lunedì 17 maggio 2010

Riscaldamento Globale


Una fonte di acceso dibattito negli ultimi anni è il cosiddetto ‘riscaldamento globale’, o ‘Global Warming’, che considerando l’ultimo inverno, lungo e freddo, sembra una bufala. Sui giornali, su questo argomento si possono leggere le tesi più diverse, che vanno dalla desertificazione delle pianura Padana entro 5 anni al ‘è tutta una sciocchezza’.

Vorrei provare a portare il mio modesto contributo alla discussione, sperando di riuscire a chiarire qualche dubbio al riguardo.

Con ‘riscaldamento globale’ si intende la tendenza all’aumento delle temperature medie annuali. In generale si attribuisce questo innalzamento alla CO2 (anidride carbonica) immessa in atmosfera dalle attività umane a seguito della combustione di combustibili fossili (petrolio, gas, carbone), in quanto la CO2 è un gas con un forte ‘effetto serra’ (ovvero capace di trattenere al suolo il calore del sole).
Va detto che abbiamo prove di periodi geologici in cui la quantità di CO2 in atmosfera era più alta dell’attuale, ed è dimostrato che le temperature della terra hanno avuto forti oscillazioni nel corso dei millenni, e quindi una variabilità delle temperature è normale.
Tuttavia, le misurazioni effettuate negli ultimi 50 anni mostrano una tendenza all’aumento sia della concentrazione della CO2 che della temperatura, e le due misure sembrano legate alle attività umane. In altre parole, aumentiamo il consumo di petrolio e carbone, immettiamo più CO2 in atmosfera, ed abbiamo un aumento di temperature medie.

Questo legame tra attività umane e temperatura è messo pesantemente in dubbio da molti, ed è  dato per confermato da molti altri. Ci sono molte tesi in contrasto tra di loro, e senza avere un preparazione specifica (ed accesso ai dati completi) è difficile riuscire a capire chi ha ragione. Chi dice che il riscaldamento è solo colpa dell’uomo, e porterà al disastro in pochi anni. Chi afferma che non esiste il riscaldamento. Oppure che il riscaldamento esiste, ma è un bene. E tante altre sfumature di pensiero.

Questa rubrica non è certo il luogo per un’analisi approfondita dei numeri, chi fosse interessato potrà trovare in rete dati a conferma di ogni tesi.
Nel mio piccolo, ritengo che i dati disponibili dimostrino una tendenza al riscaldamento, e sono convinto che le attività umane abbiano un forte peso nel processo. E quindi? Che facciamo?

Magari avessi le risposte a questa domanda! Ci sono tante persone, molto più qualificate di me, che cercano queste risposte ed ancora non hanno trovato la ’formula magica’.

Parlando solo di CO2, ogni azione che permetta di ridurre l’uso di combustibili fossili è benvenuta. Anche perché il petrolio (nostra principale fonte di energia) non è solo un combustibile, ma anche importantissima materia prima per tutta l’industria chimica! Consideriamo inoltre che il petrolio non è infinito, ed estrarlo è ogni anno più difficile (con sempre maggior impatto sull’ambiente). Bruciare il petrolio per ottenere energia è pertanto uno spreco da evitare.

Quindi isolamento termico, efficienza energetica, la bici o i mezzi pubblici invece della macchina sono tutte azioni che dovremmo sforzarci di applicare quotidianamente.
Anche il corretto riciclaggio di plastica, vetro, metallo, carta aiuta a risparmiare energia e quindi a salvaguardare l’ambiente.

Ma soprattutto dobbiamo cambiare il modello di produzione dell’energia, passando dai combustibili fossili (carbone, gas, petrolio) a sistemi rinnovabili o senza emissioni. Energia solare, eolico, geotermico, idroelettrico, ove possibile, devono essere potenziati.
Bisogna anche sfruttare il nucleare, in quanto al momento è l’unico mezzo che abbiamo per produrre l’energia ‘di potenza’ che serve all’industria, mentre la ricerca (tanto maltrattata dalla politica italiana) sviluppa l’energia da fusione.

Buona pedalata a tutti!

Pubblicato su Il Novese, numero 18, Giovedì 13 Maggio 2010

12 commenti:

eSSSSe ha detto...

Claudio,

non ho mai patito tanto freddo come quest'inverno e la primavera non vuole arrivare.
Se qualcuno mi parla di surriscaldamento lo UCCIDO!!!

Come diceva un comico alla tele inglese anni fa "gli scienziati dicono che tra 20 anni il clima a Londra potrebbe essere quello di Ibiza. Facciamo in modo che possa avverarsi!"

Ciauuu

brain_use ha detto...

importantissima materia prima per tutta l’industria chimica

Pensavo di essere l'unico che si preoccupa per questo aspetto.
Le fonti di energia sono tante e, presto o tardi, dovremo sostituire il petrolio con qualcos'altro. Spero presto.

Ma il petrolio inteso come fonte di idrocarburi per l'industria della plastica come lo sostituiamo?

Immagino che tu o Mastrocigliegia potreste parlare di sintesi, ma una analisi dei costi per sostituire le enormi quantità di materie plastiche usate oggi è mai stata fatta?

Claudio Casonato ha detto...

eSSSe, io invece mordo il primo che
a Luglio mi parla di siccità...

Brain, non so se sono state fatte analisi del genere, spero di si. Onestamente, guardando quanta plastica c'è in giro, sprecare il petrolio bruciandolo 'me pare na stru...'.....

markogts ha detto...

Francamente, io sono convinto dell'AGW, solo non riesco a capire "dove" siamo rispetto al baratro.

Sull'energia nucleare, io sono contrario. Ciononostante, cerco di essere realista: la Francia non potrà dire addio al suo 78% di energia dall'oggi al domani senza mettere in crisi tutta l'Europa. Viceversa, penso che per l'Italia il treno nucleare sarebbe, da un punto di vista meramente pratico e a-morale, troppo poco e troppo tardi. Meglio puntare sull'eolico e su qualche forma efficace di solare (termodinamico?)

Claudio Casonato ha detto...

Markogts,
sul nucleare, da un punto di vista 'industriale', essendo un sistema che richiede pesanti azioni estrattive e di raffinazione e che produce scorie pericolose (poche o tante dipende dal processo) anche se gestibili, sono d'accordo che sarebbe preferibile evitarlo.

Il punto è: ci possiamo permettere di escludere il nucleare?
Le fonti rinnovabili (eolico, solare eccetera) non sono continue e non ci danno 'potenza utile'. E gli investimenti necessari per il passaggio ad una economia energetica 'rinnovabile' sono spaventosi, anche se possibili (vedi un recente 'Le Scienze).

Onestamente sono preoccupato: stiamo usando malamente risorse non rimpiazzabili, e non possiamo andare su Pandora a prendere l'Unobtanium....

Gianni Comoretto ha detto...

@esssse:
lo so che non si direbbe, ma quest'aprile è stato in assoluto il più caldo mai registrato. Marzo e Febbraio pure si difendono bene. Ma il riscaldamento è avvenuto altrove, soprattutto a latitudini più basse.

Non son un esperto, mi sembra di capire che ci sia stato un rallentamento della corrente del Golfo, e un aumento del flusso di aria fredda polare.

Una correzione a livello di virgole: il fatto che l'aumento di CO2 sia dovuto a noi non è oggetto di discussione, la "firma isotopica" del carbonio in più è quella del carbonio fossile, non quella del carbonio organico moderno. Poi si può discutere quanto pesi l'effetto serra dovuto a quello rispetto a tutto il resto, o dove si andrà a parare quando aumenterà ulteriormente, ma per quel che contano le maggioranze nella scienza circa il 95% dei climatologi è convinto che conti parecchio.

Sul petrolio: avendo abbastanza energia puoi sintetizzare tutto, pure rifare il petrolio e rimetterlo nei giacimenti, ma dubito ne avremo mai così tanta. Più che la plastica, però, sono preoccupato per i fertilizzanti e le medicine.

Claudio Casonato ha detto...

Gianni,
i fertilizzanti sono nitrati e fosfati, e con il petrolio dovrebbero c'entrare marginalmente.
I medicinali, pur essendo importantissimi, hanno volumi marginali rispetto alle materie plastiche, e la via di sintesi è praticabile senza grossi problemi.
Inoltre, possiamo sempre usarli a concentrazioni omeopatiche.... :-)

Gianni Comoretto ha detto...

Sono d'accordo che bruciare petrolio, anziché impiegarlo per le materie plastiche (possibilmente non per i giochini made in china) è equivalente a trasformare prezioso cibo in benzina per auto. Oops, forse ho fatto l'esempio sbagliato, fanno pure quello....

Per i fertilizzanti. I nitrati sono ricavati oggi per sintesi partendo da idrocarburi, in pratica sfruttandone l'energia. Quindi possono essere sviluppati processi alternativi che usano energia elettrica (es. fissando l'azoto atmosferico con un arco elettrico). Mi chiedo solo quanto ci vorrà per metodi efficienti e sviluppati in scala. Probabilmente non moltissimo, hai ragione.

I fosfati sono pericolosamente in via di esaurimento....

ZRET... ha detto...

La riduzione delle emissioni di CO2, dovrebbe rimanere un elemnto imprescindibile delle politiche degli stati industrializzati.
L'esperienza ha invece dimostrato che gli interessi industriali, riescono spesso ad essere anteposti a tutto.

Quanto al riscaldamento globale, viviamo in un pianeta che ha attraversato ere geologiche con stravolgimenti del clima e delle condizioni di vivibilità dell'atmosfera. Vogliamo pretendere di fermare proprio tutto?! In qualche modo la natura dovrà pur continuare a mutare!

Basta vedere le aree archeologiche dei porti della flotta romana per capire come siano avanzate le acque in due millenni; è stata forse colpa dell'entropia causata dall'espansione dell'impero romano?

Lasciamo, con le dovute cautele ed i dovuti controlli sui processi che accelerano le mutazioni, che la natura faccia il suo corso, senza gridare alla fine del mondo solo perchè abbiamo comprato una casa proprio in riva al mare...

A tal proposito chiunque voglia vendere per preservare l'investimento nei prossimi secoli, può contattarmi!
;-))

Domenico ha detto...

è comunque importante distinguere tra fenomeni atmosferici che sono quelli visibili (pioggia, neve, vento, ecc.)e climatici che tengono conto di fattori globali e non locali, e di fenomeni che si verificano in strati dell'atmosfera diversi da quelli bassi interessati dalle perturbazioni.

eSSSe ha detto...

Claudio, Gianni,

il fatto e' che io amo il caldo al punto da andare in spiaggia all'una e un quarto in pieno agosto...

Gianni Comoretto ha detto...

@ZRET
La Terra ha attraversato periodi più caldi (pochi) e più freddi, ma non con 7 miliardi di persone da nutrire. Tipicamente ci si spostava tutti in zone più adatte, oggi è complicato. E se non ce la si faceva, si moriva. Oggi viene considerato politicamente scorretto.

@essse: lo dici a me, ho delle belle foto che mi ritraggono vestito ben coperto nella Death Valley. Però il punto non è come crogiolarsi al Sole, ma quello del commento a ZRET. Inoltre se si blocca la corrente del Golfo, qui farà più freddo (fino a che la Groenlandia non si è sciolta tutta). E quindi anche il mare va a farsi benedire...

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