giovedì 10 ottobre 2013

Stop Vivisection



C’è in corso una grande campagna mediatica contro la ‘vivisezione’, e purtroppo ho letto e sentito troppe cose poco corrette. Ed anche tanta ipocrisia, con una famosa ditta produttrice di cibo per cani e gatti che da una parte macella vitelli e manzi e dall’altra raccoglie firme per fermare la
sperimentazione.

Intanto definiamo il termine. Con vivisezione si intende l’uso di animali per la ricerca biomedica e per la verifica di tossicità di diversi prodotti. Già il termine è cruento e fuorviante, poiché evoca turpi scene di poveri animaletti inutilmente torturati (ovviamente senza anestesia) da sadici ‘ricercatori’. Si trovano in rete tantissime orribili foto di animali (di solito cani e gatti) tagliati e sbudellati, spacciate per esempi di vivisezione.

In realtà nella sperimentazione animale (abbreviata in SA, la definizione corretta di queste pratiche) si fa raramente uso del bisturi, ed in quel caso è sempre fatto nella maniera meno cruenta possibile e sotto anestesia.

Sono pochi i cani, i gatti e le scimmie usati negli esperimenti, perché di difficile gestione e rilevanti solo in pochi casi specifici. La maggior parte del lavoro di ricerca (oltre il 90 %) è svolta su topi.

Perché si preferisce usare i topi? Alcuni motivi sono tecnici: la vita di un topo è abbastanza breve da poter essere studiata per più generazioni in tempi brevi, sono abbastanza piccoli da poter essere gestiti in laboratorio ed abbastanza grandi da poter essere studiati senza particolari strumentazioni, ed è possibile avere ‘famiglie’ di topi modificati per essere tutti uguali e garantire risultati più precisi. Altri motivi sono economici: il costo di gestione di un esperimento con i topi è molto inferiore a quello di un esperimento con cani o gatti.

Ma che dicono gli antivivisezionisti? Nel principale sito leggo: l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l'efficienza e l’affidabilità.
Non ho veramente idea di chi intendano con ‘il mondo della scienza’, visto che la stragrande maggioranza del ‘mondo scientifico’ (ed il 96 % di chi lavora in campo biomedico, fonte Nature) a è a FAVORE della SA. Un nome tra tutti Silvio Garattini

Chi è esperto in questo campo afferma (prove alla mano) che la SA ha grande valore scientifico, è predittiva anche per l’uomo, ed ha elevata efficienza statistica ed affidabilità. Siccome io preferisco far riparare la macchina dal meccanico e non dal fruttivendolo, sulla SA tendo a dare più fiducia a chi come Garattini lavora in questo campo da anni, con importanti risultati riconosciuti in tutto il mondo, e non a chi contesta la SA senza avere nessuna esperienza al riguardo.

Altra stupefacente affermazione che ho letto: la SA sarebbe un pericolo per la salute umana e per l’ambiente. E perché mai??? Fare uno studio sulla possibile efficacia di un medicinale sui topi che pericolo sarebbe per l’uomo?

Oppure: la SA sarebbe un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo. In realtà è vero il contrario: è la SA che ha permesso e permette lo sviluppo scientifico.

Ed ancora, sarebbe un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo. Qui veramente diamo i numeri. E perché mai un laboratorio, di solito con fondi risicati, o un’azienda farmaceutica (ovviamente interessata solo al vil denaro) non dovrebbero essere ben felici di usare metodi ‘veloci ed economici’ invece di perdere tempo e denaro con lunghi e costosi esperimenti su animali? 

Infatti, si cerca sempre di migliorare gli esperimenti ‘in vitro’ e ridurre quelli su animali, per motivi etici ed economici, e non conosco nessun ricercatore (e nessuna casa farmaceutica) che non sarebbe ben più che felice di eliminare la lunga, faticosa e costosa sperimentazione in vivo.

Purtroppo le campagne antivivisezioniste fanno facile leva sulle emozioni suscitate da foto (spesso false o comunque non legate alla SA) di pucciosissimi gattini, con il risultato che si stanno votando leggi che non solo non hanno utilità pratica, ma rendono difficile se non impossibile il lavoro di ricerca.

Queste campagne ‘anti vivisezione’ in pratica impediscono la ricerca di cure per le malattie, impediscono di verificare se un farmaco è sicuro ed efficace, e costringono a testare i farmaci sulle cavie umane. Dopotutto un topo vale molto di più di un essere umano…

Alla prossima.

Da  Il Novese, numero 36, Giovedì 10 Ottobre 2013

4 commenti:

Il Lupo della Luna ha detto...

Ti segnalo un errore di battitura: "metodi ‘veloci ed economici’ invece di perdere tempo e denaro con lungi e costosi" hai scritto lungi invece di lunghi.

Per il resto, condivido al 1000%.

Claudio Casonato ha detto...

Thanks, corretto...

Mikhail Lanart-Hastur ha detto...

Visto che ormai l'Italia è un paese del sesto mondo, grazie ai microcefali che non hanno nessuna cultura, ma sono contro "a prescindere" non mi stupisco della decadenza economica e culturale (pentasellati docet)di questo paese.
Poi i RESPONSABILI di ciò s lamentano perché non contiamo più nulla come paese

Vegan Activist ha detto...

Vorrei proprio che ti torturassero a morte, e nel frattempo che ti chiedessero se sei ancora per la vivisezione, testa di cazzo. Lo specismo sta finendo e dovrete rispondere dei vostri crimini, nazisti, assassini di merda.

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