venerdì 26 febbraio 2010

Il temibile Mokele Mbembe

Abbiamo già parlato di Nessie (Europa) e di Yeti (Asia). Possono mancare Africa ed America? Certo che no!

In Africa esiste il ‘Mokele Mbembe’, di cui ha scritto Florian Zenoni sul sito del CICAP:
“A 800 chilometri circa a nord di Brazzaville, capitale del Congo, una vasta foresta paludosa si estende su approssimativamente 130000 chilometri quadrati. Quest'immenso territorio prende il nome di Likouala. Secondo la leggenda, in fondo alla palude vivrebbe il Mokele Mbembe ("colui che ostacola il flusso dei fiumi").

La prima descrizione del Mokele Mbembe è dovuta all'abate Proyar, un missionario francese del XVIII secolo. Il Mokele sarebbe un ibrido d'elefante, d'ippopotamo e di leone, dotato di un collo da giraffa e di un'immensa coda di serpente. Dalle varie testimonianze, emerge che il misterioso animale ha la pelle liscia, di colore grigio-brunastro, con la stazza di un elefante (o almeno quella di un ippopotamo), un piccola testa da serpente, un collo flessibile lungo dai 2 ai 3 metri, zampe come pilastri e una lunga coda muscolosa richiamante quella del coccodrillo.

Queste caratteristiche potrebbero far pensare a un dinosauro sauropode di genere Diplodocus o Apatosaurus. Quest'ipotesi è molto popolare, in quanto il pubblico si è in un certo modo innamorato di tali bestie. Non è quindi sorprendente che non appena si descrive un essere del genere, si pensi immediatamente a un dinosauro. L'unico problema è che i dinosauri sono supposti essere estinti da circa 65 milioni di anni.
Le prove dell'esistenza del Mokele Mbembe sono soprattutto costituite dalle testimonianze delle popolazioni locali, che sarebbero state accreditate da uno scienziato, il dr Marcellin Agnagna. Nel 1983, questo zoologo congolese, durante una spedizione, avrebbe potuto osservare il Mokele da una distanza di 250 metri per ben venti minuti. Esiste inoltre una fotografia di un'impronta a tre dita, caratteristica dei dinosauri… ma potrebbe tranquillamente trattarsi di un'impronta d'ippopotamo, dato che una zolla di terra avrebbe potuto nascondere la traccia di un quarto dito.
Alcuni scienziati hanno ipotizzato che il Mokele Mbembe possa essere una specie sconosciuta di varano. Il più grande varano esistente è il drago di Komodo e misura dai 3 ai 4 metri di lunghezza. È possibile che nelle paludi di Likouala ne esista una specie ancor più grande? Quest'ipotesi sembra suscitare un grande interesse presso gli zoologi, dato che un varano gigante, il Melagamia, è vissuto in Australia nel Pleistocene.

D'altro canto, considerando il fatto che possediamo molti resti e che riusciamo a ricostruire molti dettagli della vita dei dinosauri, i quali sono vissuti centinaia di milioni di anni fa, è molto strano, sia in questo caso, sia in altri, che non esistano testimonianze concrete e dirette sulla presunta esistenza di queste attuali creature "nascoste".”


Alla prossima!

Pubblicato su Il Novese, numero 7, Giovedì 25 Febbraio 2010

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