sabato 16 gennaio 2016

Xylella. Lettera aperta al procuratore capo di Lecce Cataldo Motta

Ribloggo questo articolo dal sito di Le Scienze, e vi invito a cliccare qui per firmare la lettera aperta di Beatrice Mautino e Marco Cattaneo.

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Egregio dottor Cataldo Motta,

ci rivolgiamo a lei in qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce in relazione

Lungi dall’entrare nel merito dei reati ipotizzati nell’indagine giudiziaria condotta dai sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, vorremmo attirare la sua attenzione su alcuni elementi cruciali perché si possa affrontare con tempestività e trasparenza la cosiddetta emergenza Xylella e la sua relazione con il CoDiRO.

Come abbiamo evidenziato nell’articolo La scienza di Xylella. Troppe domande senza risposta, ci sono molti interrogativi aperti a proposito del CoDiRO e delle dinamiche di insorgenza e di diffusione della malattia, a cominciare dalla sua relazione con il batterio Xylella fastidiosa.

Per dare risposta a questi interrogativi è indispensabile che si verifichino due condizioni:  
al recente decreto di sequestro degli olivi colpiti dal Complesso di disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO) nelle province di Lecce e Brindisi.
  1. Che gruppi di ricerca indipendenti possano avere accesso alle piante infette sottoposte a sequestro onde effettuare analisi che chiariscano gli elementi ancora oscuri;
  2. Che siano accessibili agli scienziati gli eventuali nuovi dati emersi dalle perizie scientifiche commissionate nel corso delle indagini.
A quanto sappiamo, gli atti completi - testo del decreto e perizie allegate - possono invece essere richiesti a codesta Procura soltanto su mandato di una delle parti.

Ci rivolgiamo a lei, perciò, per chiederle di mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale i materiali contenuti nella perizia tecnica e di garantire l’accesso alle piante infette a gruppi di ricerca che ne
facciano richiesta presso codesta Procura allo scopo di produrre nuovi studi sull’infezione.

Qualora l’infezione si dovesse trasmettere ad altre aree, tenere riservati elementi scientifici di novità e impedire che la ricerca abbia accesso alle piante colpite dal CoDiRO per le necessarie analisi può essere fatale per gli olivi salentini e porre in estremo pericolo l’attività olivicola della Puglia e, in ultima analisi, dell’intero bacino mediterraneo.

Confidando nella sua comprensione, le porgiamo i nostri più cordiali saluti

Marco Cattaneo
Beatrice Mautino

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