giovedì 31 ottobre 2013

Non basta guardare…



Almeno, non sempre. Già, perché i nostri occhi ci ingannano, e spesso capire quello che ci circonda non è cosa da poco. Ci sono fenomeni che appaiono semplici mentre in realtà sono molto complessi, e fenomeni apparentemente impossibili ma comuni. Senza parlare di tutti i casi dove piccole variazioni delle condizioni possono portare a grandi differenze finali. Insomma, è tutto un gran
macello…

Molto di quello che facciamo dipende dalla nostra educazione, dai nostri studi, dai nostri preconcetti. Il mio personale preconcetto è che valutare le cose con il metodo scientifico è meglio che fidarsi dell’istinto oppure del sovrannaturale. Questo perché i miei studi, le mie letture, la mia esperienza mi hanno portato a vedere le cose sotto una determinata luce, e sono convinto che spiegazioni ‘alternative’ dei fenomeni che osservo siano più deboli di quelle offerte dalla scienza. È il mio preconcetto, e fino a quando mi troverò bene con questo, me lo tengo stretto.

Ma io sono così perché ho un certo tipo di educazione. Come sarei senza questa educazione? Anzi, come saremmo tutti noi senza i 10000 anni di civiltà che ci hanno preceduto? Senza aiuto da parte della mole di conoscenze accumulate dall’umanità, saremmo in grado di spiegare cose per noi oggi ‘banali’?

Facciamo una prova. Dimentichiamo tutto quello che abbiamo studiato, visto, letto.  Cancellato tutto? Bene:  la terrà è piatta oppure è rotonda?

No, non abbiamo foto dallo spazio. Amerigo Vespucci (ops... meglio dire Magellano...) non sappiamo chi sia. Non abbiamo altri strumenti  se non i nostri sensi ed il nostro cervello. Come possiamo dedurre che la terra è rotonda?

Intanto, in una situazione senza la scienza e la tecnologia che abbiamo oggi, ben difficilmente avremmo tempo o interesse per questa domanda. Saremmo impegnati in compiti più immediati, come non morire di fame o di freddo. Ma supponiamo di avere già una struttura che ci permetta di iniziare a speculare di cose astratte, e vediamo che possiamo fare.

In questo caso non è molto difficile arrivarci: guardando una nave che prende il largo, questa sembra affondare, cioè scompare prima lo scafo e infine le vele; se la Terra fosse piatta, si osserverebbe che la nave, allontanandosi, diventa sempre più piccola, ma comunque la si vedrebbe sempre tutta intera.
Bisogna però avere l’idea di fare questa verifica, cosa comunque non banale.

Un altro sistema prevede una base di matematica, un modo accurato per misurare il tempo e diverse misure fatte in luoghi diversi del pianeta: si osserva alla stessa ora una stessa stella: se la Terra fosse piana, l'astro apparirebbe alla stessa altezza sull'orizzonte; invece, a causa della curvatura della superficie terrestre, la sua posizione viene valutata ad altezze diverse in funzione della latitudine a cui si trovano gli osservatori.

Altra domanda: è la terra che gira intorno al sole, o viceversa? 

Acciderbola… e questa come me la arrangio? Intanto devo veramente avere una struttura che mi permetta di dedicarmi allo studio, perché stavolta non c’è una nave all’orizzonte a togliermi dai guai. 

Devo iniziare a scrivere (già, ho bisogno della scrittura…), devo passare molto tempo ad osservare il cielo, segnare le posizione di quei puntini luminosi per mesi ed anni. Devo accorgermi che alcuni sono fissi (le stelle) mentre altri si muovono (i pianeti). Devo misurare (ecco di nuovo la matematica) di quanto si spostano, devo imparare a predire dove saranno il mese o l’anno prossimo (e mi serve quindi un calendario, che invento grazie alle mie osservazioni del cielo).

Ne ho abbastanza? Con queste basi,  Aristarco di Samo, nel III secolo AC, teorizzò che era la terra a girare intorno al sole, ma la sua teoria non era abbastanza solida da convincere tutti, e bisogna arrivare al 1543, quando Copernico descrisse la teoria eliocentrica. L'ipotesi di Copernico era basata essenzialmente su calcoli astronomici e probabilmente su lavori di alcuni studiosi arabi che ripresero le idee dei greci. Copernico impostò la nuova teoria al fine di ridurre la complessità dei calcoli
necessari a prevedere le posizioni dei pianeti.

Il progresso della tecnologia (e della scienza) ci ha poi portato altre prove del fatto che sia la terra ad orbitare intorno al sole, che orbita intorno al centro galattico, che a sua volta si muove verso l’infinito ed oltre… Ma non abbiamo nessun modo per poter dire: la terra gira attorno al sole, ‘basta guardare’…

Eppure ci sono tante persone che fanno affermazioni dirompenti, eccezionali, portando come prova delle loro parole un ‘è li, basta guardare’, o cose simili. 

No, mi spiace ma non basta guardare. Bisogna misurare quello che si guarda, esaminare, verificare, e capire. E poi verificare ancora, perché quello che sappiamo oggi può essere superato da quello che sapremo domani.

Dobbiamo continuare ad arrampicarci sulle spalle di quelli venuti prima di noi, per permettere ai nostri figli di andare ancora più avanti.

Alla prossima!


Da  Il Novese, numero 39, Giovedì 31 Ottobre 2013

(PS: ringrazio il gruppo Facebook 'Amici del CICAP' per l'idea...) 
 

2 commenti:

mastrocigliegia ha detto...

Amerigo Vespucci non sappiamo chi sia.

Ehmmm... forse era meglio citare Magellano.

Claudio Casonato ha detto...

Ehmmmmm.... mi sa che hai ragione... (correggo)

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