sabato 27 febbraio 2010

??? Non ho capito....

Mi hanno mandato questa foto, ma veramente non la capisco...

Qualcuno può aiutarmi?

venerdì 26 febbraio 2010

Il temibile Mokele Mbembe

Abbiamo già parlato di Nessie (Europa) e di Yeti (Asia). Possono mancare Africa ed America? Certo che no!

In Africa esiste il ‘Mokele Mbembe’, di cui ha scritto Florian Zenoni sul sito del CICAP:
“A 800 chilometri circa a nord di Brazzaville, capitale del Congo, una vasta foresta paludosa si estende su approssimativamente 130000 chilometri quadrati. Quest'immenso territorio prende il nome di Likouala. Secondo la leggenda, in fondo alla palude vivrebbe il Mokele Mbembe ("colui che ostacola il flusso dei fiumi").

La prima descrizione del Mokele Mbembe è dovuta all'abate Proyar, un missionario francese del XVIII secolo. Il Mokele sarebbe un ibrido d'elefante, d'ippopotamo e di leone, dotato di un collo da giraffa e di un'immensa coda di serpente. Dalle varie testimonianze, emerge che il misterioso animale ha la pelle liscia, di colore grigio-brunastro, con la stazza di un elefante (o almeno quella di un ippopotamo), un piccola testa da serpente, un collo flessibile lungo dai 2 ai 3 metri, zampe come pilastri e una lunga coda muscolosa richiamante quella del coccodrillo.

Queste caratteristiche potrebbero far pensare a un dinosauro sauropode di genere Diplodocus o Apatosaurus. Quest'ipotesi è molto popolare, in quanto il pubblico si è in un certo modo innamorato di tali bestie. Non è quindi sorprendente che non appena si descrive un essere del genere, si pensi immediatamente a un dinosauro. L'unico problema è che i dinosauri sono supposti essere estinti da circa 65 milioni di anni.
Le prove dell'esistenza del Mokele Mbembe sono soprattutto costituite dalle testimonianze delle popolazioni locali, che sarebbero state accreditate da uno scienziato, il dr Marcellin Agnagna. Nel 1983, questo zoologo congolese, durante una spedizione, avrebbe potuto osservare il Mokele da una distanza di 250 metri per ben venti minuti. Esiste inoltre una fotografia di un'impronta a tre dita, caratteristica dei dinosauri… ma potrebbe tranquillamente trattarsi di un'impronta d'ippopotamo, dato che una zolla di terra avrebbe potuto nascondere la traccia di un quarto dito.
Alcuni scienziati hanno ipotizzato che il Mokele Mbembe possa essere una specie sconosciuta di varano. Il più grande varano esistente è il drago di Komodo e misura dai 3 ai 4 metri di lunghezza. È possibile che nelle paludi di Likouala ne esista una specie ancor più grande? Quest'ipotesi sembra suscitare un grande interesse presso gli zoologi, dato che un varano gigante, il Melagamia, è vissuto in Australia nel Pleistocene.

D'altro canto, considerando il fatto che possediamo molti resti e che riusciamo a ricostruire molti dettagli della vita dei dinosauri, i quali sono vissuti centinaia di milioni di anni fa, è molto strano, sia in questo caso, sia in altri, che non esistano testimonianze concrete e dirette sulla presunta esistenza di queste attuali creature "nascoste".”


Alla prossima!

Pubblicato su Il Novese, numero 7, Giovedì 25 Febbraio 2010

sabato 20 febbraio 2010

Forum....

Cari amici,
nella barra di sinistra, tra i links utili, potrete trovare i collegamenti a due forum.

Uno di questi è il forum appena creato da TalliGalli del blog Scomplottismo, del quale (ainoi...) sono moderatore. Potete visitare il blog usando il link che troverete smepre a sinistra, tra i 'blog amici'.
Questo blog è fondamentalmente dedicato a raccogliere sbufalamenti delle diverse 'teorie estrose' che circolano in rete (e non solo).

L'altro è il forum delle Bufole, da me creato qualche mese fa ma mai spinto. Forse è venuto il momento di cercare di fargli fare i primi passi in questo mondo contaminato dalle bufole e dalla mancanza di senso critico.

Come ho scritto nel messaggio di benvenuto:
Questo forum vuole essere un punto di incontro e di discussione per quanto vogliono capire, e non solo 'credere'.
Nessuna domanda è troppo stupida, ma ogni risposta deve essere educata e sopratutto suffragata da PROVE.
Religione e politica sono argomenti ammessi, nel più assoluto rispetto delle opinioni altrui, possibilmente solo se coinvolgono l'ambito della scienza.
Le critiche, anche dure, sono consentite solo se suffragate da prove.
Il turpiloquio non è ammesso, pena l'espulsione.


Vi aspetto numerosi. 

domenica 14 febbraio 2010

40 anni di Luna


Vi segnaliamo inoltre che, durante la cena, i prestigiatori del Circolo Amici della Magia di Torino intratterranno il pubblico con numeri di illusionismo.

Ufo, pace, amore e fantasia

L'ufologia (che nulla ha a che vedere con la vera ricerca di forme di vita extraterrestre) è al giorno d'oggi l'ultima frontiera del misticismo di chi cerca altrove un senso alla propria esistenza.

Tali ufologi hanno solitamente un modo di fare molto new age, predicando pace e amore e fratellanza universale, luce e illuminazione dell'anima, crescita dello spirito e sentire superiore e così via dicendo.

Cosa succede però quando una voce critica mette a nudo i falsi e quindi la malafede di chi fabbrica prove per presentarle in giro come testimonianze dell'esistenza di tali UFO?

Antonio Urzi di Cinsello Balsamo è uno dei più conosciuti "contattisti", nonché produttore di decine di video su Youtube dove presenta cose tipo bottoncini appesi a un filo, sacchetti di plastica e palloncini svolazzanti come fossero UFO che passano sopra il suo terrazzino per salutarlo. Il blogger ilpeyote ha messo a nudo tutto questo, e l'ufologo tutto pace-e-amore-universali mette questo commento sul canale Youtube de ilpeyote (conosciuto anche con nick "CanarinoMannar0"):

Dice: "Tre settimane circa, e so dove abiti". Tecnicamente si chiama minaccia e potete trovarla sul canale Youtube de ilpeyote. Per evitare che la cosa passi inosservata per una eventuale cancellazione da parte di Urzi di quel commento, qualcuno ha fatto il freeze della pagina e me l'ha inviato via mail, eccolo:

http://www.freezepage.com/1266111879GIOTBQHGKV

Che dire Urzi... Pace, amore e fratellanza anche a te. Se succede qualcosa a ilpeyote verremo a chiedertene conto.

venerdì 12 febbraio 2010

Fuori programma


È maggio sulle rive del Mar Mediterraneo.

Piove e la piccola cittadina sembra completamente deserta. Sono tempi molto duri, tutti sono indebitati e vivono sul credito.

Inaspettatamente un ricco turista arriva in città, entra nell'unico hotel disponibile, poggia 100 Euro sul desk della reception e si reca a visionare le camere al piano superiore per sceglierne una.

Il proprietario dell'albergo prende la banconota e corre a pagare il suo debito dal macellaio.

Il macellaio prende la banconota e corre a pagare il suo debito con l'allevatore di maiali.

L'allevatore prende la banconota e corre a pagare il suo debito con il fornitore di mangimi.

Il fornitore di mangimi corre a pagare la prostituta locale che in questi tempi duri gli ha fornito i suoi servigi a credito.

La prostituta corre all'hotel e paga il proprietario per le stanze che le ha affittato per portarci i clienti.

Il proprietario dell'hotel rimette la banconota da 100 Euro sul bancone affinché il ricco turista non sospetti nulla.

In quel momento il ricco turista ritorna alla reception: ha visionato le stanze, non le ha trovate di suo gradimento e così si riprende i suoi 100 Euro e lascia la città.

Nessuno ha guadagnato qualcosa. Tuttavia ora l'intera città è senza debiti, e guarda al futuro con molto ottimismo.

E questo è come il mondo occidentale sta facendo business al giorno d'oggi....

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Sono stati pubblicati i risultati di un sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai Governi di tutto il mondo.
La domanda era:
"Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo".

- gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità
- gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti
- gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo
- i cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione
- il governo italiano sta ancora discutendo su cosa possa significare l'avverbio "onestamente"

giovedì 11 febbraio 2010

Abominevole a chi?


Lo Yeti è sicuramente l'animale misterioso per antonomasia. Altrimenti chiamato "abominevole uomo delle nevi", esso abiterebbe le inospitali regioni himalayane. Le prime notizie sulla sua presunta esistenza sembrano risalire a oltre quattrocento anni fa. Tuttavia, l'interesse nei suoi confronti ha cominciato a svilupparsi a partire dal secolo scorso.
Il nome Yeti deriva dal termine Sherpa "yeh-teh" che significa "quella cosa". Si tratterebbe di un essere di altezza compresa tra 1.80 e 2.40 metri, ricoperto di una folta pelliccia di colore marrone scuro, nero o rossastro. Avrebbe una lunga capigliatura e braccia lunghe fino alle ginocchia. Secondo gli abitanti del Tibet esisterebbero due tipi di Yeti: il Dzu-teh (che significa cosa grossa), più alto, e il Meh-teh, di altezza più ridotta.
Le uniche "prove" a favore dell'esistenza dello Yeti sono costituite da impronte, testimonianze di avvistamenti e, in certi casi, reperti anatomici.

Il ritrovamento delle prime impronte risale al 1889, quando il maggiore L. A. Waddell, avvisato dai suoi Sherpa, osservò delle enormi impronte impresse nella neve a oltre 5000 metri di quota. Nel 1921, durante una spedizione sull'Everest, furono individuate altre impronte sul lato meridionale della montagna a circa 6000 metri di quota. Nel 1951, un'altra spedizione individuò numerose impronte che proseguivano per circa un miglio. Queste impronte vennero accuratamente fotografate e ampiamente pubblicizzate. Nel 1972, ulteriori impronte furono individuate da una spedizione guidata da Edward Cronin. Esse mostravano un largo alluce opponibile e una disposizione asimmetrica delle rimanenti quattro dita.
Nel 1925 il fotografo inglese N. A. Tombazi, della Royal Geographic Society, affermò di avere avvistato uno strano essere vicino al ghiacciaio del Zemu, a quattromilacinquecento metri di quota. L'essere aveva sembianze umane, camminava eretto, era di colore marrone e aveva un folto pelo. Nella zona dell'avvistamento furono trovate numerose impronte.

Nel 1970, sul Monte Annapurna uno scalatore inglese di nome Don Whillans, allertato da strani suoni simili a urla, vide una figura scura simile a una grossa scimmia che scappò immediatamente, ma che Whillans riuscì a osservare con un binocolo per più di venti minuti prima che scomparisse.
Nel corso degli anni, oltre alle impronte e alle testimonianze, sono emersi alcuni reperti anatomici che confermerebbero l'esistenza dello Yeti. Nel 1954, una spedizione del London Daily Mail esaminò un presunto scalpo di yeti che sarebbe stato vecchio di trecento anni. Nel 1958, un'altra spedizione esaminò lo stesso scalpo insieme a supposte mani di Yeti. Sull'autenticità di tutti questi reperti sono stati avanzati seri dubbi e, in almeno un caso, si è scoperta una palese falsificazione. Una delle presunte mani dello Yeti è, infatti, risultata essere una zampa di leopardo delle nevi opportunamente contraffatta.

Il celebre esploratore Reinold Messner ha pubblicato un libro in cui racconta di aver più volte osservato lo strano essere durante le sue spedizioni in Himalaya. Messner sostiene la tesi secondo la quale lo Yeti altro non sarebbe se non una particolare varietà di orso che ha l'abitudine di camminare in posizione eretta e che, da lontano, può apparire con sembianze umane.

Più di recente, nell’ottobre del 2003, fu diffusa la notizia secondo cui sarebbe stata ritrovata una presunta gamba dello Yeti, un arto mummificato risalente a migliaia di anni fa. Il ritrovamento è avvenuto, sulle alture dell'Altai in Siberia, alla quota di 3.000 metri.

Sui giornali si sottolineò il fatto che l'arto ritrovato non corrisponderebbe a nessun animale noto vivente o scomparso. Sul sito www.criptozoo.com è però comparso un articolo dal titolo inequivocabile: "Imbroglio giornalistico sul presunto arto di Yeti":
"È stato ormai da tempo assodato e dimostrato dagli esperti che il presunto arto di Yeti, nella fattispecie una gamba, ritrovato presso i monti Altai alcuni mesi orsono dall'alpinista Sergey Semenov, altro non è che una zampa d'orso".

Secondo l'articolista esperto di criptozoologia non esisterebbero dubbi sul fatto che l'arto in questione appartenga a un orso. Si legge infatti: "Ritornando sul presunto arto di Yeti [...] si può facilmente evincere, dalla visione delle lastre, che si tratta indiscutibilmente dell'arto posteriore di un orso. La presenza degli artigli inoltre, è assolutamente incompatibile con qualsiasi primate superiore".

Insomma, visto che ad oggi pare non esistano prove certe dell’esistenza dello Yeti, dobbiamo concludere che probabilmente è un essere molto timido!

Alla prossima!

Informazioni tratte dagli articoli di Silvano Fuso pubblicati sul sito CICAP.

Pubblicato su Il Novese, numero 5, Giovedì 11 Febbraio 2010

martedì 9 febbraio 2010

A cena con i complotti lunari!


Il gruppo Piemonte del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) propone per Sabato 13 Marzo 2010 una serata con Paolo Attivissimo, giornalista informatico e "cacciatore di bufale", che dopo una cena in compagnia dei presenti terrà una conferenza dal titolo:
"40 anni di Luna".

Dopo quattro decenni dalla storica impresa dello sbarco sulla Luna, ancora oggi qualcuno ritiene che si sia trattato di una truffa perpetrata ai danni dell'intera umanità, un complotto per ingannare l'opinione pubblica ordito grazie a disinformazione e set cinematografici.
Paolo Attivissimo ci illustrerà tali teorie complottistiche e ci spiegherà i motivi per cui l'uomo ha veramente posato i propri piedi sulla Luna in quel lontano 20 Luglio 1969.

L'evento si terrà presso il CH4 Sporting Club di Via Trofarello 10 a Torino, con inizio alle ore 19.00. Maggiori informazioni sulla cena e sull'evento saranno disponibili sul sito del Gruppo Piemonte..

Il costo della serata è di 30 Euro per persona (50 Euro per iscrizioni doppie): partecipando potrete cenare, assistere alla conferenza, e sostenere il CICAP.

E' necessaria la prenotazione entro lunedì 8 marzo all'indirizzo piemonte@cicap.org o, in alternativa, al numero 327.2181648; ai medesimi recapiti è possibile richiedere ulteriori informazioni.

La cena prevede un aperitivo seguito da un buffet con: prosciutto e melone, vol au vent con fonduta, agnolotti piemontesi, garganelli speck e zafferano, torte salate, focaccette farcite, vino, acqua, bibite e caffè.
Persone con esigenze particolari (vegetariani, celiaci, etc) sono pregati di segnalarlo nella prenotazione.

Vi aspettiamo!

venerdì 5 febbraio 2010

San Gennaro provato?


La notizia è ghiotta: uno studio scientifico durato anni avrebbe dimostrato (il condizionale è sempre d'obbligo fino a valutazione e conferma dei dati) che la sostanza contenuta nelle ampolle venerate nel Duomo di Napoli sarebbe vero sangue umano.

I devoti del santo esultano, i servizi dei telegiornali impazzano. Però....

Però, a quanto mi è dato di capire, queste prove si basano su analisi fatte su un'altra ampolla, simile a quella del Santo, trovata in un'altra chiesa 10 anni fa, e che pare essere del XVII secolo, mentre quella del Santo (morto nel 3° secolo) è del XII o XIII secolo (già questo è strano...).

Se ho capito bene, ed il condizionale è sempre di più d'obbligo, siccome la 'nuova' ampolla, aperta ed analizzata, contiene sangue umano, quindi anche l'altra, quella del Santo, contiene sangue umano.

Forse di tratta di uno strano fenomeno di entanglement quantistico applicato alla miracolistica, ma secondo me analizzare la mela che ho in casa non dimostra che i frutti che ha in casa il vicino siano mele.


Attendiamo con impazienza i dati completi di questo studio, e speriamo che la curia si decida a far fare qualche indagine seria al riguardo.

E speriamo che i giornalisti (certi giornalisti) la smettano di dire che 'la scienza non può spiegare'. La scienza magari non ha tutte le risposte, ma almeno bisogna metterla in grado di esprimersi, ed in questo caso, sembra sia stata tenuta accuratamente in disparte....

Alla prossima!

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