mercoledì 27 novembre 2013

Gentilezze animal-vegane...

Nel mentre il blog passa le 150 mila pagine viste (grazie a tutti), il mio post 'Stop Vivisection' riceve un commento colmo di gentilezze, da parte del 'solito' profilo fake incapace di leggere.
Vegan Activist ha detto...
Clicca per ingrandire
Vorrei proprio che ti torturassero a morte, e nel frattempo che ti chiedessero se sei ancora per la vivisezione, testa di cazzo. Lo specismo sta finendo e dovrete rispondere dei vostri crimini, nazisti, assassini di merda.

A parte che io sono effettivamente una testa di biiip, chi mi conosce lo sa bene, credo che ci sarebbero tantissime persone al mondo che si farebbero 'torturare' come vengono torturati gli animali da laboratorio... gabbie pulite, cibo bilanciato, ambiente climatizzato, anestesia per ogni trattamento.

Inoltre, ogni anno per la ricerca vengono uccisi ben 0,16 animali (0.15 sono topi, ed il valore è in diminuzione) per ogni europeo. Credo ne vengano uccisi di più negli incidenti stradali, e per uno scopo decisamente meno nobile.

Peccato che certe persone siano così 'imbevute' di ideologia da non essere in grado di vedere che un bambino è meglio di 0.16 topi....



martedì 12 novembre 2013

Vaccinazioni? Sì, grazie...

Arriva l'inverno, e ricominciano a girare fesserie sui rischi legati alle vaccinazioni.

Premessa: come ogni atto medico, esiste un rischio di effetti collaterali, e nessuno lo nega. Questi effetti collaterali sono però marginali rispetto agli indubbi vantaggi delle vaccinazioni.

A questo link, l'UNICEF (non proprio gli ultimi arrivati) scrive:
Dal 2000 al 2008 la mortalità per morbillo è scesa del 78%, grazie alle vaccinazioni di massa. Il calo dei fondi potrebbe però far riemergere una malattia quasi debellata
L’Iniziativa contro il morbillo – una partnership di cui fanno parte UNICEF, OMS, US Center for Diseases Control (CDC), United Nations Foundation e Croce Rossa Americana - ha annunciato che nel mondo, tra il 2000 e il 2008, le morti causate dal morbillo sono diminuite del 78%, passando dalle 733.000 del 2000 alle 164.000 del 2008.
Tuttavia, gli esperti avvertono che se non ci sarà continuità nei finanziamenti per le campagne mondiali di vaccinazione, è possibile una recrudescenza della mortalità.
Tutte le regioni del mondo, tranne il Sud-Est asiatico, hanno raggiunto nel 2008 l'obiettivo dell’ONU di ridurre entro il 2010 la mortalità da morbillo del 90%, dunque con due anni di anticipo.
La vaccinazione contro il morbillo di circa 700 milioni di bambini ha evitato 4,3 milioni di decessi nell’arco di un decennio.

 164 MILA morti nel 2008, e solo per il morbillo!

Invece, la 'banale' influenza (che nei soggetti a rischio scivola facilmente in polmonite), come si può leggere sul Guardian a questo link, è responsabile di 'solo' 25 mila morti nel Regno Unito nel 2010.

Non volete vaccinarvi? Fate pure. Ma fatelo dopo esservi informati BENE...

http://www.theguardian.com/news/datablog/2011/oct/28/mortality-statistics-causes-death-england-wales-2010?CMP=twt_gu#

Il mito del seme fatto in casa...

La trasmissione REPORT ha (s)parlato di OGM. Mi permetto di segnalare un paio di post al riguardo, scritti da chi della materia si intende.

Un articolo di Prometeus, a questo link, dice tra l'altro:
Tutte le specie agrarie che vengono riprodotte per seme vengono valutate dall’agricoltore innanzitutto per un banale parametro: la germinabilità.
Insomma, quando vi fate il seme in casa andate a comprare i vostri bulbi da invasare o l’erbetta per il giardino (sì, anche quella si compra e non si fa in casa) vi aspettate che nasca (germini) e vi dia la pianta per cui avete pagato. Se non nasce nulla, andate dal venditore e gli fate il cosiddetto “paiolo”.
Per tornare ai campi veri, quelli che ci devono dare da mangiare, prediamo, ad esempio, il mais, che rappresenta il caso più “pratico” perché si ha l’equazione: una pianta = una spiga (o pannocchia per i profani).
E’ chiaro a questo punto che, visto che depongo con precisione “millimetrica” i semi nel terreno, devo essere sufficientemente sicuro che la stragrande maggioranza dei semi nasca, altrimenti mi troverò il mio povero campo pieno di “buchi”.
I semi, dunque, devono avere una elevata “germinabilità”, che deve quanto più possibile avvicinarsi al 100%.

Non è però facile raggiungere un obiettivo del genere. E’ chiaro infatti che, per ottenere semi “sani” e soprattutto “vivi”, bisogna crescere le piante in condizioni ideali dal punto di vista idrico e nutrizionale. Non ci devono essere attacchi fungini e tantomeno da parte di insetti, un seme danneggiato non è detto riesca a germinare.
Per questo i semi vanno scelti e trattati con cura. La spiga del mais ad esempio presenta in punta dei semi (cariossidi) che non sono completamente formate e che quindi vanno eliminate. Il raccolto deve inoltre essere effettuato nel momento giusto. E va conservato nel modo giusto, essiccato, difeso dai patogeni, dalle muffe, dagli insetti, dai roditori…
In alcuni casi, ad esempio la barbabietola da zucchero, le cose si complicano ulteriormente. Il seme infatti è piccolo ed irregolare e per essere seminato meccanicamente deve essere “confettato”, ovvero racchiuso in un involucro biodegradabile che lo faccia diventare una sfera rotonda di una dimensione adatta alla semina.

Vi rimando al post originale per l'articolo completo, corredato di foto.

Su Strade si trova invece un interessante 'fact checking' sulle diverse tesi presentate da Report.

Riporto di seguito il primo dei 5 validi punti sollevati dall'autore, Giordano Masini:
1) Brevettato o geneticamente modificato? Sono due cose differenti. Le piante si brevettano all'incirca dagli anni '30, quindi molto tempo prima che apparisse sul mercato il primo OGM, negli anni '90. L'intera trasmissione ha giocato su questo equivoco. Non è chiaro se sia stato un equivoco voluto o provocato dalla scarsa comprensione della materia da parte degli autori, in ogni caso l'impressione è che si stesse parlando di mele del Trentino Ogm. E le mele Ogm non esistono.

 Anche in questo caso, vi racomando la lettura dell'articolo originale.

A presto.


lunedì 11 novembre 2013

«La campagna anti-vivisezione? È falsa perfino nel nome»

Vi invito a leggere l'intervista a Silvio Garattini pubblicata su Tempi (clicca qui per aprire la pagina).

Ecco alcuni stralci.
....
Se usiamo la parola “vivisezione” sono il primo a essere inorridito. Letteralmente vuol dire “sezionare i viventi”, cosa che però non avviene nei laboratori, dove gli animali non vengono affatto aperti in maniera brutale, bensì sono soggetti ad analisi ed esperimenti sempre in sicurezza, nel rispetto di tutte le norme. Il termine giusto sarebbe “sperimentazione animale”: paradossalmente, sarebbe più corretto chiamare “vivisezione” qualsiasi intervento chirurgico facciamo sull’uomo. E non è una precisazione da poco: tempo fa abbiamo fatto un’indagine attraverso l’azienda di sondaggi Doxa. Al quesito “Sei contro la vivisezione?” tutti dicono di sì; se invece si chiede “Sei contro l’impiego degli animali nel progresso della medicina?” le risposte cambiano radicalmente.
.....
Chi è contento se si blocca la sperimentazione animale? L’industria, perché può smettere di portare avanti una pratica che risulta molto costosa. Qui al Mario Negri, ad esempio, il mantenimento degli stabulari (gli ambienti in un laboratorio dove sono ricoverati gli animali, ndr) è la spesa principale dopo gli stipendi. Quando parlano di lobby di interessi, gli animalisti non capiscono che i primi a essere contenti saremmo noi e le industrie farmaceutiche.


venerdì 8 novembre 2013

6 Anni!

Il compleanno è sempre il compleanno! Era l'8 Novembre 2007 quando iniziavo questo blog...
Grazie ai miei lettori per la pazienza...

martedì 5 novembre 2013

No, non hai diritto alla tua opinione...

Ripubblico una parte di uno scritto di Patrick Stokes, lettore di filosofia presso la Deakin University di Melbourne, Australia.

Vi rimando a questo blog per il testo completo ed il link all'originale...

No, non hai diritto alla tua opinione
di Patrick Stokes

Ogni anno, io cerco di fare almeno due cose con i miei studenti almeno una volta. Innanzitutto, cerco di dar loro importanza chiamandoli “filosofi” – un po’ banale, ma auspicabilmente incoraggia un apprendimento attivo.

Secondariamente, affermo qualcosa di questo tipo: “Sono sicuro che avrete sentito l’espressione ‘ognuno ha diritto alla propria opinione’. Forse l’avrete detta voi stessi, magari per bloccare una discussione o per portarla a conclusione. Bene, non appena entrate in questa stanza, questo non è più valido. Non avrete più diritto alla vostra opinione. Avrete diritto solo a ciò che potrete provare.”

......

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...