sabato 5 febbraio 2011

Dieci alla ventitre.

No, non voglio dire che sono quasi le 10 e mezza. Intendo proprio la potenza di dieci che vedete nell'immagine a fianco.

Questo tipo di scrittura matematica serve per scrivere piu' facilmente numeri molto grandi (o molto piccoli). Il numerino in alto indica quanti zeri mettere mettere dopo l'uno del 10.

Quindi dieci alla ventitre e' lo stesso che scrivere centomila miliardi di miliardi oppure 100.000.000.000.000.000.000.000.
Insomma, e' un numero grande, ma veramente GRANDE!

Se il nostro 10 alla 23 lo moltiplichiamo per un altro numero, 6,022 otteniamo una famosa costante della chimica, il NUMERO DI AVOGADRO, che si scrive in questo modo:

Questa costante e' il numero di molecole contenute in un quantita' di sostanza pari al peso atomico della stessa espresso in grammi, e vale per tutti gli elementi chimici ed i loro composti.
Per fare un esempio, il normale sale da cucina e' cloruro di sodio (NaCl), il cui peso molecolare e' 58. Quindi in 58 grammi di sale da cucina ci sono un numero di Avogadro di molecole NaCl.

Insomma, le molecole sono tante, ma tante tante, e piccole, piccolissime...

Ed adesso facciamo un gioco, da piccoli chimici, quindi semplificando un pochino....
Prendiamo 100 cc di acqua ed aggiungiamo 58 grammi di sale. Nel nostro bicchiere avremo un Numero di Avogadro di molecole di sale. 6.022 per 10 alla 23 molecole di sale.

Adesso prendiamo 1 grammo da questo bicchiere, e mettiamolo in un altro bicchiere con 100 grammi di acqua. In termini tecnici si dice 'diluizione centesimale', e si indica con CH. Essendo la prima diluizione che facciamo, sara' la CH1 (a qualcuno questo 'codice' ricorda qualcosa?).
Un semplice calcolo matematico ci dice che nel nostro bicchiere 'CH1' avremo 6,022 per 10 alla 21  molecole di sale.

Proseguiamo con le diluizioni, e facciamo un'altra diluizione centesimale: un grammo di CH1 in 100 grammi di acqua. Ci ritroveremo con un bicchiere 'CH2' contenente 6,022 per 10 alla 19 molecole di sale.

Andiamo oltre: CH3, ovvero 6,022 per 10 alla 17 molecole di sale.
Ancora: CH4, ovvero 6,022 per 10 alla 15 molecole di sale.
CH5, ovvero 6,022 per 10 alla 13 molecole di sale.
CH6, ovvero 6,022 per 10 alla 11 molecole di sale.
CH7, ovvero 6,022 per 10 alla 9 molecole di sale.
CH8, ovvero 6,022 per 10 alla 7 molecole di sale.
CH9, ovvero 6,022 per 10 alla 5 molecole di sale.
CH10, ovvero 6,022 per 10 alla 3 molecole di sale.
Oooppssss... questo inizia ad essere un numero piccolino. Sono solo 6  mila molecole!

Ancora una passo: CH11, ovvero 60 molecole di sale. Adesso sono davvero pochine....

Diluiamo a CH12. A questo punto abbiamo 0,6 molecole di sale nel nostro bicchiere. Meno di una molecola, impossibile! Questo e' il potere delle diluizioni centesimali (e delle Potenze di dieci!).

Ma dove abbiamo gia' visto scritto cose come 'CH'?

Visto che a questo volevo arrivare, vi faccio un esempio: un rimedio raccomandato in omeopatia per i traumi e' l'arnica nelle diluizioni CH30, CH15 o CH200. Questi CH significano esattamente quello che ho detto sopra: diluizioni centesimali. Per definizione, in omeopatia tutti i principi attivi sono almeno diluti a CH12 o piu', anzi, piu' sono diluiti meglio e', secondo quanto dicono le leggi base dell'omeopatia.

Ora, se a CH12, ad essere generosi, ho 1 (una) molecola in 100 grammi, quante molecole potro' avere in un CH15? Ed in un CH200??? Detto in altri termini... quante migliaia di tonnellate di acqua devo prendere per trovare una una molecola di sale?

Proseguiamo con i numeri, assumendo che a CH12 abbiamo una molecola in 100 grammi.
Per passare a CH15 sono altre 3 diluizioni, quindi avremo una molecola in 100.000.000 grammi, ovvero 100 tonnellate.
Nel passaggio a CH30 sicuramente mi perdo, sono altre 15 diluizioni centesimali, quindi altri 30 zeri da aggiungere alle 100 tonnellate di prima. Sarebbe a dire che per trovare una molecola devo prendere 100.000.000.000.000.000.000.000 MILIARDI di tonnellate di soluzione..... zero piu', zero meno....
Lasciamo perdere il CH200. Consumerei il tasto zero del PC.... e credo che l'universo pesi di meno.

A questo punto la domanda nasce spontanea: ma dov'e' l'arnica nei preparati omeopatici? La risposta è facile: non c'è! Se ne trovate una molecola e' per puro caso, sarebbe molto piu' facile vincere al superenalotto.

Ma allora... perche l'omeopatia funziona anche se non c'e' nulla dentro?

Calma... prima di chiederci perche' funziona, forse e' meglio andare a vedere se funziona.
A questo scopo potete trovare tante utili informazioni nello speciale Omeopatia del CICAP, oppure nel blog di MedBunker, o ancora nel blog OggiScienza.

Buona lettura!

NOTA: Questo post e' il mio piccolo, marginale, contributo alla giornata mondiale di informazione sull'omeopatia, organizzata da 1023.

Anche OggiScienza e CICAP partecipano. Vi rimando a loro se volete informazioni serie e complete.


. Wikio

9 commenti:

PalleQuadre ha detto...

Ma dopo i diplomi di omeopata a paolino paperino e ugo fantozzi i dubbi che l'omeopatia possa funzionare sono estinti come i dinosauri...

Hedges ha detto...

A questo punto, anche riprendendo il post che ho scritto nel precedente tuo articolo, chi mi sa dire la differenza tra scienza NON ufficiale e FEDE?
E' un miracolo se l'omeopatia col nulla guarisce le persone? SI???
E' un miracolo, e i miracoli non sono scientifici, appartengono alla spititualità della mente umana e si definiscono all'interno di ambiti religiosi di FEDE.
Che differenza c'è a dire che un farmaco omeopatico funziona e che il sangue di San Gennaro si è liquefatto ancora o che Lazzaro è resuscitato???
NESSUNA.
Dal nulla non viene nulla, solo una entità soprannaturale e non scientifica può tutto ciò.
L'uomo non fa i miracoli e Boiron si???
Un pò di sano ragionamento please.
Testa contro muro = male testa.
Testa contro nulla = no male testa.
E che diamine.

P.S. scusino lo sfogo chi ragiona.

PalleQuadre ha detto...

In effetti è condivisibile...
E magari questi che credono nell'omeopatia dicono di essere atei

longaclimb ha detto...

Heeee bella cosa l'omeopatia ......

brain_use ha detto...

Bel post, Claudio.
Chiarissimoo anche per chi non mastica nulla di chimica. Credo che lo linkerò...

gg ha detto...

Molto interessante ma...
mia madre usa l'omeopatia per il raffreddore, il mal di schiena e nulla più.
Che io sappia pare ci siano delle medicine omeopatiche entro le quali ci sono delle sostanze, per lo più naturali ed in quantità assolutamente non esigue.
Ho perfino letto da qualche parte che il produrre diluizioni oltre il "ch12" è giustificato dal fatto che il campione originale di acqua mantiene ad ogni passaggio una "memoria" di quello che conteneva.
Per il momento sembra pura fantascienza e testimonianze scientifiche non mi pare esistano.
Magari sarà anche un pò di suggestione...

Claudio Casonato ha detto...

@gg
per definizione, si definisce omeopatico solo oltre una determinata diluizione, se non ricordo male proprio CH12.
Che ci siano composti naturali con effetti terapeutici non lo mette in dubbio nessuno, ma che almeno che ci sia principio attivo.
Quanto alla memoria dell'acqua... perche' mai questa dovrebbe ricordarsi solo della sostanza che dico io e non di tutto il resto (pupu' compresa) che c'e' finito dentro???

masdeca ha detto...

@Claudio Casonato e gg
Il fatto è che ogni qual volta tiri lo sciacquone "dinamicizzi", quindi per succussione ci beviamo un composto omeopatico alla "merda".
Qualcuno conosce i prinicipi benefici di tale sublime sostanza?
CH200ROTFL (Risata omeopatica)

Gianni Comoretto ha detto...

Una precisazione.

Per definizione si definisce omeopatico un prodotto che contenga meno di 1 parte per 10 mila di tintura madre (C2 quindi) o 1/100 della minima dose farmacologicamente utilizzata. Quindi puoi avere rimedi omeopatici che ad es. sono in grado di provocare reazioni allergiche.

In omotossicologia si usano diluizioni spinte ma di solito sotto la C12. Ti chiedi comunque come facciano quelle poche molecole a venire assorbite, trovare i recettori giusti sull'organo giusto ed attivarli in numero sufficiente. In omeopatia classica invece la maggior parte dei rimedi e' diluito oltre il numero di Avogadro.

Una cosa da sottolineare con la matita rossa è comunque che omeopatia e erboristeria non c'entrano assolutamente nulla:
- i rimedi omeopatici spesso sono di origine minerale, animale (o peggio, non indaghiamo cosa sia il "menstruum"). Ad esempio l'"oscillococcinum" è (era, prima di diluirlo) fegato di oca, "Apis" è frullato di api
- i prodotti erboristici hanno principi attivi talvolta ben noti, e anche efficaci, a concentrazioni

Ultimamente l'omeopatia si è riciclata con l'uso delle tinture madri, usate allopaticamente. Una pomata all'arnica è ottimo per le contusioni, e la dicitura "rimedio omeopatico" non la fa funzionare meno (ovviamente quando l'Arnica dentro c'è). E quindi gli omeopati ti dicono "Visto che funziona?" Ma è barare.

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