giovedì 13 marzo 2014

Sperando nella fusione.

Ogni tanto, invece di parlare di bufole, è bello segnalare nuovi sviluppi della ricerca che potrebbero – il condizionale è sempre d’obbligo – portare a grossi vantaggi per tutti.

Nel Giugno del 2011 avevo pubblicato una breve carrellata dei metodi per produrre energia, e della fusione avevo scritto: è la grande scommessa per il futuro, in quanto, se si riuscirà a mettere a punto, questa tecnologia promette di risolvere per sempre le nostre necessità energetiche praticamente senza effetti collaterali. Gli studi sono in corso, ma purtroppo ancora non si vede la luce…

Che cosa è la fusione nucleare? In poche parole, è il processo che genera l’energia delle stelle: si fondono due nuclei di Idrogeno, l’elemento più abbondante dell’universo, e si produce Elio, un gas nobile, leggero ed innocuo (viene usato nei palloncini per esempio), ed una grande quantità di energia.

Le ricerche sulla fusione hanno seguito diverse strade, cercando di trovare un modo per riprodurre la reazione del Sole in condizioni terrestri. Anni fa si era parlato di ‘fusione fredda’, ovvero di metodi che avrebbero permesso di ottenere questo risultato a temperatura ambiente. Purtroppo questi metodi non hanno superato il vaglio delle verifiche, e fino ad oggi si sono rivelati essere solo delle speranze senza risultati reali.

Si sono invece ottenuti risultati con sistemi di ‘confinamento magnetico’, ovvero cercando di trattenere l’idrogeno in piccole cavità usando dei magneti, ed ‘accendendo’ l’idrogeno con dei laser. Risultati non entusiasmanti, visto che a fronte di investimenti enormi (il progetto ITER ha un budget da 15 miliardi di euro) i risultati ottenuti sono stati minimi, con progressi lenti e faticosi, tanto da far definire la fusione il ‘Santo Graal’ della ricerca.

Ma finalmente qualcosa si è mosso! Come riporta la rivista NATURE, un passo avanti molto importante nella ricerca è stato fatto lo scorso autunno al Livermore National Laboratory in California, laboratorio di ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla.

"Per la prima volta in assoluto abbiamo ottenuto più energia dalla combustione rispetto a quanto è stato impiegato per la combustione" da quando si usa questa tecnica, ha detto Omar Hurricane, principale autore dello studio.

Anche se secondo il team di scienziati, tra cui c'è anche l'italiano Riccardo Tommasini, il risultato è ancora "modesto" è tuttavia superiore alle stime e più vicino rispetto a "qualunque altro risultato ottenuto prima" per la realizzazione di energia da fusione, ha concluso Hurricane. La resa dell'esperimento è stata infatti 10 volte maggiore di quanto era stato ottenuto in precedenza.

La ricerca è però ancora lontana dal raggiungimento di quella fase che viene chiamata tecnicamente "accensione", dove si genera più energia di quanta se ne consumi nel contesto generale dell'esperimento: cosa che accadrebbe solo con reazioni a catena autosufficienti, senza le quali l'energia prodotta dalla fusione non sarebbe conveniente.

E’ ancora presto per poter cantare vittoria o per prevedere quando potranno essere costruite delle centrali ‘operative’. E’ però un segno che la ricerca va avanti, e che i risultati, a volte piccoli, a volte importanti, ci sono.

Questi sono i risultati che ci permettono di sperare in un futuro (più o meno prossimo) senza più problemi energetici. Risultati che sono possibili solo grazie alla scienza che continua ad evolversi.

Alla prossima!


Da  Il Novese, numero 10, Giovedì 13 Marzo 2014

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