lunedì 5 gennaio 2015

Di che colore si veste Babbo Natale!

L’anno vecchio è finito ormai e (come cantava Dalla) qualcosa ancora qui non va, è passata pure la Befana, quindi cerchiamo di riprendere le buone abitudini di una rubrica quasi settimanale…
 
Finito il periodo natalizio, vi riassumo un articolo di QueryOnLine (la rivista web del CICAP) sulle origini del rosso dispensatore di doni.
Babbo Natale è cicciotto, con la barba bianca, ed indossa un vestito rosso bordato di bianco, con cappello intonato. Giusto?
 
Questa è l’immagine che ne abbiamo, e dura fin dal 1959, quando venne lanciata da una pubblicità della Coca Cola firmata da Haddon H. Sundblom. Da allora, Babbo Natale è quello, anche se la Pepsi Cola nel 1996 tentò di proporre un Babbo in Blu.
 
E prima? Andiamo a vedere da dove ‘nasce’ Babbo Natale… La leggenda del rossovestito barbuto risale alla figura di San Nicola, nato a Patara, un porto nel sud della Turchia, nel 270 d.C. e vissuto nella Licia, dove fu vescovo di Myra. A lui si attribuivano miracoli, come quello di aver ridato la vita a tre bambini, o azioni molto generose, come ad esempio quella di aver regalato la dote alle tre figlie di un pover’uomo perché potessero sposarsi. Quest’ultimo episodio è raccontato da Dante Alighieri nel XX canto del Purgatorio (vv. 31-33), come uno dei tre esempi di generosità in opposizione all’avarizia punita in quel girone. San Nicola era visto come il protettore dei poveri, delle donne nubili e dei bambini. Dopo la sua morte, le spoglie furono trafugate e portate a Bari, città della quale il santo divenne patrono.
 
San Nicola, fino al 1300, aveva la barba marrone e tuniche di diversi colori. Con la diffusione del Cristianesimo, San Nicola fu associato alla divinità nordica Odino (si, Il papà di Thor), raffigurato con barba bianca e di solito in sella a cavalli bianchi.
 
E’ solo nel diciannovesimo secolo che Santa Claus inizia la sua scalata al titolo di ‘portaregali’, soprattutto per il mondo anglosassone. Il “Racconto di una visita di San Nicola”, di Clement Moore, fu pubblicato a New York il 23 Dicembre 1823. Da questo poema Robert Wier crea il primo vero ritratto popolare in cui il vecchietto vivace comincia ad assumere le sembianze del Babbo Natale che conosciamo: lo ritrae come un elfo smilzo e bassino, con copricapo e stivali, con un sacco pieno di giocattoli.
 
Fu intorno al 1862 che Thomas Nast, vignettista politico, ritrasse per la prima volta il Babbo Natale a noi noto, prendendo in prestito a modo suo le caratteristiche più salienti che emergevano in poemi e romanzi. Da quel momento, la sua l’immagine di Santa Claus, con giocattoli, pancione, pipa, barba bianca e abito rosso, venne usata in molte pubblicità e centri commerciali.
Alla morte di Nast (1902) lo stile di Babbo Natale venne lasciato alla fantasia di chi lo disegnava. Si ebbero quindi Babbi alti e bassi, magri e grassi, e vestiti nei modi più diversi, anche se spesso in rosso.
 
La società americana iniziò a chiedere Babbi Natale per stimolare le vendite natalizie, e nel 1937 nacque le prima scuola di formazione per Babbi Natali ad Albion (New York), che impartiva lezioni sul comportamento e sulle tecniche di vendita. La scuola curava anche l’apparenza dei Babbi Natali, che dovevano portare abiti rossi, stivali neri e baffi.
 
In questi anni, la Coca-Cola decide di adottare il personaggio di Babbo Natale nelle sue pubblicità. E Sundblom comincia a rappresentare un Babbo Natale circondato da bambini, giocattoli e regali, elfi, alberi di Natale, renne, che si cala nei camini. Nelle illustrazioni, Babbo Natale legge lettere di bambini, costruisce giocattoli, controlla le sue liste. Un Babbo Natale florido e sfarzoso e, al tempo stesso, umano, amorevole e gioioso, e molto ingrassato rispetto ai tempi di Nast. Il pancione è tracotante, simbolo dell’opulenza e della ricchezza americana, in rosso e bianco come i colori della Coca-Cola.
 
Alla fine Sundblom ha messo insieme varie tradizioni, dando vita ad una immagine che è ora irrinunciabile. Pensate ad un Babbo Natale magro, per esempio…
 
Se volete tutti i dettagli, vi rimando all’articolo sul web http://www.queryonline.it/2014/12/24/babbo-natale-veste-coca-cola/
 
Alla prossima!

2 commenti:

Mauro ha detto...

è passata pure la Befana

Non per fare il rompicoglioni, caro Claudio, ma la Befana è domani ;-)

Claudio Casonato ha detto...

Vero, mi hanno anticipato la pubblicazione di un giorno...

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