordi sconnessi di un'avventura allucinante.

Immediatamente la notizia dell'incontro ravvicinato è ripresa dai giornali locali e così il "caso Zanfretta" assume subito le dimensioni che lo contraddistingueranno anche in seguito, ossia il racconto di una persona estremamente semplice amplificato, filtrato e spesso distorto dai mass-media - che giocano un ruolo importante in tutta la vicenda - e attorno al quale si sono concentrati gli interessi di ufologi e giornalisti che hanno seguito, e a volte si sono intromessi, nel caso.

L'IPNOSI
Per cercare di chiarire i numerosi particolari ancora oscuri nel racconto di Zanfretta, il giovane (all'epoca ventiseienne) viene sottoposto ad una ipnosi regressiva da un ipnotista di un istituto medico privato, durante la quale racconta di essere stato portato in un luogo intensamente luminoso da alcuni esseri giganteschi che gli avrebbero posto sul capo una specie di "casco" caldissimo e doloroso e gli avrebbero parlato traducendo attraverso un "apparecchio luminoso".

Emergono anche altri particolari descrittivi delle entità: sono verdi, con occhi gialli triangolari, la pelle "piena di righe come se fossero dei vecchi", sulla bocca "qualcosa che sembra ferro", "vene rosse" sulla testa, le orecchie a punta e le dita che terminano con "delle cose rotonde".

Questa non è che la prima di una lunga serie di ipnosi (alle quali si affiancheranno anche delle sedute di narcoanalisi attraverso somministrazione del pentothal, il cosiddetto "siero della verità", presso un istituto privato di Milano) che danno origine ad una storia parallela: da una parte i ricordi coscienti di Zanfretta e le testimonianze dei colleghi di lavoro coinvolti che descrivono il "prima" e il "dopo" dell'evento, dall'altra i racconti sotto ipnosi che illustrano i periodi trascorsi in balia degli "esseri".

Lo stesso schema si ripete per gli altri 8-9 casi che hanno coinvolto Zanfretta contrapponendo alla sincerità di una persona stimata sul lavoro e seria l'incredibilità di racconti sotto ipnosi nei quali certamente confluiscono elementi fantastici ed onirici, a cui si aggiunge un insieme di testimonianze collaterali e conferme fisiche delle quali è difficile valutare validità ed importanza, come ad esempio le "tracce" che sarebbero state rilevate da alcuni nei prati a lato della villa.

IL SECONDO RAPIMENTO
Pochi giorni dopo questa ipnosi (svoltasi il 23 dicembre) si verifica un secondo incontro, sempre nella stessa zona. Questa volta Zanfretta, la sera del 28 dicembre sta dirigendosi dall'abitato di Rossi verso Torriglia, nei pressi della galleria della Scoffera, a bordo di una Fiat 127 e improvvisamente, alle 23.46, avverte concitato la centrale operativa di aver perso il controllo dell'auto che sta procedendo per conto proprio sui ripidi tornanti, in mezzo ad una fitta nebbia; dopo quattro minuti chiama nuovamente per segnalare che l'auto si è fermata e che sta per uscire a vedere una gran luce proveniente dall'esterno. Anche in questo caso le auto di pattuglia nella zona si precipitano alla ricerca dello Zanfretta, la cui FIAT 127 viene trovata dopo un'ora ferma trasversalmente sulla strada.

Il metronotte è poco lontano, fuori di sè, tanto che i colleghi devono bloccarlo e faticare non poco per tranquillizzarlo. Nonostante il freddo pungente della nottata e la pioggia che sta cadendo, il giovane sembra avere gli abiti asciutti ed è rosso in viso, mentre l'interno dell'auto è molto caldo e lo stesso tettuccio pare rovente. La pistola a tamburo risulta priva dei sei colpi, ma ciò che colpisce maggiormente l'attenzione dei soccorritori sono alcune orme molto nette e della lunghezza di circa 50 centimetri che vengono trovare nella piazzola sterrata vicino all'auto.

Queste tracce sono anche ben visibili la mattina successiva, ma vengono distrutte da un gruppo di pseudo-ufologi che ne ricavano dei calchi prima che chiunque altro sia in grado di scattarne delle foto.

Dopo pochi giorni viene eseguita una nuova ipnosi regressiva che, seguendo scelte ispirate dal tentativo di ottenere pubblicità dalla vicenda e dal classico giornalismo sensazionalista ed insensato, viene addirittura trasmessa in diretta da una televisione locale. Il racconto di Zanfretta è sulla falsariga del precedente, con alcune aggiunte importanti: questa volta gli esseri oltre ad applicargli il fastidioso casco sul capo lo spogliano, sottoponendolo a delle specie di esami con strane apparecchiature; prendono poi la sua pistola e sparano l'intero caricatore contro uno schermo all'interno dell'UFO e, sempre parlando attraverso l'emissione di luce dalla strana bocca, lo interrogano a lungo e gli promettono di tornare.

Altri particolari vengono alla luce durante la seduta di narcoanalisi del 6 febbraio 1979 e riguardano le intenzioni degli esseri mostruosi che, per loro stessa ammissione, apparterrebbero ad un popolo "disperso" nella galassia, ormai destinato a morire, che vorrebbe stabilirsi sulla Terra per l'atmosfera particolarmente adatta e nonostante i problemi per la temperatura troppo bassa. L'interno dell'UFO, secondo uno schema classico delle abduction, è molto più grande di come sembra dall'esterno e vi si trovano numerosi esseri di ambo i sessi. Zanfretta, oltre a servire per far conoscere da vicino la costituzione fisica degli uomini, dovrebbe fungere da tramite per le autorità terrestri; a tal scopo gli viene infatti promessa la consegna di uno strano oggetto (descritto come una piramide all'interno di una sfera trasparente) che dovrebbe servire a "proiettare" le immagini degli alieni e dare prova definitiva della loro esistenza.

IL SEGUITO DELLA VICENDA
La storia degli incontri di Fortunato Zanfretta, già complessa e ricca di spunti, non si ferma però qui, ma continua in maniera ancora più complicata e confusa negli anni successivi. Tra la primavera del 1979 e il 1981, infatti, si susseguono diversi altri incontri, alcuni conosciuti e pubblicizzati, altri solamente noti a livello di voce o confidenza, e numerosissime ipnosi, interviste, partecipazioni a programmi radio-televisivi (tra le quali quella all'allora popolarissimo "Portobello") da parte di Zanfretta che risultò anche coinvolto in maniera molto profonda nelle vicende e nelle aspettative di alcuni ufologi locali.

I racconti dei rapimenti si fanno intanto sempre più fantastici e comprendono contatti telepatici (alcuni addirittura nel corso di sedute ipnotiche) e la visione a bordo dell'UFO di immagini degli ufologi, delle persone note a Zanfretta e di alcuni cilindri entro cui sarebbero stati conservati i corpi di esseri preistorici e creature di altri mondi. La piramide dentro la sfera (la prova definitiva) viene consegnata durante un'incontro, ma il testimone, inspiegabilmente, la rifiuta buttandola a terra e distruggendola, così come non ha alcun seguito il tentativo di chiedere agli alieni di sostituire allo Zanfretta un gruppetto di "esperti" che si sarebbero prestati allo scambio per motivi di studio.

Parallelamente i casi continuano a mantenersi sul confine tra la concretezza e la fantasia coinvolgendo nuovamente i colleghi di Zanfretta, o provocando delle supposte conferme fisiche, sulle quali non esiste però documentazione sufficiente per una valutazione.
Nel corso del 1981, infine, gli incontri hanno termine senza che Zanfretta sia in grado di portare una prova fisica degli "alieni", senza che venga realizzato il minacciato rapimento definitivo del metronotte ed il suo trasporto su un altro mondo e senza che il dispositivo approntato dalla ditta di sorveglianza per "seguire" Zanfretta riesca a produrre nulla di concreto.

UNA DIFFICILE VALUTAZIONE
Nonostante sul caso Zanfretta sia stato addirittura scritto un intero libro (Rino Di Stefano, "Luci nella notte", Alkaest, Genova 1984) oltre alle decine di articoli e le centinaia di pagine di relazioni, è quasi impossibile esprimere una valutazione conclusiva su un insieme di fatti così ampio e complesso.

Una prima notazione è infatti sulla qualità dell'in-formazione in nostro possesso, che spesso è molto scarsa o inficiata da un'impostazione sensazionalistica e poco scrupolosa, che non consente una comprensione chiara di quali fatti siano riportati fedelmente e quali deformati dalle idee e dalle aspettative di chi ha raccolto i dati.

Non bisogna poi dimenticare il clima del tutto particolare che si venne a creare attorno allo Zanfretta che sub un drastico mutamento del suo modo di vivere: da persona tranquilla e riservata si trovò "sbattuto in prima pagina" sui giornali e in televisione, circondato dall'incredulità e dal ridicolo, fatto oggetto di un pesante indottrinamento ufologico (venne addirittura condotto ad incontri tra appassionati e a serate di osservazione notturna), scosso dalle numerose e pressanti ipnosi ed infine danneggiato sul lavoro da un temporaneo ritiro del porto d'armi nel 1980.

Tutti questi fattori hanno senza dubbio avuto una parte non piccola nella vicenda e probabilmente hanno fatto sì che la personalità semplice e disponibile del testimone registrasse e facesse propri i tanti stimoli esterni che gli venivano rovesciati addosso per restituirli, mediati dai propri ricordi e dalle proprie fantasie, nel corso delle sedute ipnotiche. Tutto ciò non esclude l'esistenza di uno stimolo "fisico" oggettivo, ma non ci permette di distinguerlo tra le tante immagini soggettive certamente presenti nelle parole di Zanfretta.

Proprio per questi motivi risultano più significativi i primi due episodi, ed in particolare l'incontro del 6 dicembre 1978 a Torriglia, dove le influenze esterne non possono essersi fatte sentire e dove invece esistono conferme collaterali di maggiore spessore ed interesse. E' quindi un peccato che all'epoca non sia stata svolta un'azione più approfondita ed organica per approfondire la conoscenza su questi due casi che avrebbe permesso forse di scoprire la soluzione definitiva.

Il caso Zanfretta è stato quindi anche una specie di "libro" sul quale ciascuna delle persone coinvolte, i giornalisti, i datori di lavoro, gli ufologi, gli amici, ha voluto "leggere", ma anche "scrivere" la propria trama: è per questo che oggi disponiamo di una storia dalle troppe sfaccettature per essere compresa fino in fondo.

Pubblicato in 3 parti su Il Novese, tra Giovedì 2 Luglio e Giovedì 16 Luglio 2009

PS: l'immagine usata in questo post è tratta da questo sito.

mercoledì 1 luglio 2009

I primi passi sulla Luna in alta definizione? A colori? Si può, basta pagare

Grazie al grande Paolo Attivissimo, ho appena scoperto una chicca: esistono anche filmati a colori ad alta definizione del primo sbarco dell'uomo sulla Luna.

Questi filmati sono stati restaurati e digitalizzati in alta risoluzione, e sono disponibili, purtroppo a pagamento.

Paolo Attivissimo si è offerto di preparare un video, basato su questi filmati, per raccontare alcune delle storie meno note della conquista della luna (no, sbufalamenti del 'non-sbarco' no, non ne posso più!), sempre che si riesca a trovare abbastanza volontari per acquistare i filmati.

Il video finito sarà disponibile gratuitamente per tutti.

Io ovviamente partecipo, e spero che tanti dei miei lettori facciano lo stesso.

Vi rimando al blog di Attivissimo per tutti i dettagli.

Alla prossima!

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