giovedì 22 marzo 2012

2012: l’anno della fine?


Il 13 Marzo del 2008 scrissi una bufola sulla fine del mondo, secondo alcuni prevista per il 21 Dicembre di questo anno. La versione blog ha ricevuto oltre 5000 visite (è il post più letto in assoluto), segno che l’argomento interessa. A 9 mesi dalla fatidica data, andiamo a vedere cosa si dice in giro per la rete.

Per prima cosa vi ricordo che le supposte previsioni Maya sulla fine del mondo sono una BALLA. Il 21 Dicembre finirà il conto lungo del calendario Maya, ed ovviamente ne inizierà uno nuovo. La fine di un calendario NON provoca disastri, sempre che non consideriate tale cambiare il calendario appeso in cucina.

Tuttavia non mancano i profeti di sventura che annunciano nuovi e mirabolanti disastri legati a questo ‘sfortunato’ anno, per non parlare di chi cerca di dar maggior visibilità alle proprie str…ategie collegandole a questa data.

Per esempio, avete letto questa chicca?
"Tre astronavi giganti si stanno dirigendo verso la Terra. La più grande risulta essere di 240 km di larghezza. Le altre due sono leggermente più piccole. Al momento, gli 'oggetti non identificati' si stanno muovendo oltre l'orbita di Plutone e, a giudicare dalla loro velocità, dovrebbero arrivare sulla Terra per i mesi di novembre/dicembre 2012 ". Le astronavi sono state rilevate dal sistema di ricerca HAARP. Il sistema, che ha base in Alaska, è stato progettato per studiare il fenomeno delle aurore boreali. Secondo i ricercatori SETI, gli 'oggetti' sarebbero proprio astronavi extraterrestri. Saranno visibili con telescopi ottici non appena raggiungeranno l'orbita di Marte. Anche il Governo degli Stati Uniti sarebbe stato informato circa l'evento. La data del presunto contatto con le civiltà extraterrestri porta in primo piano nuovamente le profezie inerenti il calendario Maya, che termina il 21 dicembre 2012. E 'solo una coincidenza?

No, non è una coincidenza. È una FESSERIA, e SETI (serissimo istituto di ricerca) si è affrettato a smentire la panzana.

Il Corriere della Sera ha recentemente ripreso una foto del 2009 dove si vede un ‘mysterioso’ raggio partire da una piramide maya, scrivendo tra l’altro: L’umanità vede la «prossima fine del mondo» con relativa serenità. Per ora. Forse ha solo bisogno di un segnale, di una prova? Ebbene, magari potrebbe aiutare questo scatto che da qualche giorno gira su internet: si vede un fascio di luce verticale di colore rosa che sembra partire dalla piramide di un tempio Maya, diretto verso il cielo. In molti blog si è accesa nel frattempo una vivace discussione attorno al fenomeno. «È il popolo Maya che indica al mondo la strada verso l’uscita, verso la salvezza», si legge nei commenti. Scempiaggini. Gli esperti interpellati sono infatti di tutt’altro avviso: il raggio nella foto scattata con uno smartphone è semplicemente una distorsione dell’immagine. Ma tant'è.

La ‘profezia’ rende anche più visibili notizie che in altri periodi sarebbero passate sotto silenzio. Per esempio l’asteroide DA14 che passerà VICINO alla Terra, ma con rischio zero per noi, ha ricevuto molte attenzioni da stampa e web. È solo uno dei tanti NEO (di cui ho già parlato in questa rubrica), ma è il periodo quello che conta…

Non mancano pagine web di stampo mistico, come quella del conto alla rovescia per il 2012. Qui si possono leggere ‘interessanti’ frasi come: I Maya e gli Aztechi definivano questa Era come il grande avvento del Sesto Sole, tempo in cui tutto ciò che è stato nascosto e sepolto sarà scoperto, la verità sarà la luce della vita e i figli (i nostri figli), saranno coloro che viaggeranno tra le stelle.

La cosa ‘interessante’ è che molti, troppi di questi catastrofisti scrivono libri e girano DVD, che vengono ovviamente VENDUTI alle persone assetate di ‘verità’. Se il mondo finisce davvero per Natale, che se ne faranno dei soldi?

Alla prossima!

Da  Il Novese, numero 11, Giovedì 22 Marzo 2012

. Wikio

giovedì 15 marzo 2012

Sai Baba


E’ stato un nome famoso nel panorama mondiale del paranormale. Ecco alcune informazioni prese da quanto scritto dall’amico Silvano Fuso sul sito del CICAP.

Sathya Sai Baba (all'anagrafe Sathya Narayana Raju) è un santone indiano diventato famoso anche in occidente. Egli è nato nello sperduto villaggio di Puttaparthi, nel centro-sud dell'India, il 23 Novembre 1926, e li è morto il 24 Aprile 2011.

La sua biografia è ricca di particolari sensazionalistici. Egli sarebbe stato concepito per intervento soprannaturale e fin da bambino avrebbe mostrato segni della sua straordinaria natura. Lui stesso sostenne pubblicamente di possedere una natura divina. All'interno della comunità da lui fondata (Prashanti Nilayam ovvero "dimora della pace suprema") i suoi fedeli lo consideravano un essere superiore e gli attribuivano facoltà sovraumane. Egli sarebbe stato onniscente, onnipotente, capace di apparire contemporaneamente in più luoghi e, soprattutto, sarebbe stato in grado di compiere straordinari miracoli.

La sua specialità consisteva nella materializzazione di oggetti. In particolare egli era celebre per materializzare dal nulla la famosa vibuthi, ovvero la cenere sacra alla quale i fedeli attribuivano particolari facoltà. La stessa vibuthi, a detta dei fedeli, comparirebbe spontaneamente sui ritratti di Sai Baba che numerosi negozi vendono a clienti devoti. In particolare, molti fedeli avrebbero comprato i ritratti incorniciati del loro maestro, accuratamente incartati dal negoziante.

Una volta tornati a casa, aprendo il pacchetto, avrebbero trovato il ritratto ricoperto da una polvere impalpabile, riconosciuta come la miracolosa vibuthi. Alcuni fedeli mangerebbero addirittura questa polvere credendo in tal modo di beneficiare dei suoi straordinari poteri.

In realtà i presunti poteri miracolosi di Sai Baba, se osservati con occhio critico, perdono completamente la loro natura sovrannaturale. Si tratta, infatti, di semplici illusioni che sfruttano talvolta la destrezza manuale dello stesso Sai Baba e, in altri casi, semplici fenomeni chimico-fisici.

Chi ha fatto chiarezza sulle performance di Sai Baba e di altri santoni indiani è stato l'indiano Basava Premanand. Per quanto riguarda la materializzazione della vibuthi di Sai Baba, il trucco consisteva nel tenere nascosta nella piega del pollice una pallina di polvere compressa, generalmente costituita da sterco di vacca essiccato o semplice terriccio. Un abile gioco delle dita sembrava far apparire la magica cenere dal nulla. L'apparizione della vibuthi sui ritratti di sai Baba è interpretabile, invece, in termini chimici.

La cornice dei ritratti è di alluminio e i negozianti, probabilmente in combutta con Sai Baba, prima di incartare il quadretto fingevano di spolverarlo con uno straccio. In realtà lo straccio era imbevuto di una soluzione di cloruro mercurico che reagisce lentamente con l'alluminio producendo una polvere grigiastra e impalpabile scambiata per vibuthi dagli ignari compratori, una volta arrivati a casa. Va osservato che i prodotti della reazione tra l'alluminio e il cloruro mercurico sono estremamente tossici: quindi i fedeli che si nutronivano di questa vibuthi esponevano la propria salute a grossi rischi. 

In un'altra sua celebre performance, ripetuta ogni anno durante la cerimonia della "vibuthi abheshekam", Sai Baba faceva fuoriuscire grandi quantità di vibuthi da un'urna apparentemente vuota. Anche in questo caso si tratta di un banale trucco. La vibuthi era in realtà contenuta, sotto forma di polvere pressata, sulle pareti interne dell'urna. Introducendo la mano nell'urna, Sai Baba raschiava la polvere, facendola fuoriesce dall'urna e meravigliando gli ingenui fedeli.

Anche molti altri miracoli attribuiti a Sai Baba hanno una veridicità molto dubbia. Ad esempio i celebri episodi di bilocazioni di cui egli sarebbe stato protagonista sono facilmente interpretabili senza ricorrere a ipotesi sovrannaturali. Esiste, infatti, un altro santone, di nome Neelakantha Baba il cui aspetto somiglia fortemente a quello di Sai Baba. È quindi piuttosto probabile che in alcune occasioni sia stato scambiato per lui.

Alla prossima!


Da  Il Novese, numero 10, Giovedì 15 Marzo 2012 

. Wikio

domenica 11 marzo 2012

Statistiche: 100.000 pagine viste

In effetti fa piacere... centomila pagine viste sono tante!

Ecco un estratto dalle statistiche del sito.

Top referrers (che sentitamente ringrazio):
2.433








1.575








992








918








511








471








402








347








259








256


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11/set/2010, 1 commento
410 Visualizzazioni di pagine








11/set/2010                     
329 Visualizzazioni di pagine


A presto!

. Wikio

venerdì 9 marzo 2012

Succhiacapre


Ovvero ‘chupacabras, uno dei tanti animali ‘mysteriosi’ di cui si parla in giro. Soprattutto in trasmissioni TV con senso critico ridotto al lumicino…

Il ‘chubacabras’ sarebbe un animale, simile ad un cane, che vivrebbe tra Messico e Texas, uccidendo il bestiame e succhiandone il sangue.

La famosa trasmissione RAI che si occupa di misteri (con taglio sempre molto favorevole alle più strampalate teorie) ne ha ampiamente parlato, portando il caso di Cuero, in Texas. Qui, nel luglio 2007 Phylis Canion, proprietaria di un ranch, ha trovato un canide morto dall’aspetto insolito. Secondo la donna, alcune caratteristiche dell’animale, tra le quali l’assenza di pelo e di incisivi, indicavano che non si trattava di una specie conosciuta. Per la signora si trattava senza dubbio di un chupacabra, e con il tipico spirito imprenditoriale ‘made in USA’ ha sfruttato la cosa mettendo in vendita splendide (?) magliette commemorative.

In questo caso, per fortuna, il reperto è stato analizzato approfonditamente da esperti. Un campione di tessuto dell’animale è stato portato analizzato alla Texas State University di San Marcos dove l’analisi del DNA mitocondriale (mtDNA) è risultato che l’animale era semplicemente un coyote.

La signora Canion ha ovviamente contestato le analisi. A suo parere ci sarebbero dei particolari che impedirebbero di ritenere la bestia un coyote, come la mancanza di pelo. La spiegazione più ovvia era che l’animale potesse averlo perso a causa di una malattia cutanea. Phylis, anche davanti alle telecamere RAI, ha sostenuto che l’animale era sano, ma non si è capito su cosa basasse la sua convinzione. Per sostenere la sua tesi, ha poi aggiunto che la scabbia può far cadere il pelo in alcune zone, ma non su tutto il corpo. Tuttavia, già due anni prima, nel luglio del 2005, si era parlato di chupacabra per un animale privo di pelo ucciso a Elmendorf, in Texas, e Danny Pence, professore di parassitologia al Texas Tech University Health Sciences Center di Lubbock, aveva chiarito che si trattava di un coyote affetto da scabbia.

Il fatto che l’animale non avesse denti nella parte della mascella superiore compresa tra i canini non è da prendere come prova a favore, visto che potrebbe sempre trattarsi di un animale di età avanzata che avesse perso gli incisivi. La Canion ha anche indicato la presenza di un foro nella gengiva. Forse, come al criptozoologo Lorenzo Rossi, potrà venirvi l’idea che il buco corrispondesse a un dente caduto. Per Phylis, invece, era il foro attraverso il quale l’animale aspirava il sangue delle sue prede.
Per la signora anche la proporzione tra la lunghezza degli arti anteriori e posteriori non sarebbe compatibile con quella di un coyote. Gli zoologi, invece, non vedono “nulla di anomalo” neppure sotto questo aspetto.

Il conduttore del programma RAI che si è occupato del caso (tale ‘R. G.’) è andato in Texas, ha intervistato Phylis Canion, ha assistito all’apertura della busta con il responso delle analisi del DNA e ha poi fatto alcune domande a Michael Forstner, responsabile del gruppo che effettuò l’analisi del DNA. Il buon R. G., leggendo nel referto ‘DNA quasi identico’, ha subito pensato che si trattasse di una specie diversa, anche se vicina, al coyote. Come se tutti gli animali di una stessa specie avessero sempre un DNA identico… se fosse così, come farebbero a CSI ad identificare l’assassino di turno dalle tracce di DNA trovate sotto le unghie della vittima?

Forstner ha cercato di chiarire l’equivoco in cui il conduttore era caduto. «Questi» ha detto indicando le sequenze di DNA analizzate «sono tutti coyote. Questo animale [la bestia di Cuero] appartiene allo stesso gruppo e non presenta più variazioni di quelle che osserviamo nei coyote da qui alla California».

Purtroppo questa chiarissima affermazione non ha raggiunto il suo scopo. Il nostro conduttore concluse la trasmissione con un serafico: «Avete sentito? È un DNA che non coincide perfettamente con quello di altri animali. Certo, è vicino a quello dei coyote, quindi probabilmente questo animale ne è parente, ma il DNA non coincide alla perfezione con quello di un animale conosciuto. Quindi si tratta di un animale ancora da scoprire. Come vedete la leggenda del chupacabra lentamente sta diventando realtà».

Cosa non si fa per l’audience…

Alla prossima!

Da  Il Novese, numero 9, Giovedì 8 Marzo 2012 


. Wikio

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