domenica 25 gennaio 2015

Vata, Pitta e Kapha

Ovvero etere ed aria (vata), fuoco ed acqua (pitta), e acqua e terra (kapha).
 
Si tratta di termini alla base della filosofia Ayurvedica, e visto l'incontro che si terrà il prossimo sabato 31 Gennaio (10.30) al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, mi sto informando per poter assistere con un minimo di conoscenze di base. E come al solito devo ringraziare Medbunker che ha già trattato, con la solita competenza, l'argomento.
 
Mi permetto di fare un riassunto della situazione, e rimando all'articolo di Medbunker per i dettagli.
 
L'Ayurveda è una medicina orientale che sfrutta idee e credenze secolari, ed ha come scopo quello di bilanciare le energie del nostro corpo, in particolare mente e spirito, purificare l'organismo, integrare la salute. In questo modo condurrebbe anche alla felicità, oltre che alla salute.
 
I mezzi con i quali si otterrebbero questi benefici sono tutti "naturali", erbe, minerali, massaggi, diete, tutta una serie di rimedi tramandati dall'antichità (quando non esistevano le medicine) ed a volte "modificati" con il tempo.
 
Si parte dall'idea, abbastanza comune, che il corpo sia connesso con la mente e l'universo attraverso una sorta di "forza vitale". Ogni parte del corpo è unita all'universo, contiene sostanze che si ritrovano in natura e quando la "connessione" con la natura è sbilanciata, insorge la malattia.
 
All'epoca nella quale nacque questo tipo di medicina non esisteva alcuna idea sullo sviluppo delle malattie, non si conoscevano i batteri e tutti i mali derivavano da forze sovrannaturali che decidevano per noi. Per curare le malattie, la medicina ayurvedica utilizza gli elementi che secondo lei compongono il corpo, si usano quindi erbe o minerali, massaggi per "riequilibrare" le energie, ed altro, come esercizi di respirazione e simili allo yoga.
 
Non discuto l'oggettiva utilità di una pratica che induce a prendersi cura di se stessi, pensare positivo e fare attività fisica.  Migliorare la propria alimentazione, lo stile di vita, dedicarsi del tempo per curare la propria vita, sono tutti princìpi che non possono essere dannosi.
 
Purtroppo, come in tutte le cose, ci sono dei pericoli in agguato. Fino a che ci si limita alla cura di piccoli malanni, malattie psicosomatiche, stati di stress, niente di male, ma quando si pretende (come alcuni fanno) di curare anche malattie gravi (cancro incluso), forse si esagera.
 
Un altro problema è l'uso di erbe e sostanze terapeutiche, comprate via web dai paesi di origine, che non sono controllate e che oltre a poter essere di scarsa qualità possono essere dannose. Sono in aumento infatti i casi di avvelenamento (anche letale) da prodotti ayurvedici. In particolare sono stati segnalati diversi casi di avvelenamento da piombo.
 
Ci sono pochi studi scientifici (e di scarsa qualità) sull'efficacia dell'ayurveda, ma è chiaro che è la stessa base teorica dell'Ayurveda a non trovare conferme in campo scientifico. Le fantomatiche "energie", la "forza vitale", l'equilibrio con l'universo sono tutti concetti filosofici che hanno pochissimo in comune con la medicina.
 
Non sono conosciute malattie guarite con l'Ayurveda ma sono descritti stati di malessere psicologico notevolmente migliorati. Regolare le proprie abitudini di vita non può che tenerci in un binario di educazione sanitaria utile in qualsiasi caso, bisogna invece diffidare pesantemente da quei medici ayurvedici che pretendono di curare l'impossibile.
 
Per concludere quindi: diffidare da prodotti non sicuri e non certificati. Affidarsi solo a medici iscritti all'albo ed abilitati, parlare sempre con il proprio medico curante per capire se si può ricorrere a questo tipo di pratica o se non fosse consigliabile vista la propria patologia.
 
Basti sapere che la medicina Ayurvedica, da noi considerata quasi un "capriccio" un po' stravagante (preso anche in giro da Aldo, Giovanni e Giacomo in un loro film), in India è utilizzata dalla classe più povera (perché spesso praticata da guaritori improvvisati) ma che per le malattie vere, anche in quel paese, si rivolgono agli ospedali, quando esistono.

Alla prossima.

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