mercoledì 8 luglio 2015

Medicine

Ci sono in giro molte medicine cosiddette ‘alternative’ (1), che si contrappongono, o vogliono ‘integrare’ la medicina ‘tradizionale’ o ‘ufficiale’.

Iniziamo subito col dire che non esiste medicina ‘ufficiale’ o ‘alternativa o altro. Esiste una medicina che è stata verificata e che funziona, ed una medicina che non da prove di funzionamento.

Per ‘provare’ in modo scientifico (2) che una medicina è efficace o no si segue un protocollo in doppio cieco (3), ovvero si prendono due (tre) gruppi omogenei di persone affette da una particolare patologia, ad uno si dà il medicinale da testare, all’altro un ‘placebo’ (4), ovvero una pillolina di zucchero senza principio attivo. Ad un eventuale terzo gruppo si somministra il medicinale normalmente usato.

Né i pazienti né i medici sanno chi prende cosa, per evitare di essere influenzati nelle valutazioni. Infatti, se io so che prendo il placebo non sentirò miglioramenti, mentre potrei sentire miglioramenti inesistenti se so che prendo il nuovo medicinale.

Solo un gruppo esterno di revisori sa chi ha preso cosa, e potranno quindi valutare i rapporti di medici e pazienti in modo obiettivo. Se il farmaco sotto esame da un risultato pari o inferiore al placebo, viene scartato. Se da risultati pari o superiori al farmaco ‘tradizionale’ si prosegue con le verifiche e la commercializzazione (e qui ci sono altri aspetti da valutare, come i costi, gli effetti collaterali eccetera).

Una cosa poco chiara al grande pubblico è la grande efficacia dell’effetto placebo: se io prendo qualcosa che penso mi faccia bene, mi sentirò meglio. Se a mio figlio o al mio cane do qualcosa che penso gli faccia bene, lo vedrò stare meglio.

Questo effetto di ‘autoinganno’ è potentissimo, ed ha un effetto reale, che può essere usato (ed è in effetti usato) per molte patologie psicosomatiche (5) o come ‘contentino’ per tutte quelle malattie che passano da sole.

In effetti, una gran parte dei medicinali che prendiamo non curano la malattia, ma ne attenuano o mascherano i sintomi. Per esempio, il raffreddore da solo passa in 7 giorni, se prendo qualcosa invece passa solo in una settimana!

In tanti casi, i principi attivi contenuti nei medicinali o in certi prodotti di erboristeria, danno un effettivo sollievo ai sintomi (antistaminici, antiinfiammatori), permettono di tenere sotto controllo un problema (digitale, insulina), o di sconfiggere mortali infezioni batteriche (antibiotici).

Per contro, usare un antibiotico per una malattia virale è perfettamente inutile, anzi può essere dannoso.

E’ importante sapere come e perché i farmaci funzionano, ed essere coscienti che l’effetto placebo esiste ed ha la sua influenza. Del perché parleremo la prossima volta…

Alla prossima!

1. https://it.wikipedia.org/wiki/Medicina_alternativa
2. https://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico
3. https://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_cieco
4. https://it.wikipedia.org/wiki/Placebo_(medicina)
5. https://it.wikipedia.org/wiki/Psicosomatica

Da AlessandriaNews

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