giovedì 28 marzo 2013

Ragione contro emozione



Le Iene hanno portato alla ribalta il caso molto toccante di una sfortunata bambina, Sofia, affetta da una grave malattia. La bambina era curata con il ‘metodo Stamina’, bloccato dai NAS, e grazie all’emozione suscitata dal servizio delle Iene il ministro ha autorizzato in via eccezionale il proseguimento delle cure.


L’intervento di famosi cantanti (che sono notoriamente esperti di medicina) e la anche comprensibile onda di commozione suscitata per il caso umano ha portato a dipingere Balduzzi ed il ministero come i "cattivi" che impediscono ad una bambina di proseguire le sue cure e la Stamina Foundation come un ente benefico che ha seguito le regole della scienza.


Per prima cosa vorrei rassicurare che capisco quale può essere lo stato d’animo di una famiglia quando una persona cara – per di più una bambina – è in gravi condizioni di salute.


Tuttavia non è con l’emozione che si guarisce. Quando la guarigione è possibile (e purtroppo non sempre lo è) questa si ottiene applicando la ragione e la scienza.


Dobbiamo quindi ragionare e sapere cosa è il ‘metodo Stamina’.


Per prima cosa il Dott. Vannoni, responsabile di questo metodo, non è un medico. È laureato in lettere ed insegna psicologia della comunicazione. Le cellule staminali non sembrano essere parte del suo curriculum.


Su questa ‘cura’ non si trovano pubblicazioni scientifiche, test,  esperimenti, lavori clinici o altro che possano supportarne l’eventuale efficacia.


A fronte di queste ‘anomalie’, il PM Guariniello ha disposto degli accertamenti. Si sono mossi così i NAS (Nuclei antisofisticazione dei Carabinieri) e l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco), dopo il parere dell'Istituto Superiore di Sanità su questa presunta terapia, per ispezionare del centro, i suoi locali e la gestione delle presunte cure. I risultati dell'ispezione parlano chiaro:


    •l'esistenza di un concreto pericolo per i pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente confondibili

    •in uno dei due campioni esaminati sono stati riscontrati inquinanti in grado di determinare rilevanti effetti biologici avversi come il rigetto cellulare e altre reazioni immunologiche

    •il metodo è descritto in modo superficiale e incongruo e prevede trattamenti con prodotti di origine animale vietati per uso clinico. Non sono mai emersi né mai sono stati in precedenza riportati da Stamina studi preclinici effettuati su animali prima di eseguire i trattamenti nei pazienti in clinica

    •le cellule prodotte dopo stimolazione in coltura hanno una irrilevante attività biologica ai fini della rigenerazione nervosa, che scompare dopo 24 ore, e la dose di cellule somministrate è minimale rispetto agli standard di terapie analoghe pubblicati in letteratura. 

I pazienti che ricevevano le cellule prodotte da Stamina erano trattati in alcuni casi con cellule proprie (autotrapianto), in altri casi con cellule provenienti da donatori esterni (allotrapianto), in altri casi ancora - e ciò ha destato profonda preoccupazione - con cellule provenienti da altri pazienti malati, con la possibile trasmissione di gravi patologie.



Il Board, applicando i principi base dell'etica medica, ritiene che il progetto terapeutico e le condizioni di applicazione della terapia siano assolutamente insufficienti e senza valida documentazione scientifica e medica a supporto riconosciuta. Sottolinea che i rischi biologici connessi alla terapia sono gravi e inaccettabili e che la conduzione della metodologia non solo non ha rispettato le norme di manipolazione e sicurezza, ma anche i più elementari standard di indagine di laboratorio.


Questo ha portato al "blocco" della somministrazione della terapia con conseguenti ricorsi (alcuni vinti ed altri persi) di chi sottoponeva o voleva sottoporre i suoi cari alla "cura". Il ministero ha stabilito che chi vuole sottoporsi a cure con staminali può farlo solo in centri medici autorizzati anche se solo a fini "compassionevoli", ma non in quel laboratorio che aveva mostrato gravissime irregolarità, non solo amministrative.


Se questi fossero i risultati a carico di qualsiasi farmaco o terapia in commercio sarebbe stato uno scandalo nazionale, si sarebbe parlato di tentativo di strage, truffa pubblica, immondo tentativo di imbrogliare la popolazione. Invece la reazione a tutto questo è stata molto diversa realizzando un fenomeno causato dalla disinformazione, dall'ignoranza scientifica e dalla voglia di aiutare a tutti i costi senza comprendere le conseguenze del caso.


Rimando al blog Medbunker per gli approfondimenti del caso.
 
Alla prossima.

Da  Il Novese, numero 12, Giovedì 28 Marzo 2013
 

Nessun commento:

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...