giovedì 29 novembre 2012

Uno scorpione in Senato

Articolo scritto dall'amica Rosa Contino

Si sta svolgendo negli ultimi mesi, in Commissione igiene e Sanità del Senato della Repubblica, l’indagine conoscitiva sull’escozul-vidatox. I lavori non sono ancora conclusi e alle audizioni hanno finora partecipato esponenti politici, medici, ricercatori, rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e della Società Italiana di Farmacologia (SIF), nonché i NAS, visto il commercio illegale del “farmaco” cubano in internet. L’intento dell’indagine in corso, sarebbe quello di capire se vi siano i presupposti scientifici che giustifichino il clamore suscitato per questo prodotto cui ricorrono molti malati oncologici.

La specie che produce la tossina da cui si ricava l’escozul è il Rhopalurus iunceus, una specie endemica di Cuba. Il “farmaco” viene prodotto da Labiofam, l’ente cubano autorizzato dal Ministero della Salute Pubblica di Cuba. Non esistono studi clinici pubblicati su riviste scientifiche accreditate. Solo uno studio è stato pubblicato di recente su una rivista internazionale di tossicologia (Toxicon An Interdisciplinary Journal on the Toxins Derived from Animals, Plants and Microorganisms), che individua alcune componenti del veleno, una preliminare caratterizzazione biochimica.

Nel Marzo 2011, l’azienda Labiofam registra il prodotto in formula omeopatica denominato Vidatox 30CH e avvia la commercializzazione in Albania delegando alla distribuzione del prodotto la società italiana PharmaMatrix, che ha sede a Tirana.

Il prodotto omeopatico, smentisce ulteriormente qualsiasi proprietà terapeutica data l’alta diluizione (30CH), che cancella ogni traccia del principio attivo.

La letteratura scientifica non fornisce risultati che confermino la capacità antitumorale del veleno estratto dallo scorpione. Non vi sono casi clinici dai quali si possa rilevare un miglioramento o una guarigione documentata da un tumore maligno. Non vi sono dati su studi clinici controllati né per escozul né per vidatox 30CH su riviste accreditate.

Due anni fa, nel settembre 2010, la trasmissione delle “Iene” portò il caso alla ribalta delle cronache. Iniziarono i cosiddetti viaggi della speranza verso Cuba, migliaia di italiani arrivarono a Cuba per procurarsi il prodotto miracoloso.

La Biofam dichiarò in seguito, di avere in cura migliaia di pazienti, molti stranieri e in maggior numero italiani, disse anche che i pazienti trattati dimostravano un miglioramento notevole dello stato di salute. Cuba non è nuova a sperimentazioni di origine naturale di tutti i tipi, e non è escluso che qualcosa funzioni. Le tossine sono ottimi candidati a farmaci, ma dichiara anche di sperimentare questa tossina da almeno 20 anni. In tutti questi anni non sono stati pubblicati risultati di questa sperimentazione.

Questo è ribadito anche nei lavori della Commissione in Senato, dove è stata ventilata l’idea di una sperimentazione, ma non è compito della comunità scientifica fornire delle prove, ma piuttosto di chi vuole commercializzare il prodotto.

Tenuto conto che successivamente è stato commercializzato un prodotto omeopatico e sappiamo che l’omeopatia non ha mai dato prova evidente di efficacia, di cosa si sta discutendo in Senato?

Per ulteriori informazioni sul caso, rimando i miei lettori al Gruppo Facebook,  al sito Scetticamente, e sopratutto al blog dell'autrice dell'articolo.

Alla prossima!

Da  Il Novese, numero 43, Giovedì 29 Novembre 2012 

1 commento:

Mauro ha detto...

Del nulla, naturalmente.
Però se pensi che una Puppato sostiene che è stato dimostrato che l'omeopatia funziona :-(

Saluti,

Mauro.

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