venerdì 18 dicembre 2015

Cosa c'è dentro.

Una collega mi ha portato una scatola di un prodotto di rinomata azienda omeopatica, avuto in farmacia per tosse e mal di gola. Non faccio nomi per ovvi motivi...

Oltre al nome, la scritta di legge (senza indicazioni terapeutiche approvate) e la quantità (60 pastiglie ricoperte da 300 mgr).

60??? Si, perché sono da prendere una ogni mezz'ora, facendole sciogliere in bocca (ed allora perché ricoprirle?).

Riporta poi la composizione, che dettaglio tradotta dal 'latinorum' dei preparati omeopatici.

Tre componenti sono in concentrazione 3 CH (vedasi questo post per il significato di CH), ovvero, se la matematica mi assiste (correggetemi se sbaglio), 0.0009 milligrammi per pastiglia di ognuno dei seguenti principi:
  • ACONITO,  una delle piante più tossiche della flora italiana.
  • ARUM (https://it.wikipedia.org/wiki/Arum)
  • BRYONIA, detta anche Vite Bianca, pianta erbacea delle cucurbitacee
Quindi altri otto componenti a 6 CH, ovvero 0.0000000009 milligrammi per pastiglia:
  • Fosfato di ferro
  • Calendula
  • Spugna di mare essiccata…. Povero Spongebob...
  • Belladonna (tossica)
  • Mercurio solubile (tossico)
  • Fegato di zolfo, una miscela grezza di vari solfati, solfuri, bisolfuri eccetera di potassio
  • Bicromato di potassio (tossico e cancerogeno)
  • Pioppo. Si, l’albero.
Sommiamo tutto assieme, ed in una pastiglia avremo l'immensa quantità di 0.0027 milligrammi di principi attivi. In pratica, consideriamo i primi 3, gli altri 8 cambierebbero il numero in maniera ininfluente, aggiungendo solo 0.000000072 mgr al totale.

Confrontando con un normale analgesico della spietata 'Big Pharma', una compressa di Ibobrufene contiene 200, 400 o 600 milligrammi di principio attivo, a seconda del tipo.

Diciamolo in percentuale: ogni pastiglia contiene ben lo 0.0081 % di principi attivi. E meno male che è poca roba, vista la tossicità di alcuni di essi...

Il resto che è? La confezione dice che 'contiene anche' (io direi 'contiene solo', ma sono ben conosciuto come bieco disinformatore...) saccarosio e lattosio, ovvero due zuccheri.

In pratica, la 'cura' omeopatica proposta alla mia collega consiste nel ciucciarsi uno zuccherino ogni mezz'ora, per un totale di 32 pastiglie al dì. Al modico prezzo di 10/15 € alla scatola.

Ma se invece pigliamo qualche caramellina al miele, magari di erboristeria, che fanno lo stesso effetto e forse sono pure più buone?

Fate vobis...


1 commento:

bombarda ha detto...

Le caramelle al miele sono sicurament epiù efficaci per la cura del raffreddore.

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