venerdì 9 marzo 2012

Succhiacapre


Ovvero ‘chupacabras, uno dei tanti animali ‘mysteriosi’ di cui si parla in giro. Soprattutto in trasmissioni TV con senso critico ridotto al lumicino…

Il ‘chubacabras’ sarebbe un animale, simile ad un cane, che vivrebbe tra Messico e Texas, uccidendo il bestiame e succhiandone il sangue.

La famosa trasmissione RAI che si occupa di misteri (con taglio sempre molto favorevole alle più strampalate teorie) ne ha ampiamente parlato, portando il caso di Cuero, in Texas. Qui, nel luglio 2007 Phylis Canion, proprietaria di un ranch, ha trovato un canide morto dall’aspetto insolito. Secondo la donna, alcune caratteristiche dell’animale, tra le quali l’assenza di pelo e di incisivi, indicavano che non si trattava di una specie conosciuta. Per la signora si trattava senza dubbio di un chupacabra, e con il tipico spirito imprenditoriale ‘made in USA’ ha sfruttato la cosa mettendo in vendita splendide (?) magliette commemorative.

In questo caso, per fortuna, il reperto è stato analizzato approfonditamente da esperti. Un campione di tessuto dell’animale è stato portato analizzato alla Texas State University di San Marcos dove l’analisi del DNA mitocondriale (mtDNA) è risultato che l’animale era semplicemente un coyote.

La signora Canion ha ovviamente contestato le analisi. A suo parere ci sarebbero dei particolari che impedirebbero di ritenere la bestia un coyote, come la mancanza di pelo. La spiegazione più ovvia era che l’animale potesse averlo perso a causa di una malattia cutanea. Phylis, anche davanti alle telecamere RAI, ha sostenuto che l’animale era sano, ma non si è capito su cosa basasse la sua convinzione. Per sostenere la sua tesi, ha poi aggiunto che la scabbia può far cadere il pelo in alcune zone, ma non su tutto il corpo. Tuttavia, già due anni prima, nel luglio del 2005, si era parlato di chupacabra per un animale privo di pelo ucciso a Elmendorf, in Texas, e Danny Pence, professore di parassitologia al Texas Tech University Health Sciences Center di Lubbock, aveva chiarito che si trattava di un coyote affetto da scabbia.

Il fatto che l’animale non avesse denti nella parte della mascella superiore compresa tra i canini non è da prendere come prova a favore, visto che potrebbe sempre trattarsi di un animale di età avanzata che avesse perso gli incisivi. La Canion ha anche indicato la presenza di un foro nella gengiva. Forse, come al criptozoologo Lorenzo Rossi, potrà venirvi l’idea che il buco corrispondesse a un dente caduto. Per Phylis, invece, era il foro attraverso il quale l’animale aspirava il sangue delle sue prede.
Per la signora anche la proporzione tra la lunghezza degli arti anteriori e posteriori non sarebbe compatibile con quella di un coyote. Gli zoologi, invece, non vedono “nulla di anomalo” neppure sotto questo aspetto.

Il conduttore del programma RAI che si è occupato del caso (tale ‘R. G.’) è andato in Texas, ha intervistato Phylis Canion, ha assistito all’apertura della busta con il responso delle analisi del DNA e ha poi fatto alcune domande a Michael Forstner, responsabile del gruppo che effettuò l’analisi del DNA. Il buon R. G., leggendo nel referto ‘DNA quasi identico’, ha subito pensato che si trattasse di una specie diversa, anche se vicina, al coyote. Come se tutti gli animali di una stessa specie avessero sempre un DNA identico… se fosse così, come farebbero a CSI ad identificare l’assassino di turno dalle tracce di DNA trovate sotto le unghie della vittima?

Forstner ha cercato di chiarire l’equivoco in cui il conduttore era caduto. «Questi» ha detto indicando le sequenze di DNA analizzate «sono tutti coyote. Questo animale [la bestia di Cuero] appartiene allo stesso gruppo e non presenta più variazioni di quelle che osserviamo nei coyote da qui alla California».

Purtroppo questa chiarissima affermazione non ha raggiunto il suo scopo. Il nostro conduttore concluse la trasmissione con un serafico: «Avete sentito? È un DNA che non coincide perfettamente con quello di altri animali. Certo, è vicino a quello dei coyote, quindi probabilmente questo animale ne è parente, ma il DNA non coincide alla perfezione con quello di un animale conosciuto. Quindi si tratta di un animale ancora da scoprire. Come vedete la leggenda del chupacabra lentamente sta diventando realtà».

Cosa non si fa per l’audience…

Alla prossima!

Da  Il Novese, numero 9, Giovedì 8 Marzo 2012 


. Wikio

4 commenti:

Nicholas ha detto...

Ma con "trasmissioni TV con senso critico ridotto al lumicino…" in cui appare il chupacabras intendi The Walking Dead? Però li ci sono anche gli zombie ;)

Cmq ho sempre pensato che fosse un uccello.

Claudio Termografia ha detto...

E' la mala fede di certa gente che deve per forza dar credito ad una trasmissione il cui scopo è ben dichiarto

Nico ha detto...

Tutto bello, solo per cortesia, quel "made in USA"... i primi a vendere le effigi della madonna sono stati gli italiani. Semmai siamo noi che abbiamo esportato la cosa nel nuovo mondo.
Qui c'è chi vendeva le foto del cadavere del padre, ricordiamolo..


;-)

Rabza ha detto...

Sinceramente trovo che programmi come quelli sopracitati meritino ogni tanto una lancia spezzata a loro favore.
Se volessimo andare oltre ai pregiudizi che ci permeano, riusciremmo a percepire la loro grande impronta educativa.
A forza di guardarli potremmo imparare benissimo a raggirare il prossimo.
In quanto a dialettica e retorica, francamente, tanto di cappello!!!
Insegnano molto bene come si fa a stordire il prossimo di chiacchiere, senza peraltro riuscire a dire assolutamente nulla. Nulla che sia degno di essere ascoltato, facendolo sembrare qualcosa di fichissimo.
(spero la mia ironia sia sufficientemente evidente... :D)

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