mercoledì 8 aprile 2015

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Mi dispiace per la postilla al mio post precedente, pubblicato su Alessandria News. L'inizio era corretto: Le ricerche scientifiche condotte negli anni più recenti confermano l'inconsistenza della relazione tra vaccino MPR ed autismo. Purtroppo poi procede insinuando il dubbio che qualche collegamento ci possa essere...

A chi legge, sopratutto a causa del diffuso allarmismo, rimane impressa l'idea che i vaccini 'possano contribuire' all'autismo. E visti i problemi che la sanità mondiale già sta affrontando per la IMMOTIVATA paura dei vaccini (senza parlare dei morti), ogni virgola che possa alimentare questa paura è secondo me inappropriata.

Nella scienza NON si può 'negare' un'affermazione, ma solo CONFERMARE un'ipotesi (vedasi Popper ed i diversi filosofi della scienza), quindi si può sempre dire che TUTTO 'può contribuire'. Quindi anche il latte materno, le noccioline, il bagnetto e l'aria di montagna possono contribuire' all'insorgenza dell'autismo, e queste ipotesi hanno la stessa validità dei vaccini.

Inoltre non è corretto dire che la 'questione sarà comunque risolta in breve tempo', in quanto nessuno può dire quando (e se) la ricerca sarà in grado di dare una risposta definitiva alla questione.

Al riguardo, gli studi sembrano sempre più puntare su problemi genetici, con diagnosi di autismo anche prenatale, ed assolutamente scollegata da qualsiasi trattamento medico possa essere effettuato sul bambino (pre o post parto). Un articolo interessante è questo: https://health.ucsd.edu/news/2011/Pages/11-08-autism-neurons.aspx?hc_location=ufi

Un esempio: Il Giappone ha tolto l’obbligo di vaccinazione per rosolia e morbillo nel 1994, e per questo è l’unico paese economicamente sviluppato con ricorrenti epidemie di morbillo.
L’unico risvolto positivo, in termini di indagine scientifica, è che la mancanza di una trivalente in Giappone ha permesso di valutare l’incidenza dei casi di autismo in un paese sviluppato. Da quando il vaccino MPR è stato ritirato nel paese, il numero di casi di autismo è continuato a crescere in modo comparabile con quello dei paesi in cui si utilizza ancora la trivalente. È una  delle dimostrazioni sulla mancanza di un legame diretto tra la malattia e le vaccinazioni.

Alla prossima

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