sabato 25 gennaio 2014

IN PIAZZA PER CHIEDERE IL RILASCIO DEL GOLDEN RICE

Ricevo e condivido la notizia di questa importante manifestazione a favore del Golden Rice. Chi può, partecipi!

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Il gruppo Italia Unita Per La Scienza sostiene la manifestazione di protesta organizzata dal Dr. Patrick Moore, ex fondatore di Greenpeace, a Roma, contro il blocco dell’autorizzazione del Golden Rice, riso geneticamente migliorato per prevenire gli effetti catastrofici della carenza di vitamina A nei bambini dei paesi sottosviluppati.

Milano, 24 Gennaio – Domenica 26 Gennaio a Roma in Piazza del Popolo (14-16) si terrà una manifestazione organizzata dal Dr. Patrick Moore, ex fondatore di Greenpeace, per protestare contro il blocco dell’autorizzazione del Golden Rice, che dura ormai da più di dieci anni.
Il Golden Rice è un riso geneticamente modificato che contiene un’alta quantità di precursore della vitamina A. Il suo utilizzo potrebbe prevenire cecità e morte, provocata dalla carenza di tale vitamina nei paesi meno sviluppati: secondo l’ Organizzazione Mondiale Sanità (OMS), sono due milioni l’anno le persone, specialmente bambini, a soffrire gli effetti di questa carenza.

La manifestazione costituisce la tappa italiana della campagna mondiale “allowgoldericenow”, organizzata dallo stesso Patrick Moore, che vede il sostegno di scienziati e persone di vari ambiti. Il giorno seguente, 27 Gennaio, ci sarà una conferenza (aula Montalenti, Istituto di Genetica, ore 10.30), dove prenderanno parola, oltre a Moore, l’ex Presidente di Legambiente Chicco Testa, Piero Morandini (Università degli Studi di Milano), Felice Cervone, Presidente Federazione Italiana Scienza della Vita e Klauss Ammann, Professore Emerito dell’Università di Berna.

«Chiediamo a Greenpeace e ai suoi alleati di permettere un’eccezione umanitaria alla loro politica di tolleranza zero sulla modifica tramite ingegneria genetica», ha concluso Moore. Il Golden Rice, infatti, è stato prodotto con l’ingegneria genetica e l’opposizione verso la sua autorizzazione è molto forte, al punto che la ricerca e i campi necessari per il suo sviluppo sono stati a lungo sabotati, anche con la diffusione di allarmi ingiustificati di tossicità. Questo riso, al contrario, non presenta rischi, ma grandi vantaggi ed è progettato per avere semi fertili, evitando così il controllo da parte di multinazionali.

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Per Italia Unita Per la Scienza: italiaunitaxlascienza@live.com
coordinatore nazionale
-      Federico Baglioni: 3703048149, federico.baglioni@live.com

Per maggiori informazioni: http://www.allowgoldenricenow.org/
-      Dr. Patrick Moore +1 778-383-9053, mmoore@allowgoldenricenow.org
-      Dr. Piero Morandini 340-6653-091

venerdì 17 gennaio 2014

Venerdì 17!!!

Eddai! E' Venerdì 17!!! Auguroni a tutti, e scatoletta speciale per il vostro gatto nero!





Dal 2009 il CICAP ha proclamato in tutta Italia la "Giornata AntiSuperstizione" in occasione del venerdì 17, per ricordare ironicamente al grande pubblico che non c’è nulla da temere dai gatti neri o dal sale rovesciato e che semmai è proprio essere superstiziosi che porta sfortuna a chi si lascia condizionare.*** Nel 2014 avremo due venerdì 17: la giornata di domani e quella del mese di ottobre. La Giornata nazionale Anti Superstizione vera e propria si terrà venerdì 17 ottobre, ma già domani 17 gennaio si terranno eventi sul tema della superstizione in varie regioni d’Italia, tra le quali l'Abruzzo, il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto. Questo venerdì 17 gennaio sarà anche l’occasione per presentare il Resoconto delle attività svolte dal CICAP nel 2013, che verrà inviato nei prossimi giorni a tutti i soci, e del quale si può trovare un'anteprima sul sito www.cicap.org. Continuate a seguirci e buon venerdì 17 a tutti!



giovedì 16 gennaio 2014

Ma che freddo…



Mentre scrivo c’è una temperatura decisamente poco invernale. 9°C alle 8 di sera a Gennaio non si può definire freddo. Nello stesso momento, in America settentrionale, si registrano minime di 50 °C SOTTO zero. Rabbrividisco solo a scriverlo… Con tutte le notizie che abbiamo sentito sul riscaldamento globale, cosa dobbiamo pensare? Che si riscalda da noi mentre si raffredda da loro?

Clicca per ingrandire
Proviamo a fare qualche verifica da profani. Ci sono siti web, come ‘ilmeteo.it’, che mettono a disposizione dati storici di temperatura per diverse località. E’ abbastanza facile prendere queste informazioni e farne un grafico. Io per esempio, in pochi minuti, ho raccolto le temperature medie, minime e massime del mese di Dicembre dal 1973 al 2013, per Caselle Torinese (questi dati storici non ci sono per tutte le città).

A prima vista si nota una discreta variazione tra anno ed anno. Per esempio, la temperatura massima media del 2011 era superiore ai 10°C contro i 5°C dell’anno precedente. Altra cosa che ho notato è una certa costanza nei giorni di neve negli ultimi 40 anni, nonostante la mia proverbialmente ottima memoria mi dica che un tempo nevicava molto di più.

Se su questi dati si calcola l’andamento, si scopre che le massime sono aumentate di mezzo grado, le media di un quarto di grado e le minime sono, anche se di poco, diminuite. Questa tendenza sembra
Clicca per ingrandire
essere in linea con le previsioni mondiali. Grande!

In realtà questa mia analisi è solo un gioco, senza nessuna pretesa di validità, per una serie di ottime ragioni. Intanto ho preso in considerazione un solo mese dell’anno, non ho idea di che strumenti siano stati usati nel corso degli anni (posso supporre che siano stati tutti calibrati, ma non lo posso sapere), non so dove è la stazione di misurazione (magari nel 1973 era in campagna, e da allora ci è cresciuta la città intorno), ma soprattutto non sono un meteorologo! Io non so come considerare i diversi valori ne come valutarli correttamente. Io so di essere ignorante in materia, e quindi cerco di informarmi da chi mastica l’argomento meglio di me.

Purtroppo l’argomento ‘clima’ è tutt’altro che facile da valutare. Ci sono diverse banche dati che permettono di seguire l’andamento di diversi parametri (temperatura, umidità, giorni di sole eccetera) dal 1700 ad oggi. Questi dati devono però essere ‘normalizzati’, ovvero le misure devono essere corrette per tutta una serie di parametri, quali la precisione ed accuratezza degli strumenti o la posizione del centro di misurazione. Sono quelli che gli addetti ai lavori chiamano ‘errori sistematici’, ed i risultati possono essere parecchio diversi a seconda di come vengono corretti.

Spero di non sbagliare nel dire che la maggior parte degli studiosi è convinta di una tendenza globale al riscaldamento – mettendo insieme tutti i dati di tutto il mondo, la temperatura media della terra è in aumento. La causa di questo riscaldamento sembra essere l’aumento di anidride carbonica prodotta dalle attività umane.

Ci sono però molte critiche alla tesi del riscaldamento, che si basano sugli stessi dati di partenza ma valutati in modo diverso. L’effetto dell’anidride carbonica viene definito meno importante di altri fenomeni, come il ciclo delle macchie solari.

Io purtroppo sono ignorante, quindi non posso dire chi ha ragione e chi torto. Posso solo ritenere più
Foto tratta da http://www.indire.it
valida la tesi del riscaldamento globale causato dalle attività umane, sia perché le argomentazioni mi sembrano più complete ed accurate, sia perché ritengo comunque pericoloso continuare ad inquinare come stiamo facendo.

I nostri figli ne sapranno di più, prima o poi. Io posso solo continuare a leggere e cercare di tenermi informato, usando quel poco cervello che ho per valutare le fonti.

Alla prossima.

Da  Il Novese, numero 2, Giovedì 16 Gennaio 2014

martedì 7 gennaio 2014

Ma io, valgo più o meno di un ratto?

Di Nicoletta 'Nike' Boido.

Le affinità morfologiche e biochimiche tra diverse specie e le evidenze paleontologiche confermano che tutti gli organismi derivano da progenitori ancestrali comuni, per cui possiamo dire di essere parenti dei ratti. 
Basiamoci sulla classificazione scientifica che riunisce le specie secondo le caratteristiche morfologiche che condividono e secondo le teorie evoluzioniste, analizziamo passo dopo passo fino a quando i ratti possono “vantare” una parentela con l’uomo. Partendo dallo scalino più alto della classificazione scientifica: 

  • DOMINIO, ratto e uomo sono entrambi EUCARIOTI (organismi viventi uni o pluricellulari costituiti da cellule dotate di nucleo il che accomuna animali funghi e piante) 
  • REGNO appartengono entrambi al regno ANIMALIA di cui fanno parte quegli organismi eucarioti, con differenziamento cellulare ( in biologia, indica la maturazione di una cellula o di un tessuto da una forma primitiva o indifferenziata a una forma matura o differenziata, con funzioni specializzate: negli organismi pluricellulari complessi serve per ripartirsi i compiti.), eterotrofi ( è la condizione nutrizionale di un organismo vivente che non è in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche autonomamente partendo da molecole inorganiche: per sopravvivere deve far riferimento a composti organici precedentemente sintetizzati da altri organismi, che sono invece detti autotrofi, come ad esempio tutte le piante che posseggono clorofilla) e mobili durante almeno uno stadio della loro vita, estesi per livello di complessità dai placozoi (organismi marini di acque basse, microscopici e somiglianti vagamente alle amebe, non più grandi di alcuni millimetri e spessi qualche decimo) all'uomo…! 
  • PHYLUM: occupiamo ancora la stessa nicchia: CHORDATA e…
  • SUBPHYLUM: VERTEBRATA di cui fanno parte gli organismi caratterizzati dal possedere una struttura scheletrica ossea e/o di cartilaginea. 
  • CLASSE: MAMMIFERI.che conta circa 5.400 specie (5420) attualmente viventi, variabili in forma e dimensioni dai pochi centimetri e due grammi di peso del mustiolo, agli oltre 30 metri e 150 tonnellate di peso della balenottera azzurra, uno dei più grandi animali finora apparsi sulla Terra. 
A questo punto le strade si separano: il ratto appartiene all’ORDINE dei RODITORI mentre l’uomo appartiene a quello dei PRIMATI che costituiscono un ordine di Mammiferi placentati comprendenti i tarsi, i lemuri, le scimmie e l'uomo moderno. 

La classificazione scientifica prevede ancora la FAMIGLIA: il ratto appartiene a quella delle MURIDE e l’uomo a quella degli HOMINIDI noti anche come grandi scimmie, una famiglia di Primati risalente al Miocene inferiore; poi il GENERE: i ratti è quello del RATTUS e quello dell’uomo: HOMO.

Le similitudini morfologiche che accomunano ratti e uomini, quindi, sono tante da affiancarli sino alla Classe dei mammiferi e poi le strade si separano divergendo. 

Però l’uomo ha seguito una linea evolutiva a sé stante nel regno animale che ha indubbiamente fatto di lui un soggetto “particolare” per il grado di capacità che ha acquisito nel relazionarsi, nel comunicare, nell’ apprendere, nell’ adattare sé all' ambiente che lo circonda ed adattandolo a sé quando necessario e/o possibile. 

Questo processo non è stato sempre facile per gli uomini e, non sempre, è stato privo di errori e incidenti, ma tant’è che ci siamo evoluti fino ad oggi e se volgiamo l’attenzione alla Nostra Storia Passata, non possiamo non essere fieri delle nostre conquiste, come pure non possiamo non vergognarci dei tanti errori commessi, ma per fare un’analisi corretta dovremmo avere una conoscenza enciclopedica che ci permettesse di valutare il nostro cammino sotto diversi punti di vista. (A farlo con la Mia Conoscenza della storia e della scienza, il risultato sarebbe veramente riduttivo e mi sono già spremuta parecchio per imbastire il ragionamento di qui sopra!).

Ma quello che mi frulla nella testa è questo: nel cammino dell’evoluzione dei nostri due protagonisti, il ratto da una parte e l’uomo dall’altra, ad un certo punto il ratto se n’è andato in giro bel bello a fare le “cose sue” senza preoccuparsi più di tanto del perché e del percome si trova su questa terra, non si è spremuto più di tanto per rendere la vita dei suoi simili migliore sotto qualsivoglia punto di vista: mangia quello che trova e se non trova nulla digiuna, non semina, non raccoglie, non impara, non insegna, non migliora, ha sviluppato capacità finalizzate alla sola “sua” sopravvivenza in maniera istintiva ed automatica senza porsi domande, senza cercare risposte fondamentalmente perché non ha acquisito “consapevolezza di sé”.

L’uomo, al contrario, le domande se le è poste, le risposte le ha cercate, si è ingegnato per migliorare la vita propria e quella dei suoi simili: ha seminato, ha raccolto, ha trasmesso agli altri le proprie conoscenze ed è per questo che la sua evoluzione l’ha portato così lontano da suo punto di partenza. 

Facendo questo percorso, ha commesso errori – è palese! – ma tanti sono i risultati che hanno contribuito al miglioramento della vita della sua specie e di quelle che lo circondano – e non datemi addosso con la storia dell’inquinamento e compagnia bella: lo so che ha innescato tutta una serie di problemi, ma sono il prezzo che paghiamo a tante belle comodità… cerchiamo di non essere ipocriti e superficiali come sempre!- Quanto ci hanno arricchito in termini non di denaro, ma di conoscenza, di consapevolezza, di appagamento gli sforzi compiuti da scienziati, filosofi, matematici, poeti, artisti: tutto ciò ci fa estremamente diversi dal ratto! Quanti uomini e donne hanno perso la loro vita nel corso di questo cammino? Ogni specie vivente ha tratto vantaggi e pagato pegni lungo questo percorso! 

L’uomo è l’unico essere consapevole del proprio destino, l’unico che avverta con “consapevolezza di sé” che prima nasce e poi muore: è questo che lo rende diverso dagli altri animali, è la base della sua spinta vitale… allontanare la morte/migliorare la vita. L’istinto lo guida, ma non domina la sua esistenza ed è forse proprio la consapevolezza che interverrà la morte a porre fine alla sua esistenza a dare il senso vero alla sua vita, ad infondergli il desiderio di lasciare un segno del proprio passaggio sulla terra. 

No, mi dispiace, non mi convincerete mai che la vita di un essere umano valga quanto quella di un qualsiasi animale da laboratorio: il confronto non regge.

sabato 4 gennaio 2014

Da parte di Giulia Corsini

Su richiesta dell'autrice, Giulia Corsini, pubblico nel mio blog questa sua nota, disponibile su Facebook a questo indirizzo.

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Considerazioni su di un Medico Veterinario + prove contro le accuse rivolte a Caterina e a me

Gli animalisti, tra le storie che portano per screditare quanto affermato da Caterina Simonsen sul tema della Sperimentazione Animale, tirano in ballo molto spesso la sottoscritta. Un articolo che viene molto condiviso è quello di Michela Pettorali: "Considerazioni di un medico veterinario sul caso di Caterina Simonsen" che potete trovare al seguente link:

http://gallineinfabula.wordpress.com/2013/12/30/considerazioni-di-un-medico-veterinario-sul-caso-simonsen/

Complimenti a Michela Pettorali per l’astuta scelta del titolo: la "spersonificazione" delle proprie considerazioni puramente personali a “Medico Veterinario”.
Si voleva forse dare una tinta di autorità al pezzo, che con la figura professionale del medico veterinario ha in realtà poco a che fare?

Perché ci tengo a rispondere?
Perché, in un accozzaglia di valutazioni individuali vengo citata, io, amica di Caterina, descritta come sua“tutor”.
“anche io, come Caterina Simonsen, sono stata studente di Medicina Veterinaria e come la sua “tutor”, Giulia Corsini, sono ora Medico Veterinario.” 
La stessa Pettorali propone il suo articolo nei vari blog riguardanti il caso di Caterina, tirando in ballo la sottoscritta.
Questa potrebbe essere una strategia per cercare di screditare le idee di Caterina, attribuendole a me, come hanno fatto altri animalisti.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12738

Prosegue: 
“Caterina, considerandola quindi una persona che, vista la sua vulnerabilità sull’argomento, è stata strumentalizzata, che si è purificata col sacro fuoco della scienza; ma non potrei mai affermare che ama la vita perché è vegetariana, perché studia veterinaria e perché si fa ritrarre abbarbicata al suo cane personale con occhi languidi: Caterina,giustamente, ama la vita, la SUA vita e il SUO cane, non gli animali, tutti.”
Parla di strumentalizzazione.

Tralasciando il fatto che la Pettorali non entra minimamente nel merito della questione della sperimentazione animale, sta affermando che Caterina sia in una posizione vulnerabile che la rende manipolabile.

In altre parole: sta dicendo che la condizione di salute fisica di Caterina stia pregiudicando la sua forza e la sua capacità di raziocinio.
Detto da una persona che preferisce prestare attenzione solo alla “vocina interiore” [che secondo me ha molto il timbro di Mickey Mouse] che le faceva vivere con “ angoscia e con sgomento, le interminabili lezioni di Zootecnia, di Ispezioni ai macelli dell’odore mortale delle esercitazioni di Anatomia Patologica o le istruttive gite di apprendimento ai vari macelli” mi sembra quasi un paradosso!

Osserviamo la questione da un’altra prospettiva.
Occorre valutare la condizione del medico veterinario nel nostro Paese:

In Italia viene prodotto un esubero di figure professionali: su 69 facoltà di veterinaria nell’Unione Europea, ben 14 sono presenti nel nostro Paese. Il veterinario, inoltre, ha un mercato esclusivo molto ristretto: ci sono, infatti, diversi corsi paralleli: scienze di produzione animale, scienze dell'alimentazione.... che preparano figure professionali più "specializzate", che riescono ad inserirsi più facilmente nel mercato del lavoro.
I veterinari professionisti vengono considerati insieme a quelli pubblici per calcolare le stime di reddito.
Per fare un confronto, i veterinari pubblici hanno un reddito medio di circa 63.000€/anno.
I liberi professionisti non arrivano mediamente ai 15.000.
Dato che le stime di reddito si fanno considerando i veterinari privati insieme a quelli pubblici subentra il discorso dell'adeguamento ai minimi di reddito: come saprà bene la Pettorali, l’agenzia delle entrate ha creato per ogni categoria professionale e età delle tabelle con un reddito minimo che se non rispetti (dopo i 3 anni) cominciano a controllare. Quindi il veterinario professionista deve scegliere se pagarsi un commercialista o saldare la cifra che gli consente di adeguarsi ai minimi di reddito (quale costa di meno tra le due?).
Tanti veterinari finiscono dentro questo triste giochino senza saperlo. Tutto questa scoraggiate situazione rende la concorrenza molto spietata.

Tornando alla questione Simonsen...
E se fosse stata strumentalizzata per ottenere visibilità ?
D'altronde l'articolo è stato discretamente condiviso.

Come ben sappiamo entrambe, gli animalisti, soprattutto gli estremisti, rappresentano un nutrito e florido insieme di potenziali clienti.
Certo, non lo si può dire con certezza e probabilmente non sarà così, però il dubbio a qualcuno potrebbe venire, non vi pare?

Vorrei anche ricordare che non esistono solo veterinari che si occupano della salute dei piccoli animali o del benessere animale, ma esistono veterinari che si occupano di salute pubblica. Non dimentichiamoci che la figura del medico veterinario è nata anche e soprattutto per tutelare la salute umana!
Il giuramento dei infatti veterinari riporta:
"prometto solennemente di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell'uomo, alla cura e al benessere degli animali"
La salute dell'uomo viene al primo posto, anche nel giuramento.

La medicina veterinaria attinge tantissimo dalla medicina umana.
I farmaci , i dispositivi biomedicali come gli stessi materiali di ortopedia impiegati per trattare la rottura del legamento crociato, i trattamenti chirurgici e medici, i vari protocolli da seguire che lei applica alla professione sono stati ottenuti solo ed esclusivamente grazie al “sacro fuoco della scienza” che lei condanna.

Caterina non ha bisogno di essere giustificata dalla Pettorali, per giunta dopo le aggressioni che ha subito, dalle quali la veterinaria non si è minimamente preoccupata di prendere le distanze.
Caterina non ha colpe da giustificare per essere stata coraggiosa ma soprattutto onesta!

Ma cosa intende la Pettorali per “amore per gli animali”?

Lo applica quando prescrive antiparassitari,quando nutre i nostri amici a quattro zampe carnivori, quando utilizza le conoscenze ottenute grazie al “sacro fuoco della scienza”?

Per chiudere la questione Pettorali, una rettifica ad una sua affermazione errata : la sottoscritta non è medico veterinario, è ancora una studentessa che spera di valutare le cose in maniera oggettiva e professionale,senza interessi, senza pregiudizi chiamati “vocina interiore”.
Una semplice studentessa che spera di diventare presto un medico veterinario onesto.


Tornando al discorso più generale della "strumentalizzazione", gli animalisti sostengono cheCaterina "non si sia mai esposta prima", che "sia un'ottima trovata commerciale", che sia stata "strumentalizzata per la questione della legge. A volte sostengono che dietro tutto questo ci siano le famigerate lobby farmaceutiche, un'azienda che si chiama "Simonsen" di cognome oppure io, perché consigliere di Pro-Test Italia.

Dovete sapere che Caterina è stata mia compagna di classe all'università per i primi due anni, lei sedeva davanti e io in mezzo nelle classi immense, che contengono 120 studenti e passa. Non passava inosservata perchè portava una mascherina.
Una volta l'ho incontrata in treno e forse, se non ricordo male, c'era anche Moka, il furettino, avevamo amiche in comune... è così che conobbi la sua storia:
Mi disse che è affetta da una malattia genetica rara causata da deficit di alfa1-antitripsina, che colpisce soprattutto i polmoni e il fegato. In particolare, in persone come lei vi è un grosso aumento del rischio di sviluppare una patologia polmonare cronica, consistente soprattutto in enfisema polmonare e bronchiesctasie, ovvero dilatazioni irreversibili dei bronchi che impediscono la respirazione e permettono la proliferazione di batteri e funghi patogeni che causano frequenti infezioni polmonari.

Successivamente l'ho persa di vista, non poteva venire in facoltà per le condizioni di salute...

Ma lei continuava a lottare, soprattutto contro la disinformazione, come me, difatti l'ho ritrovata proprio su Facebook, nell'ormai lontano ottobre 2012 su una pagina animalista contro la sperimentazione animale “per un mondo più etico”: alla controparte non importava la storia di Caterina,e le ragioni per cui deve fidarsi delle persone e della ricerca, perché “ fa presa zero” “perché “ è poco informata, e pretende di sparare sulla professionalità altrui perché è malata”. Viene definita “ignorante”. 


L'ho trovata proprio qui (finchè non cancellano il post, ovviamente: screenshottate pure: https://www.facebook.com/MondoEtico/posts/339659246130608)

Il post molto lungo... ho estrapolato alcuni commenti.











Caterina si era stufata di dialogare e gli animalisti continuavano ovviamente ad infierire.






In quella lunga discussione avevo partecipato anche io:



E' stato proprio allora che l'ho rincontrata e le ho chiesto l'amicizia.

Da notare che da "fai presa zero" gli insulti rivolti a Caterina nel frattempo si sono modificati e si parla di "ottima trovata" e cose simili.

La stessa pagina attualmente ha messo in evidenza un articolo proveniente dallo stesso blog, "Gallineinfabula" dove di nuovo vengono fatte allusioni su "manipolazioni e simili" e vengo citata.





Quanta ipocrisia.

Se questa mia nota verrà diffusa mi piacerebbe proprio sapere come correggeranno il tiro e che nuove favole inventeranno.
Certo, cercare collegamenti alla Adam Kadmon su cognome, amicizie, andare a spulciare nella sua vita privata alla ricerca disperata di appigli alla quale aggrapparsi per cercare di screditarla come persona, il tutto senza entrare nel merito degli argomenti  che Caterina ha espresso, fa capire il livello di questa gente.


Giulia

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