mercoledì 19 ottobre 2011

Marketing?

I miei 3 lettori mi scusino: torno a parlare di omeopatia. Nello specifico di un rimedio molto quotato per la prevenzione dell'influenza.

Al riguardo MedBunker ha scritto un come al solito interessantissimo articolo, dove spiega nei dettagli cosa è questo prodotto.

Per chi non ha voglia di leggersi il tutto, e si fida della mia parola, ecco un veloce riassunto.

Un medico francese, nel 1925, vide al microscopio dei globuli in vetrini, in realtà bolle d'aria dovute ad errori di preparazione, e decise che erano batteri. Siccome li trovava in tutti i campioni (all'epoca era ancora una tecnica 'pionieristica'), pensò di preparare un 'vaccino' da questi batteri.

Per qualche motivo, decise di estrarli da cuore e fegato di una particolare specie di anatra, e come è lecito aspettarsi, alla luce delle conoscenze che abbiamo oggi, non ottenne nessun risultato.

I suoi studi furono però usati da una certa multinazionale francese, che da questo 'patè' d'anatra fa un preparato alla concentrazione omeopatica di 200 K, lo spruzza su delle palline di zucchero, e lo vende. Chi lo compra lo fa in quanto ritiene che prevenga l'influenza.

Copia della composizione indicata sulla scatola. I nomi sono oscurati per ovvi motivi...

Partiamo da una teoria non provata basata su bolle d'aria scambiate per batteri. Decidiamo che il fegato di un'anatra li contiene e ne facciamo un patè. Lo diluiamo 100 parti di acqua, 1 di preparato per 200 (duecento!!!) volte. Ne spruzziamo MOLTO poco su una pallina di zucchero. Lo vendiamo come medicinale omeopatico, a oltre 20 € per 30 dosi.

Molto bene, gli omeopati mi diranno che esiste una qualche teoria, magari quantistica, per cui le proprietà di queste bolle d'aria influenzano il fegato di anatra fino a dargli poteri taumaturgici. Di cui però vorrei vedere le prove... Per me, è solo un grandioso caso di marketing e di passaparola.

Tuttavia si aprono delle questioni che meriterebbero attenzione da parte, se non della magistratura, almeno da parte delle associazioni dei consumatori o dal garante del mercato.

E' ammissibile vendere (in farmacia!) un preparato, definito medicinale, la cui teoria si basa su bolle d'aria scambiate per batteri?

Siccome la legge prevede di indicare gli ingredienti,  si può indicare come tale un qualcosa di cui, essendo diluito 200 K, non è possibile trovare traccia? E non indicare invece quello che (a quanto scritto nello stesso sito del produttore) è l'unico componente, lo zucchero?

Sicuramente la multinazionale francese avrà i suoi interessantissimi motivi e spiegazioni per questo caso.

Se così vanno le cose, inizierò presto il commercio delle famose Pietre Inca Della Salute Airanizzante. Solo 10 € l'una, più spese di spedizione. Si accettano prenotazioni.


. Wikio

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