giovedì 3 novembre 2011

Di nuovo?

Prendo spunto dalla brutta notizia della morte di un bambino, Luca, di soli 4 anni, per tornare a parlare di medicine ‘alternative’. Mentre scrivo, le informazioni disponibili (Link 1, Link 2) parlano di disturbi gastrointestinali e broncopolmonite ‘curati’ dal padre, medico omeopata, con rimedi tipici di questa pratica. La magistratura ha aperto una inchiesta, e prima di dare giudizi sul caso specifico aspettiamo i risultati delle indagini.

Non sarebbe comunque la prima volta che l’uso delle cosiddette ‘medicine alternative’ causa la morte di chi, per sua od altrui volontà, si è ‘curato’ con questi mezzi.  Ricordo solo il caso Chiara Palomba, morta di diabete per le non cure di una naturopata, anche lei morta per non essersi curata con le sue tisane. Ne avevo parlato tempo fa in questa rubrica.

Purtroppo queste cose continuano a succedere, per una serie di motivi: scarsa informazione, troppa disinformazione, paura (anche giustificata a volte) degli effetti collaterali dei farmaci, una scarsa attenzione alla ‘persona’ malato da parte di tanti medici.

E’ vero: a leggere il ‘bugiardino’ di un farmaco ci si spaventa. Le molecole attive possono dare effetti collaterali, e la autorità sanitarie controllano costantemente ogni caso sospetto per migliorare le indicazioni di cura. La case farmaceutiche sono tenute a segnalare tutte le possibilità, anche le più remote, e credo che tendano anche ad esagerare per mettersi le spalle al sicuro.

Dall’altra parte ci sono troppe informazioni senza basi scientifiche diffuse dal passaparola via internet. In questo sito ho trovato una cura miracolosa, mio cugino ci è guarito! Poi si va a vedere cosa c’è dietro di vero, e molto, troppo spesso si trovano delle vere e proprie truffe. Triste, ma comprensibile: la medicina non può curare tutto, e quando si è disperati si è facile preda di chi ti promette la Luna. Di queste storie è pieno il blog ‘Medbunker’, tutte documentate.

Una delle più diffuse pratiche ‘alternative’ è l’omeopatia. Molti medici e farmacisti propongono questi rimedi per molti problemi, e tutti abbiamo l’amico che si cura solo con quello. Tuttavia NON ESISTE NESSUNA PROVA che queste terapie funzionino, anzi, esistono innumerevoli studi che dimostrano che NON funzionano. Si, lo so, tuo cugino è guarito con le goccine. Bisogna però vedere tutti i dati, e valutare la cosa con attenzione. Gli stessi medici omeopati sanno che non c’è nulla dentro, e non spiegano come dovrebbe funzionare.

Ma per curarsi bisogna anche sapere con cosa ci curiamo. Un esempio sorprendente riguarda i famosi granuli venduti in farmacia per la prevenzione dell’influenza. La loro storia parte da un medico francese che nel 1925 vide al microscopio dei globuli in vetrini, in realtà bolle d'aria dovute ad errori di preparazione, e decise che erano batteri. Siccome li trovava in tutti i campioni (all'epoca era ancora una tecnica 'pionieristica'), pensò di preparare un 'vaccino' da questi batteri.

Per qualche motivo, decise di usare da cuore e fegato di una particolare specie di anatra, e come è lecito aspettarsi, alla luce delle conoscenze che abbiamo oggi, non ottenne nessun risultato.

I suoi studi furono però usati da una certa multinazionale francese. Prepara questo ‘patè’ d’anatra, lo diluisce 1 grammo in 100 di acqua, e poi 1 gr del diluito in altri 100 di acqua, per 200 volte. Il liquido così prodotto (dove è impossibile trovare traccia di anatra) lo spruzza su delle palline di zucchero (0.01 ml per dose), e lo vende, a oltre 20 Euro per 30 dosi. Chi lo compra ritiene che prevenga l'influenza.

No, non scherzo. Ho letto la composizione sulla scatola, dice proprio cuore e fegato d’anatra (in latino, che suona meglio). Sul sito del produttore è anche scritto che ogni dose da 1 grammo contiene 1 grammo di zucchero. Basta.

Dovremo parlare di un altro Luca in futuro? Spero di no.

Da  Il Novese, numero 39, Giovedì 3 Novembre 2011 

. Wikio

3 commenti:

brain_use ha detto...

Spero di no.

Temo di sì.

Mauro ha detto...

E probabilmente non solo di uno purtroppo.

Gianni Comoretto ha detto...

La diluizione è 200K non 200C. In pratica prendi una boccetta, la riempi di preparato, la svuoti nel lavandino senza risciacquarla, la riempi di acqua e ottieni la 1K. La passi in una boccetta pulita, ripeti il tutto ed ottieni la 2K.

La proposta di qualcuno era di prendere delle palline, scioglierle in acqua, vuotare il tutto nel lavandino, riempire di acqua di rubinetto, agitare bene, e quindi proporre all'acquirente dell'Oscillococcinum un rimedio 201K, leggermente più potente.

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