mercoledì 30 gennaio 2013

Le domande di Dibattito Scienza 2013

Ricordate che Dibattito Scienza aveva posto alcune domande ai candidati delle primarie del PD?

La cosa ovviamente non si è fermata alle primarie, e nuove domande sono state preparate per i candidati alla guida dell'Italia.

A questo link trovate la pagina originale, con il video.

Nel momento in cui scrivo (30/01, 10.35) risultanto rumorosamente assenti le risposte di Berlusconi, Monti e Grillo. Si attende con ansia un loro cenno di vita.. entro la sera di Giovedì 31, altrimenti fuori...

Le domande sono queste:

1) Investimenti, meritocrazia, trasparenza: quali provvedimenti intende adottare per il rilancio di università e ricerca pubblica?

2) Quali provvedimenti concreti intende adottare per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private?

3) Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?

4) Come intende occuparsi della produzione, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita?

5) Quali misure concrete intende adottare per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico? E quali per stimolare il settore edilizio conciliandolo con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata?

6) Qual è la sua opinione sull’Agenda Digitale approvata dal precedente governo e quali sono le sue proposte concrete per la diffusione della banda larga in tutto il Paese?

7) La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea? Qual è invece la sua posizione a proposito del testamento biologico?

8) Data l’importanza della scienza e della tecnologia nella società contemporanea, quali misure intende adottare, anche a livello scolastico, per favorirne lo sviluppo e contrastare anche il diffuso analfabetismo scientifico e matematico?

9) Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?

10) Qual è la sua posizione in merito all’uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?



venerdì 18 gennaio 2013

Green Power



Sappiamo tutti che l’energia è il grosso problema che la nostra civiltà deve affrontare. Siamo divoratori di energia, per le industrie, i trasporti, le nostre case. 

Al momento la principale fonte di energia che usiamo sono i combustibili fossili: carbone, petrolio e gas naturale. E ben conosciamo i problemi legati a questi combustibili, tra estrazione, trasporto, inquinamento e riscaldamento globale.

Certo ci sono i vari sistemi fotovoltaici e l’eolico, però non sono in grado di fornire la potenza richiesta dall’industria. Certo, possono aiutare, ma dubito che possano risolvere in modo definitivo i nostri attuali e futuri problemi energetici. 

L’energia è un problema veramente grosso da affrontare, e ci vuole tanta ricerca e tanti investimenti… e visto che siamo sotto elezioni, sarebbe bello avere dai vari candidati qualche indicazione su quello che pensano di fare per questo scottante argomento, e magari sulla loro politica scientifica in generale. Vabbè, magari non dai singoli, considerato il desolante livello scientifico medio dei candidati, ma almeno dalle coalizioni e dai partiti.

Nel frattempo, parlando di energia e di politica, vi voglio parlare di un passaggio della splendida conferenza del Prof. Giovanni Bignami che ho seguito il 22 Dicembre all’osservatorio di Pino Torinese (se non ci siete mai stati, ricordatevi di andarci. Con i figli.).

Bignami non è un pirlotto di provincia come il sottoscritto. Accademico dei Lincei, presidente dell’istituto italiano di Astrofisica, è stato anche presidente dell’ASI e del Comitato mondiale di ricerca spaziale. Insomma, uno che, oltre a capire qualcosa di scienza, è anche persona con un certo peso istituzionale.

Nel suo discorso su ‘Cosa resta da scoprire’ ha parlato (ovviamente) anche di energia, illustrando una possibilità a dir poco incredibile. Che ne dite di un sistema di produzione energetica praticamente illimitato, senza emissione di gas serra, che richiede investimenti modesti, con ridotto impatto ambientale, non legato alle condizioni meteo, utilizzabile in tutto il mondo, accessibile alla nostra tecnologia?

Un sistema del genere può essere solo una fantasia, oppure, se vero, viene ovviamente tenuto segreto dalle bieche compagnie petrolifere.

Invece è un sistema che esiste, è allo studio in diverse nazioni (USA, Francia, Germania, Inghilterra, tanto per citarne alcune), e si chiama ‘geotermia avanzata’ o ‘profonda’. In pratica, si tratta di sfruttare l’energia termica racchiusa negli strati profondi del nostro pianeta, un po’ come viene fatto nelle centrali geotermiche di Larderello.

Le potenzialità di questo sistema sono enormi, teoricamente potrebbe risolvere i nostri problemi energetici per i secoli a venire. Richiede un miglioramento delle tecnologie di trivellazione profonda  già ampiamente usate dall’industria petrolifera, ma nessun avanzamento sostanziale delle nostre conoscenze.

Ovviamente deve essere messo alla prova, verificate le sue potenzialità e identificati i suoi possibili rischi. Sono cose alla nostra portata, con investimenti modesti, dell’ordine delle decine di milioni di euro, ma con un ritorno potenziale di miliardi.

Le nostre aziende, per esempio l’ENI, avrebbero le tecnologie per sviluppare questa opzione, come altri paesi già stanno facendo.

Abbiamo la volontà politica di investire in questo possibile futuro, oppure resteremo a guardare, per comprare energia dagli altri come stiamo facendo adesso?

Alla prossima

Da  Il Novese, numero 2, Giovedì 17 Gennaio 2013 

mercoledì 16 gennaio 2013

Elezioni politiche 2013: le domande di Dibattito Scienza

Link all'articolo originale.

Le domande di Dibattito Scienza sono rivolte ai leader delle principali forze politiche che si sfideranno alle prossime elezioni: Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Oscar Giannino, Beppe Grillo, Antonio Ingroia e Mario Monti. Invitiamo i candidati a mandare le loro risposte all’indirizzo mail info@dibattitoscienza.it entro la mezzanotte del 31 Gennaio. Chiediamo inoltre la cortesia di non superare, per ogni risposta, il limite di 3 cartelle (6000 battute).


1) Investimenti, meritocrazia, trasparenza: quali provvedimenti intende adottare per il rilancio di università e ricerca pubblica?

2) Quali provvedimenti concreti intende adottare per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private?

3) Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?

4) Come intende occuparsi della produzione, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita?

5) Quali misure concrete intende adottare per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico? E quali per stimolare il settore edilizio conciliandolo con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata?

6) Qual è la sua opinione sull’Agenda Digitale approvata dal precedente governo e quali sono le sue proposte concrete per la diffusione della banda larga in tutto il Paese?

7) La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea? Qual è invece la sua posizione a proposito del testamento biologico?

8) Data l’importanza della scienza e della tecnologia nella società contemporanea, quali misure intende adottare, anche a livello scolastico, per favorirne lo sviluppo e contrastare anche il diffuso analfabetismo scientifico e matematico?

9) Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?

10) Qual è la sua posizione in merito all’uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?

martedì 15 gennaio 2013

La sopravvivenza del CICAP è a rischio: abbiamo bisogno di voi

 Nota personale: pensate quanti complottardi e spacciatori di scemenze sarebbero contenti se il CICAP sparisse o se dovesse limitare la sua attività...



Nel 2014 il CICAP dovrebbe compiere 25 anni. Il condizionale è d’obbligo, perché la situazione è ormai tale che non siamo sicuri se il Comitato esiterà ancora tra un anno.

Siamo sommersi dal lavoro e dalle richieste. Abbiamo da poco concluso un convegno nazionale che ha fatto seguito a un anno di distanza a un altro convegno di due giorni, svoltosi a Torino e dedicato ai numeri. Solo pochi mesi fa abbiamo organizzato il giro italiano di James Randi, con quella straordinaria conferenza trasmessa via satellite in tutta Italia. Senza contare le Giornate anti-superstizione, il Corso per investigatori e le tantissime conferenze organizzate dai Gruppi Locali in tutte le regioni dove queste sono attive. E questo solo per gli incontri pubblici.

Chi ci segue soprattutto sul web, dove siamo presenti in tanti modi (con il sito del CICAP, quello della rivista Queryonline, i canali sui social network, facebook, twitter…), ma anche chi continua a seguirci semplicemente leggendo Query, sa che siamo sempre in movimento. Ogni giorno veniamo consultati dai media e dal pubblico su questo o quel caso misterioso, conduciamo test ed esperimenti, verifichiamo le notizie più insolite, organizziamo corsi e workshop, andiamo in radio e TV spesso, anche se non abbastanza… Insomma, continuiamo a fare quello per cui siamo nati 24 anni fa.

Eppure, potremmo fare molto di più. Per esempio, potremmo essere presenti maggiormente nelle scuole. Potremmo contribuire alla formazione di docenti, ricercatori e insegnanti organizzando corsi di aggiornamento e perfezionamento. Potremmo far partire osservatori mirati sui programmi televisivi, in modo da intervenire tempestivamente presso la vigilanza Rai o il Garante dell’Editoria, ogni qualvolta vengano propagandate in maniera acritica teorie pseudoscientifiche o, peggio, dannose per la salute… Potremmo fare davvero tante cose.
Ma le nostre forze sono limitate e quel che è peggio si vanno restringendo. La crisi sta colpendo anche noi ed è per questo che dobbiamo chiedere il vostro aiuto.



Che cosa potete fare?

  • Aderite al CICAP. Se ancora non siete Soci vi invitiamo a diventarlo, le possibilità di adesione sono ormai tante e differenziate a seconda delle vostre possibilità. Le trovate indicate nel pieghevole al centro della rivista Query oppure in questa pagina e potete aderire oggi stesso. E poi fate aderire al CICAP chi condivide i nostri stessi ideali.
  • Donate al CICAP. Se ne avete la possibilità, pensate anche a fare una donazione, la potete detrarre dalle tasse. Potete fare un bonifico all'ordine di CICAP - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale – Monte dei Paschi di Siena – c/c 1366/31 CAB 63120, ABI 1030, CIN J - IBAN CODE: IT05J0103063120000000136631. Volendo, potete utilizzare anche PayPal facendo un versamento sull’indirizzo: paypal@cicap.org.
  • Formate un Gruppo locale. Partecipate alle attività dei gruppi locali della vostra regione e, se da voi un gruppo non c’è, pensate se non potreste essere proprio voi a farne nascere uno. Ne potete parlare con Marta Annunziata e Andrea Ferrero scrivendo a: gruppilocali@cicap.org.
  • Pensate a un lascito. E poi, perché non programmare, per un futuro remoto, un lascito al CICAP? In quanto Associazione di promozione sociale iscritta ai Registri, infatti, il CICAP può, ai sensi dell'art. 5 della legge 383/2000, ricevere «donazioni e, con beneficio di inventario, lasciti testamentari, con l’obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall'atto costitutivo e dallo statuto».
  • Donate il 5x1000. E infine qualcosa che non costa assolutamente nulla: quando fate la dichiarazione dei redditi, indicate come destinatario del 5x1000 (firmando nel riquadro indicato come "Sostegno del volontariato..." e indica nel riquadro il codice fiscale del CICAP: 03414590285). Se ce ne fate richiesta, possiamo spedirvi una serie di bigliettini pro-memoria che potrete distribuire ad amici e conoscenti che pensate potrebbero avere piacere a sostenere il nostro lavoro. C’è da dire che è dallo scorso anno che si può indicare il CICAP nel 5x1000, ma solo nel 2013 sapremo se e a quanto avremo diritto. Ci vorrà poi un altro anno ancora, sembra, per riuscire a ricevere (eventualmente) qualcosa. Dunque, nel frattempo, insistiamo e cerchiamo di aumentare il numero dei sottoscrittori: non importa infatti se avete un reddito basso, ciò che conta è il numero di persone che sottoscrive per un determinato ente.
Nel suo intervento al Convegno del CICAP, Piero Angela ha sottolineato il problema: «Da ventiquattro anni il CICAP porta avanti le sue campagne con impegno e passione ma potendo contare unicamente sulle proprie forze. Questa indipendenza ci ha permesso di non subire pressioni o influenze, ma in questo momento di crisi mette a rischio la possibilità di portare avanti il nostro lavoro».

Anche il presidente Sergio Della Sala conferma la volontà del CICAP di proseguire la sua attività, nonostante gli ostacoli, con l’aiuto di tutti: «Continuiamo il nostro lavoro con l’entusiasmo di sempre ma abbiamo bisogno del vostro sostegno».

E’ un momento particolarmente critico, a maggior ragione per un’associazione come la nostra che si regge solo sui contributi dei volontari. Anche per questo la sfida che ci attende nei prossimi mesi è quella di trovare fonti alternative di sostentamento. Il rischio è quello di non riuscire più a fornire un servizio ancor più necessario in un momento in cui sempre più persone si rifugiano nell’irrazionale. Per questo contiamo su di voi.

Massimo Polidoro

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