sabato 11 giugno 2011

Misfatti torinesi....

Era una notte buia e tempestosa...  no, non era una notte. Era un fine settimana.

Allora... Era un fine settimana buio e tempestoso, con il tempo autunnale tipico del marzo Torinese.

Un gruppo di loschi figuri, avvolti in mantelli neri, le sembianze del volto nascoste dai tipici cappucci della divisa del NWO, si riuniva nella segretissima sala riunioni al centro del pentacolo magico che domina il capoluogo piemontese.

Il loro Maestro Massimo, addestrato nelle più oscure arti da SauRandi in persona, li aveva evocati.. no, convocati, per avviare la seconda fase del più oscuro e diabolico piano per la dominazione del mondo....

Lunghe furono le discussioni. Intricati e diabolici gli incantesimi. Vennero consultati gli astri, i fondi di caffè ed i bastoncini di gelato. Alla fine, l'orrida verità venne a galla: per continuare occorreva un sacrificio!

I vaticini erano chiari: il piano poteva continuare solo se il suo tramite fosse stato ucciso, per permettere al suo successore di risorgere dalle sue ceneri!

Una satanica risata si levò dalla bieca Divagatrice, che altro non aspettava se non placare la sua sete di divagazione con il sangue della ormai decrepita... S&P, per anni tramite delle bieche trame del CICAP!

I convocati, un pò orripilati, un pò esaltati, seguendo gli antichi riti riti fissati da Piero il Fondatore, unirono le loro mani ed i loro poteri per infondere la vita nella nuova creatura.

Lunghe e difficili furono le operazioni che si avviarono quella sera buia e tempestosa (OK, OK, era un fine settimana. Uffa!), ma alla fine, il giorno 11 del mese di Giugno dell'anno 2010, data scelta con attenzione per le sue indiscutibili caratteristiche esoteriche, finalmente la creatura vide la luce, iniziando a diffondere nel mondo il morbo della scienza e della ragione....


E grazie a tutti quelli che le permettono di esistere.


. Wikio

domenica 5 giugno 2011

Energia, che fare? (ultima parte) (upd 16-6-2011)

L’ultima volta ci siamo lasciati parlando di produzione di elettricità, dicendo che il metodo principale è far girare una dinamo. Vediamo come.

Centrali termoelettriche, in cui si bruciano combustibili fossili (gasolio, gas, carbone) per generare il vapore necessario a far girare le turbine. Altamente inquinanti, costose, e soggette ai problemi di approvvigionamento del greggio. Forniscono elettricità in maniera costante e facilmente modulabile. Dei problemi legati al petrolio abbiamo già parlato. Il carbone ha problemi simili, un ancor più alto impatto ambientale, ed una lunga storia di disastri in miniera.

Centrali idroelettriche, che usano l’energia dell’acqua contenuta in un bacino. Occorre costruire grandi dighe, che possono essere di grande impatto ambientale e causare grandi tragedie.

Centrali geotermiche: sfruttano l’energia interna della terra per generare vapore. Non inquinanti, ma purtroppo limitate alle zone dove il calore terrestre è utilizzabile dalle tecnologie disponibili.

Centrali nucleari a fissione, dove il calore per generare vapore viene prodotto da reazioni di fissione nucleare. Non emettono CO2 (upd: tolta quella necessaria alla produzione del combustibile, vedi commenti), ma le attuali tecnologie hanno il grosso problema delle scorie, che restano pericolose per decine di migliaia di anni. Esistono processi in avanzata fase di studio che dovrebbero risolvere sia il problema delle scorie che quello della sicurezza degli impianti.

Centrali nucleari a fusione: è la grande scommessa per il futuro, in quanto, se si riuscirà a mettere a punto, questa tecnologia promette di risolvere per sempre le nostre necessità energetiche praticamente senza effetti collaterali. Gli studi sono in corso, ma purtroppo ancora non si vede la luce….

Centrali eoliche: delle torri munite di pale che, spinte dal vento, generano energia. Non inquinanti, hanno però un impatto sul paesaggio e sugli uccelli. Il principale difetto è che la produzione è intermittente e non garantita, in quanto nessuno comanda al vento di soffiare. Il costo di installazione è piuttosto elevato.

Centrali solari termiche: sfruttano il calore del sole, concentrandolo mediante specchi, per riscaldare acqua e produrre vapore (direttamente o attraverso un liquido di trasporto). Il vapore fa girare le turbine e produce energia. Non inquinante, permette di generare alte potenze. I costi di installazione sono ancora piuttosto elevati. Ovviamente funziona solo durante le ore di sole, e quindi non produce energia in modo continuo. Sono allo studio sistemi di accumulo di calore che potrebbero aiutare ad avere una produzione continua (o meno discontinua).

Energia dalle maree. Visto che il mare si alza e si abbassa continuamente, in alcune zone anche di 20 metri, è possibile sfruttarne il movimento per far girare le nostre turbine. Richiede impianti particolari, come quello francese di Saint Malo, ed ha il difetto di essere discontinua.

Solare fotovoltaico: in questo caso non usiamo turbine. Usiamo un effetto fisico, scoperto nel 1839, per cui alcune sostanze, colpite dalla luce, emettono elettroni, ovvero elettricità. Assolutamente ecologico, richiede pochissima manutenzione, e può essere installato facilmente su un qualsiasi spazio rivolto a sud. I costi di produzione sono ancora alti, il rendimento delle celle molto basso, e la produzione è legata alle ore di luce, quindi discontinua. Nuovi materiali e nuovi processi sono allo studio per aumentare la resa e diminuire i costi.

Ci sono altre opzioni, per esempio l’uso di generatori eolici ad alta quota, come dei giganteschi aquiloni, oppure generatori solari in orbita che trasmettono l’energia a terra via microonde. Per me sono ancora troppo acerbi perché possano essere presi in considerazione.

Sappiamo che la nostra civiltà oggi è pesantemente dipendente dai combustibili fossili. Questi hanno problemi che ci devono far cambiare direzione, al più presto. Le possibilità ci sono, producendo elettricità usando sistemi alternativi, dal solare all’eolico al geotermico, e con la produzione di idrogeno e biocarburanti per i trasporti. Anche il nucleare da fissione, nonostante i problemi, potrebbe essere di aiuto, con le centrali di IV generazione attualmente in fase di studio (eviterei altre centrali di Gen III).

Ma cosa serve per cambiare rotta verso un modo più pulito?
1 – Tanta, tanta, tanta ricerca che permetta di migliorare le tecnologie esistenti. Bisogna investire in ricerca molto di più di quello che facciamo (sopratutto in Italia, dove la ricerca invidia Cenerentola).
2 – Intelligenza, lungimiranza e coraggio politico di avviare chiare politiche energetiche pulite. I costi sono altissimi, ma l’alternativa è spaventosa.

Se vogliamo, ce la possiamo fare. Lo dobbiamo ai nostri figli.

(upd: parlando di emissioni di CO2, qualsiasi centrale o attività umana in qualche fare prevede emissioni. Produrre un pannello fotovoltaico o costruire una centrale termica oppure una diga richiede lavori che danno emissioni di CO2. Cose da considerare nel bilancio totale, anche se un sistema può essere esente da emissioni durante la fase produttiva).

. Wikio

Consumi energetici

In un commento al post precedente mi hanno chiesto quali sono i consumi energetici italiani.

La principale fornte di informazione sul consumo elettrico in Italia è TERNA. A questo link il consumo in tempo reale, che mentre scrivo è di 28.000 Megawatt.

In questo documento la situazione gestionale di TERNA a Settembre 2010. A pag. 28 il confronto dei consumi e della produzione, suddivisa per tipologia, tra 2009 e 2010.

Ho anche trovato interessante un post di Matteo De Felice, dove riassume la situazione energetica mondiale. Per esempio le previsioni EIA 2010, molto interessanti (in inglese).

Altre informazioni disponibili in rete:

Rapporto UE sul consumo di elettricità, del 2007.

Una news dal sito ENEL, con i consumi energetici pro capite USA, Cina ed Italia.

La voce di Wikipedia sulle risorse energetiche.

Il sito 'Risanamento Energetico' riporta alcune informazioni interessanti sulla ripartizione dei consumi elettrici in Europa:
-  28% all’industria
- 31% ai trasporti
- 29% al settore residenziale
- 12% al terziario

Questo significa che, in proporzione, la componente maggiore del consumo di energia serve ad alimentare gli edifici nei quali viviamo, allo scopo di rendervi il soggiorno più confortevole.
Nel dettaglio, all’interno di questo settore, la maggior parte dei consumi energetici è destinata a:
- Riscaldamento (57%)
- Produzione di acqua calda (25%)
- Elettrodomestici (11%)
- Cucina (7%).

Entro sera spero di pubblicare i miei commenti finali sull'argomento.

. Wikio

sabato 4 giugno 2011

Energia, che fare? (seconda parte)

L’ultima volta ho iniziato un discorso sull’energia, con alcune considerazioni da profano. In poche parole, abbiamo bisogno di energia, ne sprechiamo molta, e ci sono molte cose che possiamo (e dobbiamo) fare per limitare gli sprechi e migliorare l’efficienza.

Non possiamo però pensare di risolvere i nostri problemi energetici semplicemente con il risparmio. Il consumo di energia è comunque destinato ad aumentare, e dobbiamo essere in grado di produrre energia in modo ecosostenibile, continuo e possibilmente economico.

Iniziamo a fare una distinzione tra i tre principali usi di energia: trasporto, industria e domestici.

Nel trasporto si usa l’elettricità praticamente solo per i treni, mentre tutti gli altri mezzi usano combustibili fossili (petrolio e gas naturale). Questo quasi monopolio di benzina e gasolio nel trasporto è dovuto alla loro facilità di trasporto e deposito, unita a un’alta densità di energia. Ci sono piccole quote di vetture elettriche, che al momento si possono considerare irrilevanti, in attesa di sensibili miglioramenti nella tecnologia delle batterie.

L’industria usa prevalentemente elettricità, mentre i combustibili fossili hanno usi specifici che solo in pochi casi non potrebbero essere svolti con l’elettricità.

In casa si usano elettricità, gas e in alcuni casi gasolio. Il gas è usato per i fornelli e, con il gasolio, per il riscaldamento e l’acqua calda. Tutte le esigenze energetiche domestiche potrebbero essere soddisfatte dall’elettricità.

Ovviamente questa è un’analisi superficiale, però ci permette di identificare le due necessità energetiche primarie: elettricità, ed un ‘vettore’ di energia per il trasporto.

Il ‘vettore’ richiesto dal trasporto è un qualsiasi mezzo che permetta di accumulare facilmente sufficiente energia per gli spostamenti. Oggi questo ‘vettore’ è prevalentemente un derivato del petrolio, ma potrebbe essere sostituito, usando eventualmente diverse tecnologie, da gas, biocarburanti, idrogeno ed elettricità.

L’elettricità può essere prodotta in vari modi, dal solare al nucleare, e deve essere distribuita dai punti di produzione a quelli di utilizzo. Non può essere stoccata, quindi la produzione deve seguire la domanda.

Adesso vorrei cercare di spiegare cosa sono i diversi vettori ed i diversi modi di produzione dell’energia, con quelli che a mio giudizio sono i punti principali pro o contro, senza voler dare giudizi di merito.

Benzina e gasolio derivano dal petrolio, e potrebbero anche essere prodotti dal carbone. Sono di facile utilizzo, stoccaggio e trasporto, ed hanno una grande densità di energia. Sono di origine fossile, i giacimenti conosciuti sono in via di esaurimento, e spesso in zone politicamente turbolente. La loro estrazione diventa sempre più difficile, e le conseguenze ecologiche delle ultime tecnologie estrattive sono sconosciute. Il trasporto e l’estrazione del greggio sono rischi ecologici che hanno già provocato diversi disastri. Bruciando producono anidride carbonica, principale causa del riscaldamento globale di origine umana. Il petrolio è inoltre una fonte di importanti materie prime (plastiche, solventi) ed è un peccato ‘bruciarlo’ e basta.

Il gas naturale è un altro combustibile di origine fossile. Ha fondamentalmente gli stessi difetti dei derivati del petrolio, ed il vantaggio di essere leggermente meno inquinante.

I biocombustibili sono surrogati di benzina e gas prodotti a partire da fonti rinnovabili, come per esempio il mais. Allo stato attuale hanno un costo energetico molto alto, ovvero occorre più energia per produrli di quella che viene prodotta da essi (a meno di situazioni speciali). Ci sono diversi studi in corso per diminuire il costo della produzione di biocombustibili, alcuni dei quali molto promettenti.

L’idrogeno è un gas che non esiste sulla Terra allo stato naturale. Deve essere prodotto, ed il processo richiede molta energia elettrica. E’ molto infiammabile, e difficile da stoccare e distribuire. In compenso quando brucia non libera sostanze inquinanti, solo acqua, ed è quindi un interessante candidato a sostituire la benzina, sempre che si risolvano i problemi di stoccaggio e distribuzione.

L’energia elettrica è versatile, di per se non inquinante (mentre può essere inquinante produrla), distribuibile con relativa facilità, pur con i suoi problemi, tramite gli elettrodotti. L’uso nei trasporti è legato allo sviluppo di batterie che diano sufficiente autonomia. Deve però essere prodotta, ed è qui che iniziano i dolori…
Il metodo principe di produzione è una turbina che fa girare una dinamo, che produce elettricità. Per fare girare la dinamo ci sono diversi sistemi, che cercherò di descrivere nella prossima (ed ultima) puntata.

. Wikio

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