giovedì 8 luglio 2010

Il Geode di Coso


Avete mai sentito parlare di OOPART? La sigla significa Out Of Place ARTifacts, ovvero oggetti fuori posto (o meglio, fuori dal tempo), e viene usata per identificare diversi oggetti ‘ai confini della realtà’, in quanto, per esempio, non compatibili con le tecnologie dell’epoca ai quali risalgono.

Uno degli OOPART più famosi, e controversi, è il Manufatto di Coso: un nodulo trovato nel 1961 in California da alcune persone che cercavano geodi da vendere nel loro negozio di souvenir.

Nell’aprire un nodulo particolarmente resistente (distruggendo la lama diamantata nuova usata), si trovarono di fronte non alla cavità tipica di quasi tutti i geodi, bensì una sezione perfettamente circolare di un materiale bianco e durissimo, che sembrava porcellana. Al centro del cilindro, si trovava una barretta di metallo lucido del diametro di 2 mm; il metallo rispondeva all'azione di un magnete. L'esemplare presentava altre strane caratteristiche. Lo strato esterno era incrostato di conchiglie fossili. Assieme alle conchiglie, gli scopritori notarono nella crosta due oggetti di metallo non magnetico che rassomigliavano a un chiodo e a una rondella. Cosa ancor più strana, lo strato interno era esagonale, e sembrava formare un rivestimento attorno al cilindro di porcellana. Entro lo strato interno, un ulteriore strato di rame in decomposizione circondava il cilindro di porcellana.

Non si sa molto circa l'ispezione iniziale dell'esemplare. Secondo uno degli scopritori, un geologo esaminò lo strato di conchiglie fossili e dichiarò che il nodulo aveva impiegato almeno 500 mila anni per raggiungere la forma attuale. L'identità dell'esperto è ancora oggi un mistero e sulle sue conclusioni non è mai stato pubblicato nulla in forma ufficiale.

Un’indagine fu condotta dal creazionista Ron Calais che, a parte il geologo, è stato l'unico individuo che abbia fisicamente esaminato il Manufatto. Gli fu consentito di fotografarlo e di sottoporlo ai raggi X. Le radiografie produssero altri interessanti risultati. Sulla sommità dell'oggetto, rivelarono la presenza di una specie di sottile molla, o elica. L'altra metà del Manufatto presentava una guaina di metallo, probabilmente rame, a copertura del cilindro di porcellana.

Fin dall'epoca del suo ritrovamento, sul Manufatto di Coso sono state elaborate numerose ipotesi, sia riguardo alla sua origine sia sull'ipotetico impiego.
Virginia Maxey, una degli scopritori, teorizzava: "C'è una possibilità che l'oggetto abbia meno di un secolo, che sia rimasto sepolto nel fango, sia stato cotto dal sole e si sia indurito nel giro di pochi anni", ma fu lei a dichiarare che il Manufatto doveva avere almeno 500 mila anni. "Forse è antico come i leggendari mondi di Mu o di Atlantide. Forse è uno strumento di comunicazione o una specie di bussola, oppure è un attrezzo costruito per utilizzare un potere di cui non ci sono mai giunte notizie".

La storia costruita intorno al Manufatto di Coso è senz'altro appassionante, ma una serie di problemi la pongono sotto una luce sospetta. Ne parleremo nella prossima puntata…


Pubblicato su Il Novese n. 26 del 8 Luglio 2010
Immagine presa dalla rete

6 commenti:

markogts ha detto...

Sapessi cos'è un geode...

brain_use ha detto...

Gli OOPART sono decisamente oggetti affascinanti: attendiamo l'esito finale.

Hanmar ha detto...

Geode, ovvero pezzo di roccia cava contenente in genere cristalli formatisi dal fluido intrappolato all'interno.

Oppure operazione segreta tesa alla conquista del mondo da parte dei geologi. :D

Saluti
Michele

Hanmar ha detto...

Cmq dalla descrizione sembra una candela d'auto... =_=

Saluti
Michele

Giuliano47 ha detto...

Anch'io avevo gia` letto che si tratta di una candela d'auto.

Questo significa che 500 mila anni fa sulla Terra gironzolavano alieni in automobile.

Gianni Comoretto ha detto...

Non anticipo la soluzione, ma un consiglio generale: se sospetti che qualcosa sia un XXXXX, cerca in giro chi sa tutto su tutti i vari tipi di XXXXX esistenti. Per ogni XXXXX esiste un gruppo di fanatici che non fa altro nella vita che studiarli, collezionarli, catalogarli. E ti diranno il colore dei capelli ed il numero di scarpe di chi ha costruito il tuo particolare esemplare.

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