giovedì 30 maggio 2013

Incredibile ma vero...



Questa settimana vi vorrei parlare di due ‘amici’ che ho usato come base della mia presentazione sui ‘Mostri delle acque’. Due esempi di come la realtà supera anche la più sfrenata fantasia.

Il primo ‘amico’ è un pesciolino, il Macropinna microstoma, in Inglese Barreleye per la forma dei suoi occhi. Vive nell’Oceano Atlantico, a una profondità di circa 600-800 mt. In condizione di poca luminosità, sembra che il Barreleye riesca a individuare le sue prede (piccoli pesci o meduse),
Dal sito www.mbari.org
identificandone la sagoma.

Questo incredibile pesce è stato scoperto nel 1939, ma gli studiosi sono riusciti a fotografarne uno vivo solo pochi anni fa. Gli scienziati del MBARI lo hanno anche filmato in natura (il filmato lo trovate su Internet). Prima di queste foto e di questi filmati non ci si era resi conto della speciale caratteristica di questo pesce: la testa trasparente. Si, ho detto trasparente, come potete chiaramente vedere dalla foto. I suoi occhi sono quei due organi tubulari e tozzi, di colore verde, che vediamo attraverso il suo testone trasparente e che spiegano il nome inglese. I punti neri sopra la bocca sono invece le narici. In precedenza si è ipotizzato che gli occhi fossero fissi, permettendo al pesce di vedere solo gli oggetti sopra la sua testa, tramite una visuale "a tunnel" molto limitata. In realtà, i ricercatori  Bruce Robinson e Kim Reisenbichler, dell'Aquarium Research Institute di Monterey Bay, hanno scoperto indizi del fatto che il Barreleye potrebbe essere in grado di ruotare i suoi occhi, all'interno dello scudo trasparente che ricopre il suo capo, riuscendo così a individuare anche oggetti e prede oltre il suo naso... e anche oltre la sua testa!


http://jdlong.wordpress.com/2009/07/13/
Il secondo ‘amico’ lo conoscete tutti. Delle versioni piccole se ne fa frittura, mentre le versioni grandi… attaccano anche le navi da guerra! Parlo ovviamente dei calamari. Quelli piccoli, che troviamo in pescheria o nel menu di ristoranti e pizzerie e quelli grandi appartengono tutti alla classe dei CEFALOPODI, Ordine TEUTHIDA, e le diverse specie (circa 300) sono fondamentalmente simili, con variazioni a volte bellissime come il Magnapinna a volte ‘inquietanti’ come il Vampyroteuthisinfernalis (cercateli su YouTube).

Le dimensioni però variano, e parecchio. I totani sono piccolini, 10, 15 cm circa. Il calamaro di Humboldt (nome scientifico Dosidicus gigas), che vive al largo del sudamerica, è lungo anche due metri, ed è pure aggressivo. E’ chiamato anche ‘il diavolo rosso’.

Ben più grandi sono il calamaro gigante ed il calamaro colossale, della famiglia Architeuthidae. Di questi non sappiamo con certezza che dimensioni possano raggiungere, in quanto sono rari e difficili da trovare. 
http://www.teara.govt.nz/en/octopus-and-squid/page-5
Di sicuro sappiamo che possono essere lunghi 15 metri (tentacoli inclusi), e che gli occhi del calamaro colossale possono essere grandi come un pallone da basket.

E’ possibile però che i calamari giganti siano anche più grandi. Nel 1978 la nave da guerra USS STEIN rientrò anzitempo in porto a causa di non meglio identificati problemi col sonar. Quando si poté procedere ai dovuti controlli si scoprì che la schermatura esterna del sonar aveva chiaramente subito l’assalto di “qualcosa”; vi erano grossi e profondi segni simili a graffi dove furono rinvenuti diversi ‘artigli’. Le indagini dimostrarono che si trattava di ‘uncini’ di tentacoli di calamaro gigante, ed in base alle dimensioni dell’uncino il suo proprietario avrebbe dovuto misurare circa 40 metri!
Alla prossima!

Da  Il Novese, numero 21, Giovedì 30 Maggio 2013


giovedì 23 maggio 2013

Italia unita per la corretta informazione scientifica

Anche io, nel mio piccolo, sostengo con entusiasmo l’iniziativa “Italia unita per la corretta informazione scientifica”.

Il prossimo 8 giugno, in diverse città italiane, si terranno eventi, incontri e conferenze con lo scopo di combattere la disinformazione scientifica che troppo spesso vediamo all’opera nel nostro Paese.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito internet ufficiale.


Io sono per la scienza... spero anche voi.


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