giovedì 7 marzo 2013

La falsa scienza



Ma che bello quando un amico fa uscire un nuovo libro! E quando l’amico è Silvano Fuso, socio effettivo del CICAP, ed il libro tratta di scienza, il piacere si moltiplica, visto che mi offre gustosi spunti per questa rubrica…

In questo libro, Silvano, con il suo stile pacato e preciso ma non certo noioso, ci offre una serie di casi che spaziano dalle vere e proprie frodi scientifiche alle realtà più stupefacenti, passando per situazioni dove gli scienziati si autoingannano per amore delle proprie teorie. 

Uno dei punti di riflessione che il libro offre riguarda l’importanza che la scienza (e sua figlia la tecnologia) ha assunto nel mondo moderno. Oggi siamo letteralmente circondati dalla scienza, ma allo stesso tempo è diventato sempre più facile trovare falsa scienza, e purtroppo non tutti hanno le conoscenze per distinguere l’una dall’altra.

È quindi sempre più importante che chi si occupa di scienza si renda conto del ruolo chiave che ha la corretta comunicazione. È facile fraintendere una notizia quando questa viene strillata, ed ancor più quando la scienza viene vista come una fonte di verità assoluta, oppure come la sorgente di tutti i mali.

Una frase assume una particolare importanza: "Ogni affermazione scientifica è infatti potenzialmente erronea e viene ritenuta vera fino a quando non viene dimostrata falsa".

Chi fa vera scienza sa che le proprie teorie sono valide solo in funzione di quello che riescono a dimostrare, e che sono sempre migliorabili. Il vero scienziato cerca di mettere alla prova la sua teoria, e se questa cade, beh, peccato, ne troveremo una migliore.

Chi fa falsa scienza, al contrario, vive di certezze assolute, e cerca ogni scusa per evitare le prove contrarie. Non è la sua teoria a sbagliare, sono i critici che la attaccano ingiustamente.

Ma lasciamo da parte la filosofia che questo libro ci regala – non sono certo io la persona più qualificata per queste discussioni – e passiamo a qualcuna delle tante ‘ghiottonerie’ che Silvano usa come base per il suo discorso.

Mi ha colpito la storia di Robert Pershing Wadlow, nato nel 1918 in Illinois. A 8 anni era già alto 1 metro e 90, ed a 18 era 2 metri e mezzo! Quando morì, a soli 22 anni, aveva superato i 2 metri e 70, e si pensa che sarebbe cresciuto ancora. 
Questa storia introduce altri famosi ‘giganti’, come l’uomo di Cardiff, corpo pietrificato ritrovato durante gli scavi per un pozzo nello stato di New York nel 1869. Il famoso Barnum  cercò di comprare il corpo per esporlo nel suo circo. Avendo ricevuto un rifiuto alla sua offerta, ne fece una copia e la espose, affermando che l’altro era un falso! Ed aveva ragione, come dichiararono gli studiosi che esaminarono il reperto! Anzi… lo stesso scopritore confessò di aver organizzato lui la burla (che comunque gli fruttò dei bei soldi). Ovviamente questa la trovate nella parte relativa alle frodi ‘volontarie’.

Nella parte ‘abbagli’ potrete invece trovare la storia, recente e di cui si sono occupati in tanti, dalla ‘fusione fredda’. In questo caso due scienziati, Pons e Fleischmann, affermarono di aver trovato un metodo per produrre energia tramite la fusione a freddo di idrogeno. Lo stesso processo che alimenta il nostro sole (e le bombe all’idrogeno) riprodotto in un laboratorio, in un contenitore di vetro con degli elettrodi di palladio! 

Ovviamente la notizia fece scalpore. Un sistema del genere potrebbe essere la soluzione ai nostri problemi di energia. Purtroppo nessuno fu in grado di riprodurre il fenomeno,  ed oggi, dopo 20 anni di ricerche, la maggior parte degli scienziati ritiene che la fusione fredda sia stata solo un grande errore.

Lascio a voi il piacere di leggere il libro per scoprire altre storie interessanti: La Falsa Scienza, di Silvano Fuso, Carocci Editore.

Alla prossima!


Da  Il Novese, numero 9, Giovedì 7 Marzo 2013

1 commento:

AFMcrime ha detto...

Pons e Fleischmann non dissero di aver trovato un sistema per produrre energia, ma di aver rilevato un anomalo aumento di temperatura (ecc...). Fu il funzionario dell'università che ipotizzò la futura applicazione della scoperta, e il circo mediatico fece il resto. Pons e Fleischmann ne vennero travolti, ma loro si erano anche comportati correttamente.

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