venerdì 28 marzo 2014

Lettera aperta sul presunto rapporto tra vaccini e autismo

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Al Ministro della Salute
On. Beatrice LORENZIN
Al Presidente della XII Commissione
(Igiene e sanità) del Senato della Repubblica
On. Emilia Grazia DE BIASI
Al Presidente della XII Commissione
(Affari sociali) della Camera dei Deputati
On. Pierpaolo VARGIU
Al Presidente della Federazione nazionale
degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri
Dott. Amedeo BIANCO


La recente notizia dell'indagine della procura di Trani sul presunto nesso tra vaccinazione trivalente e autismo ha riaperto una discussione che sembrava sepolta. L'ipotesi che il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) potesse causare l'autismo risale al 1998 quando un medico inglese pubblicò uno studio che sembrava dimostrare l'esistenza di anticorpi antimorbillo nell'intestino di bambini autistici. L'allarme suscitato dallo studio causò un brusco calo delle vaccinazioni nel Regno Unito con conseguente ritorno del morbillo con migliaia di infezioni, molte complicazioni e persino decessi. Le indagini che seguirono scoprirono che l'autore dello studio aveva realizzato un falso scientifico deliberato, manipolando i dati e falsificando le conclusioni; confessò poi di aver agito su pagamento di un avvocato che si occupava di richieste di risarcimento. Lo studio fu quindi ritirato e il medico radiato dall'ordine professionale.

Successive e ripetute indagini hanno dimostrato che non c'è nessuna relazione tra vaccinazione trivalente e autismo. Anzi, la correlazione è ampiamente smentita da studi su campioni importanti di popolazione.

Sappiamo che alcune malattie prevenibili con la vaccinazione (morbillo, poliomielite, rosolia ed altre), e che spesso non hanno una cura efficace, possono causare gravissimi danni a chi ne è colpito e persino la morte (nel morbillo in un caso su 2000 in media) mentre gli effetti collaterali dei vaccini (sempre possibili quando si parla di un farmaco) sono rarissimi e nella grande maggioranza dei casi lievi e passeggeri.

Eppure ripetutamente, per malafede o per ignoranza, il falso allarme delle vaccinazioni che provocano autismo viene rilanciato. In diverse occasioni, associazioni senza alcun peso scientifico, medici che non hanno mai realizzato una pubblicazione scientifica sul tema e avvocati specializzati in cause di risarcimento ripropongono il tema rilanciando le loro affermazioni sui media, e causando un comprensibile allarme in chi si sottopone alla vaccinazione fidandosi delle istituzioni pubbliche e sanitarie.

Questi allarmi ingiustificati minano la fiducia nelle vaccinazioni, che invece hanno salvato noi e i nostri figli. In questo senso, stupisce anche la presa di posizione di un'associazione (Codacons) che avrebbe lo scopo di proteggere il consumatore.

Il pericolo è reale, basti pensare alle recenti epidemie in varie parti del mondo, come in Galles (con migliaia di infetti e un decesso da morbillo) e Olanda (anche qui un decesso), dovute proprio al rifiuto della vaccinazione. In Europa i casi di morbillo sono inaccettabilmente alti, 30 Paesi dell'Unione Europea hanno registrato 10.271 casi e 3 decessi.

Perché, contro il parere unanime delle società scientifiche, dell'Istituto superiore di sanità, dell'Agenzia italiana del farmaco e dell'OMS, dare credito a fonti del tutto inattendibili e con l'interesse preciso a spargere informazioni false?

Si chiede quindi a voi, quali rappresentanti delle istituzioni, di prendere gli opportuni provvedimenti per informare correttamente la popolazione, evitare che siano sparse paure ingiustificate e pretestuose quando non palesemente false e far sì che le persone che causano un allarme nella popolazione debbano rispondere nelle opportune sedi delle loro affermazioni. Al tempo stesso, ferma restando la necessità di informare adeguatamente i cittadini sui rischi e i benefici della pratica vaccinale favorendo così un'accettazione cosciente e responsabile della vaccinazione, è opportuno un giusto sostegno ai programmi di vaccinazione, che rappresentano un segno di progresso, civiltà e protezione della salute pubblica, compito che la stessa OMS ha deputato ai ministeri competenti nazionali e quindi anche a quello del nostro paese.

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PRIMI FIRMATARI

Vincenzo BALDO, professore di igiene presso il dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Padova; Paolo BONANNI, ordinario di Igiene all'Università di Firenze, coordinatore Core Board Gruppo Vaccini della Società Italiana di Igiene (SItI); Luca BONFANTI, neurobiologo e professore all'Università di Torino; Alessandro CAPOLONGO, pediatra di famiglia, referente per le Marche della Rete Vaccini e malattie infettive della Federazione italiana medici pediatri (FIMP); Paolo CASTIGLIA, ordinario di igiene all'Università degli Studi di Sassari, Consigliere dell'Ordine dei medici delle provincie di Sassari Olbia-Tempio; Elena CATTANEO, professore ordinario all'Università degli Studi di Milano e senatore a vita; Marco CATTANEO, direttore di "Le Scienze"; Giorgio CONFORTI, pediatra di famiglia e referente della Rete Vaccini e malattie infettive della Federazione italiana medici pediatri (FIMP); Gilberto CORBELLINI, professore di storia della medicina alla "Sapienza" Università di Roma; Michele DE LUCA, direttore del Centro di medicina rigenerativa "Stefano Ferrari", Università di Modena e Reggio Emilia; Maurizio DE MARTINO, professore ordinario di pediatria dell'Università di Firenze, direttore del reparto di pediatria Internistica dell'ospedale pediatrico "Anna Meyer"; Salvo DI GRAZIA, medico specialista in fisiopatologia della riproduzione umana, divulgatore scientifico; Sergio DELLA SALA, professore di neuroscienze cognitive umane, University of Edinburgh; Giuseppe FERRERA, responsabile Servizio Epidemiologia ASP di Ragusa; Antonio FERRO, responsabile del progetto "Vaccinarsi. org"; Silvio GARATTINI, direttore dell'IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri"; Franco GIOVANETTI, dipartimento di prevenzione della ASL CN2 Alba-Bra; Jacopo MELDOLESI, professore al dipartimento di neuroscienze dell'Università Vita e Salute San Raffaele di Milano; Luca PANI, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA); Giuseppe REMUZZI, direttore del dipartimento di medicina dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coordinatore delle ricerche all'Istituto Mario Negri di Bergamo; Giovanni REZZA direttore del dipartimento malattie Infettive, parassitarie e immunomediate dell'Istituto superiore di sanità; Walter RICCIARDI, direttore del dipartimento di sanità pubblica del Policlinico Gemelli di Roma; Luigi SUDANO, dirigente medico Ausl Valle d'Aosta, già membro della Commissione Nazionale Vaccini; Paolo VINEIS, Professore Ordinario di Epidemiologia, Imperial College of Technology, Science and Medicine, Londra; Carla M. ZOTTI, docente di sanità pubblica presso la Scuola di medicina dell'Università di Torino

Hanno inoltre aderito tra i primi firmatari, le associazioni:
A.N.G.S.A. - Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici - Veneto; Autismo Treviso Onlus; CICAP - Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze; SITI - Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica

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Maggiori informazioni sul presunto nesso tra vaccini e autismo sono disponibili a questi link:
http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/MPR_autismo.asphttp://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/measles-rubella-monitoring-february-2014.pdf
http://www.cdc.gov/vaccinesafety/Concerns/Autism/antigens.html
http://www.who.int/vaccine_safety/committee/topics/mmr/mmr_autism/en/

mercoledì 26 marzo 2014

A proposito di vaccini... (UPD)

In questi giorni si fa un gran parlare di vaccini per via di una indagine avviata da una procura (ed a questo riguardo plaudo alla presa di posizione del ministro Lorenzin).


Prima di tutto ricordiamo che il SSN copre le spese per praticamente qualsiasi patologia, reale (con le medicina) o immaginaria (con il supporto psicologico), inclusi gli eventuali problemi causati da reazioni avverse ai trattamenti medici. Inoltre, mentre ritengo ingiusto il ricorso all'avvocato per ogni possibile errore medico 'in buona fede', è giusto perseguire l'errore per incompetenza o per dolo.

Detto questo, ci sono malattie, che possono portare anche a problemi cronici ed invalidanti, che possono essere evitate con un vaccino. Ma visto che gli antivaccinisti stanno facendo molto rumore al riguardo, mi permetto di fare una proposta...

Non vuoi vaccinarti o far vaccinare i tuoi figli? Benissimo. Devi solo sottostare a queste per me ragionevoli condizioni:
  • In caso il non vaccinato contragga una malattia evitabile con una vaccinazione di quelle raccomandate dal SSN, lui o la sua famiglia pagherà TUTTI i costi associati. Medicine, ricoveri, spese mediche, riabilitazione eccetera.
  • Il non vaccinato che sarà ritenuto responsabile del contagio di altre persone che per validi motivi non sono/non hanno potuto essere vaccinate dovrà pagare TUTTE le spese mediche per le persone contagiate.
In altre parole: a dispetto delle statistiche e delle raccomandazioni dell'OMS ritenete i vaccini inutili o pericolosi? Liberi di non farli ma PAGATENE tutte le conseguenze.

Tra l'altro, mi piacerebbe sapere come si comportano le assicurazioni sanitarie negli USA quando devono rimborsare cure per problemi legati ad un amancata vaccinazione...

Saluti

Ho chiesto ad una amica, direttrice di un programma sanitario all'ospedale di Cleveland, notizie sulla situazione vaccini negli USA:
Hi Claudio, parents are free to choose to vaccinate or not vaccinate their children in the US. I do not know of any insurance implications (eg, higher premiums for families who do not vaccinate). The big challenge here is that many schools/day care facilities require proof of vaccination for enrollment. Parents who do not vaccinate based on religious grounds are given exemptions. Another challenge in the US is that not all health plans provide free vaccination, meaning that some children may not be vaccinated because of cost. There are new regulations to mandate free vaccination under the Affordable Care Act ("Obamacare"). Hope this helps

giovedì 13 marzo 2014

Sperando nella fusione.

Ogni tanto, invece di parlare di bufole, è bello segnalare nuovi sviluppi della ricerca che potrebbero – il condizionale è sempre d’obbligo – portare a grossi vantaggi per tutti.

Nel Giugno del 2011 avevo pubblicato una breve carrellata dei metodi per produrre energia, e della fusione avevo scritto: è la grande scommessa per il futuro, in quanto, se si riuscirà a mettere a punto, questa tecnologia promette di risolvere per sempre le nostre necessità energetiche praticamente senza effetti collaterali. Gli studi sono in corso, ma purtroppo ancora non si vede la luce…

Che cosa è la fusione nucleare? In poche parole, è il processo che genera l’energia delle stelle: si fondono due nuclei di Idrogeno, l’elemento più abbondante dell’universo, e si produce Elio, un gas nobile, leggero ed innocuo (viene usato nei palloncini per esempio), ed una grande quantità di energia.

Le ricerche sulla fusione hanno seguito diverse strade, cercando di trovare un modo per riprodurre la reazione del Sole in condizioni terrestri. Anni fa si era parlato di ‘fusione fredda’, ovvero di metodi che avrebbero permesso di ottenere questo risultato a temperatura ambiente. Purtroppo questi metodi non hanno superato il vaglio delle verifiche, e fino ad oggi si sono rivelati essere solo delle speranze senza risultati reali.

Si sono invece ottenuti risultati con sistemi di ‘confinamento magnetico’, ovvero cercando di trattenere l’idrogeno in piccole cavità usando dei magneti, ed ‘accendendo’ l’idrogeno con dei laser. Risultati non entusiasmanti, visto che a fronte di investimenti enormi (il progetto ITER ha un budget da 15 miliardi di euro) i risultati ottenuti sono stati minimi, con progressi lenti e faticosi, tanto da far definire la fusione il ‘Santo Graal’ della ricerca.

Ma finalmente qualcosa si è mosso! Come riporta la rivista NATURE, un passo avanti molto importante nella ricerca è stato fatto lo scorso autunno al Livermore National Laboratory in California, laboratorio di ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla.

"Per la prima volta in assoluto abbiamo ottenuto più energia dalla combustione rispetto a quanto è stato impiegato per la combustione" da quando si usa questa tecnica, ha detto Omar Hurricane, principale autore dello studio.

Anche se secondo il team di scienziati, tra cui c'è anche l'italiano Riccardo Tommasini, il risultato è ancora "modesto" è tuttavia superiore alle stime e più vicino rispetto a "qualunque altro risultato ottenuto prima" per la realizzazione di energia da fusione, ha concluso Hurricane. La resa dell'esperimento è stata infatti 10 volte maggiore di quanto era stato ottenuto in precedenza.

La ricerca è però ancora lontana dal raggiungimento di quella fase che viene chiamata tecnicamente "accensione", dove si genera più energia di quanta se ne consumi nel contesto generale dell'esperimento: cosa che accadrebbe solo con reazioni a catena autosufficienti, senza le quali l'energia prodotta dalla fusione non sarebbe conveniente.

E’ ancora presto per poter cantare vittoria o per prevedere quando potranno essere costruite delle centrali ‘operative’. E’ però un segno che la ricerca va avanti, e che i risultati, a volte piccoli, a volte importanti, ci sono.

Questi sono i risultati che ci permettono di sperare in un futuro (più o meno prossimo) senza più problemi energetici. Risultati che sono possibili solo grazie alla scienza che continua ad evolversi.

Alla prossima!


Da  Il Novese, numero 10, Giovedì 13 Marzo 2014

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