giovedì 10 novembre 2011

Povero ragazzo…

Se avete un profilo Facebook, molto probabilmente avrete ricevuto questo toccante appello:

Un ragazzo di 14 anni ha ricevuto sei colpi di pistola dal suo patrigno, il ragazzo stava cercando di proteggere sua sorella di due anni che stava per essere violentata. Non è successo nulla, grazie al coraggio di suo fratello. Tutto questo è accaduto mentre la madre era al lavoro, questo ragazzino coraggioso combatte per la vita, ma i medici dicono che non sopravviverà senza una manovra. Operazione che è molto costosa e che sua madre non può permettersi. Facebook e le aziende accettano di donare 45 centesimi per ogni volta che qualcuno pubblicherà questo messaggio sul suo profilo, si prega di perdere 2 secondi copiate e incollate sulla vostra bacheca.., già, provare non costa nulla.

Povero ragazzo! Che coraggio! Che animale quel suo patrigno! Ma certo che condivido!

Sbagliato! Si tratta chiaramente di una ‘bufola’, e diffondendo questa panzana non fate altro che spaventare la gente e sporcare le bacheche di Facebook con delle bugie.

Ci sono tantissime di queste ‘catene’ che girano sotto forma di post in Facebook oppure come email. Alcune sono molto ben fatte, e non facili da identificare, altre, come quella riportata, sono talmente superficiali da poter essere cestinate al primo sguardo.

Come fare per identificare le ‘bufole’ dagli appelli reali?

La prima cosa è diffidare. La stragrande maggioranza di questi ‘appelli’ sono falsi, e normalmente sono già stati sbufalati da siti come Snopes oppure il servizio Antibufala di Attivissimo, da consultare in caso di dubbio.

Nella maggior parte dei casi basta farsi le classiche domande ‘da giornalisti’: quando, chi, dove, come, cosa, perché.

Nel nostro caso, non esiste un ‘quando’. Può essere successo ieri oppure 5 anni fa. Senza una data di riferimento, come facciamo a dire che la nostra condivisione serve a qualcosa?

A chi è successo? Chi è questo patrigno, chi è questo ragazzino? Non c’è un nome.

Dove? In Italia o all’estero?

Perché mai Facebook dovrebbe donare 45 centesimi ogni volta che il post viene copiato? Quali sarebbero queste ‘aziende’ che contribuirebbero al pagamento, e perché dovrebbero farlo? Con 750 milioni di utenti Facebook, se solo il 10 % aderisse all’iniziativa (se fosse vera), sarebbero 35 milioni di euro di donazione. Mica noccioline!

Andiamo nei dettagli. Il ragazzino non sopravvivrà senza una manovra. Che tipo di ‘manovra’? Una retromarcia nel parcheggio dell’ospedale? Perché in medicina si parla di operazioni o trattamenti, le manovre di solito sono finanziarie.
Subito dopo l’appello dice che è una operazione molto costosa. E allora? In Italia tutti gli interventi sono coperti dal servizio sanitario nazionale!

Insomma, questo appello è chiaramente un falso, e come questo ne esistono molti.

A volte gli appelli assumono forme più raffinate, e diventa più difficile identificare la ‘bufola’. Un classico è il messaggio, a firma del centro tumori di Aviano, che mette in guardia contro un additivo alimentare, E330. Certo che se la fonte è il centro tumori di Aviano, la notizia deve essere vera!
Sbagliato di nuovo.  E’ una delle bufole più vecchie, circolava già come fax o come ciclostilato negli anni 70! Da allora il centro di Aviano ha smentito diverse volte, ma la cosa continua a circolare, anche in varianti dove l’avvertimento è dell’ospedale di Parigi o del laboratorio di Milano (o altro posto autorevole a scelta).

Se ricevete qualcosa del genere, prima di intasare la casella di posta o la bacheca degli amici, fate una rapida ricerca, quasi certamente troverete la spiegazione del mistero.

Un'altra volta parleremo magari di eredità dal Brasile o di ragazze russe in cerca di marito…

Alla prossima!

Da  Il Novese, numero 40, Giovedì 10 Novembre 2011 

. Wikio

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