lunedì 22 novembre 2010

Pubblicità omeopatiche. (UPD 23/11 15.20)


Una famosa ditta francese, leader mondiale nel lucroso business dei preparati omeopatici, ha avviato una martellante campagna pubblicitaria radiofonica.

Siccome la legge vieta la pubblicità dei rimedi omeopatici (vedi sotto i riferimenti di legge), i pubblicitari di questa multinazionale (lo dicono loro negli spot, che sono una multinazionale, proprio come le 'cattive' aziende dei farmaci veri), che sono dei veri volpini, non pubblicizzano il medicinale in se, bensì la pratica dell'omeopatia!

Quindi, non: 'hai la tosse, usa lo sciroppo XYZ', bensì: 'hai la tosse? Prova l'omeopatia'!
Della serie, fatta la legge, trovato l'inganno.

Chi legge normalmente questo blogghetto di provincia già saprà come la penso sullo spaccio di acqua fresca (essendoci già stata una sentenza al riguardo, immagino di poter definire 'equiparati all'acqua fresca' i preparati omeopatici...).

Per chi fosse invece capitato qui per caso segnalo lo speciale Omeopatia del CICAP, e gli articoli del blog Oggi Scienza. In estrema sintesi, nei preparati omeopatici non c'è traccia di principio attivo, quindi la loro efficiacia si basa esclusivamente sull'effetto PLACEBO.

Quindi, se avete il raffreddore... aspettate che poi passa da solo.

E tanto per tacitare subito le obiezioni, non sono solo critico nei confronti dell'omeopatia. Sono convinto che la maggior parte dei medicinali non cura la malattia, maschera solo i sintomi. Oppure che praticamente tutti gli integratori servono a poco o nulla se non ad arricchire i produttori.

Ovviamente site liberissimi di curarvi (o non curarvi) come meglio credete, e se volete regalare soldi alle multinazionali, fate pure.

Saluti

-----------------
Ringrazio Alex Falcone per aver trovato la legge:
DL 185/95, art. 3:
"Immissione in commercio: requisiti per la procedura semplificata di autorizzazione e divieto di pubblicità.     1. L'autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale omeopatico è rilasciata con procedura semplificata di registrazione, se il medicinale:
    a) è destinato ad essere somministrato per via orale od esterna;
    b) non reca sulle confezioni né vanta in qualsiasi altro modo indicazioni terapeutiche;
    c) ha un grado di diluizione tale da garantire l'innocuità; in ogni caso il medicinale non può contenere più di una parte per diecimila di tintura madre, né più di 1/100 della più piccola dose eventualmente utilizzata nell'allopatia per i princìpi attivi la cui presenza in un medicinale allopatico comporta l'obbligo di presentare una ricetta medica.
    1-bis. La procedura semplificata di registrazione di cui al comma 1 può riguardare altresì una serie di medicinali ottenuti dagli stessi materiali di partenza omeopatici, con riferimento alle differenti diluizioni e forme farmaceutiche di interesse del richiedente.
    1-ter. Con decreto del Ministro della sanità, sentita la commissione di cui all'articolo 6, sono individuate le tipologie dei medicinali omeopatici per la cui immissione in commercio si applica la procedura di registrazione semplificata prevista dall'articolo 5.
[comma 1-bis e 1-ter aggiunti dalla L.347/97 del 8-10-97, art. 1.]
    2. È vietata qualsiasi forma di pubblicità presso il pubblico dei medicinali omeopatici di cui al comma 1."
-------------------
Grazie a Letizia per l'aggiornamento legislativo. Il testo del DLGS è a questo link, capo II, articolo 16.
Appena avrò tempo, lo leggerò con cura, ma per il momento non ho trovato nessun cenno ad una richiesta di dimostrarne le capacità terapeutiche.... il che secondo me significa qualcosa....


. Wikio

15 commenti:

Letizia ha detto...

la legge di riferimento non è più quella del 95, ma il dlgs 219/2006. Ricordo anche che Aifa vigila attentamente sulle aziende omeopatiche e non viene loro permesso nulla contro la legge.

Gianni Comoretto ha detto...

Un altro metodo per far pubblicità ad una ditta omeopatica è curare una rubrica su un noto "Il Giornale" a tiratura nazionale. Quindi se l'articolista scrive (poniamo) "Per il raffreddore è indicato il rimedio YY 30CH della ditta XXX" quella non è pubblicità, è un parere di un giornalista.

Anche se la rubrica è "in collaborazione con XXX", spesso l'articolista non è un giornalista ma un "esperto di PR", e ogni tanto, per fugare i dubbi, l'articolo del giorno racconta le evidenze scientifiche a favore dell'omeopatia, intervistando il dott. Z. della XXX che ci parla delle nuove scoperte della fisica quantistica, o la storia avventurosa ed entusiasmante della ditta XXX, diventata oggi la leader dell'omeopatia in Italia.

McG ha detto...

Martellante a dir poco!
In genere, sulla strada per il lavoro ascolto la rassegna stampa di Radio 24: in 10' di pubblicità hanno mandato per ben 3 volte lo spot della stessa casa "farmatruffica".
Mi ha innervosito al punto che ho girato su Dj dove ho scoperto che il Trio Medusa propone le principali (o meno) notizie, alla loro maniera.

Juleps ha detto...

Confermo per Radio24.
Ma anche RTL 102.5 non è da meno.
E' appena passato uno spot!!!

E presumo chee anche tutti gli altri network non ne siano esenti.

Itwings ha detto...

Anche su Radio Capital. Però fanno riferimento al "trattamento dei sintomi" e non alla cura dell'influenza...
Fubbbbbiiii!

Claudio Casonato ha detto...

Certo che i pubblicitari sono furbi!

Gianni, magari fosse solo il Giornale... Repubblica ha fatto lo stesso, la Stampa pure. E sicuro che il Corriere non è senza peccato....

DAVIDE ha detto...

Credo che il dirito alla cura passi attraverso il diritto alla conoscenza, e se la pubblicità informa su no nuove possibilità terapeutiche non ci vedo nulla di male. Ma il discorso sull'inefficacia dell'omeopatia non è più sostenibile. Se realmente ed in buona fede ci si volesse fare un’opinione obiettiva sull’efficacia di questi farmaci basterebbe leggersi uno dei tanti studi pubblicati su riviste scientifiche di rilievo internazionale assolutamente convenzionali come The Lancet, British Medical Journal, etc, studi che sono stati condotti nel rispetto dei criteri e delle metodologie scientifiche attualmente imposte: gli studi sono stati effettuati sia verificando l'efficacia del farmaco omeopatico verso il placebo o verso l’omologo allopatico di riferimento, sia testandone l'efficacia in vitro, come dimostra la raccolta di 113 studi scientifici pubblicata a questo indirizzo internet http://www.medibio.it/it/Edizioni/Ricerca.asp?SelectionMenu=-8&Submenu1=-39 e scaricabile da chiunque gratuitamente. Ma forse per i lettori meno esperti è più semplice domandarsi se anche le piante o gli animali soffrono di“effetto placebo”. Sarebbe alquanto curioso che un’edera possa farsi condizionare dal terapeuta, quasi fantascientifico…idem dicasi per gli animali: cosa ne sa una mucca di cosa si aggiunge alla sua biada? Eppure esistono medicinali omeopatici per uso veterinario utilizzati da anni e con grande soddisfazione degli operatori. Lucietta Betti, dal 1980 apprezzata ricercatrice dell'Università di Bologna e Professore di Patologia Vegetale presso lo stesso Ateneo, è revisore per riviste scientifiche internazionali e da anni si interessa dell’effetto dei rimedi omeopatici sulle piante, con risultati estremamente interessanti. La Betti ha affermato in una recente intervista al quotidiano La Stampa: “Quando mi sono accorta che con trattamenti omeopatici ad altissima diluizione si potevano ottenere risultati significativi e ripetibili ho sentito traballare tutte le mie certezze scientifiche. Questo però mi ha stimolato ad andare avanti perché penso che la curiosità sia l'atteggiamento giusto per chi si occupa di scienza”. Le idee progressiste trovano sempre una forte resistenza, spesso non giustificata...

Claudio Casonato ha detto...

Davide,
penso di essere abbastanza informato sugli studi sull'omeopatia, e non ho ancora trovato un solo studio che ne dimostri l'efficacia 'oltre il placebo'.

Sull'uso dei preparati omeopatici in campo pediatrico e veterinario, mi risultano studi che dimostrano un'efficacia legata alle aspettative dello sperimentatore.

Quanto alle idee progressiste, l'omeopatia si basa su una teoria del 1700, e sono 200 anni che si cerca una qualsivoglia base teorica che ne possa spiegare un'efficacia che deve ancora essere dimostrata.

PS: se poi mi posti un link funzionante, quello che hai messo da errore 404 - page not found.
Che poi fa riferimento ad un sito di medicina biologica, osteopata, naturopata, omeopatica... che strano che porti gli studi non del tutto negativi.... :-)))

Claudio Casonato ha detto...

Tanto per chiarire: i rimedi omeopatici in campo pediatrico, veterinario ed 'ederico' funzionano nel senso che soddisfano appunto gli 'operatori', in quanto questi ultimi sanno di aver somministrato qualcosa e quindi vedono un miglioramento....

Pubblicazioni di test in doppio cieco che dimostrino una qualsiasi efficacia dei preparati omeopatici NON ESISTONO. Se ne trovi, mandamele....

WeWee ha detto...

@ Davide:

se dovessimo giudicare l'omeopatia con il metro della scienza e della conoscenza possiamo affermare senza grossi dubbi che si tratta di una pratica assolutamente ascientifica e che non ha alcuna evidenza di efficacia medica.
Su questo non ci piove. Non sarebbe così se qualcuno avesse dimostrato nei due secoli di esistenza dell'omeopatia almeno qualcuno dei princìpi che la regolano.
Invece non solo nessuno ci è riuscito ma chi ha voluto vederci chiaro ha evidenziato ripetutamente che l'omeopatia sfrutta, quando va bene, l'effetto placebo.

Ti sbagli quando parli di "studi condotti secondo i criteri scientifici" perchè proprio gli studi più importanti pubblicati da Lancet e riviste di simile levatura hanno evidenziato proprio questo aspetto: le ricerche che mostrano qualche effetto superiore al placebo dell'omeopatia sono quelli più scadenti e scorretti (non per niente l'articolo in questione di Lancet si intitolava "The end of homoeopathy").

La lista degli studi che proponi infatti fa proprio questo errore, si chiama "cherry picking", elenca cioè tutti gli studi "favorevoli" all'omeopatia senza porsi il problema di scartare quelli scorretti o mal condotti. Non per niente in quella lista ci sono decine di lavori assolutamente ridicoli compreso il "noto" studio di Benveniste, quello poi dimostratosi falso: e questa sarebbe una raccolta di "studi che dimostrano una nuova scienza"?

Un altro errore nella tua risposta è quello di ripetere la solfa degli effetti sugli animali o sulle piante (hai dimenticato quelli sui bambini). Un "must" per gli omeopati che però fingono di non sapere che anche questa è una leggenda metropolitana diffusa non a caso.

Prima di tutto l'effetto placebo, l'aspettativa, l'ansia da obiettivo e tutti gli altri fenomeni di bias negli studi sono dimostrati anche per i bambini, gli animali e per le piante (il termine "pollice verde" non esiste a caso) e tutte le ricerche che hanno provato in maniera controllata se un rimedio omeopatico funzionasse con piante o animali (o bambini e persino neonati) hanno dimostrato per l'ennesima volta quello che sappiamo: NO, l'omeopatia non funziona più di un placebo.

Uno scienziato DEVE essere aperto di mente e proprio per questo non può vendersi alle conclusioni più comode quanto a quelle più corrette.
Nel 2010 è lo scienziato che crede (ma ci crede?) all'omeopatia che dimostra assoluta ottusità molto vicina alla superstizione.

Qualcuno per favore dimostri una volta per tutte che l'omeopatia esiste, scoprire una pratica scientifica vorrebbe dire progresso, ma credere ad una pratica stregonesca è regressione, nulla di meno.
Lo dimostri però con uno studio serio, con delle statistiche ben fatte, con l'evidenza, con le analisi, con quello che vuole ma dire "l'abbiamo dimostrata" senza averlo mai fatto è poco onesto come il parlare di "energie vibrazionali o acqua informata, lasciamolo ai cartomanti.

Chiudo scrivendo che il discorso della pubblicità all'omeopatia non è legato al buon senso o "all'informazione" ma alla legge. Fare pubblicità all'omeopatia è VIETATO, è un reato, che piaccia o no in Italia è così.

Saluti concentrati.
:)

Gianni Comoretto ha detto...

@davide:
il diritto alla cura passa per il diritto alla conoscenza, ad essere correttamente informati.
Molte persone sono convinte che l'omeopatia sia una sorta di fitoterapia avanzata, o che il principio del simillimus sia ragionevolmente dimostrato, non che sia un assunto assolutamente teorico, abbondantemente sbuguardato dai fatti.

Chi si informa un po' di più è convinto che il proving dei rimedi sia fatto con procedure rigorose, che quei sintomi indicati nella materia medica siano davvero riproducibili. Non sa nulla dei lavori di Donner, per non parlare delle decine di scettici che si sono sottoposti a proving di rimedi classici senza riscontrare NESSUN sintomo.

Myrò ha detto...

E non dimentichiamoci delle guarigioni spontanne, tutt'altro che rare soprattutto in casi di pazienti giovani.
Ciao :)

AcarSterminator ha detto...

L'utilissimo link fornito da Gianni Comoretto non è corretto. Questo quello giusto:
i lavori di Donner

Anche io mi sono piuttosto innervosito quando ho sentito 'sto tizio francese consigliare la sua omeopatia nello spot su Radio Capital.

Michele.

Gianni Comoretto ha detto...

@Letizia
In moltissime farmacie vedo cartelloni, espositori ecc. che consigliano rimedi omeopatici per patologie specifiche. Es. i megaflaconi pieni di palline di polistirolo che invitano a usare Oscillococcinum per "prevenire l'influenza". O a provare gli "omeopatici per bambini", per le loro tipiche piccole affezioni.

Mi spieghi come questo si concilia con l'attenta vigilanza dell'AIFA riguardo a:
- assenza di indicazioni terapeutiche
- divieto assoluto di pubblicita'?

Marco B ha detto...

Al mattino sento radio2 e hanno riniziato con la pubblicità "prova l'omeopatia".
Tanto per iniziare bene la giornata...

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...